Storie di successi… ( Peritore-Morelli)

Siamo stati contattati dall’amico Paolo Morelli, ci ha gentilmente chiesto se poteva scrivere un memorandum, sulla strada sportiva percorsa, con la sua allieva che tanto gli ha dato soddisfazione Gloria ‘The Shadow’ Peritore, tutti il pezzo è scritto dal maestro Morelli. Qualora la protagonista dello scritto in questione volesse rispondere saremo lieti di dare a Gloria il diritto di replica.Come vincemmo il terzo Oktagon, e l’epilogo della storia sportiva mia e di GloriaIl primo capitolo di questa storia ebbe un grande successo, rivelavo i diversi retroscena che si nascondono dietro la vita di un atleta, le sofferenze, le cadute, le battaglie che si combattono anche fuori dal ring. Ci sono storie che vale la pena raccontare, storie che ci ispirano, che ci fanno comprendere che ognuno di noi è in grado di trasformare la propria vita in leggenda. Soltanto per questo racconto questa storia, perché ogni persona può trasformare i propri sogni in realtà. Perché in fin dei conti sono passati soltanto cinque anni da quando io e Gloria eravamo sulle tribune del Forum di Assago ad assistere ad Oktagon e io le dissi che l’anno successivo non ci saremmo accontentati di essere meri spettatori, che avremmo dovuto essere protagonisti e lei non mi prese sul serio, era come dire ad un bambino appassionato di calcio che l’anno successivo avrebbe dovuto giocare la finale di Champions League. A distanza di cinque anni, Gloria viene descritta come un’icona della kickboxing, è diventata Miss Oktagon, ha battuto ogni record nella manifestazione. Che dire di più? Andiamo con ordine: Nel 2016 avevamo appena vinto il secondo Oktagon, Lin Mingrui, la campionessa cinese, era andata giù su un preciso diretto destro di Gloria, e, di fronte a quasi quindicimila spettatori, avevamo vinto il secondo Oktagon per KO. Era l’Oktagon del primo Bellator in Italia, il primo fuori da Milano, un’edizione particolare. Eppure non fu quello a trasformare Gloria in una star. Anche se ricordo che dopo il match erano innumerevoli i fan che chiedevano di farsi una foto con la campionessa, per potersi muovere da una parte all’altra del PalaAlpitour liberamente doveva indossare cappuccio e occhialoni scuri. In quel momento era come se fosse una diva di Holliwood. Era frastornata, tutti noi eravamo frastornati, non credevamo fino in fondo a quello che era successo. Lo sport è così, un istante prima non sei nessuno, e dopo soli nove minuti di match vieni proiettato tra le stelle come un missile intergalattico.Tornati a Firenze aspettavamo di capire quali sarebbero stati i prossimi obiettivi, Gloria me lo chiedeva sempre: quale è il prossimo obiettivo? E adesso che facciamo? Ogni tanto rispondevo tra il serio e l’ironico che il prossimo obiettivo era di entrare nella leggenda. A distanza di un paio di settimane ci contattarono per combattere con Jleana Valentino alla notte dei campioni, avremmo dovuto mettere in palio il titolo italiano contro l’atleta dei fratelli Petrosyan. Non andavamo volentieri a combattere a Milano, la Notte dei Campioni era un galà che aveva la fama di far vincere soltanto gli atleti di casa e la Valentino era un’atleta comunque molto forte e il nome dei Petrosyan incuteva timore. Accettammo quell’impegno controvoglia, non era quello il match che Gloria avrebbe voluto combattere dopo aver vinto il secondo Oktagon. Io mi ero prodigato affinché fossero scelti anche due arbitri provenienti dalla Toscana e, dopo molte discussioni, così fu. Tant’è che partimmo tra dubbi e timori. Gloria si sentì male già il giorno del peso, ma fu il giorno dopo quello più lungo. Nello spogliatoio prima dell’incontro lei stava veramente male, ricordo che ci seguiva un documentarista, Niccolo Celesti, con le sue telecamere, i suoi microfoni attaccati da tutte le parti, microfoni che catturarono tutto e le cui registrazioni avrebbero dovuto essere cancellate. A meno di venti minuti dal match, con le fasce già indossate, Gloria aveva sudori freddi e palpitazioni, non si reggeva letteralmente in piedi. Io, sinceramente, non sapevo come fare. Era possibile annullare un match a venti minuti dall’inizio? Stetti tutto quel tempo con lei nello spogliatoio a cercare di farle trovare un po’ di energia e serenità interiore. In qualche modo, non so come, riuscimmo a salire sul ring. Ovviamente Gloria era al 50%, nonostante tutto il match fu combattuto. Il furto ci fu lo stesso, la vittoria venne assegnata per split decision alla Valentino, a distanza di tre anni posso dire che sicuramente non avevamo perso, Gloria, seppure in condizioni psicofisiche molto precarie, aveva comunque vinto. Persino il telecronista Rai nel commento all’incontro rimase stupito del verdetto. Ci sentivamo defraudati di qualcosa di importante. Tutto sembrava finito in un lampo. Dalle stelle alle stalle. E’ la legge dello sport. Era la Valentino la nuova star? Quando sembrava che tutto dovesse spegnersi piano piano dopo essere partito in un lampo, ricevemmo una chiamata. Migliaccio mi chiamò in tarda sera dicendomi che mi avrebbe offerto un’importante opportunità per Gloria, che si trattava di una borsa che non avevamo mai visto prima e che si trattava di farsi dodici ore di aereo. Mi disse che non poteva dirmi di più e che avrei dovuto dire subito di sì o di no a scatola chiusa. Ci pensai un’ora, chiamai Gloria per raccontarle tutto, poi chiamai Migliaccio e gli dissi di Sì, saremmo andati, saremmo partiti per un viaggio di diecimila km senza sapere dove. Ovviamente si trattava del Bellator, si trattava degli Stati Uniti. Partivamo per la terra dei sogni. e l’avversaria era niente meno che Denise Kilholtz, quattro volte campionessa mondiale, che allora aveva un record di 42 vittorie e due sole sconfitte, imbattuta da nove anni, di una categoria di peso superiore alla nostra. Vidi la Kilholtz di persona per la prima volta a Torino, quando doveva affrontare la Vernocchi nel primo Bellator italiano. Quando la vidi pensai soltanto una cosa: quel fisico non si può ottenere in nessun modo attraverso vie naturali. Nelle settimane precedenti alla partenza nessuno credeva in Gloria. Ricordo che un coach mi disse che era una grande opportunità per noi, che se Gloria avesse combattuto bene, se fosse rimasta in piedi, probabilmente avremmo avuto altre opportunità. Non prendeva neanche in considerazioni la possibilità che potessimo vincere. Io gli risposi che a dire il vero io andavo negli Stati Uniti per vincere, ricordo ancora i suoi occhi, come se avessi detto che erano appena sbarcati gli alieni. La trasferta negli Stati Uniti meriterebbe un libro intero, tanto furono densi quei giorni di fine giugno.Una delle cose che mi preoccupava di più erano le 12 ore di aereo. L’anno prima avevo rischiato di morire, avevo avuto una fibrillazioni atriale, probabilmente dovuta alla disidratazione e al gran caldo, ed ero caduto in avanti battendo faccia e testa. Da quel momento soffrivo di tanto in tanto di attacchi di panico, specialmente se mi trovavo chiuso da qualche parte. Stare nella cabina di un aereo per tante ore mi preoccupava. Durante tutto il viaggio facevo esercizi di respirazione, cercando di non far comprendere a Gloria il mio stato psicofisico, lei avrebbe potuto pensare che fossi in ansia per il match e questo non potevo permetterlo. In qualche modo arrivammo a St Louis e devo dire che quei giorni furono bellissimi, un altro mondo, un’altra realtà. Un paese in cui gli atleti del nostro sport sono delle star, eravamo in un albergo stupendo, con una stanza ciascuno grande come il mio appartamento di città. Facevamo i turisti e ci allenavamo, preparando il match nei minimi dettagli dal punto di vista tattico. I video di Denise li vedemmo miriadi di volte, ormai conoscevamo a memoria ogni suo movimento. La tattica era chiara, modificammo il modo di calciare di Gloria, allenandoci alle palette, e utilizzando tecniche di taekwondo. Ogni tanto mi sentivo male e con qualche scusa mi rifugiavo in camera aspettando che passasse.L’organizzazione del Bellator negli States è una cosa che può capire solo chi c’è stato dentro. E’ un immenso, meraviglioso show. Il vero professionismo lo trovammo lì, dopo aver girato buona parte dell’Europa. Mentre preparavo Gloria per il match si alternavano quattro commissari intorno a me per assicurarsi che non facessi qualcosa di illecito. In quel momento indossavo il fitbit e per sbaglio diedi un’occhiata alle mie pulsazioni, erano a 120, non avevo mai visto le mie pulsioni prima di un match, era come se fossi in una fase di allenamento di buona intensità. Prima di entrare nel palazzetto dagli spogliatoi c’era la troupe televisiva che mi mise un microfono, come accade negli studi televisivi. C’erano quasi ventimila spettatori allo Scot trade Center, dove di solito gioca l’NFL , l’entrata fu da brividi. Il match fu perfetto, la prima ripresa vinta nettamente, la seconda vinta, poi Denise provò a recuperare ma perse, per la prima volta dopo nove anni. L’emozione fu indescrivibile. Dall’Italia tutta la squadra aspettava di avere notizie, ci scrivevano in continuazione. Io mi lasciai andare ad una parolaccia dopo molto tempo e scrissi soltanto “abbiamo vinto, cazzo!” e da diecimila km di distanza riuscimmo a percepire la gioia dall’Italia. Fu in quel momento che Gloria diventò una star, fu in quel momento che qualcosa cambiò. Tutti pensavamo che avremmo perso, che non ci sarebbe stata storia, invece vincemmo. Quando tornammo in Italia, a Peretola trovammo le persone che contavano davvero per noi e quelle che sempre conteranno che ci accoglievano come degli eroi. La vittoria al Bellator ci offrì l’opportunità più grande della vita disputare, sempre con Denise il titolo mondiale di Bellator, nella mia Firenze, con il pubblico a favore. Beh che firmammo un contratto che in caso di vittoria avrebbe, probabilmente, cambiato la vita di Gloria.Parlare di quel mondiale è difficile, tutti sanno come andò a finire ed è difficile capire cosa andò storto. Il primo errore fu non combattere per sei mesi fino al mondiale. Denise ebbe l’opportunità di affrontare un’avversaria materasso in Ungheria, a noi opportunità di questo genere, solo per fare score e per tenersi allenati non ci venivano concesse mai e non potevamo rischiare niente con avversarie dure che magari potevano procurare a Gloria un infortunio. La preparazione fu scientifica come sempre e Gloria arrivò in forma, anche se ebbe un periodo difficile per problemi personali. Portammo oltre 300 amici al Mandela forum, che era gremito in ogni ordine di posto, c’erano persino posti in piedi, più di 8000 persone ad assistere all’evento. Successero tante cose, forse troppe e forse non posso spiegarle bene fino in fondo. Ma quando Gloria fece la passarella e tutto il pubblico urlò il suo nome mi vennero i brividi, difficile da capire, difficile da raccontare. L’incontro fu duro, diverso da come lo avevo immaginato. Pensavamo ad una Denise che si sarebbe buttata addosso come un caterpiller, invece lei stava lì ed aspettava, l’arbitro fu persino costretto ad invitare le atlete a combattere. L’incontro fu duro sì, al quarto round entrò un calcio girato al fegato di Denise, poteva essere la svolta ma l’olandese in qualche modo assorbì il colpo. L’incontro finì, e il verdetto fu sconfitta per split decision, anche questa volta due arbitri diedero la vittoria ad un’atleta uno la diede all’altra solo che questa volta noi stavamo dall’altra parte del verdetto. Forse quel verdetto fu l’inizio della fine, non so, perché quando arrivi a sfiorare il cielo e non lo afferri poi rischi di cadere giù. Gloria ebbe un periodo molto difficile dopo il match dovuto a molte circostanze che non dipendono da cause soltanto sportive e che non posso raccontare io. Fatto sta che ricostruire qualcosa fu difficile per molti motivi, a febbraio del 2017 andai via dalla palestra storica dove ero stato per 12 anni, e c’era davvero molto da ricostruire, prima di tutto le abitudini e i ritmi di allenamento. Anche io avevo molti problemi, controllavo i miei malori sempre meglio ma subivo comunque pressioni molto forti. Da quel momento ci furono altri due impegni, uno in Cina con Yang Yang e l’altro con l’atleta più forte di tutti i tempi nel nostro sport, l’unica imperatrice: Anissa Meksen. L’impegno in Cina serviva per venire fuori da un momento difficile, forse non eravamo al meglio, Gloria fece un match molto prudente, le due atlete si scambiarono pochissimi colpi e forse la cinese colpì una volta in più, tant’è che fu una sconfitta.Affrontammo Anissa Meksen in Francia, in casa sua, non parlo della trasferta, partimmo in tre coach, mi portai due secondi con me, pagai io le spese di viaggio di uno, l’altro se le pagò da solo. Eravamo un gran team, venne anche la sorella di Gloria e fu davvero una bella trasferta. Eravamo abituati a soggiornare in alberghi di lusso e quella volta eravamo in una vera e propria bettola, con il water vicino al letto matrimoniale ed al lettino dove dormivamo in tre. Ma la borsa era davvero buona per essere un prestige fight (l’avevo contrattata personalmente 🙂 ) . Tant’è che il match fu un altro piccolo capolavoro, per la prima volta dopo cento match la Meksen si trovò in grandi difficoltà, il verdetto fu una sconfitta, ma posso dire ragionevolmente che non avevamo perso, il match è su youtube e chi vuole può andare a vederlo può verificare di persona. Io avevo la certezza che se la Meksen era la più forte di tutte, Gloria era, o poteva essere, al suo livello. Il momento di sbandamento continuava, anche se il match con la Meksen aveva dato nuove certezze. La mia idea era di far provare Gloria nella MMA, il suo tipo di striking era adatto alle arti marziali miste e, a mio avviso, avrebbe potuto imparare a lottare con relativa facilità. Fatto sta che fissammo un match con Chiara Vincis, l’avversaria ideale, un’altra striker affermata che poteva rappresentare un buon test. Alla fine Chiara si infortunò ad una settimana dal match e con molta fatica fu trovata un’altra avversaria: l’Archir. Fu una vittoria. Fatto sta che avevo quasi fissato con Sagi un altro match di Gloria con la Vivarini. Ci furono molte discussioni con la mia atleta, perché Gloria si impuntò di non voler fare quel match. A luglio dello stesso anno saltò l’acquisto di una palestra nella quale avrei dovuto trasferirmi con la squadra e mi ritrovai, con tutti gli atleti a fare lezione all’aperto. Gloria non venne mai ad allenarsi con noi, un paio di volte si fece vedere per salutare. Altri atleti non ci seguirono, noi giocavamo le nostre partite di calcio storico soft e ricostruivamo il senso di squadra. Da allora in avanti tutti gli anni nel mese di luglio giocheremo almeno una partita all’aperto.A settembre aprii, dopo tantissime vicissitudini, e dopo il rischio di perdere tutto il lavoro sportivo di una vita, la mia palestra, il mio “Combat Lab” era nato, il tempio in cui proteggere la mia anima guerriera. Racconterò un’altra volta l’odissea che mi portò ad aprire la “mia” palestra. Questa volta si partiva di nuovo, si ricostruiva. Con Gloria avevamo un importante impegno in Spagna, contro Lara Fernandez, già campionessa mondiale Iska, che sarebbe stata, di lì a pochi mesi, finalista per l’importante promotion europea Enfusion. Il match con l’Archir lo preparammo nella palestra cantiere, perché non era ancora finita. Ci allenavamo tra calcinacci e ponteggi, respirando polvere e cemento, ma in qualche modo riuscimmo a portare Gloria ad una forma accettabile. In Spagna fu un’altra bella trasferta, l’evento era di quelli importanti. Gloria vinse piuttosto nettamente, Lara Fernandez, una campionessa mondiale, era sconfitta. Di lì a pochi mesi ci sarebbe stata un’altra edizione di Oktagon a Firenze, la quarta per noi, un vero e proprio record per un’atleta donna.Dovevamo prenderci la rivincita con quel Mandela Forum che l’anno prima ci aveva visto scappare via il sogno della vita, il mondiale Bellator. La preparazione andò piuttosto bene tutto sommato, in una fase difficile perché dovevo avviare la mia attività, ricostruire per quanto possibile il lavoro di anni.Anche quell’anno, come nell’edizione precedente, il Mandela Forum fece registrare il sold out, più di ottomila persone ad assistere all’evento. Gloria entrò con la maglia “stop violence against women” e tutto il palazzetto urlò il suo nome, a me, che ero all’angolo ad aspettare l’entrata, vennero i brividi, non potrò mai dimenticare quel momento. Il match cominciò e fu subito duro, la francese, quattro volte campionessa del mondo, che ci aveva sconfitto in Francia per il titolo europeo in modo discutibile, partì fortissimo. La tattica era semplice, andare avanti e picchiare, mettere da parte tutte le movenze da “shadow” e far valere la maggiore forza nei colpi. Lizzie Langilliere era un’atleta esperta, smaliziata, ma sicuramente aveva sottovalutato Gloria, per tutto il match fu costretta a sporcare l’incontro per cercare di non scambiare ma nella terza ripresa il diretto destro della mia allieva andò a segno e le gambe di Lizzie si piegarono irrimediabilmente solo un piccolo colpo di fortuna la tenne in piedi. Alla fine il verdetto non poteva che essere di vittoria. Gloria aveva vinto il terzo Oktagon, era entrata nella leggenda, aveva superato Veronica Vernocchi.Abbiamo passato qualche mese a festeggiare, ad aspettare qualche altra opportunità internazionale che non arrivò. Ci avevano promesso che se avessimo vinto quell’edizione ci sarebbe stata data l’opportunità per combattere per un titolo Iska. Passarono i mesi e l’opportunità non arrivò. Nel mese di maggio, durante gli italiani parlai con Di Blasi, Martine Michieletto era già ad Oktagon di Roma, noi no.Avevamo vinto il nostro match ma per noi non sembrava essere automatica la regola che chi vince rimane e chi perde esce. Parlai con Di Blasi e gli proposi il match dell’anno per la kickboxing femminile italiana, Michieletto-Peritore. Sapevo tutti i rischi a cui andavo incontro proponendo quel match. Avremmo dovuto combattere in una categoria superiore, contro un’avversaria imbattuta da 12 match che aveva appena sbaragliato tutte le avversarie nel mondiale di Muay Thai, ma soprattutto, ripeto, di un’altra categoria di peso. La preparazione fu adeguata e Gloria arrivò a Roma preparatissima. Però facemmo due errori, due errori che ci furono fatali. Il primo fu di non combattere per sei mesi, in realtà cercammo disperatamente un’avversaria per giugno senza riuscire a trovarla (non era facile con le borse di Gloria), il secondo errore fu tattico, sopravalutammo la Michieletto e decidemmo di tornare agli shadow movement, cercando di girare e rientrare. Il Foro Italico non era stra pieno, ma c’erano comunque ottomila persone. Si combatteva per la prima volta un Oktagon d’estate all’aperto. Ricordo le gocce di pioggia che anticiparono l’evento e ci fecero sudare freddo.
Il match partì subito in salita, su un calcio di Gloria, Martine anticipo con il diretto destro e Gloria cadde, non era un atterramento, era una scivolata, ma sicuramente fece impressione sui giudici. La prima ripresa era per Martine. Girare non funzionava, a metà della seconda ripresa gridai a Gloria di attaccare, di non mollarla più, e Gloria iniziò a recuperare. La Michieletto attaccata andava in crisi e qualche colpo lo aveva sentito, la seconda ripresa era pari. Nella terza ripresa continuò ad attaccare, in un’azione con un calcio al fegato la Michieletto si piegò leggermente, fece finta che il colpo fosse arrivato nelle parti basse, Gloria si fermò senza lo stop dell’arbitro, poteva essere l’occasione giusta. I match sono così, questione di istanti, di centimetri, di occasioni. Il terzo round per me era di Gloria. Mi aspettavo un extra round. Ci detterò la sconfitta. Grande match, bello spettacolo ma avevamo perso. Dovevamo attaccare da subito in modo pressante, ma con il senno di poi è sempre tutto facile.Ancora una volta ci fu un po’ di crisi. Gloria disse che non voleva più combattere di kickboxing che voleva darsi alle MMA. In effetti dopo il match con la Michieletto sembrava diventata più forte, più potente, dovevamo soltanto trovare l’occasione. Un po’ di match ci vennero proposti, ma Gloria non voleva combattere di kickboxing, così cercai un match di MMA. Lei si preparò nel migliore dei modi possibili sulla lotta a terra, certo lottava da pochi mesi. Trovai un match con Giulia Chinello. Che sembrava fattibile. Di questo match posso dire poco, perchè ci furono dei problemi seri nel prematch durante il riscaldamento, cose che non racconto. Fatto sta che il match fu a senso unico, la Chinello riuscì a portare Gloria giù alla prima azione e prese la side, tutto fu sfavorevole, mentre Gloria stava per uscire, l’arbitro spostò le atlete a centro ring (non c’era la gabbia) da lì la Chinello prese la monta e inizio un gnp. Il mio più grande rammarico riguarda l’incompetenza arbitrale dell’arbitro centrale che fermò il match subito, quando Gloria non aveva subito praticamente nessun colpo, neanche nel light si ferma un match così, le nostre proteste furono poche semplicemente perchè il match lo stavamo perdendo ai punti, ma nelle MMA non abbiamo arbitri all’altezza e quell’arbitro ha fatto davvero una grossa cazzata.Cosa successe poi? Gloria decise di partire, di cambiare città e ambiente.Cosa mi resta? Ho preso una ragazza di venti anni che giocava a pallamano. Le ho insegnato le arti marziali e la kickboxing. Abbiamo gareggiato nel light contact, siamo passati al contatto pieno e poi ha combattuto da pro. Ha vinto tre titoli mondiali da dilettante, e svariati titoli italiani, ha vinto due titoli italiani da professionista. Soprattutto ha partecipato a cinque edizioni di Oktagon vincendone tre. Le nostre avversarie si sono chiamate Kielholtz, Meksen, Largielliere, Fernandez, Yang Yang, Michieletto solo per citarne alcune, per non citare tutte le italiane più forti del momento. Non ne esistono di più forti al mondo. Siamo stati nel Gotha mondiale degli sport da combattimento per quattro anni. Combattendo in Inghilterra, Francia, Spagna, Stati Uniti, Cina e forse dimentico qualche paese. Campionessa di Oktagon 2015, 2016 e 2017. Adesso che si è trasferita a Roma le auguro un grosso in bocca al lupo e le ricordo di ricordarsi da dove e partita e dove è arrivata.

Lion Alex Antonicelli

Ciao Alex , come stai ? Sei al terzo match da professionista , quanti ne hai disputato da dilettante ?

Ciao Luca , un saluto a tutti gli amici di Spirito Guerriero. Si sono al terzo match da Pro e ne ho disputati 12 da Dilettante .

Quando e perché ti sei avvicinato alle MMA ?

Francamente non avrei mai pensato di avvicinarmi alle Mma , anche se le seguivo in tv . Un giorno di Settembre del 2015 , vidi una locandina nel
mio paese a Gioia del Colle , che pubblicizzava un corso di MMA ed ho avuto come un sesto senso che mi ha spinto a provare . Li ho conosciuto il mio attuale Maestro Francesco Mazzotta , che adesso è Campione Mondiale di Pancrazio . Tra di noi è nato un legame straordinario in questi 4 anni , direi come tra Padre e figlio , con tante battaglie vissute insieme .

Vivi e ti alleni dove ? e con chi ?

Vivo a Gioia del Colle e mi alleno in due strutture diverse : ad Acquaviva delle Fonti presso la palestra Dinamika , dove mi preparo e vengo seguito da uno staff qualificato nella preparazione fisica ed atletica ed a Casamassima , presso il centro sportivo Dharma dove mi alleno con il mio team , lo Shark team .

Altamura è vicino casa tua , avrai molti amici e tifosi al seguito immagino , saranno una spinta in più ?

Si , Altamura dista pochi chilometri dal mio paese , a me basta avere per caricarmi , la spinta della mia famiglia , della mia ragazza Annamaria e del mio angolo , composto dai miei Maestri Francesco Mazzotta e Maurizio Rogandelli .

Match tra giovani leoni , chi pensi che possa spuntarla e perché ?

Questo è un match che volevo , il Leone contro la freccia ! Lascio che sia la gabbia a parlare …..

Hai svolto una preparazione mirata con camp e sparring dedicati ?

Si , sto facendo un ottima preparazione con sparring mirati all’incontro .

Tagli il peso o combatti nella tua categoria naturale ?

Ho sempre combattuto a 66 Kg , ma ma basta una settimana per rientrare nei 61 Kg quindi niente taglio .

Conosci il tuo avversario ? Molti lo ritengono il favorito , anche perché combatterà in casa , tu come te la senti ?

Si conosco il mio avversario e so che viene dato per favorito , ma la cosa non mi preoccupa , anzi è uno stimolo in più , non mi sono mai sentito così bene ed in forma come adesso . Vincerà il migliore , non mi resta che dire al mio avversario Michele “ Arrow “ Clemente : “ Ci vediamo in gabbia , affrontarti sarà un onore . Buona fortuna .

Pensi che una tua vittoria in una Promotion importante come il Venator , costituirebbe un trampolino di lancio per il tuo percorso agonistico ?

Si , senza dubbio , una vittoria cambierebbe parecchie cose , ho molti sogni e programmi , ma preferisco ancora tenermeli per me , perché so che si potranno realizzare solo con il duro lavoro quotidiano in palestra .

Per concludere ti lascio uno spazio tutto tuo , di tutto quello che ti senti di dire .

Per prima cosa ringrazio voi di Spirito Guerriero per questa intervista e ringrazio tutti i miei compagni di team ed i ragazzi che mi hanno aiutato con lo sparring in questi mesi . Ringrazio i miei due Maestri , il mio preparatore atletico , la mia famiglia e più di tutti la mia ragazza Annamaria

“un guerriero non può abbassare la testa , altrimenti perde l’orizzonte dei suoi sogni “ . Ci vediamo l’8 Giugno .

NICOLE NIEDERKOFLER

Ciao Nicole, benvenuta sul nostro blog Spirito Guerriero, come stai innanzitutto?

Ciao, attualmente la forma fisica non e´ niente male, ma come saprai l’ imprevisto é sempre dietro l’angolo.

Prima di parlare del match di Altamura ti va di raccontare come sei arrivata agli sdc e poi alle Mma…

Cosi per caso. Mi trovavo in palestra a fare allenamento cardio / fitness come di consuetudine e nella sala accanto un amico che conosco da anni
si stava allenando di MMA e questo mi ha affascinata e allo stesso tempo incuriosita, da li a poco ho iniziato.
Alla base c’è stato un semplice caso.

Hai vinto il mondiale a contatto pieno contro Julia Saymanec?

E´vero l’ ho vinto, ma ti posso assicurare che mi ha fatto sudare le cosi dette 12 fatiche di Ercole.
Quel giorno in Germania ho incontrato una atleta con una preparazione fisica mostruosa.

Quale è il tuo team? Con chi nello specifico stai preparando questo match?

Il mio Team e il Rowling Impact di Campo Tures che fa parte di Italian Defence Academy.
Per quanto riguarda il mio allenamento diciamo che ho puntato molto sulla preparazione fisica alternando molti Sparring Partner di diversi pesi.

Conosci la Bregu? Che pensi di lei?

Non ci conosciamo personalmente, ho solo visto qualche video delle sue performance.

Preferisci le fasi di lotta o striking in genere?

Normalmente preferisco lo striking ma ultimamente mi sono concentrata molto sulle fai di transazione al suolo.

Cosa ti spinge ad entrare in gabbia?

Posso semplicemente dirti che entrare nella gabbia più che un confronto con chi ho davanti e un confronto con me stessa, voglio sempre dimostrare che che questo lo posso fare, le mie attenzioni poi vanno per il pubblico che guarda ma questa non e una priorità, si tratta di un fatto personale che si può chiamare orgoglio o fierezza, insomma penso tu abbia capito cosa intendo.

Hai una guerriera in particolare che ti ispira?

Ammiro “Ronda Rousey e Gina Carano“ , come ben conoscerai, entrambe hanno combattuto UFC ed entrambe hanno raffigurato lo spirito guerriero che vive in noi donne.

Progetti dopo questo match? sportivamente intendo

Attualmente ho in testa solo il match, ma diciamo che molto farà anche l’esito di questo incontro, al momento non so risponderti sul mio prossimo futuro.

Che incontro vedremo ad Altamura?

Domanda Difficile, io ci metterò sicuramente anima e corpo per portare a casa il risultato ma si sa che la dentro non sarò sola e so anche che le MMA sono imprevedibili, alle volte si studia una strategia per mesi che poi viene vanificata dagli eventi inaspettati nella gabbia, comunque sono convinta che in ogni caso sarà un grande spettacolo.

Prima che inizi questo VENATOR vorrei fare un ringraziamento particolare alla mia avversaria Arziko Bregu e al suo Team per aver accettato questo incontro e per portare avanti sportivamente e rispettosamente questo sport.

Doverosi saluti e grazie di tutto
a presto!

Niederkofler Nicole.

Grazie a Nicole per averci dedicato tempo 💪🇮🇹

Micol Di Segni sul suo prossimo ed importante impegno al Dana White contender

Ciao Micol innanzitutto grazie per la disponibilità ci hai dato

Come sta procedendo il tuo allenamento per il tuo prossimo match?

il camp è iniziato alla grande, con il coach Lorenzo Borgomeo, il preparatore atletico Luca Vidau e la mia teammate Gloria Peritore stiamo lavorando senza sosta. Ho la possibilità di prepararmi con largo anticipo, ci stiamo occupando di tutti gli aspetti in ogni particolare

Conosci bene la tua prossima avversaria?

la mia avversaria è una veterana di LFA ed Invicta, ha affrontato fighter di livello ed è molto completa. La stiamo studiando nei minimi dettagli.

Una tua vittoria potrebbe apriti le porte per la UFC?

Il format del DWTNCS non garantisce la firma del contratto, la decisione spetta al presidente Dana White. Darò tutto per fare un match spettacolare che gli toglierà ogni dubbio.

Ti senti pronta per l’ UFC?

sono già due anni che mi alleno e mi confronto con fighter di quel livello, ho completa fiducia nel mio team e so che quando si presentano questo genere di opportunità ci facciamo trovare sempre pronti.

Quando hai saputo di dover combattere per entrare a far parte della Promotion più importante delle Arti Marziali miste, o qual’è stata la tua prima impressione?

la mia motivazione nell’allenamento e la mia concentrazione sono aumentate a livello esponenziale. Ho l’opportunità di conquistare e vivere il mio sogno, non c’è nulla che ho mai voluto più di questo.

Il tuo atleta preferito sia italiano e straniero in UFC?
Alessio di Chirico è sempre stato un esempio ed un modello da imitare per me, penso sia un fighter completo e concreto. Ha un futuro luminoso davanti.
Per quanto riguarda gli stranieri Nate Diaz è il mio preferito da sempre, sono felice di rivederlo attivo nell’ottagono più famoso del mondo

Alterni sempre i tuoi allenamenti tra il Gloria e la Jackson – Wink mma ?

si, sopratutto quando ho largo preavviso sulla data del match cerco di fare metà camp al Gloria e metà alla JacksonWink, ma al mio angolo preferisco sempre che ci sia Lorenzo. È insostituibile.

Sembra un ottimo momento per le Mma Femminili in Italia , che consiglio daresti alle tue colleghe allenarsi qui o trovare sparring più competitivi in USA ?

ho notato con molto dispiacere le recenti polemiche che hanno investito il mondo delle MMA femminili. Finalmente iniziano ad esserci delle fighter valide, penso che se ci concentrassimo ad allenarci tutte insieme per battere le avversarie internazionali al posto che distrarci sui social appresso a fantomatici matchmaking che ci vorrebbero una contro l’altra il livello si alzerebbe sempre di più ed i risultati di tutte noi impegnate in importanti sfide all’ estero ne gioverebbero di sicuro.

Chi vincerà tra la tua compagna Holly Holm ed Amanda Nunes ?

Holly forever.
Una regina, in gabbia e nella vita. Una donna da ammirare, un esempio di tenacia, femminilità e classe per le generazioni future.

Che ne pensi di Conor McGregor?

penso che, come Ronda, abbia fatto molta pubblicità a questo sport anche al di fuori del mondo degli sport da combattimento… anche se non esattamente la pubblicità che noi atleti vorremmo.
Direi addirittura controproducente rispetto ai tentativi della maggior parte degli atleti di MMA che tentano di spiegare al mondo che non è una rissa sanguinosa ma uno sport estremamente tecnico.

Quando farai un nuovo stage in Campania?

spero al più presto! Sono sempre disponibile per stage e seminari, aspetto solo l’invito di palestre e team interessati!

Ti volevo ringraziare per la tua disponibilità che hai dato a tutto lo staff di Spirito Guerriero, ti diamo un grande in bocca a lupo e speriamo che farai parte del roster più importante delle MMA la UFC.

Grazie a voi e un saluto a tutti i lettori di Spirito Guerriero!💪🇮🇹

Intervista a cura di Antonio Vincenzo Sarracino

Annalisa La Bella pronta a combattere per il titolo italiano Shoote BOXE alla RDC

Ciao Annalisa benvenuta su Spirito Guerriero, come stai?

Grazie Luca e salve a tutti io sto benissimo e ringrazio spirito guerriero per l opportunità di essere intervistata seguo sempre la vostra pagina e mi sento onorata della vostra attenzione.

Essendo la 1 volta che parliamo, ti chiedo se a te va di raccontarci il tuo cammino negli SDC, come è perché ti ci sei avvicinata, e soprattutto poi cosa ti spinge a continuare..

_ Ho sempre praticato arti marziali ho iniziato da piccolissima con il judo e non ho mai smesso di allenarmi , ho iniziato da grande invece le discipline di striking tramite il mio compagno e allenatore me ne sono innamorata fin da subito ho combattuto di low kick ma dopo poco tempo sono passata alle arti marziali miste che trovo molto più impegnative ma più concrete. Ho sempre gareggiato nei circuiti F.I.K.B.M.S. facendo la prima gara di kick jitsu (contatto leggero) ma sono passata subito dopo alla shoot boxe (contatto pieno) ho partecipato a diversi campionati e collegiali di qualificazione che mi hanno portata ad essere inserita nella nazionale italiana e con la nazionale ho partecipato ad un mondiale in Ucraina ad Odessa dove ho ottenuto un secondo posto e un europeo in Polonia a Plock dove ho vinto il titolo .
Adoro combattere in gabbia mi sento libera di esprimermi e spesso mi ritrovo a conoscere lati del mio carattere che non pensavo di avere in fondo penso che la gabbia tira fuori quello che sei .

Tra qualche giorno combatti per il titolo shoot boxe al RDC, come sta andando la preparazione?

Per quanto riguarda la preparazione sto avendo non poche difficoltà perché essendo di Sciacca in provincia di Agrigento e qui non ci sono altri centri dove si praticano questo genere di discipline devi muoverti macinare km su km di auto, pullman, aerei ed ogni tipo di mezzi per andare ad approfondire un po di tecnica, o per fare sparring in linea generale se poi mettiamo in conto di poterlo fare con donne è veramente quasi impossibile. Fortunatamente ho il supporto a 360 gradi del mio compagno e allenatore che si fa in 4 per darmi il meglio di fatto ci stiamo provando a crescere fra 1000 difficoltà.

Quale è il team con cui ti alleni?

Io mi alleno alla X (decima)legione Ares che è anche Legio’s team Sciacca ossia succursale Alessio Sakara.
Veramente io gareggiò sia di shoot boxe che di Mma.

Perché proprio la shoot boxe e non le mma?

La differenza fra la shoot boxe e le MMA è in linea di massima il ground and pound che nella shoot non c è ma per avere una differenza tecnica precisa è sempre meglio parlare con il Maestro Patrizio Rizzoli che è il responsabile nazionale.

La differenza sta nella lotta a terra, è un ambito del combattimento che poco ti aggrada?
I tuoi punti forti nel combattimento sono…

Comunque a mio parere nella lotta a terra della shoot si ha la ricerca della posizione prima e della finalizzazione poi.
Penso che uno dei miei punti di forza è il mix ossia portare delle azioni di combattimento che prevedono il mixaggio di tecniche di varie discipline.

Combattere per te è….

Combattere per me è una miscela di emozioni potentissime da cui non riesco a staccarmi. Spesso mi dicono che mi brillano gli occhi quando parlo dei match e forse è proprio questo passione.

Progetti per il futuro?

In questo momento non ho progetti mi diverto a combattere e sono pronta a prendermi ciò che mi verrà proposto non pensavo neanche di arrivare fin qui.

Le tue passioni oltre il Fighting?

Non ho altre passioni oltre le arti marziali.

Quale messaggio vuoi lasciare alla tua avversaria e al pubblico che verrà all’evento?

Stimo la mia avversaria potrebbe in futuro anche diventare una compagna di allenamenti i match sono match si cerca di dare il massimo ma dopo di ciò penso che proprio perché ancora in Italia siamo poche possiamo aiutarci a vicenda allenandoci insieme , creando occasioni di incontro, collegiali, sparring solo così si potrà crescere ancora di più.
Al pubblico ricordo che la resa dei conti è un evento storico che ha sempre dato spettacolo cercherò di esserne all’altezza.
Grazie ancora

Arziko Bregu sarà un esordio da Pro che ricorderete

Ciao Arziko bentornata su Spirito Guerriero, come stai?
Ciao, tutto bene grazie! É sempre un piacere parlare con voi!

Finalmente debutto da Pro, sensazioni?
Sì, finalmente debutto da professionista. Non nascondo che ci pensavo da tempo, ma ho voluto aspettare e crescere ancora sportivamente… Anche se purtroppo l’esperienza da dilettante per le ragazze non è paragonabile a quella maschile.

Secondo te cosa cambia nel passaggio da dilettante a pro?
A mio parere cambia veramente poco, perché oltre ad alcune cose (borsa, taglio del peso, record ecc..) la motivazione e l’allenamento restano allo stesso livello. Dentro la gabbia o le prendi o le dai ahahah!

Conosci l’avversaria che ti aspetta in gabbia?
Non la conosco ma abbiamo avuto modo di studiarla e prepararci per affrontarla.

Una lunga parentesi da dilettante quanto credi abbia inciso nella tua crescita come atleta?
Molto! Ho imparato tantissimo e ho fatto delle bellissime esperienze, soprattutto i vari campionati europei e mondiali a cui ho partecipato. Queste occasioni mi hanno fatto vedere come sono le MMA nel mondo e mi hanno dato la possibilità di confrontarmi con diversi atleti! Per questo ringrazio la FIGMMA che offre queste possibilità ai migliori fighter dilettanti d’Italia.

L’inizio di questo percorso dove vorresti ti portasse in futuro?
Beh vorrei innanzitutto confrontarmi con le migliori atlete d’Italia e partecipare ad eventi importanti come Venator, per poi spostarmi all’estero.

Con chi prepari il match?
Il match lo sto preparando con il mio team MMAfft e con l’aiuto di varie palestre qua nei dintorni.

Tu perché combatti? Cosa ti spinge a farlo?
Mi diverte! Sono cresciuta con mio fratello, ci siamo sempre “picchiati” per gioco sin da quando eravamo piccoli. Poi è di famiglia: mio padre è un ex lottatore di lotta greco-romana. quindi penso di averlo anche un po’ nel sangue!
Volevo ringraziare tutte le persone che mi seguono e chi mi sta accompagnando in questo percorso, soprattutto il mio team e la mia agenzia Superbia Management per il grande lavoro che fa per me

Roberta ‘THE DIAMOND’ Zocco

Ciao Roberta benvenuta su Spirito Guerriero, come stai?

Ciao a voi e a tutti i lettori di spirito guerriero.

Sto molto bene grazie… sicuramente emozionata ed onorata di poter combattere in questa grande promotion quale il VENATOR FC e ancor di più di essere il main event proprio a casa mia. Questo mi da una carica indescrivibile, non vedo l’ora insomma.

MAIN event in quel di Altamura, insomma il 1 main al femminile e te lo giochi in casa, sei emozionata? Pensi di sentire il peso di combattere a casa tua?

Come ho già anticipato nella risposta alla prima domanda l’idea di combattere a casa mi da una grande carica al contrario di come si possa pensare, quindi no, non lo sento affatto come un peso, anzi…finalmente le persone a me più vicine (amici, famiglia, parenti…) potranno essere lì a fare il tifo per me.

La tua avversaria Karolina, è campionessa EFC, ha uno stile molto aggressivo e preferisce avanzare,come state preparando il match?

Non voglio scoprire le mie carte, posso solo dire che mi sto preparando a dovere per il match, come faccio sempre d’altronde. Entrare in gabbia con un’atleta di livello come Karolina non mi intimorisce, piuttosto mi stimola e sono certa che sarà un bel incontro.

La Polonia ha diverse Fighter femminili di livello mondiale, fai fatica a trovare sparring validi in Italia?

È risaputo che purtroppo in Italia non è facile trovare sparring partner di livello ma grazie al mio management SUPERBIA ho sempre la possibilità di allenarmi nei migliori team d’Italia per prepararmi al meglio e crescere sempre più. Poi faccio parte di un team WOLF TEMPLE che vanta un buon livello tecnico e diversi atleti, anche pro quindi sono a cavallo 😊.

Questo match vale tanto, una campionessa di una promotion internazionale, l esito positivo ti porterebbe a cercare ancor più match internazionali che nazionali?

Io sono pronta a tutto, non mi tiro mai indietro anche davanti alle sfide più dure, anzi, sono quelle che preferisco! Non m’importa se nazionali od internazionali, ciò che mi interessa è dimostrare il mio valore ed arrivare nelle più grandi promotion.

Progetti futuri a medio e lungo termine?
Curiosità, quale fighter al femminile preferita e perché?

Niente di particolare in corso o comunque niente di cui potrei parlare al momento, posso solo anticipare che con il mio management, SUPERBIA, stiamo programmando un camp all’estero ma non dico altro per il momento.
In realtà non ho una fighter preferita perché ce ne sono tante che apprezzo per motivi diversi ma,dovendo citarne una, la neo campionessa pesi paglia UFC Jessica Andrade (anche se non mi ha entusiasmato la sua ultima performance) per la determinazione che mostra in gabbia e perché spesso mi rispecchio in lei.

Grazie a Roberta Zocco sicuramente dato il temperamento il Main Event di Altamura sarà un match ad alta intensità

💪🇮🇹 FORZA ROBERTA🇮🇹💪