Blandamura: “Sono pronto, conta la sostanza. Giovedì scriverò il mio futuro”

Giovedì 11 luglio, al Foro Italico (Stadio Nicola Pietrangeli) di Roma, si accenderanno i riflettori sulla grande boxe italiana.

Tornano infatti le riunioni di prestigio promosse da OPI Since 82, Matchroom Boxing Italy e DAZN. In questa occasione il main event vedrà impegnati il nostro connazionale Emanuele “Sioux” Blandamura (29-3) contro l’inglese Marcus Morrison (20-3) in un incontro valido per il titolo vacante WBC International Silver dei Pesi medi.

Il match sarà il momento clou di una serata che avrebbe dovuto vedere sul ring anche il fiorentino Fabio “Stone Crusher” Turchi (17-0) opposto a Tommy McCarty (14-2) per la cintura WBC International Cruiserweight, al momento detenuta da Turchi. Purtroppo il pugile toscano si è infortunato al bicipite destro una decina di giorni fa e oggi l’incontro è definitivamente saltato.

Infine il boxeur ucraino Serhiy Demchenko (24-14-1) inaugurerà la main card affrontando nuovamente il francese Hakim Zoulikha (26-10), già battuto nel 2017 quando era in palio lo stesso titolo, e cercando così di riconquistare la cintura EBU dei Pesi massimi leggeri, ora vacante.

Ma non solo: sull’importante palcoscenico avranno la loro occasione anche Mirko Natalizi (5-0), Sebastian Mendizabal (2-0), Emiliano Marsili (37-0-1), che in carriera ha già conquistato diversi titoli sia italiani che europei oltre ad una cintura intercontinentale e una mondiale, Vincenzo Bevilacqua (15-0), già campione italiano e detentore del titolo WBC Mediterraneo, e Valentino Manfredonia, al suo esordio nel professionismo.

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Il poster dell’evento. (Credits: DAZN)

Per chi segue la boxe, Emanuele Blandamura ha bisogno di poche presentazioni. Friulano, classe 1979, ha sostenuto 32 incontri in carriera con un bilancio di 29 vittorie, di cui 5 per KO, e 3 sconfitte. Nell’aprile dell’anno scorso ha avuto la chance mondiale per il titolo WBA dei Pesi medi contro il forte campione in carica Ryota Murata, venendo sconfitto per TKO all’ottavo round.

Tornando indietro nel tempo, il suo palmares complessivo è ricco: nel 2007 ha conquistato il titolo di Campione WBC del Mediterraneo, successivamente si è laureato anche Campione Internazionale Silver WBC (2012), Campione dell’Unione Europea (2014) e Campione d’Europa (2016) della sua categoria, i Pesi medi. Un pugile di grandissima esperienza e caratura internazionale.

Il suo avversario, Marcus Morrison, 26 anni, ha ottenuto 14 vittorie delle 20 totali per Knockout. Un boxeur dalle mani pesanti che ha perso solo ai punti, 3 volte in carriera. È reduce da quattro vittorie consecutive e ha già combattuto per il titolo WBC International Silver, venendo sconfitto ai punti.

Ecco le sensazioni di Blandamura in merito all’appuntamento di giovedì, e non solo.

Che incontro ti aspetti? Sarà un match tattico oppure finirà in battaglia?

Sarà un incontro totale, a trecentosessanta gradi, sotto ogni aspetto. I match si fanno in due: io sono pronto.

Combatti in casa, nella tua città di adozione, Roma. Quali sensazioni provi in merito?

Sono felice di combattere allo Stadio Pietrangeli davanti a migliaia di persone. Si è registrato il tutto esaurito e se penso che il ring announcer sarà Michael Buffer, una leggenda, che solo a pensarci sorrido, mi dico: davvero stupendo.

È la nona volta in carriera che competi per un titolo. Il tempo ha cambiato il tuo approccio a questo tipo di match? Come ti senti mentalmente?

L’età ti fa capire molte cose, l’esperienza ti rende più maturo. Oggi mi definisco tranquillamente agitato per questo incontro, e non vedo l’ora di salire sul ring.

Hai già conquistato la cintura WBC International Silver nel 2012. Cosa significa per te questo titolo?

Penso che le cinture siano il premio, ma è la sostanza che conta.

Il tuo avversario ha le mani pesanti, ma è leggermente più alto di te. Dovrai essere tu ad accorciare per colpirlo. Come pensi di gestire questo aspetto?

Ho studiato Morrison, ma io non sono per le tattiche maniacali. Credo che bisogna combattere a seconda di chi si ha davanti, ma senza focalizzarsi su una singola strategia.

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Nell’ultimo match disputato a fine aprile, Blandamura ha sconfitto ai punti Nikola Matic (16-40). (Credits: DAZN)

Sei un veterano del ring, mentre Morrison ha 13 anni meno di te ed è all’inizio della carriera. Si prospetta il classico scontro esperienza opposta ad irruenza. Sarà questa la chiave del match?

Gli atleti sono sempre diversi tra loro, ma nella nobile arte tutto si compatta in una parabola perfetta quando si incontrano agilità e potenza. Non so quale sia la chiave, ma io sono pronto: questa è l’unica cosa che mi sento sicuro di dirti.

Morrison ha perso un paio di incontri in modo inaspettato, contro avversari con record negativo o decisamente alla sua portata. Hai studiato questi match? 

Sì, li ho visti. Non credo che sia un grave problema, si può vincere e perdere, questa è la boxe. Io davanti a me ho un avversario valido, e darò il meglio di me per batterlo.

Quanto è importante il contributo che OPI Since 82, Matchroom Boxing Italy e DAZN stanno dando per rilanciare il pugilato italiano? 

Il mio manager Cristian Cherchi è una persona che dà sempre il meglio. Anche negli anni “bui” ha cercato di fare grande questo sport, è il suo lavoro. Infatti oggi, grazie a questo accordo non facile con le sigle che hai citato tu, Cristian ha saputo dare una luce importante e diversa alla boxe. È sempre il primo a metterci passione e impegno, insieme alla sua famiglia di grandi manager.

Ti abbiamo visto anche nelle vesti di opinionista e inviato a bordo ring per DAZN. Come giudichi questa esperienza?

Mi diverto molto e se l’impegno paga, allora vorrà dire che per un dopo carriera sarò pronto ad affiancare definitivamente i miei amici di DAZN. Ma ne parleremo quando sarà il momento.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Il mio futuro lo scriverò giovedì 11 luglio.

Spazio ai ringraziamenti.

Vorrei ringraziare te per la possibilità di poter esprimere il mio pensiero. Ringrazio anche tutto lo staff medico: il professor Sanguigni per i test che abbiamo fatto, il dottor Andrea Melini per la fisioterapia, il dottore Carmine Orlandi e lo staff per la nutrizione, il dottor osteopata Alessandro Benevento, lo psicologo Luigi Arsi per il supporto mentale. Grazie al mio angolo: al Maestro Agnuzzi, al Secondo Federico Giorgi, al preparatore Antonello Regina. Poi, la mia famiglia: nonna Isabella, zia Teresa, zio Moris, mia cugina Giulia, mamma Teresa e papà Nicola. Le persone speciali: la mia ragazza Veronica e mio nonno Felice, di nome e di fatto.

Da parte sua Morrison ha dichiarato in conferenza stampa: “Questo è l’incontro che volevo, ringrazio tutti quelli che hanno lavorato per renderlo concreto. Sono pronto, onestamente penso che sia il mio momento. È davvero emozionante combattere a Roma in un grande palcoscenico. Vi farò vedere cosa sono in grado di fare”.

L’evento sarà trasmesso in diretta su DAZN a partire dalle 19.30 di giovedì. Ecco la card completa direttamente dal sito della FPI:

Card
Credits: http://www.fpi.it

London Calling in short-notice: Brazier vs. Botti

Sabato 22 giugno andrà in scena alla SSE Arena di Wembley l’evento Bellator London: Mousasi vs. Lovato Junior. La card preliminare ospiterà un match-up molto atteso dai fan italiani: il nostro connazionale Alessandro “Bad” Botti (15-9) sfiderà infatti l’inglese Terry “The Dominator” Brazier (10-2).

Botti ha accettato il match in short-notice, con sole due settimane di preavviso. Per questo motivo l’incontro sarà un catchweight al limite dei 72,5 kg, al posto dei 70 kg previsti per i Pesi leggeri. Curiosità: l’atleta italiano è il terzo fighter proposto a Brazier dopo gli infortuni dei precedenti due, tra cui Peter Queally della SBG.

Il punto sull’avversario. Il primo match di Terry Brazier nelle MMA professionistiche risale al 2015, dopo un buon trascorso da amateur. L’inglese ottiene le prime 4 vittorie in carriera per TKO, e poi alterna successi per Submission (2) ad altri via Decision (4). È stato campione sia dei Pesi welter che dei Leggeri nella nota promotion inglese BAMMA e ha combattuto in diverse organizzazioni britanniche, tra cui la UCMMA. Le uniche sconfitte di questo atleta sono arrivate per KO, al suo secondo match da pro, e via Submission nell’ultimo incontro disputato, in occasione dell’esordio in Bellator contro Chris Bungard.

Ma le battaglie più dure della sua vita Brazier non le ha affrontate in gabbia. “The Dominator” ha combattuto in Afghanistan tra le file dei parà e ha dichiarato di essersi avvicinato alle MMA per sconfiggere i pensieri suicidi causati dalla sindrome da stress post traumatico (PTSD).

Figlio di un padre alcolizzato, cresciuto in un quartiere difficile, Terry si arruola nell’esercito britannico per evitare una condanna a due anni di carcere. Successivamente, data la sua prestanza fisica e la sua indole determinata, entra nel corpo dei paracadutisti e nel 2010 viene mandato in missione in Afghanistan. Combatte in prima linea e così assiste a scene di guerra strazianti. È a quel punto che Brazier inizia a soffrire di attacchi d’ansia, ad essere depresso e a non riuscire più a dormire per via degli incubi. Gli viene diagnosticato il PTSD e viene congedato dall’esercito con il grado di caporale.

Nonostante ciò “The Dominator” inizia anche ad avere pensieri suicidi che cessano solo quando nella sua vita entrano le MMA. Questa disciplina lo conquista perché, per sua stessa ammissione, lo fa sentire di nuovo vivo, dandogli gli stimoli e la stessa adrenalina che provava quando era un militare. A dimostrazione della ritrovata forza d’animo, pochi giorni prima del match contro Alex Lohore, con in palio il titolo dei Pesi welter BAMMA, Terry perde la madre da tempo malata, ma decide di combattere lo stesso e conquista il titolo.

Oggi Brazier ha una moglie e un figlio, dice di sentirsi meglio e vuole a tutti i costi che il suo nome venga ricordato in futuro per via delle sue vittorie in gabbia.

Un interessante servizio di ESPN sulla difficile storia di Brazier.

Il ritorno di “Bad”. Botti torna in azione per quello che sarà il suo primo incontro del 2019. Dopo il match saltato all’ultimo a Venator 5, “Bad” ha un’occasione d’oro per riscattare la sconfitta di settembre contro Abner Lloveras (poi ingaggiato proprio da Bellator), che lo ha spogliato del titolo ICF. Prima di questo incidente di percorso il fighter lecchese era reduce da tre vittorie consecutive, ottenute tutte prima del limite, e si trovava in un grande stato di forma. In carriera ha ottenuto ben 9 successi per KO/TKO, 5 via Submission e 1 tramite Decisione dei giudici. Un atleta dalle mani pesanti che però si trova a suo agio anche al suolo: sostanzialmente un fighter completo.

Botti, a soli 30 anni, due in meno del suo avversario, è già un veterano della gabbia: sono 24 gli incontri disputati in carriera. Ha esordito da professionista nel 2010 e ha affrontato atleti del calibro di Mattia Schiavolin, Daniele Scatizzi, Leonardo Zecchi e Stefano Paternò. Vanta ben 7 incontri in Venator FC.

Il palcoscenico di Bellator offre una grandissima opportunità al nostro connazionale, che è pronto a sfruttarla per mettersi in mostra nonostante la chiamata sia arrivata con poco preavviso. Una conferma nel roster della seconda promotion più importante al mondo sarebbe un upgrade notevole per la sua carriera.

Come andrà il match? Solitamente Brazier cerca di portare a terra i suoi avversari tramite takedown o grazie ad un efficace lavoro a parete. Ha combattuto anche nella kickboxing, ma il suo punto di forza è senza dubbio il grappling.

Appena inizia il match Brazier accorcia la distanza e porta subito a terra l’avversario (vs. McKee).

Botti potrebbe invece sfruttare la pesantezza delle proprie mani per trovare il colpo del KO, cercando di imporre il suo striking, oppure tentare la monta per poi scatenare un ground and pound risolutivo.

Botti finalizza Kennington al Venkon Fight Night 2.

Attenzione perché l’inglese è abile nei colpi di rimessa. Ha dimostrato di avere un ottimo mento e di riuscire a superare fasi critiche dei match invertendone l’inerzia a suo favore.

 

 

“The Dominator” resiste agli attacchi di Gahadza e vince per Submission assicurandosi la cintura BAMMA dei Pesi welter. 

Brazier probabilmente entrerà in gabbia più pesante del nostro connazionale.

Dove si vede l’incontro? La card inizierà alle 18.30 ora locale, quindi per le 17.30 in Italia. Salvo comunicazioni particolari, il match verrà trasmesso gratis sulla App Bellator MMA e sarà il quarto della Preliminary Card ad andare in scena.

In conclusione ecco un esaustivo Tale of the tape proposto da Tapology:

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Credit: Tapology

 

 

 

 

Lorenzo Borgomeo sulla sconfitta di Cerilli

Lorenzo Borgomeo, head coach del Gloria Fight Center, il team a cui appartiene Mauro Cerilli, è tornato sull’incontro di ieri, che ha visto sconfitto il nostro connazionale contro il veterano ex UFC Brandon Vera nell’incontro per il titolo ONE Championship.

Borgomeo ha scritto un post sulla sua pagina ufficiale di Facebook esprimendo il proprio pensiero sulla questione:

Ultime 3 considerazioni, poi da domani si pensa al prossimo match.
1) Si sono incrociati insieme col gancio sinistro, Mauro è caduto, Vera no. Direi che capita.
2) Sia Carlo Pedersoli Jr che Mauro Cerilli hanno perso per KO, ma hanno accettato match con i top mondiali nelle massime promozioni SEMPRE con Short notice.
3) Era un knock down, non un KO.
Non è pugilato. Un arbitro competente lascia proseguire fino a che non dimostra impossibilità di difesa intelligente. E questo lo sa anche Brandon Vera.

“The Borg” si era già espresso ieri con un commento a caldo, poco dopo l’incontro:

Nei pesi massimi di solito vince chi tocca per primo o con più precisione.
Mauro Cerilli poteva solo accorciare la distanza, non aveva senso fare nessun altro tipo di match. Ha giustamente accettato un match in una mega promotion con una leggenda, anche se ha 35 anni, la sua casa era stata semidistrutta dall’alluvione e aveva 3 settimane per prepararsi.
Oggi è andata così, siamo nel massimo livello e siamo in una categoria dove i match durano di media 3/4 minuti.
Grazie a chi ci ha aiutato a vivere anche solo in parte questo sogno.
E grazie Mauro, c’hai le palle quadrate.

 

Mauro Cerilli sconfitto per KO da Brandon Vera

Mauro “The Hammer” Cerilli ha affrontato l’ex UFC Brandon Vera per la cintura dei pesi massimi ONE Championship.

Il nostro connazionale è stato messo KO da Vera dopo poco più di un minuto dall’inizio dell’incontro. L’ex UFC resta così campione dei pesi massimi ONE.

Su un colpo di Vera andato a vuoto, Cerilli ha tentato un takedown, da cui però il campione in carica si è difeso con efficacia. “The Hammer” ha quindi incalzato Vera con uno striking aggressivo, costringendolo ad arretrare verso la parete della gabbia. Ma proprio durante questa azione, l’ex UFC ha colpito di rimessa Cerilli, mandandolo al tappeto: l’arbitro ha interrotto immediatamente l’incontro.

Segui la diretta streaming di Cerilli vs. Vera per il titolo ONE Championship

È arrivato il grande giorno!

Mauro “The Hammer” Cerilli combatterà contro Brandon Vera, ex UFC con ben quindici incontri nell’organizzazione di Dana White, per il titolo dei pesi massimi ONE Championship.

Ecco la diretta streaming tramite cui si può guardare gratuitamente l’incontro di Mauro, previsto per le 14 italiane:

La card di Bellator Genova si arricchisce. Gli incontri annunciati di kick e MMA

Bellator Kickboxing 

Main card

Shan Cangelosi vs. Gabriel Varga per il titolo mondiale Bellator

Zakaria Aaoulatni vs. Ramon Daniels

Jury Bessmertny vs. Karim Ghajji

Dani Traore vs. Gabriele Casella

Samuel Toscano vs. Christian Zhae 

Younes Rahmouni vs. Tiziano Campus

Under card

Matteo Costa vs. Sabir Temirkhnov

Filippo Solheid vs. Giacomo Licheri

Giacomo D’Acquino vs. Matteo Di Luca 

B43

Bellator MMA

Main card

Alessio Sakara vs. Kent Kauppinen

Hesdy Gerges vs. Domingos Barros

Under card

Luca Vitali vs. Luka Jelcic

Ibrahim Mane vs. Alen Amedovski

Kiefer Crosbie vs. Orlando D’Ambrosio

Walter Pugliesi vs. Andrea Fusi 

Giorgio Pietrini vs. Nemanja Milakovic

 

ICF annuncia 8 nuovi match per il sesto evento a Verona. 2 per il titolo, tornano Zecchini e Rubino

Oltre ai 4 match titolati annunciati il 26 ottobre, Italian Cage Fighting non si è fermata. La promotion italiana ha svelato molti altri incontri che stanno impreziosendo una card davvero ricca, in scena il 15 dicembre a Verona:

Pesi gallo: Tanio Pagliariccio vs. Percy Herrera

Pagliariccio (3-0), giovane lanciatissimo con solo vittorie all’attivo, affronta Herrera (6-6), ex contendente al titolo ICF, reduce da tre sconfitte consecutive.

Pesi welter: Liviu Butuc vs. Daniel Wolak

Butuc (6-3-1-1) si presenta con una striscia positiva di tre vittorie e un No Contest. Wolak (4-2) arriva da una sconfitta. Entrambi sono fighter molto giovani ed affamati, che spesso concludono il match prima del limite.

Titolo pesi massimi leggeri Senior: Franco De Martiis vs. Gianluca Locicero

ICF inaugura la cintura Senior, per cui competeranno i veterani degli sport da ring. De Martiis (3-8) ha ottenuto l’ultimo successo contro Fabio Russo a Magnum FC 2, mentre Locicero (1-0), al suo esordio nelle MMA, ha sconfitto Sergio Pesce al Padova Fight Night. Riuscirà De Martiis a far valere la propria esperienza nelle arti marziali miste?

Titolo pesi massimi leggeri: Riccardo Nosiglia vs. Arkadiusz Jędraczka

Nosiglia (6-1) ha ottenuto tutte le sue vittorie per TKO al primo round. Il polacco Jędraczka (7-12) è professionista dal 2008, perciò vanta un notevole trascorso nelle MMA. Ha vinto gli ultimi due incontri.

Pesi welter: Enzo Tobbia vs. Matteo Ceglia

Tobbia (4-3) ha già combattuto una volta in ICF, uscendo sconfitto contro Butuc. Ceglia (3-0) è un forte grappler con all’attivo due vittorie su tre per Submission.

Pesi medi: Francesco Demontis vs. Cristian Brinzan

Demontis (1-1) torna in azione dopo la sconfitta contro Penini a ICF 5. Il kickboxer affronterà Brinzan (6-3), fermo dal 2016 per diversi problemi fisici, ma che prima degli infortuni aveva raccolto 5 successi consecutivi, di cui uno contro Rubino. In passato ha anche affrontato, perdendo, Nicolas Dalby, avversario di Carlo Pedersoli Jr. e Roberto Allegretti in Cage Warriors.

Pesi leggeri: Manolo Zecchini vs. Mohamed Sayah

Zecchini (6-1) rientra in gabbia dopo la bella vittoria contro Moricca, che ha vendicato la sua unica sconfitta in carriera. Si confronterà con il francese Sayah (7-5-1), reduce da tre vittorie negli ultimi quattro match.

Catchweight a 174 libbre: Angelo Rubino vs. Aymard Guih 

Rubino (8-4-1) torna in Italia dopo due incontri in Cage Warriors. Si è aggiudicato quattro degli ultimi cinque match disputati, e ha ottenuto ben 6 vittorie in carriera per KO/TKO. Guith (12-9-1) ha affrontato alcuni atleti ex UFC (tra cui John Maguire) e ha già sconfitto un paio di fighter italiani (D’Auria e Foscarini).