Luigi Perillo, presidente di Superbia Management: “Presto novità incredibili”

Luigi Perillo è presidente e socio fondatore di Superbia Management, la prima agenzia di management sportivo nell’ambito delle MMA in Italia.

Superbia si occupa di gestire la carriera dei propri atleti in modo completo, offrendo loro un’ampia gamma di servizi: dall’assistenza legale e fiscale nella stipulazione dei contratti con le promotion fino alla gestione del personal branding, della comunicazione e delle public relations. Inoltre l’agenzia svolge un lavoro specifico sulla performance sportiva dei suoi fighter, con l’organizzazione dei fight camp e l’affiancamento agli atleti di professionisti quali nutrizionisti, mental coach e psicologi sportivi.

Ma non solo: Perillo e soci, infatti, sono anche gli organizzatori dell’evento The Golden Cage, che per ora ha all’attivo due edizioni. Il format di TGC promuove il concetto di intrattenimento sportivo, unendo sport (ovviamente le MMA) e musica (in particolare il genere hip-hop) all’interno di un unico appuntamento. Lo scopo è quello di avvicinare nuovo pubblico puntando su un target giovane, e di fare leva sui valori condivisi da questi due mondi, che hanno diversi punti di contatto.

Dopo questa premessa, spazio alle parole di Luigi Perillo, che ringraziamo per la disponibilità.

A giugno è tornato The Golden Cage con la sua seconda edizione, impreziosito dalla diretta Tv su Fox Sports. A distanza di diverso tempo ti chiedo un bilancio di quell’evento. In particolare, cosa pensi abbia funzionato e in cosa, invece, potete ancora migliorare?

Siamo molto soddisfatti di come è andata la serata. Ancora una volta abbiamo dimostrato di essere l’unico show entertainment in Italia. I numeri che ci ha fornito Fox Sports sono stati incredibili (si parla di 68 mila visualizzazioni, ovvero lo 0,3% di share, notevole per un canale a pagamento, nda) e gli sponsors hanno davvero apprezzato il lavoro fatto e ci hanno garantito una continuità per il prossimo futuro.

La data è stata sicuramente penalizzante per il fatto che quello stesso giorno tutte le scuole di Milano e provincia erano impegnate nelle varie feste di chiusura anno e abbiamo quindi “perso” moltissimi ragazzi . Staremo sicuramente più attenti nella scelta delle prossime date, anche se penso che in futuro sarà più un evento “autunnale-invernale” che “primaverile-estivo”. Possiamo sicuramente migliorare molti piccoli dettagli, sperando che Milano ci possa offrire nuove locations più idonee.

Inoltre miglioreremo sicuramente la card ed ora, con l’aiuto di Pietro Orante, ci sarà sicuramente un importante up-grade. Tutte le altre promotion (che a me piacciono moltissimo) si “vantano” di fare solo MMA e non mancano le critiche al mio evento sul lato show. Ma io continuo a vedere una sorta di “copiatura” di The Golden Cage nei vari tentativi di inserire timidissimi, e appena accennati, momenti di intrattenimento. Beh, posso solo dire: cari colleghi, osate di più! Il pubblico vuole soprattutto divertirsi!

The Golden Cage 3. A che punto sono i preparativi? Puoi darci qualche anticipazione? 

The Golden Cage 3 sarà l’ultima puntata del programma televisivo (Docu-Reality) che stiamo realizzando. Tutto il resto è top secret in quanto ci saranno delle novità (anche internazionali) davvero incredibili!

TGC 3 godrà ancora di una diretta televisiva?

Certamente. Da anni ormai gestisco, con il mio studio di Commercialista a Milano, personaggi del mondo dello spettacolo, televisione, cantanti, etc. Abbiamo inoltre da 3 anni una partnership con una nota agenzia di Roma che lavora con il cinema da moltissimo tempo. Per noi è quindi fisiologico avere uno stretto rapporto con la diretta televisiva. In Superbia Management SA c’è un comparto gestito dal famoso regista Riccardo Recchia che è davvero un vulcano di idee oltre che di conoscenze eccezionali!

Come procedono i lavori per la realizzazione del docu-reality? Ha aderito il numero di sponsor che ti aspettavi? Quando andrà in onda?

Abbiamo un Title sponsor che ha coperto il 100% di quanto la produzione esecutiva ci ha indicato come costo totale. Siamo davvero molto soddisfatti. Viacom, con il canale Spike TV (dove spesso va in onda Bellator), ci ha formalizzato il loro interesse. Il resto è ancora top secret.

Superbia Management ha subito dei cambiamenti in seguito alla fuoriuscita di alcuni membri che si sono messi in proprio. Ad oggi, chi è rimasto in Superbia e con quale ruolo? In cosa è cambiato il management e la sua organizzazione dopo questo “restyling”? 

È cambiato davvero molto. Abbiamo un nuovo dipartimento Social Media Management, Brand, Sponsor, grafica-video e soprattutto un nuovo matchmaker che conoscete tutti. Il comparto Legal, PR, TV, Administration è rimasto invariato. Devo dire che dopo quanto è accaduto moltissimi colleghi, coach, atleti e addetti ai lavori mi hanno chiamato. Questo vuol dire che io personalmente ho seminato molto bene e di questo ne sono fiero e orgoglioso. I risultati li avete visti: in poco più di 2 mesi partecipazione come “Road To The Golden Cage” in 2 eventi e il roster di atleti notevolmente ampliato.

Tutto questo grazie al lavoro che stiamo facendo io e Pietro Orante, che è davvero indispensabile! Siamo l’unica promotion in Italia ad avere sponsor internazionali e multinazionali, e questo la dice lunga. Abbiamo consolidato il rapporto con Nintendo, che ci ha dato la possibilità di sviluppare un nuovo progetto su cui proprio in questi giorni stiamo lavorando. Per le altre domande posso solo rispondere che Superbia Management è una società per azioni e gode della rinomata riservatezza svizzera che tutela tutti i suoi soci.

State ampliando notevolmente il roster di atleti che seguite, dopo aver perso qualche nome passato alla concorrenza. Molte new entry sono fighter giovani e promettenti. È in atto un cambio di strategia? Quanti atleti seguite attualmente?

Sì, ci sono molte new entry. Ho sempre voluto dare la possibilità anche ai dilettanti di iniziare un percorso che li portasse a debuttare nel mondo dei Professionisti, ma questo mi era negato dal precedente matchmaker, che invece ha sempre avuto una politica di gestione focalizzata solo e unicamente sui pro.

In questo momento stiamo gestendo circa 30 atleti e posso dire con orgoglio che stiamo costruendo anche una squadra di donne davvero incredibile: ne sentirete parlare!

Ogni giorno ci arriva una richiesta, anche dall’estero. La nostra serietà inizia a fare strada! Credo che arriveremo a 50 atleti entro fine anno. Attenzione però! Avere molti atleti non è sinonimo di mediocrità: il manager di Cristiano Ronaldo non ha solo Cristiano Ronaldo! Si potrebbe pensare che siccome sono molti allora significa che verranno trascurati. Assolutamente no, anzi! E i nostri fighters possono dirlo! Inoltre, proprio perché così tanti e così diversi, ogni volta si creano immancabilmente sempre nuove opportunità e stimoli per tutti!!

Resta il fatto che il nostro lavoro è davvero una grande responsabilità, bisogna fare le scelte giuste. Soprattutto bisogna stare molto attendi con i dilettanti per evitare che si demoralizzino e/o “brucino” la loro carriera fin dall’inizio.

Da dove nasce e quali obiettivi si pone l’accordo con Venator e Born To Fight? 

Superbia ha nello statuto, che io ho personalmente curato, il fine di collaborare con tutti!

La BFT Family e Claudio Alberton, che è una persona davvero incredibile, mi hanno stupito per come lavorano e sanno organizzare. Alberton inoltre è uno stratega bravissimo con una esperienza pazzesca.. Ma non fatelo arrabbiare (ride, nda)! Organizza sia eventi per i dilettanti che big event, tutti con molto impegno. E non dimentichiamoci che è stato tra i primi in assoluto a portare qualcuno “in the cage”!

È stato il primo a chiamarmi dopo i cambiamenti in Superbia e mi ha fatto piacere che abbia apprezzato la mia serietà e professionalità, anche se sono un “novellino ” per questo ambiente! Il suo circuito “in The Cage” è molto appassionate e divertente e porta sempre qualche estrema novità che viene poi immancabilmente copiata da tutti, ma questo è il mercato e la concorrenza (leale) fa sempre bene!

Per quanto riguarda Venator: un nome, una garanzia. Ho sempre guardato sin dalla nascita i loro eventi e ora mi ci trovo a collaborare! Per me, una vera soddisfazione. La professionalità e la precisione con cui organizzano eventi è davvero da tenere in considerazione.

Ovviamente queste due non sono le uniche realtà con cui collaboriamo, ce ne sono molte altre, sia nazionali sia internazionali. Vedrete presto sui social novità al riguardo!

Le ultime domande riguardano un paio di atleti che gestite. Quando torna a combattere Daniele Scatizzi? 

Molto presto! Nel frattempo è stato ancora una volta chiamato per il camp di preparazione al match di Gunnar Nelson, che dovrà combattere in UFC il 16 Marzo contro Leon Edwards, tra i primi 10 della categoria dei welter UFC.

Com’è nata la collaborazione con Mara Romero Borella?

Mara l’ho conosciuta al Predator di Stabile, l’ho poi invitata al The Golden Cage e da li è nato tutto. Il suo manager americano è davvero una persona aperta e disponibile.

Cogliandro: “Sono molto gasato dal match, venderò cara la pelle. Mini?..”

Walter “The Snatch” Cogliandro (8-0) è pronto a tornare in azione. Dopo aver conquistato la cintura della promotion Italian Cage Fighting nella categoria dei pesi piuma ad ottobre, Cogliandro è chiamato a difenderla dall’assalto del francese Alioune Nahaye (7-1). L’incontro costituirà il main event del settimo appuntamento targato ICF, in scena sabato 9 febbraio a Galliate (Novara).

Cogliandro è ancora imbattuto. Ha ottenuto la maggioranza delle sue vittorie (5 su 8) per KO/TKO; le restanti si dividono tra due successi ai punti e uno via submission. Dunque, un atleta dalle mani pesanti che però nel suo ultimo match ha dimostrato di saper tenere testa ad una cintura nera di Jiu jitsu nella lotta a terra. Perciò, un fighter completo pronto ad entrare in gabbia per la prima volta nel nuovo anno, dopo aver combattuto ben in 4 occasioni nel 2018.

Nahaye ha subito una sola sconfitta in carriera, nel 2013, per decisione unanime. Dopo una pausa di due anni, è tornato nell’ottagono nel 2015, e da allora ha raccolto solo vittorie, collezionandone 5 di fila. Ha ottenuto la maggior parte dei suoi successi (4 su 7) via sottomissione, tra l’altro sempre con modalità diverse: ha vinto per kimura, heel hook, armbar e triangle choke. Insomma, un atleta che sa adattare il suo bagaglio tecnico da grappler ad ogni situazione.

Ma non solo: infatti, i restanti incontri che si è assicurato, Nahaye li ha conquistati per KO/TKO. Questo indica che anche il francese è dotato di una certa potenza nei colpi, che lo rende un fighter pericoloso anche nello striking.

Abbiamo raggiunto Walter Cogliandro per rivolgergli qualche domanda sul suo prossimo impegno, ma non solo. Per chi non lo sapesse, recentemente “The Snatch” ha sfidato nuovamente Federico “Fortigno” Mini (7-0), campione Venator dei pesi piuma. Ecco le impressioni di Cogliandro rilasciate al nostro sito.

Iniziamo dalla vittoria della cintura ICF contro Khampasath. Come analizzeresti quell’incontro? Qual è stato il primo pensiero che hai avuto da campione?

Il match con Khampasath è stato duro, soprattutto a livello psicologico. È un lottatore esperto, pressante, in ogni fase di ground game cercava di finalizzare. Ammetto che sono stato in difficoltà diverse volte, ma ne sono uscito bene. Volevo quella cintura e me la sono andata a prendere con arroganza (ride, nda).
Il primo pensiero da campione? Non è cambiato nulla. Anzi, ora è tutto più complicato: ci si aspetta tantissimo da me e dalle mie prestazioni, quindi sono parecchio motivato per offrire un bello spettacolo e convincere tutti dei miei mezzi.

Difenderai il titolo in casa affrontando Nahaye. Quali sensazioni provi a combattere davanti al tuo pubblico? Avverti maggiore pressione o sei più stimolato?

Combattere in casa è sempre bello, ma molto pressante. La fortuna che ho sempre avuto è quella di essere circondato da un team e da molti amici, che si sono fatti sempre tanti km per venire a vedermi. L’ultima volta a Torino per il titolo abbiamo superato le 70 persone venute a supportarmi, quindi anche lì è stato come combattere in casa! Li ringrazio dal primo all’ultimo, perché sono davvero fantastici.

Il tuo avversario è reduce da 5 vittorie consecutive, tre di queste al primo round. Che incontro ti aspetti?

Mi aspetto un vero professionista che verrà giù con la voglia di vincere, e questa cosa mi gasa tantissimo! Venderemo cara la pelle.

Nahaye ha ottenuto la maggior parte dei suoi successi per sottomissione. Pensi che lotta a terra possa essere una delle chiavi di sviluppo del match?

Ha vinto molti incontri al suolo, questo è vero, ma ha anche un ottimo background nello striking. Io, come dico sempre, “guardo il mio”: ogni volta che preparo una strategia o mi fisso su statistiche, dati, eccetera, va sempre al contrario. Voglio diventare, e lo diventerò, completo per ogni situazione e tipologia di match. Quindi mi farò trovare il più preparato possibile ovunque Nahaye vorrà sviluppare l’incontro.

Sei al terzo posto nei ranking italiani di MMA dietro a Pilò, secondo, e Mini, primo. Credi che questa posizione rispecchi il tuo valore al momento?

Non sono io a dover giudicare i criteri dei ranking. Di sicuro mi fa piacere essere sul podio, soli 2 anni fa non comparivo nemmeno nei “nomi presi in considerazione”, perciò ora va bene così! L’importante è vincere e stare al top della classifica!

Secondo te, perché Mini non ha ancora accolto la tua sfida?

Dovreste chiedere a lui perché non vuole fare il match (ride, nda). Io sarei felicissimo di affrontare un atleta del suo calibro, ma amen. Io penso alla mia carriera e agli atleti che mi si presentano davanti. Avrà le sue buone motivazioni, no? (ride, nda).

In caso di vittoria, ti vedremo nuovamente difendere la cintura in ICF o rivolgerai la tua attenzione all’estero?

In caso di vittoria, vedremo. Io faccio l’atleta, non mi occupo di cercare match e avversari. Per questo ho un management competente come l’Italian Top Fighters Management di Alex Dandi, oltre al mio Coach Luca Cardano. Sono nelle loro ottime mani. Sicuramente il sogno estero è davvero eccitante, ma per ora penso al 9 febbraio!

Credit photo: Fabio Barbieri 

Moricca: “Penso solo a migliorare e a combattere il più possibile. Mi riscatterò”

Francesco “Blessed Warrior” Moricca (5-4) è pronto a indossare di nuovo i guantini. Infatti sabato 16 febbraio affronterà Francesco Labellarte a PetrosyanMania Gold Edition, che andrà in scena alla Candy Arena di Monza. Un evento di livello che vedrà come protagonisti anche Iuri Lapicus e, nel K1, Alexandru Negrea, Mirko Flumeri, Mattia Solarino e niente meno che Giorgio Petrosyan, impegnato nella difesa del titolo mondiale ISKA.

Moricca, dopo quattro vittorie consecutive, ha subito due sconfitte di fila ad opera di Manolo Zecchini e Gianluca Rocca, entrambe per decisione dei giudici. Ha combattuto ben quattro volte nel 2018, tre di queste in Italian Cage Fighting. In carriera si è aggiudicato la maggior parte dei suoi successi ai punti (3 su 5), e i restanti 2 per TKO. Promettente kickboxer passato alle MMA, ha sicuramente nello striking il suo punto di forza.

Ecco le impressioni di Francesco sulla sfida che lo attende a febbraio, ma non solo.

Che cosa non ha funzionato negli ultimi due match? A mente lucida, come li analizzeresti?

Credo che sia stato determinante per me non aver una “base” fissa  (nel senso di palestra, nda) dove praticare MMA. Dopo la sconfitta con Zecchini ho fatto 4/5 allenamenti a parete con Scatizzi e i ragazzi che si allenano con lui, che ringrazio, ma evidentemente non sono bastati. Con Rocca non so cosa mi è preso, ma una volta in gabbia ho deciso di provare a fare il match a parete sulla base di quei pochi allenamenti. Forse avrei dovuto fare il mio, anche perché il mio avversario penso avrebbe accettato gli scambi!

Torni in azione a PetrosyanMania contro Francesco Labellarte. Che incontro ti aspetti?

Non saprei, mi sto allenando molto senza pensare più ai singoli match, penso solo a migliorare, ormai non ho più un record da difendere! Voglio essere il più attivo possibile e quando sarò pronto, riscattarmi e dimostrare che non sono solo un kickboxer ma posso anche lottare!

Il tuo avversario ha ottenuto le sue due vittorie in carriera per TKO, e ha subito l’unica sconfitta per sottomissione. Come pensi che evolverà il match? 

So solo che io mi sto preparando per tutto. Voglio farmi trovare pronto su tutti i fronti.

moricca

Per un kickboxer che passa alle MMA, sicuramente una delle sfide maggiori è quella di assimilare con efficacia, e magari anche in breve tempo, la lotta a terra. Ad oggi, quanto ti senti preparato nel ground game?

Vedo miglioramenti tutti i giorni, ma sono consapevole che non è ancora abbastanza. Ora sono in apnea, prenderò fiato solo quando sarò soddisfatto.

Ti sostengono diversi brand, tra cui Dolly Noire, marchio di abbigliamento apparentemente molto lontano dal mondo delle MMA. Quanto è diventato importante per un fighter saper gestire la propria immagine per attirare sponsor? E come mai, secondo te, ti hanno scelto in diversi?

La verità è che questo è un mondo difficile, non è tutto oro quello che luccica, cerchiamo di attaccarci a tutto perché c’è veramente poco! I ragazzi di Dolly Noire sono amici con i quali ho condiviso la compagnia fino a poco prima di iniziare ad affacciarmi agli sport da combattimento. Credo che l’unico modo per ottenere cose concrete sia combattere e vincere!

Non fai più parte del roster di Superbia Management. Come mai questa scelta?

Credo che anche loro abbiano bisogno di crescere e io non posso stare ai loro tempi, perché devo rispettare i miei!

Ti vedremo combattere di nuovo in ICF a breve?

Spero di sì. Spero che mi vediate combattere molto spesso in generale!

INTERVISTA A MASSIMO RIZZOLI

Massimo Rizzoli è un ex fighter nonché head coach di una delle realtà italiane più importanti per quanto riguarda le arti marziali miste: il Rendoki Dojo di Livorno. Lo abbiamo contattato per un’intervista, questo è il frutto della nostra chiacchierata.

Ciao Massimo, grazie per la disponibilità. È stato un periodo di fuoco per il Rendoki ed i suoi atleti: tre incontri, molto importanti, in diverse parti del mondo. Com’è stato vivere questo tour de force e quali emozioni provi, a freddo?

Io vivo queste esperienze in modo molto passionale, mi ritrovo a consumare tantissimo e ad invecchiare. Questo indipendentemente dall’evento o dalla promotion; è chiaro che, quando il match è fortemente collegato al futuro del mio atleta, sono più coinvolto, a prescindere da titoli o altro. Come dicevo prima soffro molto, faccio un grande lavoro su di me per riuscire a rimanere lucido e ci riesco. È difficile trovare strategie e consigli adatti se non si mantiene la lucidità. Più che emozioni a freddo, cerco di fare valutazioni complessive, dalla preparazione a cosa è mancato, cosa può essere fatto meglio; il trattamento che ci ha riservato la promotion, come si è mosso il management nei confronti dell’atleta, la borsa e poi il match in sè per sè. Sono solito riguardare gli incontri allo sfinimento per capire i lati positivi e negativi. Ovviamente provo grande gioia quando vincono, però sono molto critico: lo ero con me stesso e lo sono oggi con chiunque.

Davide Baneschi ha vinto in Finlandia contro un avversario molto tosto, finalizzandolo, e si è preso la prima posizione dei ranking italiani di categoria. Com’è stata la preparazione al match e cosa ci puoi anticipare sul suo futuro?

Davide ha vinto bene, quando non si lascia la decisione in mano ai giudici c’è poco da contestare. La preparazione è stata indirizzata per combattere contro uno striker mancino dalle leve lunghe, l’avversario era leggermente più basso di Davide ma aveva un allungo superiore. Abbiamo lavorato bene togliendoli l’appoggio sulla gamba anteriore, una volto levato l’appoggio abbiamo iniziato con i pugni e con il lavoro a parete. Ottimo anche il finlandese nella parte a parete, ma atleticamente inferiore a Davide che ha, invece, un cardio spaventoso ed è riuscito a pressarlo molto bene. In realtà il takedown l’ha portato l’avversario, Davide non ha praticamente difeso e, una volta a terra, ha iniziato subito a lavorare per il triangolo, è riuscito a chiuderlo e l’ha tenuto quasi per un minuto e quaranta di fila però il finlandese difendeva bene con il braccio mentre Baneschi si era impuntato nella sottomissione; gli consigliavo di colpire in modo da aprire una fessura per finalizzare, cosa che poi è successa. Mi ha fatto spaventare nel primo round perchè, dopo venti secondi, ha preso un diretto sinistro che l’ha fatto tremare e si è dovuto appoggiare a parete, però è riuscito a riprendersi bene ribaltando la posizione.

Giorgio Pietrini è tornato dopo un anno di inattività, ed è tornato in grande stile, demolendo il suo avversario in meno di un minuto in una promotion importante quale Bellator. Cosa ci puoi dire di questo lungo periodo di assenza e sulla preparazione che avete messo in piedi, anche da un punto di vista psicologico?

Giorgio è tornato dopo 15 mesi di lunga assenza ed un brutto infortunio, è tornato alla grande vincendo in soli venti secondi. Da un punto di vista psicologico questo lungo periodo è servito a maturare diverse cose importanti, metabolizzarne altre e chiaramente prepararsi al meglio per un futuro più roseo e fruttifero possibile. Ha diverse possibilità per il proseguo della carriera, ma adesso è prematuro parlarne perchè non c’è ancora niente di sicuro e definito. Giorgio si è preparato come al solito, abbiamo però dato meno importanza alla parte pesistica concentrandoci di più cardio e tecnica; per questo incontro siamo partiti anche da un peso più basso in modo da dover tagliare meno liquidi la settimana del match, addirittura non ha avuto bisogno di fare il taglio in giornata. Questi accorgimenti hanno dato i loro frutti in quanto a velocità, reattività e resistenza.

La situazione contrattuale di Giorgio relativa al management è poco chiara: fino a qualche tempo fa era presente sul sito di ITFM ma, a giudicare da qualche scambio sui social, la situazione non pareva essere idilliaca. Cosa puoi dirci a riguardo?

Sui social non sono comparsi scambi particolari: lessi un’intervista ad Alex Dandi pubblicata dal vostro blog e, a domanda sul futuro di Giorgio, lui rispondeva che aveva ricevute varie offerte, anche importanti, ma le aveva rifiutare tutte. Io contattai Dandi quando Giorgio era ormai pronto a rientrare e lui mi propose Beslan Ushukov (15-3 all’epoca) ad Akhmat oppure un contratto di 3 match in esclusiva per ICF. Giorgio le ha rifiutate entrambe. Per quanto riguarda il management mi ha detto che non si è sentito tutelato ma, piuttosto, adoperato.
Una cosa importante, ci tengo a sottolinearla, è che il record di Giorgio l’ho aggiornato io con l’aiuto di alcune persone come mio fratello, Vito Paolillo e Gianluigi Teodoldi che mi hanno permesso di avere le documentazioni necessarie per regolarizzare il record su Sherdog.

Quali sono le prossime mosse che avete in mente per il futuro di The Italian Bear?

Le prossime mosse saranno quelle di spingerlo in una promotion importante e di dargli un futuro in questo sport. In questo momento ci sono parecchie cose in ballo, ma ancora niente di ufficiale.

Chiara Penco ha, purtroppo, perso la cintura di campionessa EFC, nonché il suo record da imbattuta, in un match molto combattuto. Com’è stato il contraccolpo psicologico e come credi sia meglio comportarsi in casi come questi? Potendo tornare indietro, cambiereste qualcosa nell’impostazione del match?

Chiara ha perso, secondo me avrebbe potuto essere una vittoria, o un pareggio, però è andata così e l’accettiamo. È abbastanza solida per sopportare questo tipo di avvenimenti, psicologicamente ha voglia di crescere ed imparare ancora di più. È difficile dire che cambierei qualcosa riguardo alla preparazione, perché lei si era preparata per un altro tipo di avversaria. Abbiamo dovuto rivoluzionare la strategia in breve tempo, purtroppo è andata male. L’unica cosa che cercherei di cambiare è di farle avere meno pressione psicologica prima del match, le toglierei il cellulare e la isolerei dal mondo per 7 giorni.

Chiara è, comunque, molto giovane e con un futuro promettente. Quali saranno le prossime mosse?

Piace a diverse promotion importanti, però dobbiamo ancora fare le nostre valutazioni. In questo momento il contratto con EFC è valido per ancora 4 match, questo contratto può essere spezzato solamente da due proposte particolari. Per ora andiamo avanti con EFC, la promotion è bella ed importante.

Uno dei match più “chiacchierati” è Penco vs Di Segni. Ci sono state anche delle schermaglie social fra voi ed i membri del Gloria; credi sia un match che potremmo vedere realizzato, prima o poi?

Ci sono alcune cose che ci tengo a precisare: la prima è che non mi piace discutere di queste cose su facebook, preferisco di persona oppure a voce. Questi screzi sui social sono stati brutti. Ultimamente io e Lorenzo ci siamo sentiti al telefono ed abbiamo risolto, lui si è scusato per aver alzato i toni ed abbiamo deciso di fare in modo che i rapporti rimangano corretti. La nostra promessa è stata di chiamarci in caso di problemi. Tutto è nato da un’incompresione riguardo alla VanZant, a cui era saltata l’avversaria, ed entrambi avevamo fatto un post a riguardo quasi contemporaneamente. Io e Lorenzo ci conosciamo da svariati anni, l’ho allenato per qualche tempo qui a Livorno perciò non vedo la ragione di questi screzi pubblici fra due persone che hanno avuto, comunque, un bel rapporto. Per quanto riguarda il match ti dico una cosa: avverrà per il titolo in UFC, che ne pensi? Magari nella stessa card faranno anche Pedersoli campione contro Pietrini sfidante; ti immagini? Sarebbe una bomba. Ecco, potrebbe succedere in questi casi, in una grande promotion e per un titolo. Dare questo incontro in pasto alla parte “peggiore” delle MMA italiane non è nelle nostre intenzioni, ma non credo sia nemmeno in quelle di Micol e Lorenzo

Il prossimo evento targato Venator si terrà a Livorno, nella vostra città. Avete stretto una sorta di “collaborazione” per questo evento? Puoi anticiparci se e chi combatterà dei tuoi?

Venator sarà a Livorno, il 9 marzo. In questo momento dei miei, sicuri, c’è Davide Baneschi per il titolo, il debutto da pro di Dario Bellandi e combatterà Ashley Rosi.
Sarà una bella card, io mi occupo della promo locale e sono dentro l’organizzazione con Silvia e Frank. Sono sicuro che sarà una grande serata, un evento che ricorderemo.

Il Rendoki Dojo è una realtà storica nelle ambito delle MMA italiane, ed è in continua evoluzione. Quali sono le vostro aspirazioni per il futuro?

Continuare a lavorare serenamente come abbiamo fatto fino ad oggi. Preparare atleti e cercare di portarli in eventi il più importanti possibili.

Per chiudere l’intervista propongo un match: voglio la rivincita contro Cristian Binda di k-1! Lo chiameremo “super geriatric match“!

Manolo Zecchini: “Sono maturato, mi aspetto di fare un grande match”

A due giorni da ICF 6, in scena sabato al Pala Ferroli di Verona, abbiamo raggiunto Manolo “Angelo Veneziano” Zecchini (6-1) per un’intervista. Il giovane atleta veneto sarà uno degli idoli di casa dell’evento, e affronterà il francese Mohamed Sayah (7-5-1).

Sayah ha collezionato tre vittorie consecutive e una sconfitta negli ultimi quattro incontri. In carriera ha perso principalmente per decision, mentre si è aggiudicato 3 successi su 7 per TKO. Il francese è un peso welter che ha accettato di scendere nei leggeri per affrontare Zecchini, oltre ad essere già di per sé dotato di una notevole fisicità.

Da parte sua, l’ultima volta che è entrato in gabbia, l’ “Angelo Veneziano” ha vendicato la prima sconfitta in carriera, subita contro Gert Kocani, battendo in modo netto (via decisione unanime dei giudici) Francesco Moricca a The Golden Cage 2 dello scorso giugno.

Zecchini in carriera ha conquistato 4 vittorie per TKO e 1 per KO: è un fighter dotato di mani molto pesanti e di uno striking incisivo e pericoloso. Ma non solo: nel suo impegno a The Golden Cage 2 il giovane atleta ha mostrato anche progressi nella lotta a terra. Ecco le impressioni di Manolo sulla sfida che lo aspetta a ICF 6, ma non solo.

Un tuo commento sul match contro Moricca: come lo analizzeresti?

È stato un incontro sicuramente intelligente e ben studiato da parte mia e del mio team.

In quell’occasione hai imposto il tuo gameplan senza esporti a rischi eccessivi. Cosa ti ha insegnato la sconfitta contro Kocani? Ti senti più maturo come fighter?
Quella sconfitta mi ha insegnato che non sempre l’irruenza è la chiave per vincere, ma anzi, la testa la maggior parte delle volte ha la meglio!

Ad ICF 6 affronterai il francese Sayah, che non ha un record immacolato ma vanta una buona esperienza nelle MMA. Che incontro ti aspetti?
L’unica cosa che mi aspetto è di fare un gran match!

Sayah è un welter che scenderà nei leggeri in occasione di questo incontro. Come giudichi tagli del peso così importanti? Fisicamente credi che sarà avvantaggiato?

Di certo lui si presenterà al match più pesante di me. Sarà una mia priorità che questo aspetto non condizioni la mia performance. Secondo me, i tagli del peso superiori ai 7 kg sono esagerati e deleteri.

Dove hai svolto il camp?

Qui a Venezia e a Milano!

Nel 2014 hai disputato un match in Brasile. Cosa ricordi di quell’esperienza? Com’è stato combattere in Brasile?

È stato il mio primo match da professionista, avevo solo 17 anni. Io dico sempre che quell’esperienza mi ha fatto uomo, perché vivere e combattere in certi ambienti ti costringe a crescere prima del tempo.

PHOTO CREDIT BY PIETRO BARONI

Penini: “Match duro, quello che volevo. Pronto alla sfida nella mia Verona”

Pietro “King Kong” Penini (7-1-1, 1 NC) affronterà il montenegrino Nihad Nasufovic (9-2) per il titolo dei pesi medi Italian Cage Fighting nel main event della card ICF 6, prevista per sabato 15 dicembre a Verona.

Penini in carriera ha già conquistato un titolo nazionale, laureandosi campione di Venator FC con un netto TKO in soli 25 secondi ai danni di Cristian Magro. In ICF “King Kong” è al suo secondo assalto al titolo: lo scorso marzo sfidò Leon Aliu per la cintura, registrando la prima sconfitta in carriera, decretata dallo stop medico mentre era in vantaggio sui cartellini dei giudici.

L’atleta della Fight House Verona è tornato in gabbia a fine settembre, quando ha sconfitto l’ex kickboxer Francesco Demontis per TKO alla prima ripresa. A questo punto Penini ha chiesto a gran voce una nuova chanche titolata, che alla fine gli è stata concessa dalla dirigenza ICF.

Il suo avversario, Nihad Nasufovic, è reduce da uno score di sei vittorie consecutive (non perde dal 2015), di cui cinque prima del limite, tre di esse al primo round. Le uniche due sconfitte in carriera il montenegrino le ha subite per decisione dei giudici.

Si tratta di un fighter completo, con 5 vittorie per KO/TKO su un totale di 9, indice di uno striker dalle mani molto pesanti, capace però di assicurarsi 3 incontri per submission, quindi da non sottovalutare nel ground game. In carriera ha sfidato anche l’ex UFC Amilcar Alves, aggiudicandosi il match ai punti dopo 5 riprese e conquistando così la cintura della promotion tedesca Shooto Kings.

Dunque, un incontro che si presenta come molto equilibrato, un match sfidante per il nostro connazionale Penini, chiamato al confronto con un avversario di esperienza e vincente. Ecco le parole di “King Kong” in merito.

La vittoria contro Demontis è stata tutt’altro che scontata, dato che l’ex kickboxer è partito con uno striking aggressivo che, nelle primissime fasi del match, ti ha messo in difficoltà. A mente lucida, che incontro è stato? Ti aspettavi un inizio così agguerrito da parte del tuo avversario?

In realtà mi assumo le colpe di una partenza troppo aggressiva. Certo è che sicuramente dal mio avversario non mi aspettavo altrettanto. Demontis mi ha sorpreso con un gancio stretto ed è stato un inizio di match in salita, ma avevamo preparato l’incontro troppo bene per permettere ad un errore di far sfumare tutto. Poi, la voglia di vincere ha fatto il resto.

ICF 6. Nasufovic è un fighter ostico: ha mani molto pesanti ma anche a terra è pericoloso. Tecnicamente, che match ti aspetti? 

Mi aspetto un incontro tatticamente delicato. E’ il genere di match che volevo, il mio avversario ha molta esperienza, è duro e coriaceo. Non è mai andato KO e il suo score parla da solo. Sono davvero elettrizzato, non vedo l’ora di combattere!

C’è un ambito in cui pensi di essere superiore rispetto a lui? Hai individuato qualche sua lacuna in particolare?

E’ un atleta completo e sicuramente sarà un match che su giocherà su più fronti. Ma oltre ad avere molti punti di forza, Nasufovic ha anche delle lacune, e sarà proprio lì che porteremo a casa la vittoria.

Torni a combattere nella tua Verona. Che sensazioni hai in merito?

Sono estremamente legato alla mia città, e sono felicissimo che lo staff di ICF abbia scelto proprio Verona per un evento di questo livello. Sarà un onore per me chiudere la serata con il match titolato.

Il tuo camp è stato piuttosto variegato, tra Verona, Milano e New York. Come ti sei trovato durante la preparazione? Com’è andata l’esperienza a NY?

Il camp è andato benissimo e posso tranquillamente affermare che, oltre al mio team (Fight House Verona, nda), anche Milanimal e Longo and Weidman MMA fanno parte al 100% del Team Penini. Mi hanno aiutato moltissimo nello svolgimento della preparazione, questa unione tra palestre è fondamentale per poter crescere. New York ormai è una seconda casa, e i ragazzi della Longo and Weidman MMA e di Serra BJJ Academy sono dei compagni di squadra a tutti gli effetti. Tutti loro hanno sposato in pieno la causa, aiutandomi in ogni modo a preparare l’incontro. Mi ritengo fortunato ad avere intorno persone del genere.

Credit photo: Fabio Barbieri 

ORLANDO D’AMBROSIO AL BELLATOR

Orlando D’Ambrosio (7-3) affronterà il prodotto della famosa palestra SBG Kiefer Crosbie (4-0) questo sabato, a Bellator 211 di Genova.

Queste le sue parole a Spirito Guerriero:

Sei reduce da due sconfitte negli ultimi tre incontri, avvenute però in una promotion prestigiosa, Cage Warriors. Cosa ti ha lasciato l’esperienza in CW? A distanza di mesi, come giudichi quei due match?

Mi ha lasciato davvero una grande esperienza e mi ha fatto capire davvero cosa sono le MMA per me. Due match completamente diversi: nel primo, se avessi dato di più, lo avrei portato di certo a casa mentre, nel secondo, nonostante stessi facendo una buona prestazione la maggiore esperienza di Wheeler ha avuto il sopravvento portandosi a casa il match con una finezza tecnica di tutto rispetto.

Crosbie si presenta con 4 vittorie, tutte prima del limite, 3 per TKO. Tecnicamente, cosa ti aspetti da lui? Che tipo di incontro sarà?

Mi aspetto il meglio dalla sua performance, penso si sia preparato al meglio per questo match, ha avuto tempo e spero sia cresciuto rispetto ai suoi match precedenti, credo che comunque punterà sulla forza del suo striking.

In cinque occasioni sei arrivato al verdetto dei giudici. Questo ti rende favorito nel caso in cui l’incontro dovesse andare alla distanza?

Non mi rende affatto favorito, lo svolgersi del match darà la sua sentenza

Non hai mai subito sconfitte per KO/TKO: temi lo striking di Crosbie o fai affidamento sul tuo mento ancora inviolato?

Dire che lo temo è tanto, starò vigile e attento alle sue bordate, il mio striking non è affatto male quindi su questo piano penso che ci sarà da divertirsi in gabbia.

Il tuo avversario ha avuto una carriera lunga cinque anni da dilettante. Secondo te questo può avere influito positivamente sulle sue capacità, oppure dilettantismo e professionismo sono due realtà totalmente diverse?

Dilettantismo e professionismo sono realtà praticamente diverse. Nel dilettantismo non trovi solitamente persone con molta esperienza a differenza del professionismo dove trovi persone che dedicano la loro vita a questa attività

Hai lasciato gli studi per dedicarti esclusivamente alle MMA. Come hai maturato questa decisione? Quanto è importante per te il palcoscenico di Bellator?

Il palcoscenico di Bellator è davvero importante per me ed è un traguardo significativo nella mia carriera sportiva. Ringrazio il mio management Calibian per avermi procurato un opportunità cosi grande!

A cura di TOMMASO CLERICI

Credits: Maurizio Pavone Photo