Manolo Zecchini: “Sono maturato, mi aspetto di fare un grande match”

A due giorni da ICF 6, in scena sabato al Pala Ferroli di Verona, abbiamo raggiunto Manolo “Angelo Veneziano” Zecchini (6-1) per un’intervista. Il giovane atleta veneto sarà uno degli idoli di casa dell’evento, e affronterà il francese Mohamed Sayah (7-5-1).

Sayah ha collezionato tre vittorie consecutive e una sconfitta negli ultimi quattro incontri. In carriera ha perso principalmente per decision, mentre si è aggiudicato 3 successi su 7 per TKO. Il francese è un peso welter che ha accettato di scendere nei leggeri per affrontare Zecchini, oltre ad essere già di per sé dotato di una notevole fisicità.

Da parte sua, l’ultima volta che è entrato in gabbia, l’ “Angelo Veneziano” ha vendicato la prima sconfitta in carriera, subita contro Gert Kocani, battendo in modo netto (via decisione unanime dei giudici) Francesco Moricca a The Golden Cage 2 dello scorso giugno.

Zecchini in carriera ha conquistato 4 vittorie per TKO e 1 per KO: è un fighter dotato di mani molto pesanti e di uno striking incisivo e pericoloso. Ma non solo: nel suo impegno a The Golden Cage 2 il giovane atleta ha mostrato anche progressi nella lotta a terra. Ecco le impressioni di Manolo sulla sfida che lo aspetta a ICF 6, ma non solo.

Un tuo commento sul match contro Moricca: come lo analizzeresti?

È stato un incontro sicuramente intelligente e ben studiato da parte mia e del mio team.

In quell’occasione hai imposto il tuo gameplan senza esporti a rischi eccessivi. Cosa ti ha insegnato la sconfitta contro Kocani? Ti senti più maturo come fighter?
Quella sconfitta mi ha insegnato che non sempre l’irruenza è la chiave per vincere, ma anzi, la testa la maggior parte delle volte ha la meglio!

Ad ICF 6 affronterai il francese Sayah, che non ha un record immacolato ma vanta una buona esperienza nelle MMA. Che incontro ti aspetti?
L’unica cosa che mi aspetto è di fare un gran match!

Sayah è un welter che scenderà nei leggeri in occasione di questo incontro. Come giudichi tagli del peso così importanti? Fisicamente credi che sarà avvantaggiato?

Di certo lui si presenterà al match più pesante di me. Sarà una mia priorità che questo aspetto non condizioni la mia performance. Secondo me, i tagli del peso superiori ai 7 kg sono esagerati e deleteri.

Dove hai svolto il camp?

Qui a Venezia e a Milano!

Nel 2014 hai disputato un match in Brasile. Cosa ricordi di quell’esperienza? Com’è stato combattere in Brasile?

È stato il mio primo match da professionista, avevo solo 17 anni. Io dico sempre che quell’esperienza mi ha fatto uomo, perché vivere e combattere in certi ambienti ti costringe a crescere prima del tempo.

PHOTO CREDIT BY PIETRO BARONI

Penini: “Match duro, quello che volevo. Pronto alla sfida nella mia Verona”

Pietro “King Kong” Penini (7-1-1, 1 NC) affronterà il montenegrino Nihad Nasufovic (9-2) per il titolo dei pesi medi Italian Cage Fighting nel main event della card ICF 6, prevista per sabato 15 dicembre a Verona.

Penini in carriera ha già conquistato un titolo nazionale, laureandosi campione di Venator FC con un netto TKO in soli 25 secondi ai danni di Cristian Magro. In ICF “King Kong” è al suo secondo assalto al titolo: lo scorso marzo sfidò Leon Aliu per la cintura, registrando la prima sconfitta in carriera, decretata dallo stop medico mentre era in vantaggio sui cartellini dei giudici.

L’atleta della Fight House Verona è tornato in gabbia a fine settembre, quando ha sconfitto l’ex kickboxer Francesco Demontis per TKO alla prima ripresa. A questo punto Penini ha chiesto a gran voce una nuova chanche titolata, che alla fine gli è stata concessa dalla dirigenza ICF.

Il suo avversario, Nihad Nasufovic, è reduce da uno score di sei vittorie consecutive (non perde dal 2015), di cui cinque prima del limite, tre di esse al primo round. Le uniche due sconfitte in carriera il montenegrino le ha subite per decisione dei giudici.

Si tratta di un fighter completo, con 5 vittorie per KO/TKO su un totale di 9, indice di uno striker dalle mani molto pesanti, capace però di assicurarsi 3 incontri per submission, quindi da non sottovalutare nel ground game. In carriera ha sfidato anche l’ex UFC Amilcar Alves, aggiudicandosi il match ai punti dopo 5 riprese e conquistando così la cintura della promotion tedesca Shooto Kings.

Dunque, un incontro che si presenta come molto equilibrato, un match sfidante per il nostro connazionale Penini, chiamato al confronto con un avversario di esperienza e vincente. Ecco le parole di “King Kong” in merito.

La vittoria contro Demontis è stata tutt’altro che scontata, dato che l’ex kickboxer è partito con uno striking aggressivo che, nelle primissime fasi del match, ti ha messo in difficoltà. A mente lucida, che incontro è stato? Ti aspettavi un inizio così agguerrito da parte del tuo avversario?

In realtà mi assumo le colpe di una partenza troppo aggressiva. Certo è che sicuramente dal mio avversario non mi aspettavo altrettanto. Demontis mi ha sorpreso con un gancio stretto ed è stato un inizio di match in salita, ma avevamo preparato l’incontro troppo bene per permettere ad un errore di far sfumare tutto. Poi, la voglia di vincere ha fatto il resto.

ICF 6. Nasufovic è un fighter ostico: ha mani molto pesanti ma anche a terra è pericoloso. Tecnicamente, che match ti aspetti? 

Mi aspetto un incontro tatticamente delicato. E’ il genere di match che volevo, il mio avversario ha molta esperienza, è duro e coriaceo. Non è mai andato KO e il suo score parla da solo. Sono davvero elettrizzato, non vedo l’ora di combattere!

C’è un ambito in cui pensi di essere superiore rispetto a lui? Hai individuato qualche sua lacuna in particolare?

E’ un atleta completo e sicuramente sarà un match che su giocherà su più fronti. Ma oltre ad avere molti punti di forza, Nasufovic ha anche delle lacune, e sarà proprio lì che porteremo a casa la vittoria.

Torni a combattere nella tua Verona. Che sensazioni hai in merito?

Sono estremamente legato alla mia città, e sono felicissimo che lo staff di ICF abbia scelto proprio Verona per un evento di questo livello. Sarà un onore per me chiudere la serata con il match titolato.

Il tuo camp è stato piuttosto variegato, tra Verona, Milano e New York. Come ti sei trovato durante la preparazione? Com’è andata l’esperienza a NY?

Il camp è andato benissimo e posso tranquillamente affermare che, oltre al mio team (Fight House Verona, nda), anche Milanimal e Longo and Weidman MMA fanno parte al 100% del Team Penini. Mi hanno aiutato moltissimo nello svolgimento della preparazione, questa unione tra palestre è fondamentale per poter crescere. New York ormai è una seconda casa, e i ragazzi della Longo and Weidman MMA e di Serra BJJ Academy sono dei compagni di squadra a tutti gli effetti. Tutti loro hanno sposato in pieno la causa, aiutandomi in ogni modo a preparare l’incontro. Mi ritengo fortunato ad avere intorno persone del genere.

Credit photo: Fabio Barbieri