COGLIANDRO VUOLE IL TITOLO PESI PIUMA ICF

Walter Cogliandro (7-0) numero 4 dei ranking italiani di categoria ( https://mmarankingitalia.wordpress.com/2018/10/11/mma-ranking-italia-featherweight-10-10-18/ ) combatterà per il titolo pesi leggeri ICF contro l’esperto Soukh Khampasath (11-9-1). Queste le parole di The Snatch a Spirito Guerriero.

– Ciao Walter e grazie per rispondere alle nostre domande. Come ti senti in vista dell’incontro? Com’è andato il camp?

– Ciao e grazie a voi per l’occasione! Mi sento benissimo, il camp è andato bene, siamo pronti e gasati!

– Andrai per il titolo pesi leggeri, prima volta che combatterai sulle 5 riprese. Che emozioni ti suscita?

– Andare per le 5 riprese è bella tosta, ma abbiamo allenato anche questo in caso dovesse andare per le lunghe.

– Khampasath sarà l’avversario più duro da te incontrato. 21 incontri di cui 11 vittorie ed un pareggio. 7 sottomissioni. In che area dell’incontro pensi di riuscire ad importi?

– Io non mi focalizzo mai su l’ avversario, lavoro su me stesso e sono preparato a tutto.
Sono determinato, è una cintura nera e questa cosa mi ha reso ancora più carico negli allenamenti. Non vedo l’ ora.

– Quali sono i tuoi piani per il futuro? C’è qualche fighter in particolare che ti piacerebbe affrontare?

– Ho dietro un coach ed un management che seguono questo per me quindi loro scelgono, io eseguo.

– Qual è la tua opinione sui tagli del peso estremi? Tu tagli molto?

– Io taglio una decina di kg, non sono d’accordo su questa pratica ma bisogna uniformarsi al resto del mondo.
Sicuramente da “mangione” che sono eviterei anch’io 2 mesi di dieta senza nutella.

Voglio ringraziare il mio coach, il mio nutrizionista (un santo) e tutta la mia famiglia dentro e fuori palestra.

Credit: Piazzinifotografia

ICF 4: La cintura vola in Spagna. Pugliesi è una forza con cui fare i conti.

Dopo circa quattro mesi, utili per riprendere fiato ed organizzare nuovi dettagli, è tornata in scena Italian Cage Fighting, al suo quarto evento sul suolo italiano.

La location è quella ormai storica del teatro Principe di Milano che, come al solito, si è trasformata in bolgia all’ingresso dei beniamini di casa.

Apre l’evento una variegata card dilettantistica, di seguito i risultati:

145 lbs: Alfons Doskja sconfigge Alessio De Gianni per decisione unanime (29-27, 30-26, 29-27)

145 lbs: Ingli Nakob sconfigge Francesco Lo Galbo via ghigliottina a 1:18 del primo round

145 lbs: Alessandro Rossi sconfigge Marco Raffagnini per decisione unanime (29-27, 29-27, 29-26)

157 lbs: Dylan Hantig sconfigge Paolo Podda per TKO a 1:19 del secondo round

170 lbs: Alessio Nicolai sconfigge Vittorio Cozza per decisione unanime (29-27, 29-27, 30-26)

Giusto il tempo di una breve pausa e si riparte con la card dei professionisti:

Il primo match vede opposto l’atleta di casa Federico Fasciano contro Luca Esposito. Dopo un primo round combattuto è il fighter di stanza alla MMA Atletica Boxe di Garcia Amadori a chiudere l’incontro grazie ad una bella rear naked choke. Fasciano è stato bravo a sfruttare il vantaggio nella parte a terra e mantiene imbattuto il suo record (3-0).

Il secondo incontro di serata contrappone due ragazzi giovanissimi: Tanio Pagliariccio e Facundo Frogner. Il giovane napoletano rispetta i pronostici della vigilia e si porta a casa la vittoria per decisone unanime, soffrendo più di quanto ci si aspettasse. Facundo riesce a portare dei buoni colpi che, in alcuni casi, piegano le ginocchia all’atleta della Ludus Magnum, il quale però non si fa intimidire e continua imperterrito nella sua azione ordinata e composta, portandosi a casa la terza vittoria consecutiva.

Panzetta contro Rosi era uno degli incontri che più prometteva spettacolo. Match che ha, forse, deluso le aspettative in termini di mero show e ha visto trionfare l’atleta brianzolo tramite decisione non unanime, con un verdetto che darà da discutere per ancora qualche tempo.

Dopo la sconfitta ad ICF 2 (al tempo IFC) patita per mano di Leon Aliu (ex campione ICF, ora in forza al Brave), torna in gabbia Pietro Penini opposto a Francesco Demontis: pronti, via e Demontis impatta con un bel gancio che fa tremare le gambe all’atleta veronese. Nella concitazione Penini va a terra e Demontis, peccando forse d’inesperienza, lo segue al suolo. A questo punto non c’è più storia: Penini ribalta la posizione e, tramite un’azione di Ground & Pound costringe l’arbitro a fermare l’incontro. Nel post match dichiara di volere un’altra chance al titolo, Alex Dandi lo nomina contendente numero 1. Lo rivedremo ad ICF 6 Verona (sua città natale) in un match titolato?

Categoria pesi welter: entrano in gabbia il “fan favourite” Andrea Fusi e Gabriel Conti. Il primo round è combattuto, Conti più attivo ma Fusi porta i colpi più pesanti. Nel secondo round “Il Barbaro” riesce a chiudere una perfetta ghigliottina che non lascia scampo all’atleta torinese.

Nel sesto incontro l’imbattuto Rocca sconfigge per decisione non unanime Francesco Moricca. Match dall’andamento particolare: Moricca, nonostante un lungo passato nella k-1, pressa continuamente a parete Django, senza riuscire però a portare colpi importanti. D’altro canto Rocca riesce a causare danni all’avversario. Nel terzo round Moricca parte forte colpendo con delle belle combinazioni ma lascia il passo nel finale all’atleta di Rimini.

Co-main event della serata: Pugliesi vs Hassanzada. Walter Pugliesi è una forza che non può più essere ignorata. Dopo soli 41 secondi chiude l’incontro in grande stile: prima piega le gambe ad Hassanzada grazie a dei colpi pesantissimi, a quel punto l’atleta dell’MMAFFT tenta un takedown andando ad infilarsi nella ghigliottina dell’atleta di Arcore (non Vimercate). Quarta vittoria prima del limite per l’imbattuto Walter Pugliesi, che adesso punta il titolo, vacante, ICF.

La serata si chiude con un risultato amaro per i fan italiani: Botti non riesce a concludere in bellezza questo 2018 e soccombe all’espertissimo Abner Lloveras. “Bad” parte forte mettendo in difficoltà l’atleta spagnolo poi si espone, forse in un eccesso di sicurezza, ed incassa un pugno molto forte che lo costringe ad indietreggiare. Lloveras è molto composto e continua a portare colpi forti e precisi (da segnalare tre middle kick dal rumore raccapricciante). Alessandro è sulla difensiva e, ormai sul finire della prima ripresa, viene colpito da un overhand spaventoso, che gli spegne subito le luci. Lloveras è il nuovo campione ICF dei pesi leggeri e difenderà la cintura probabilmente prima della fine dell’anno. Alessandro Botti siamo sicuri che tornerà più forte di prima.

Una serata importante e riuscita questa di ICF 4. Il teatro Principe era completamente pieno verso il finale di serata. Da segnalare tre importanti ospiti internazionali: Stefano Paternò, Jan Błachowicz e Gunnar Nelson (all’angolo di Lloveras)

Stefano Paternò, ex campione welter ICF ed attuale campione Cage Warriors, intervistato in gabbia da Alex Dandi dimostra ancora una volta la sua grandissima classe non rispondendo alle provocazioni del suo futuro avversario. Stefano è l’opposto di come i fighter vengono rappresentati nell’immaginario collettivo: rispettoso, umile, acculturato, con un viso pulito. Siamo tutti con te per la difesa del titolo.
Jan Błachowicz, numero 3 al mondo nella categoria dei pesi massimi leggeri. Intervistato da un emozionato Dandi il fighter polacco ha svelato dei retroscena sul suo futuro, dicendosi pronto a combattere uno qualsiasi fra Jon Jones, Daniel Cormier oppure Alexander Gustaffson.

L’unico appunto che ci permettiamo di fare riguarda la location: nonostante il Principe sia molto suggestivo i problemi di spazio per gli atleti non potranno più essere ignorati con l’espandersi della promotion. Assenza di spogliatoi, tutti gli atleti a riscaldarsi nella solita zona, spazi ridotti.

L’evento nel complesso è stato molto piacevole, atmosfera sempre caldissima, ospiti d’eccezione, match equilibrati. Da migliorare, come detto prima, la zona riservata agli atleti che, per questioni di location, non è al passo con gli obiettivi che si pone la promotion.

LLOVERAS VUOLE IL TITOLO

Abner “Skullman” Lloveras (22-10-1) combatterà per la prima volta in Italia, a Milano, contro Alessandro “The Bad” Botti (15-8) il 29 settembre per il titolo pesi leggeri ICF.

Lloveras è un fighter spagnolo dalla grandissima esperienza, ha militato in promotion come UFC e M-1, oltre ad aver partecipato al TUF 22, dove faceva parte del team Mc Gregor. Queste le sue parole a Spirito Guerriero.

Ciao Abner e grazie per quest’intervista. Come ti senti e come sta andando il camp?

– Il camp sta andando alla perfezione qui alla Gracie Barcelona ed io mi sento in condizioni ottimali.

Sarà la prima volta che combatterai in Italia? Cosa ti aspetti?

– Mi aspetto un’atmosfera fantastica. Sarà la mia prima volta a Milano e sono molto felice di poter combattere per il titolo ICF.

Conoscevi già il tuo avversario? Cosa pensi di lui?

– Non lo conoscevo. Credo sia un’atleta di grande esperienza e dotato di buone abilità.

Hai avuto una lunga carriera nel mondo delle MMA. Quali sono i tuoi piani per il futuro?

– Non mi aspetto altro che ottimi match. Intanto vinco questo, poi difenderò la cintura ICF.

Hai avuto esperienze in molte promotion famose (UFC, M-1) ed hai partecipato al TUF 22. Com’è stato essere parte del team Mc Gregor e quali sono le differenze di preparazione fra paesi come Russia ed Usa rispetto all’Europa?

– Essere parte del team Mc Gregor è stata una grande esperienza; difficile ma bella. Io e gli altri rappresentavamo l’Europa con coach Mc Gregor quindi è stato un sogno divenuto realtà.

Cosa pensi riguardo ai tagli del peso estremi e come pensi possa essere risolto questo problema?

– Il taglio del peso è difficile da fare ed ognuno ha il proprio metodo. È difficile rimanere a dieta ed allenarsi duramente però aiuta anche il fighter a mangiare meno schifezze possibili. Non saprei dirti come risolvere il problema o cosa spinge gli atleti ad accettare avversari che hanno mancato il peso.

Per finire vorrei ringraziarvi per l’intervista e vorrei ringraziare tutti i miei sparring partner ed i miei amici.

Il 29 settembre sarà una grande serata per le MMA.

Credit: ICF

Hello Abner and thank you for this interview.
How do you feel and how the camp is going?

– Camp training is going on perfect at Gracie Barcelona an feeling in good condition

– It’ll be the first time for you to fight in Italy? What do you expect?

– I expect a awesome atmosphere there. First time im in Milan so I’m very happy to take this opportunity to be
New ICF champion

– Did you knew your opponent? What do you think about him?

– I didn’t know about him. I think is an experience fighter also with some skills

– You had a very deep career in the world of MMA. What are your plans for the future?

– I expect nothing else than best fight coming up an first win an defend the ICF belt

– You had experience in many important promotion such as UFC; M-1 and you also were one of the fighter from the TUF 22. How was to be part of team Mc Gregor and what difference do you see between the preparation they have in USA or Russia and the European one?

– Be part of team McGregor was a huge experience, hard but good. There is many the and coaches an I represented Europe with McGregor as a Coach so it was just a dream come true

– What are you’re thoughts about extreme weight cut and how do you Think this problem can be solved

– Weight cut is hard to do an everyone has an opinion an way to do it, it’s going to be hard always stay on diet an training an after sweet to make weight but help many fighters to stay fit also an not eat bad food everyday.
I can’t be sure about what can help fighters make weight or accept to to fight an open weight. To end just than you for the interviuew an thanks all my training partners an friends who helps me.
29 September is going to be a great night of MMA

HASSANZADA È PRONTO A DARE TUTTO

Yousof Hassanzada (4-1) giovane prospetto di stanza alla MMAFFT affronterà Walter Pugliesi (3-0) in un incontro che promette scintille sabato 29 settembre a Milano, ICF 4.

– Raccontaci come ti sei avvicinato al mondo delle MMA.

– Un pò per caso un pò per fortuna. Noi viviamo in una zona di confine, una zona di transito per molti rifugiati che passano quindi da Trieste e Monfalcone e finiscono in dei centri d’accoglienza. Un ragazzo che viveva con me si allenava alla MMAFFT, dato che hanno un programma di arti marziali per l’integrazione dove ragazzi con problematiche economiche e/o sociali vengono aiutati tramite le sport. Io ho combattuto ogni giorno nella mia vita, fino ad arrivare qua; appena sono entrato in palestra non me ne sono più andato. Io e il mio amico facevamo un’ora e mezza di bicicletta per andare ad allenarci ed un’altra ora e mezza per tornare.

– In poco più di un anno dal tuo debutto nel professionismo hai collezionato 4 vittorie (tutte prima del limite) ed una sola sconfitta. A che punto ti senti della tua crescita come atleta e qual è il tuo sogno per il futuro?

– Mi sento sempre in crescita. Cerco di migliorarmi ogni giorno in tutte le aree dello sport. Striking, grappling, fasi intermedie, ground game. Ho la fortuna di avere un coach molto pignolo (Renato Subotic, ndr) e che mi spinge sempre a dare il meglio. 4 vittorie ed 1 sconfitta, esatto, arrivata contro Conti. Purtroppo ho avuto dei problemi fisici prima del match, non ho voluto rinunciare ma hanno comunque condizionato la mia prestazione. Mi piacerebbe avere una rivincita, in quel match non si è visto il vero Yousof. Il mio sogno è rappresentare la mia nazione ed il mio team, che per me è una famiglia, in quella che è la promotion più importante al mondo: l’UFC.

– Ti alleni al MMAFFT, una palestra che recentemente è salita agli onori delle cronache grazie alla conquista d’importi traguardi sia nei pro che nei dilettanti e che è riuscita a creare un ambiente molto unito. Come ti trovi e quale pensi sia il vostro segreto?

– MMAFFT è una famiglia. Il mio coach mi ha dato tutto: mi ha trovato un lavoro, una casa, mi ha dato una possibilità di riscatto senza chiedermi nulla. Quest’anno ci siamo qualificati come primo team italiano FIGMMA. La nostra arma segreta è l’unione; quando combatte uno di noi combattono tutti. In Friuli c’è una sorta di Sparta, di Daghestan delle MMA italane: lavoriamo durissimo da mattina a sera e siamo tutti come fratelli. Ultimamente ci stanno raggiungendo svariati fighter per integrare i loro allenamenti: Danilo Belluardo, Leon Aliu, Marvin e molti altri atleti, che ci raggiungono sia per il clima che si è creato sia per il nostro regime di lavoro.

– Come sta andando la preparazione in vista del prossimo match? Come ti senti mentalmente e fisicamente?

– La preparazione sta andando nel migliore dei modi. A dire la verità la mia preparazione non è mai finita: mi alleno tutti i giorni, tre volte al giorno. Questo sport è la mia vita. Tutto questo mi aiuta a stare bene ed a crescere costantemente; infatti, quando è arrivata la chiamata di Alex Dandi, ho detto subito di sì dato che io sono perennemente in training camp. Sia la preparazione fisica che mentale è perfetta, abbiamo degli specialisti che ci aiutano in tutte le aree.

– Ad ICF 4 combatterai contro quello che probabilmente sarà l’avversario più impegnativo della tua carriera. Cosa pensi di lui?

– È un ottimo fighter e sono convinto che il nostro incontro sarà spettacolare.

– Un argomento sempre attuale nel panorama delle MMA è quello del taglio del peso. Cosa pensi di questa pratica?

– Io, personalmente, non taglio molto peso. Allenandomi tre volte al giorno ed essendo sempre sotto uno stretto regime alimentare non ho mai avuto problemi. Non condivido molto i tagli pesanti, mi trovo bene a combattere vicino al mio peso per potermi concentrare sull’incontro.

Vorrei ringraziare Spirito Guerriero per l’intervista, ICF e Alex Dandi per la possibilità di combattere, la mia famiglia ed il mio team che mi aiutano ogni giorno e mi fanno dare il meglio di me, e tutti gli altri per il supporto. Darò il meglio di me in questo incontro. Inshallah.

Intervista ad Alex Dandi, ideatore nonché matchmaker di IFC

Ho intervistato Alex Dandi in vista del prossimo evento targato IFC, esso si svolgerà nel già testato Teatro Principe di Milano sabato 5 maggio. La card ha in programma tre match con in palio la cintura: quello dei pesi medi,quello dei pesi leggeri e quello dei pesi gallo, promettendo così incontri spumeggianti e ricchi d’azione.

● Ciao Alex, grazie per aver accettato la nostra intervista, IFC 2 è stata consegnata agli archivi, essa segnava il giro di boa per questi primi 3 eventi targati Italian Fighting Championship. Ti ritieni soddisfatto? Cosa ti aspetti da IFC 3?

IFC 2 è stata una card davvero spettacolare. Senza dubbio una delle più spettacolari che abbia mai organizzato. Tutti i match sono stati ricchi di pathos ma soprattutto Aliu vs Penini, il main event, credo sia già un classico delle MMA italiane da ricordare. C’è chi ha detto che sia stato meglio del mitico Paternò vs Pietrini e di Zecchi vs Botti e credo sia davvero così.

Come matchmaker sono super soddisfatto. Come promoter abbiamo fatto circa 700 persone, possiamo essere soddisfatti ma avremmo voluto fare il sold out di circa 1000… sarà per la prossima volta a Venezia. Come secondo evento ci possiamo accontentare. Tutto è filato liscio ed abbiamo sperimentato una nuova formula di scaletta che riproporremo anche ad IFC 3 che rende lo show continuativo e non solo una sequenza di match.

● C’è molta differenza tra organizzare un evento in Veneto ed uno in Lombardia? Tra Milano e Venezia?

Ci sono differenze a livello di costi per alcune forniture. A Milano è tutto mediamente più caro ma Venezia è più decentrato. A Milano organizziamo in centro città, a Venezia, per limiti strutturali ovvi, organizziamo nella periferia. Inoltre a Venezia ci aiuta il promoter locale Emanuele Zecchini che è di grande aiuto. Tolto questo non cambia molto.

● IFC 3 è alle porte, Lo ritieni l’evento più importante e con più hype?

Ad oggi IFC 3 è sicuramente il nostro evento più importante, ed anche costoso, sia per borse complessive che per costi accessori. Un ex UFC come John Maguire costa tanto e nel resto della card ci sono altri due stranieri. Spostare persone con aerei e fornirgli hotel ha un costo. Sicuramente non rientreremo nelle spese ma siamo felici di essere alle porte di un evento che sulla carta è una bomba. Ora speriamo si confermi a livello delle aspettative.

● Come fate ad andare avanti se non rientrate nelle spese? Cosa vi porta ad andare avanti oltre alla passione? È strano sentirsi dire “sicuramente non rientreremo nelle spese ma siamo felici di essere alle porte di un evento che sulla carta è una bomba”.

La follia? Andiamo avanti perché abbiamo la consapevolezza di essere sulla strada giusta per fare qualcosa di buono. Prima o poi saremo ripagati dei nostri sforzi e dei nostri investimenti. IFC è un progetto aperto. Vedendo la bontà dei nostri show arriveranno sponsor e pubblico. Ci vorrà tempo ma sappiamo quello che stiamo facendo.
Inoltre c’è la soddisfazione nel fare qualcosa di bello che per me va oltre ogni soddisfazione economica.

Passiamo alla card tanto attesa: qual è il match che ti intriga di più, sia tecnicamente che sul matchmaking?

Non c’è match nella card che non mi intrighi, altrimenti non l’avrei organizzato. La mia idea di matchmaking è rimasta la stessa nel tempo. Niente match di favore per nessuno e matchmaking equi, poi può capitare di mettere insieme il match sbagliato, ma questo lo scopriremo solo dopo lo show. I tre match titolati, tutti sulla distanza dei 5 round mi gasano tanto.
Paternò vs Maguire è un match bomba. Un ex UFC, abile nelle submission ma quasi impossibile da finalizzare, anche con i colpi, contro uno dei giovani talenti emergenti italiani più caldi. Se Stefano dovesse vincere… beh, le trattative con UFC sono già in corso. Dita incrociate.
Botti vs Kocani è un altro match che secondo me farà fuoco e fiamme. Due che non mollano mai. Due molto esperti, anche se con esperienze diverse.
Nuzzi ed Herrera secondo me sono in questo esatto momento i due pesi gallo più in forma che abbiamo in Italia e lo dimostreranno.
Anche il resto della card ha delle piccole bombe tutte da scoprire. Moricca vs Gherla ha il potenziale per il fight of the night, Frasineac vs Dutriaux sono durissimi e con caratteristiche fisiche simili, per non parlare di Pugliesi vs Conti, entrambi reduci da vittorie devastanti nei precedenti eventi IFC. Sono anche curioso di vedere come se la caverà Cogliandro, ancora imbattuto contro un fighter che ha oltre 40 match di kicboxing pro all’attivo. Il giovane fenomeno Pagliariccio per la prima volta si confronterà con un avversario che ha sette volte la sua esperienza da pro… sarà interessante.

● Fermiamoci un attimo su Botti: da gennaio 2018 ad oggi ha combattuto due match ed il terzo sarà a maggio. Ha una media di un match ogni mese mezzo.
Quanto pensi possa influire sulla prestazione dell’atleta lecchese?

Alessandro è in grande forma psico fisica. Non l’ho mai sentito così carico come da quando è tornato. Ha tanta voglia di combattere e dimostrare il suo valore. La sua categoria è i 70 kg ma a Gennaio ha battutto un Bellator a 77 kg che era fisicamente molto più grosso di lui. Aveva bisogno di riprendere confidenza nei suoi mezzi dopo il lungo stop per infortunio. Il match di Venezia, sempre a 77 kg, è stato breve ed è uscito senza danni. Ora è pronto a tornare a 70 kg, la sua categoria, con un match davvero impegnativo. Da lì è pronto a spiccare il volo. Ha voglia di stare attivo ed io come matchmaker di IFC sono ben felice di averlo in card. Come manager posso solo dire che il meglio per Botti deve ancora arrivare.

● Molti pensano che avreste preferito la vittoria di Manolo Zecchini ad ifc 2 per poi farlo scontrare per il titolo ad IFC 3. Vuoi dire qualcosa a tal proposito?

Dico che, per fortuna il mio matchmaking è un gioco ad incastro che non prevede solo uno scenario, altrimenti mi troverei sempre in vicoli ciechi.

Onestamente non avevo pensato a match titolati immediati per Manolo, ma se la sua prestazione si fosse rivelata stellare avrei potuto pensarci.

Ovviamente mi avrebbe fatto piacere se Manolo avesse vinto, sono il suo manager ma non gli ho dato un match facile. Gli ho dato un match in cui potesse mettersi alla prova contro un avversario scaltro ed esperto. È stato sconfitto. Spiace ma la vita e la carriera vanno avanti. Si rifarà.

A livello di matchmaking invece sapevo che se Kocani avesse vinto, avrei avuto pronto Botti a 70 kg per il titolo a Milano, molto vicino alla Brianza e quindi un match pressoché perfetto come co-main event. Prossimamente, comunque vada, ho in mente altri scenari molto interessanti per i pesi leggeri IFC ma non posso svelare tutto!

Eddai neanche un piccolo spoiler?

Diciamo che Gherla vs Moricca è da tenere d’occhio ed anche a quello che accadrà in un paio di eventi di altre promotion…

● Con IFC 3 si chiude questo primo semestre targato Italian Fighting Championship, obiettivi futuri? Ci saranno altri eventi in questo 2018?

Assolutamente sì! Voglio almeno altri 3 eventi entro la fine del 2018. L’ideale sarebbe altri 4 ma mi rendo conto che per disponibilità atleti, location ed estate di mezzo non è facile.

In ogni caso tre eventi di qualità nei primi sei mesi di attività non sono poco. Dopo IFC 3 faremo il bilancio, spediremo la terza newsletter ai tesserati, perché non dimentichiamo che IFC è una promotion open source, che a molti ancora non frega nulla ma sta crescendo sotto questo punto di vista. E sarà ciò che farà la differenza sul lungo periodo.

Spero di annunciare i prossimi tre eventi prima dell’Estate… magari con qualche sorpresa. Vedremo.

Alex, ti ringrazio per la disponibilità! Ci vedremo il 5 maggio, dove sia io, che tutti gli altri fan ci auguriamo di passare una bella serata ricca di match divertenti, tecnici e qualitativamente di livello.

Guardia alta e colpite per primi.

A cura di M. A. Loreti