Panzetta: “Pagliariccio non è al mio livello, ma non lo sottovaluto”

Luca “Panzer” Panzetta (3-1) tornerà in gabbia tra pochi giorni, sabato 9 febbraio, ad ICF 7. L’evento andrà in scena al Palazzetto di Galliate, in provincia di Novara.

L’occasione è quella del co-main event dell’appuntamento, che vede Panzetta opposto a Tanio Pagliariccio (3-0). Una sfida tra due giovani pesi gallo italiani davvero promettenti.

“Panzer”, dopo un passato da pugile, esordisce da professionista nelle MMA nel 2016. Da allora ha ottenuto due successi via sottomissione e uno per decisione dei giudici. L’unica sconfitta in carriera l’ha subita per TKO.

Pagliariccio, invece, si è aggiudicato due match ai punti e ha vinto per sottomissione in una occasione. Dopo un’ottima carriera da amateur, coronata dalla vittoria del titolo mondiale di MMA Light, ha esordito da pro nel 2018. Per adesso ha svolto tutta la carriera in ICF, ed è ancora imbattuto.

Un elemento che accomuna entrambi i fighter è l’assenza di successi per KO/TKO: potrebbe essere l’incontro giusto per inaugurare questa modalità di finalizzazione. Ma attenzione: entrambi hanno delle skills importanti nella lotta a terra.

Ecco le parole di Panzetta sull’impegno che lo attende ad ICF 7, ma non solo.

Il tuo ultimo match risale ad ottobre, quando hai sconfitto Ashley Rosi per split decision. In diversi hanno contestato il verdetto dei giudici. Cosa pensi di quell’incontro e della polemica in merito al risultato finale?

Io ho portato a casa il primo e il secondo round con punteggio 10-9, mentre il terzo poteva essere dato ad Ashley, sempre per 10-9. Anche se, con le nuove regole, nell’ultima ripresa ho lavorato a terra più io che lui. Detto questo io combatto, non parlo, quindi non ho badato molto alle polemiche.

Ad ICF 7 incontrerai Tanio Pagliariccio, atleta molto giovane e ancora imbattuto. Che match ti aspetti? Pensi di essere superiore a lui in qualche campo?

Sì, affronterò Pagliariccio, imbattuto fino ad ora. Sarà motivante per me. Mi aspetto un incontro tecnico. Penso che in generale non sia al mio livello ma non lo sottovaluto. Comunque sarà la gabbia a parlare, e a far vedere chi dei due è più forte !

Il tuo avversario ha ottenuto la maggior parte delle sue vittorie ai punti, e anche tu sei reduce da un successo via decision. Credi che il match lo decideranno i giudici oppure ti aspetti che finisca prima del limite?

Assolutamente prima del limite.

Fai parte del Team Clan mano di pietra – Ramada Jiujitsu, perciò sei seguito dal coach Cristian Binda e ti alleni con atleti del calibro di Daniele Scatizzi, Andrea Fusi e Alessandro Botti. Cosa hai imparato dalla loro esperienza e capacità? Quanto è stimolante per te fare parte di un team di questo livello?

Sì esatto, faccio parte di questi due team e come coach di MMA mi seguono sia Binda che Botti. Ma anche i miei altri compagni ovviamente mi insegnano moltissimo, da loro apprendo sottigliezze in ogni settore. Per me è una grossa fortuna far parte di un team del genere, allenandoti con atleti così forti li segui in ogni dettaglio e assorbi la loro energia e la loro passione per quello che fanno, e il modo in cui lo fanno.

Hai un ottimo background nel pugilato. Secondo te, quali sono le differenze tecniche principali tra la boxe e lo striking delle MMA?

Le differenze maggiori sono nel movimento di bacino quando si fanno le schivate, che nelle MMA non può essere troppo accentuato.

Credit Photo: Fabio Barbieri 

Pagliariccio: “Sono gli avversari che devono adattarsi al mio stile”

Tanio “O Scugnizz” Pagliariccio (3-0) affronterà Luca “Panzer” Panzetta (3-1) nella main card di ICF 7, in scena sabato 9 febbraio a Galliate (Novara).

“O Scugnizz” è ancora imbattuto, con due vittorie ai punti e una per sottomissione in tre incontri. La sua è una storia di riscatto: nato alle Vele di Scampia, in un contesto difficile, scopre gli sport da combattimento a 13 anni. Qualche tempo dopo diventa campione italiano di kickboxing. Poi si innamora delle MMA, e decide di trasferirsi a Milano per inseguire il sogno di entrare in UFC. I sacrifici non lo spaventano: pur di allenarsi è disposto anche a dormire sul tatami della palestra che lo ospita.

A 17 anni conquista in Ucraina il titolo mondiale di MMA Light già sfiorato in due precedenti occasioni, e così, dopo una lunga carriera da dilettante in diverse discipline, decide di passare a professionista. Esordisce da pro nel 2018, appena 19 enne, e colleziona, in un solo anno, tre successi in altrettanti match.

I risultati del ragazzo napoletano non sono passati inosservati: Alex Dandi, oltre ad averlo incluso nel roster di Italian Top Fighters Management, lo ha più volte definito “uno dei più promettenti giovani talenti italiani di MMA”, in grado di dimostrare fino ad oggi “una difesa dai takedown ed una compostezza tecnica superiore a tanti pro italiani ben più noti”. Insomma, un atleta da seguire con attenzione.

Abbiamo contattato Pagliariccio per sapere le sue impressioni sull’incontro che lo attende. Tanio premette: “Non vedo l’ora di combattere. Ero già pronto per Verona, mi è dispiaciuto davvero tanto non aver combattuto. Ma ora sono doppiamente pronto”.

Ad ICF 7 affronterai Luca Panzetta. Come hai studiato il tuo avversario e che incontro ti aspetti?

Conosco bene Panzetta, e lo stimo tanto, è un ottimo fighter. Avrei dovuto fare il mio esordio da professionista contro di lui (ad ICF 1, nda), ma sono sicuro che ora sarà un match molto più equilibrato e spettacolare di quanto potesse esserlo allora. Non ho bisogno di studiarlo, tutti i miei allenamenti e tutti i miei match sono studiati perché siano gli altri a doversi adattare al mio stile.

Panzetta ha ottenuto due vittorie su tre via submission. Credi che cercherà di portarti a terra?

Non ho idea di cosa voglia fare lui nel match e, senza nessuna arroganza, non mi interessa. Mi alleno a 360 gradi in tutte le fasi del combattimento, e sono pronto a tutto. Scopriremo il 9 febbraio che direzione prenderà questo incontro.

In caso di vittoria, pensi di essere pronto per una sfida titolata contro il campione in carica Francesco Nuzzi?

Un passo alla volta. Ora voglio vincere questo match, poi parleremo del futuro. Sicuramente non mi farò trovare impreparato per qualsiasi sfida.

Con il nutrizionista che ti segue, Roberto Scrigna, hai lavorato sul potenziamento muscolare. Come ti senti adesso? Hai notato dei miglioramenti?

Scrigna è un genio, collabora con i miei preparatori atletici Davide Pecchi e Andrea del Re, tutti insieme stiamo facendo un gran lavoro e ci sono degli ottimi risultati. Il mio corpo sta cambiando, sia per l’età che per gli allenamenti, ed essere seguito da uno staff così competente mi rende ancor più sicuro dei miei mezzi.

Hai avuto un percorso da amateur di altissimo livello, con una conquista del titolo mondiale di MMA Light a soli 17 anni. Cosa ricordi di quell’esperienza in Ucraina? Quanto sono stati importanti i trascorsi da dilettante quando sei passato al professionismo?

La mia esperienza in Ucraina è stata indimenticabile, mi ero appena trasferito a Milano, e quella vittoria mi fece subito capire che avevo preso la strada giusta. Conquistare il titolo mondiale dopo averlo sfiorato per 2 volte è stata una bella soddisfazione. Ma le esperienze più importanti da dilettante, che hanno fatto davvero la differenza, le ho fatte sul ring grazie al mio coach Omar Vergallo, che mi ha portato a combattere in giro per l’Europa.

Al momento hai svolto tutta la tua carriera da pro combattendo in ICF. Hai mai avuto proposte anche da altre organizzazioni?

Ho avuto più di una proposta al di fuori di ICF. Ma, riflettendo con i miei manager e il mio team, abbiamo valutato che piuttosto di combattere in chissà quale piccolo galà al di fuori dell’Italia, tanto per dire di aver combattuto all’estero, sarebbe stato più importante combattere nella promotion più importante del nostro paese. Mi fido completamente del mio Management.

Cogliandro: “Sono molto gasato dal match, venderò cara la pelle. Mini?..”

Walter “The Snatch” Cogliandro (8-0) è pronto a tornare in azione. Dopo aver conquistato la cintura della promotion Italian Cage Fighting nella categoria dei pesi piuma ad ottobre, Cogliandro è chiamato a difenderla dall’assalto del francese Alioune Nahaye (7-1). L’incontro costituirà il main event del settimo appuntamento targato ICF, in scena sabato 9 febbraio a Galliate (Novara).

Cogliandro è ancora imbattuto. Ha ottenuto la maggioranza delle sue vittorie (5 su 8) per KO/TKO; le restanti si dividono tra due successi ai punti e uno via submission. Dunque, un atleta dalle mani pesanti che però nel suo ultimo match ha dimostrato di saper tenere testa ad una cintura nera di Jiu jitsu nella lotta a terra. Perciò, un fighter completo pronto ad entrare in gabbia per la prima volta nel nuovo anno, dopo aver combattuto ben in 4 occasioni nel 2018.

Nahaye ha subito una sola sconfitta in carriera, nel 2013, per decisione unanime. Dopo una pausa di due anni, è tornato nell’ottagono nel 2015, e da allora ha raccolto solo vittorie, collezionandone 5 di fila. Ha ottenuto la maggior parte dei suoi successi (4 su 7) via sottomissione, tra l’altro sempre con modalità diverse: ha vinto per kimura, heel hook, armbar e triangle choke. Insomma, un atleta che sa adattare il suo bagaglio tecnico da grappler ad ogni situazione.

Ma non solo: infatti, i restanti incontri che si è assicurato, Nahaye li ha conquistati per KO/TKO. Questo indica che anche il francese è dotato di una certa potenza nei colpi, che lo rende un fighter pericoloso anche nello striking.

Abbiamo raggiunto Walter Cogliandro per rivolgergli qualche domanda sul suo prossimo impegno, ma non solo. Per chi non lo sapesse, recentemente “The Snatch” ha sfidato nuovamente Federico “Fortigno” Mini (7-0), campione Venator dei pesi piuma. Ecco le impressioni di Cogliandro rilasciate al nostro sito.

Iniziamo dalla vittoria della cintura ICF contro Khampasath. Come analizzeresti quell’incontro? Qual è stato il primo pensiero che hai avuto da campione?

Il match con Khampasath è stato duro, soprattutto a livello psicologico. È un lottatore esperto, pressante, in ogni fase di ground game cercava di finalizzare. Ammetto che sono stato in difficoltà diverse volte, ma ne sono uscito bene. Volevo quella cintura e me la sono andata a prendere con arroganza (ride, nda).
Il primo pensiero da campione? Non è cambiato nulla. Anzi, ora è tutto più complicato: ci si aspetta tantissimo da me e dalle mie prestazioni, quindi sono parecchio motivato per offrire un bello spettacolo e convincere tutti dei miei mezzi.

Difenderai il titolo in casa affrontando Nahaye. Quali sensazioni provi a combattere davanti al tuo pubblico? Avverti maggiore pressione o sei più stimolato?

Combattere in casa è sempre bello, ma molto pressante. La fortuna che ho sempre avuto è quella di essere circondato da un team e da molti amici, che si sono fatti sempre tanti km per venire a vedermi. L’ultima volta a Torino per il titolo abbiamo superato le 70 persone venute a supportarmi, quindi anche lì è stato come combattere in casa! Li ringrazio dal primo all’ultimo, perché sono davvero fantastici.

Il tuo avversario è reduce da 5 vittorie consecutive, tre di queste al primo round. Che incontro ti aspetti?

Mi aspetto un vero professionista che verrà giù con la voglia di vincere, e questa cosa mi gasa tantissimo! Venderemo cara la pelle.

Nahaye ha ottenuto la maggior parte dei suoi successi per sottomissione. Pensi che lotta a terra possa essere una delle chiavi di sviluppo del match?

Ha vinto molti incontri al suolo, questo è vero, ma ha anche un ottimo background nello striking. Io, come dico sempre, “guardo il mio”: ogni volta che preparo una strategia o mi fisso su statistiche, dati, eccetera, va sempre al contrario. Voglio diventare, e lo diventerò, completo per ogni situazione e tipologia di match. Quindi mi farò trovare il più preparato possibile ovunque Nahaye vorrà sviluppare l’incontro.

Sei al terzo posto nei ranking italiani di MMA dietro a Pilò, secondo, e Mini, primo. Credi che questa posizione rispecchi il tuo valore al momento?

Non sono io a dover giudicare i criteri dei ranking. Di sicuro mi fa piacere essere sul podio, soli 2 anni fa non comparivo nemmeno nei “nomi presi in considerazione”, perciò ora va bene così! L’importante è vincere e stare al top della classifica!

Secondo te, perché Mini non ha ancora accolto la tua sfida?

Dovreste chiedere a lui perché non vuole fare il match (ride, nda). Io sarei felicissimo di affrontare un atleta del suo calibro, ma amen. Io penso alla mia carriera e agli atleti che mi si presentano davanti. Avrà le sue buone motivazioni, no? (ride, nda).

In caso di vittoria, ti vedremo nuovamente difendere la cintura in ICF o rivolgerai la tua attenzione all’estero?

In caso di vittoria, vedremo. Io faccio l’atleta, non mi occupo di cercare match e avversari. Per questo ho un management competente come l’Italian Top Fighters Management di Alex Dandi, oltre al mio Coach Luca Cardano. Sono nelle loro ottime mani. Sicuramente il sogno estero è davvero eccitante, ma per ora penso al 9 febbraio!

Credit photo: Fabio Barbieri