Blandamura: “Sono pronto, conta la sostanza. Giovedì scriverò il mio futuro”

Giovedì 11 luglio, al Foro Italico (Stadio Nicola Pietrangeli) di Roma, si accenderanno i riflettori sulla grande boxe italiana.

Tornano infatti le riunioni di prestigio promosse da OPI Since 82, Matchroom Boxing Italy e DAZN. In questa occasione il main event vedrà impegnati il nostro connazionale Emanuele “Sioux” Blandamura (29-3) contro l’inglese Marcus Morrison (20-3) in un incontro valido per il titolo vacante WBC International Silver dei Pesi medi.

Il match sarà il momento clou di una serata che avrebbe dovuto vedere sul ring anche il fiorentino Fabio “Stone Crusher” Turchi (17-0) opposto a Tommy McCarty (14-2) per la cintura WBC International Cruiserweight, al momento detenuta da Turchi. Purtroppo il pugile toscano si è infortunato al bicipite destro una decina di giorni fa e oggi l’incontro è definitivamente saltato.

Infine il boxeur ucraino Serhiy Demchenko (24-14-1) inaugurerà la main card affrontando nuovamente il francese Hakim Zoulikha (26-10), già battuto nel 2017 quando era in palio lo stesso titolo, e cercando così di riconquistare la cintura EBU dei Pesi massimi leggeri, ora vacante.

Ma non solo: sull’importante palcoscenico avranno la loro occasione anche Mirko Natalizi (5-0), Sebastian Mendizabal (2-0), Emiliano Marsili (37-0-1), che in carriera ha già conquistato diversi titoli sia italiani che europei oltre ad una cintura intercontinentale e una mondiale, Vincenzo Bevilacqua (15-0), già campione italiano e detentore del titolo WBC Mediterraneo, e Valentino Manfredonia, al suo esordio nel professionismo.

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Il poster dell’evento. (Credits: DAZN)

Per chi segue la boxe, Emanuele Blandamura ha bisogno di poche presentazioni. Friulano, classe 1979, ha sostenuto 32 incontri in carriera con un bilancio di 29 vittorie, di cui 5 per KO, e 3 sconfitte. Nell’aprile dell’anno scorso ha avuto la chance mondiale per il titolo WBA dei Pesi medi contro il forte campione in carica Ryota Murata, venendo sconfitto per TKO all’ottavo round.

Tornando indietro nel tempo, il suo palmares complessivo è ricco: nel 2007 ha conquistato il titolo di Campione WBC del Mediterraneo, successivamente si è laureato anche Campione Internazionale Silver WBC (2012), Campione dell’Unione Europea (2014) e Campione d’Europa (2016) della sua categoria, i Pesi medi. Un pugile di grandissima esperienza e caratura internazionale.

Il suo avversario, Marcus Morrison, 26 anni, ha ottenuto 14 vittorie delle 20 totali per Knockout. Un boxeur dalle mani pesanti che ha perso solo ai punti, 3 volte in carriera. È reduce da quattro vittorie consecutive e ha già combattuto per il titolo WBC International Silver, venendo sconfitto ai punti.

Ecco le sensazioni di Blandamura in merito all’appuntamento di giovedì, e non solo.

Che incontro ti aspetti? Sarà un match tattico oppure finirà in battaglia?

Sarà un incontro totale, a trecentosessanta gradi, sotto ogni aspetto. I match si fanno in due: io sono pronto.

Combatti in casa, nella tua città di adozione, Roma. Quali sensazioni provi in merito?

Sono felice di combattere allo Stadio Pietrangeli davanti a migliaia di persone. Si è registrato il tutto esaurito e se penso che il ring announcer sarà Michael Buffer, una leggenda, che solo a pensarci sorrido, mi dico: davvero stupendo.

È la nona volta in carriera che competi per un titolo. Il tempo ha cambiato il tuo approccio a questo tipo di match? Come ti senti mentalmente?

L’età ti fa capire molte cose, l’esperienza ti rende più maturo. Oggi mi definisco tranquillamente agitato per questo incontro, e non vedo l’ora di salire sul ring.

Hai già conquistato la cintura WBC International Silver nel 2012. Cosa significa per te questo titolo?

Penso che le cinture siano il premio, ma è la sostanza che conta.

Il tuo avversario ha le mani pesanti, ma è leggermente più alto di te. Dovrai essere tu ad accorciare per colpirlo. Come pensi di gestire questo aspetto?

Ho studiato Morrison, ma io non sono per le tattiche maniacali. Credo che bisogna combattere a seconda di chi si ha davanti, ma senza focalizzarsi su una singola strategia.

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Nell’ultimo match disputato a fine aprile, Blandamura ha sconfitto ai punti Nikola Matic (16-40). (Credits: DAZN)

Sei un veterano del ring, mentre Morrison ha 13 anni meno di te ed è all’inizio della carriera. Si prospetta il classico scontro esperienza opposta ad irruenza. Sarà questa la chiave del match?

Gli atleti sono sempre diversi tra loro, ma nella nobile arte tutto si compatta in una parabola perfetta quando si incontrano agilità e potenza. Non so quale sia la chiave, ma io sono pronto: questa è l’unica cosa che mi sento sicuro di dirti.

Morrison ha perso un paio di incontri in modo inaspettato, contro avversari con record negativo o decisamente alla sua portata. Hai studiato questi match? 

Sì, li ho visti. Non credo che sia un grave problema, si può vincere e perdere, questa è la boxe. Io davanti a me ho un avversario valido, e darò il meglio di me per batterlo.

Quanto è importante il contributo che OPI Since 82, Matchroom Boxing Italy e DAZN stanno dando per rilanciare il pugilato italiano? 

Il mio manager Cristian Cherchi è una persona che dà sempre il meglio. Anche negli anni “bui” ha cercato di fare grande questo sport, è il suo lavoro. Infatti oggi, grazie a questo accordo non facile con le sigle che hai citato tu, Cristian ha saputo dare una luce importante e diversa alla boxe. È sempre il primo a metterci passione e impegno, insieme alla sua famiglia di grandi manager.

Ti abbiamo visto anche nelle vesti di opinionista e inviato a bordo ring per DAZN. Come giudichi questa esperienza?

Mi diverto molto e se l’impegno paga, allora vorrà dire che per un dopo carriera sarò pronto ad affiancare definitivamente i miei amici di DAZN. Ma ne parleremo quando sarà il momento.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Il mio futuro lo scriverò giovedì 11 luglio.

Spazio ai ringraziamenti.

Vorrei ringraziare te per la possibilità di poter esprimere il mio pensiero. Ringrazio anche tutto lo staff medico: il professor Sanguigni per i test che abbiamo fatto, il dottor Andrea Melini per la fisioterapia, il dottore Carmine Orlandi e lo staff per la nutrizione, il dottor osteopata Alessandro Benevento, lo psicologo Luigi Arsi per il supporto mentale. Grazie al mio angolo: al Maestro Agnuzzi, al Secondo Federico Giorgi, al preparatore Antonello Regina. Poi, la mia famiglia: nonna Isabella, zia Teresa, zio Moris, mia cugina Giulia, mamma Teresa e papà Nicola. Le persone speciali: la mia ragazza Veronica e mio nonno Felice, di nome e di fatto.

Da parte sua Morrison ha dichiarato in conferenza stampa: “Questo è l’incontro che volevo, ringrazio tutti quelli che hanno lavorato per renderlo concreto. Sono pronto, onestamente penso che sia il mio momento. È davvero emozionante combattere a Roma in un grande palcoscenico. Vi farò vedere cosa sono in grado di fare”.

L’evento sarà trasmesso in diretta su DAZN a partire dalle 19.30 di giovedì. Ecco la card completa direttamente dal sito della FPI:

Card
Credits: http://www.fpi.it

Lapicus: “Ecco come ho vinto all’esordio in ONE”. Anatomia di un successo

Iuri Lapicus (13-0) è reduce dal convincente esordio in ONE Championship.

Lo scorso 17 maggio infatti il fighter moldavo del Team Petrosyan ha calcato per la prima volta il prestigioso palcoscenico della nota promotion asiatica. Il suo avversario è stato il thailandese Shannon Wiratchai (9-4 prima di incontrare Iuri), nel roster di ONE dal 2012 e reduce da tre sconfitte negli ultimi quattro match.

Nonostante i suoi ultimi risultati non fossero brillanti, Wiratchai si è dimostrato un atleta temibile. Il thailandese si è presentato all’incontro avendo raccolto la maggior parte dei successi in carriera per KO/TKO e dopo aver inanellato ben 6 vittorie consecutive dal 2013 al 2017. Un fighter ostico che ha dato battaglia a dimostrazione del livello medio del roster di ONE, piuttosto alto.

Lapicus, per chi non lo sapesse, è stato ingaggiato dalla promotion con un record di 12-0, tutte vittorie al primo round, 8 via Submission e 4 per KO/TKO.

Abbiamo raggiunto Iuri per esaminare insieme l’incontro e conoscere qualche retroscena in merito.

Ciao Iuri, bentornato su Spirito guerriero. A mente lucida, come analizzeresti il match oggi?

È stato un incontro duro e impegnativo, contro un avversario tutt’altro che facile. Sono felice: è andata come doveva andare. I sacrifici fatti durante la preparazione e il duro lavoro con il mio team hanno ripagato in pieno!

Il tuo esordio in ONE. Come ti sei trovato con l’organizzazione? 

Sono stato benissimo, mi hanno trattato alla grande. L’organizzazione é pazzesca, finché non la vivi non ci credi. Tutto è curato nei minimi dettagli. Un’esperienza fantastica, da ripetere altre mille volte.

Il walkout di Lapicus, definito dai telecronisti di ONE “a scary man”. (Credits: ONE Championship)

Nel primo round hai tentato più volte il takedown. Come avete preparato il match a livello di gameplan?

Ci siamo concentrati soprattutto sull’evitare il suo gancio sinistro, che è molto pericoloso. Aveva anche un ottimo tempismo con il middle kick. La strategia si è basata su questi due aspetti.

In generale Wiratchai mi è sembrato discreto nella lotta, ha dimostrato una buona takedown defense. Anche tu hai avuto la stessa impressione? 

Sì, confermo. Sapevo già che era forte a difendere i takedown. Poi, essendo thailandese, aveva anche un buon clinch.

Wiratchai si difende efficacemente dagli attacchi di Lapicus. (Credits: ONE Championship)

Nella seconda ripresa hai iniziato una lunga azione di Ground and Pound. Pensi sia proprio questa la tua più grande abilità? Dal tuo angolo si è sentito un: “Questa è la tua posizione”.

Sì, mi piace molto come posizione. Quando mi capita in un match cerco di sfruttarla al meglio, così come cerco di trarre vantaggio da qualsiasi altra situazione o tecnica.

Lapicus porta al suolo l’avversario nel secondo round. (Credits: ONE Championship)

Le prime fasi del terzo round sono forse state le più critiche dell’incontro per te. Hai incassato colpi duri e Wiratchai era molto aggressivo. 

Non mi aspettavo che partisse così. Voleva buttarmi giù a tutti costi, ha spinto al massimo perchè sapeva anche lui di aver perso le prime due riprese, quindi ha cercato il KO.

Lapicus in difficoltà all’inizio della terza ripresa.          (Credits: ONE Championship)

Come ti sei sentito a fare quasi tre round completi per la prima volta nella tua carriera?

Mi sono sentito bene, non ho accusato così tanto come pensavo. Un risultato ottenuto grazie agli allenamenti fatti con il mio preparatore atletico Ermes Di Francesca. Poi, avendo Giorgio Petrosyan come sparring partner, anche lui mancino, mi sono preparato davvero al massimo.

La fine del match: vittima di una furiosa azione di Ground and Pound, Wiratchai espone la schiena e Lapicus chiude una perfetta Rear-Naked Choke. (Credits: ONE Championship)

Differenze nel combattere sul ring rispetto alla gabbia? Dove ti trovi meglio?

Per me non cambia dove combatto, è uguale. Ovvio, ci sono alcuni aspetti su cui stare attenti e da valutare, ring e gabbia sono diversi. Però personalmente non avverto grande differenza quando sono nel match.

Hai notizie sul prossimo incontro? 

Sì, a breve ci saranno novità.. Vi tengo aggiornati!

Luca Iovine sarà un match molto duro ma ne uscirò vincitore.

Ciao Luca come stai?

Ciao Luca, tutto abbastanza bene… Mi sto preparando… Non vedo l’ora che arrivi il 9 Marzo!

Torni in gabbia in Italia dopo le esperienze al Cage, cosa ti ha lasciato l’esperienza inglese?

Combattere per Promotion importanti come Cage Warriors e sempre un’emozione! È un bel mondo, dove tutti i fighters vorrebbero lottare…

Le due sconfitte seppur diverse cosa hanno portato di positivo se lo hanno fatto?

E nelle sconfitte che devi trovare la forza di rialzarti e lavorare ancora più di prima… Le sconfitte mostrano i nostri errori e nostri limiti… È da lì che dobbiamo ripartire! Queste due sconfitte hanno portato tanto materiale sul quale lavorare!

A Venator affronti un avversario davvero ostico, la cui peculiarità principale pare essere il gioco a terra il cardio e un gran cuore, come ti stai preparando per questo match?

Mi sto preparando su tutto… Cerco di sfruttare i miei punti forti e migliorare le mie carenze! Devo essere pronto in tutte le distanze… Sia nello striking che nella lotta!

Interrompere questa mini striscia negativa, ti porterebbe a conquistare la cintura Venator, un bel traguardo ma sicuramente intermedio per te, quali sono gli obiettivi che ti poni ora come atleta?

L’obbiettivo è sempre lo stesso. Entrare nella Promotion più importante al mondo! Quello è l’obbiettivo e non è mai cambiato. Ora però penso solo ed esclusivamente a questo match!

Le interviste differiscono poco le une dalle altre, e proprio per questo ti chiedo una domanda che non ti è mai stata fatta e invece avresti voluto (compresa di risposta). 😂

Per la domanda che nessuno mi ha mai fatto sinceramente non saprei… Ho messo i ringraziamenti per il mio staff… Potrei dirti questo. Da chi è composto il tuo staff… O se c’è qualcuno che vorrei ringraziare in particolare…

Ti va di mandare un messaggio ai tuoi tifosi ai presenti all’evento e a Davide?

Ai miei tifosi dico che non dovrebbero perdersi questo bell’evento! Ci saranno dei bei match e sia io che Davide ci stiamo preparando al meglio per questo match! Ci sarà da divertirsi…💪🏼💪🏼

Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare tutto lo staff che mi sta aiutando e seguendo: il mio maestro Ivan Mapelli, il mio manager Filippo Leone della Iron Lions Fighters Management, il mental coach Giovanni Magni della Crea Coaching e Formazione, Matteo Capodaglio per la nutrizione, Lorenzo Micheli per la preparazione atletica… Enrico di Gangi che è venuto qua per darmi una mano nello sparring… E tutti gli atleti agonisti e non della Free Combat Academy…

Ti ringrazio Luca e ti auguriamo in bocca al lupo per tutto.

Panzetta: “Pagliariccio non è al mio livello, ma non lo sottovaluto”

Luca “Panzer” Panzetta (3-1) tornerà in gabbia tra pochi giorni, sabato 9 febbraio, ad ICF 7. L’evento andrà in scena al Palazzetto di Galliate, in provincia di Novara.

L’occasione è quella del co-main event dell’appuntamento, che vede Panzetta opposto a Tanio Pagliariccio (3-0). Una sfida tra due giovani pesi gallo italiani davvero promettenti.

“Panzer”, dopo un passato da pugile, esordisce da professionista nelle MMA nel 2016. Da allora ha ottenuto due successi via sottomissione e uno per decisione dei giudici. L’unica sconfitta in carriera l’ha subita per TKO.

Pagliariccio, invece, si è aggiudicato due match ai punti e ha vinto per sottomissione in una occasione. Dopo un’ottima carriera da amateur, coronata dalla vittoria del titolo mondiale di MMA Light, ha esordito da pro nel 2018. Per adesso ha svolto tutta la carriera in ICF, ed è ancora imbattuto.

Un elemento che accomuna entrambi i fighter è l’assenza di successi per KO/TKO: potrebbe essere l’incontro giusto per inaugurare questa modalità di finalizzazione. Ma attenzione: entrambi hanno delle skills importanti nella lotta a terra.

Ecco le parole di Panzetta sull’impegno che lo attende ad ICF 7, ma non solo.

Il tuo ultimo match risale ad ottobre, quando hai sconfitto Ashley Rosi per split decision. In diversi hanno contestato il verdetto dei giudici. Cosa pensi di quell’incontro e della polemica in merito al risultato finale?

Io ho portato a casa il primo e il secondo round con punteggio 10-9, mentre il terzo poteva essere dato ad Ashley, sempre per 10-9. Anche se, con le nuove regole, nell’ultima ripresa ho lavorato a terra più io che lui. Detto questo io combatto, non parlo, quindi non ho badato molto alle polemiche.

Ad ICF 7 incontrerai Tanio Pagliariccio, atleta molto giovane e ancora imbattuto. Che match ti aspetti? Pensi di essere superiore a lui in qualche campo?

Sì, affronterò Pagliariccio, imbattuto fino ad ora. Sarà motivante per me. Mi aspetto un incontro tecnico. Penso che in generale non sia al mio livello ma non lo sottovaluto. Comunque sarà la gabbia a parlare, e a far vedere chi dei due è più forte !

Il tuo avversario ha ottenuto la maggior parte delle sue vittorie ai punti, e anche tu sei reduce da un successo via decision. Credi che il match lo decideranno i giudici oppure ti aspetti che finisca prima del limite?

Assolutamente prima del limite.

Fai parte del Team Clan mano di pietra – Ramada Jiujitsu, perciò sei seguito dal coach Cristian Binda e ti alleni con atleti del calibro di Daniele Scatizzi, Andrea Fusi e Alessandro Botti. Cosa hai imparato dalla loro esperienza e capacità? Quanto è stimolante per te fare parte di un team di questo livello?

Sì esatto, faccio parte di questi due team e come coach di MMA mi seguono sia Binda che Botti. Ma anche i miei altri compagni ovviamente mi insegnano moltissimo, da loro apprendo sottigliezze in ogni settore. Per me è una grossa fortuna far parte di un team del genere, allenandoti con atleti così forti li segui in ogni dettaglio e assorbi la loro energia e la loro passione per quello che fanno, e il modo in cui lo fanno.

Hai un ottimo background nel pugilato. Secondo te, quali sono le differenze tecniche principali tra la boxe e lo striking delle MMA?

Le differenze maggiori sono nel movimento di bacino quando si fanno le schivate, che nelle MMA non può essere troppo accentuato.

Credit Photo: Fabio Barbieri 

Lapicus: “PetrosyanMania mi aprirà grandi opportunità”

Iuri Lapicus (11-0) è pronto a tornare in azione. L’atleta moldavo del Team Leone Petrosyan affronterà Ibrahima Sarr (0-2) a PetrosyanMania Gold Edition, in scena sabato 16 febbraio alla Candy Arena di Monza.

L’appuntamento organizzato da Armen Petrosyan è impreziosito dal match che vedrà protagonista il fratello Giorgio, impegnato nella difesa del titolo mondiale ISKA dall’assalto del giapponese Atsushi Tamefusa.

Lapicus ha uno score impressionante. Ha solo vinto, e lo ha sempre fatto al primo round: in 8 occasioni per sottomissione,  in 2 via TKO e in una grazie ad un netto KO. Iuri inizia dal judo per poi specializzarsi nella lotta, e con l’allenamento diventa anche uno striker temibile. Insomma, un atleta completo.

Ecco le dichiarazioni di Lapicus riguardo alla sfida che lo attende tra meno di due settimane, ma non solo. Con Iuri abbiamo parlato anche delle sue interessanti prospettive future.

Il tuo avversario registra due sconfitte su due incontri disputati, inattivo dal 2017. Sulla carta l’esito dell’incontro sembra scontato, che match ti aspetti?

Non credo che l’esito sia scontato, ogni incontro è diverso, soprattutto nelle MMA. L’imprevedibilità è sempre in agguato, non bisogna mai sottovalutare nessuno.

I tuoi incontri sono studiati per venire subito conclusi al primo round?

Sì, anche. Ma poi dipende sempre da chi ho davanti.

Hai dichiarato che combatterai ancora per poco in Italia. Di recente hai firmato un contratto con Carlo Di Blasi: c’è One Championship nel tuo futuro? Puoi darci qualche anticipazione?

Sì, ho firmato con Carlo e sono contento. Io devo fare il mio lavoro da atleta e lui si occuperà di me al di fuori del ring. Non voglio parlare del mio futuro. Adesso penso solo a PetrosyanMania. Questo evento mi aprirà grandi opportunità.

In passato hai avuto qualche problema con il tuo score, che non era aggiornato.  

Non avevo dato importanza al mio record. Adesso l’ho sistemato, e rappresenta quello che ho fatto fino ad oggi: 11 vittorie e nessuna sconfitta.

Hai mai avuto proposte da promotion italiane (ICF, Venator, eccetera)?

Sì, ho ricevuto qualche proposta.

E come mai le hai rifiutate?

Ho rifiutato per via delle borse che mi sono state proposte.

Hai esordito da pro nel 2014, e poi sei tornato a combattere nel 2016. Come mai quella pausa di due anni?

Non è stata una pausa. In quel periodo ho fatto gare di lotta, di brasilian jiu jitsu, e qualche incontro di MMA.

Oltre che da un punto di vista tecnico, cosa hai imparato umanamente e a livello di mentalità da due campioni come Giorgio e Armen Petrosyan?

Mi hanno insegnato che bisogna andare avanti sempre, non importa chi hai davanti a te.

Dove ti vedi tra un anno? 
Vi lascio nel dubbio..

Credit Photo: Wagner Mela

Pagliariccio: “Sono gli avversari che devono adattarsi al mio stile”

Tanio “O Scugnizz” Pagliariccio (3-0) affronterà Luca “Panzer” Panzetta (3-1) nella main card di ICF 7, in scena sabato 9 febbraio a Galliate (Novara).

“O Scugnizz” è ancora imbattuto, con due vittorie ai punti e una per sottomissione in tre incontri. La sua è una storia di riscatto: nato alle Vele di Scampia, in un contesto difficile, scopre gli sport da combattimento a 13 anni. Qualche tempo dopo diventa campione italiano di kickboxing. Poi si innamora delle MMA, e decide di trasferirsi a Milano per inseguire il sogno di entrare in UFC. I sacrifici non lo spaventano: pur di allenarsi è disposto anche a dormire sul tatami della palestra che lo ospita.

A 17 anni conquista in Ucraina il titolo mondiale di MMA Light già sfiorato in due precedenti occasioni, e così, dopo una lunga carriera da dilettante in diverse discipline, decide di passare a professionista. Esordisce da pro nel 2018, appena 19 enne, e colleziona, in un solo anno, tre successi in altrettanti match.

I risultati del ragazzo napoletano non sono passati inosservati: Alex Dandi, oltre ad averlo incluso nel roster di Italian Top Fighters Management, lo ha più volte definito “uno dei più promettenti giovani talenti italiani di MMA”, in grado di dimostrare fino ad oggi “una difesa dai takedown ed una compostezza tecnica superiore a tanti pro italiani ben più noti”. Insomma, un atleta da seguire con attenzione.

Abbiamo contattato Pagliariccio per sapere le sue impressioni sull’incontro che lo attende. Tanio premette: “Non vedo l’ora di combattere. Ero già pronto per Verona, mi è dispiaciuto davvero tanto non aver combattuto. Ma ora sono doppiamente pronto”.

Ad ICF 7 affronterai Luca Panzetta. Come hai studiato il tuo avversario e che incontro ti aspetti?

Conosco bene Panzetta, e lo stimo tanto, è un ottimo fighter. Avrei dovuto fare il mio esordio da professionista contro di lui (ad ICF 1, nda), ma sono sicuro che ora sarà un match molto più equilibrato e spettacolare di quanto potesse esserlo allora. Non ho bisogno di studiarlo, tutti i miei allenamenti e tutti i miei match sono studiati perché siano gli altri a doversi adattare al mio stile.

Panzetta ha ottenuto due vittorie su tre via submission. Credi che cercherà di portarti a terra?

Non ho idea di cosa voglia fare lui nel match e, senza nessuna arroganza, non mi interessa. Mi alleno a 360 gradi in tutte le fasi del combattimento, e sono pronto a tutto. Scopriremo il 9 febbraio che direzione prenderà questo incontro.

In caso di vittoria, pensi di essere pronto per una sfida titolata contro il campione in carica Francesco Nuzzi?

Un passo alla volta. Ora voglio vincere questo match, poi parleremo del futuro. Sicuramente non mi farò trovare impreparato per qualsiasi sfida.

Con il nutrizionista che ti segue, Roberto Scrigna, hai lavorato sul potenziamento muscolare. Come ti senti adesso? Hai notato dei miglioramenti?

Scrigna è un genio, collabora con i miei preparatori atletici Davide Pecchi e Andrea del Re, tutti insieme stiamo facendo un gran lavoro e ci sono degli ottimi risultati. Il mio corpo sta cambiando, sia per l’età che per gli allenamenti, ed essere seguito da uno staff così competente mi rende ancor più sicuro dei miei mezzi.

Hai avuto un percorso da amateur di altissimo livello, con una conquista del titolo mondiale di MMA Light a soli 17 anni. Cosa ricordi di quell’esperienza in Ucraina? Quanto sono stati importanti i trascorsi da dilettante quando sei passato al professionismo?

La mia esperienza in Ucraina è stata indimenticabile, mi ero appena trasferito a Milano, e quella vittoria mi fece subito capire che avevo preso la strada giusta. Conquistare il titolo mondiale dopo averlo sfiorato per 2 volte è stata una bella soddisfazione. Ma le esperienze più importanti da dilettante, che hanno fatto davvero la differenza, le ho fatte sul ring grazie al mio coach Omar Vergallo, che mi ha portato a combattere in giro per l’Europa.

Al momento hai svolto tutta la tua carriera da pro combattendo in ICF. Hai mai avuto proposte anche da altre organizzazioni?

Ho avuto più di una proposta al di fuori di ICF. Ma, riflettendo con i miei manager e il mio team, abbiamo valutato che piuttosto di combattere in chissà quale piccolo galà al di fuori dell’Italia, tanto per dire di aver combattuto all’estero, sarebbe stato più importante combattere nella promotion più importante del nostro paese. Mi fido completamente del mio Management.

Luigi Perillo, presidente di Superbia Management: “Presto novità incredibili”

Luigi Perillo è presidente e socio fondatore di Superbia Management, la prima agenzia di management sportivo nell’ambito delle MMA in Italia.

Superbia si occupa di gestire la carriera dei propri atleti in modo completo, offrendo loro un’ampia gamma di servizi: dall’assistenza legale e fiscale nella stipulazione dei contratti con le promotion fino alla gestione del personal branding, della comunicazione e delle public relations. Inoltre l’agenzia svolge un lavoro specifico sulla performance sportiva dei suoi fighter, con l’organizzazione dei fight camp e l’affiancamento agli atleti di professionisti quali nutrizionisti, mental coach e psicologi sportivi.

Ma non solo: Perillo e soci, infatti, sono anche gli organizzatori dell’evento The Golden Cage, che per ora ha all’attivo due edizioni. Il format di TGC promuove il concetto di intrattenimento sportivo, unendo sport (ovviamente le MMA) e musica (in particolare il genere hip-hop) all’interno di un unico appuntamento. Lo scopo è quello di avvicinare nuovo pubblico puntando su un target giovane, e di fare leva sui valori condivisi da questi due mondi, che hanno diversi punti di contatto.

Dopo questa premessa, spazio alle parole di Luigi Perillo, che ringraziamo per la disponibilità.

A giugno è tornato The Golden Cage con la sua seconda edizione, impreziosito dalla diretta Tv su Fox Sports. A distanza di diverso tempo ti chiedo un bilancio di quell’evento. In particolare, cosa pensi abbia funzionato e in cosa, invece, potete ancora migliorare?

Siamo molto soddisfatti di come è andata la serata. Ancora una volta abbiamo dimostrato di essere l’unico show entertainment in Italia. I numeri che ci ha fornito Fox Sports sono stati incredibili (si parla di 68 mila visualizzazioni, ovvero lo 0,3% di share, notevole per un canale a pagamento, nda) e gli sponsors hanno davvero apprezzato il lavoro fatto e ci hanno garantito una continuità per il prossimo futuro.

La data è stata sicuramente penalizzante per il fatto che quello stesso giorno tutte le scuole di Milano e provincia erano impegnate nelle varie feste di chiusura anno e abbiamo quindi “perso” moltissimi ragazzi . Staremo sicuramente più attenti nella scelta delle prossime date, anche se penso che in futuro sarà più un evento “autunnale-invernale” che “primaverile-estivo”. Possiamo sicuramente migliorare molti piccoli dettagli, sperando che Milano ci possa offrire nuove locations più idonee.

Inoltre miglioreremo sicuramente la card ed ora, con l’aiuto di Pietro Orante, ci sarà sicuramente un importante up-grade. Tutte le altre promotion (che a me piacciono moltissimo) si “vantano” di fare solo MMA e non mancano le critiche al mio evento sul lato show. Ma io continuo a vedere una sorta di “copiatura” di The Golden Cage nei vari tentativi di inserire timidissimi, e appena accennati, momenti di intrattenimento. Beh, posso solo dire: cari colleghi, osate di più! Il pubblico vuole soprattutto divertirsi!

The Golden Cage 3. A che punto sono i preparativi? Puoi darci qualche anticipazione? 

The Golden Cage 3 sarà l’ultima puntata del programma televisivo (Docu-Reality) che stiamo realizzando. Tutto il resto è top secret in quanto ci saranno delle novità (anche internazionali) davvero incredibili!

TGC 3 godrà ancora di una diretta televisiva?

Certamente. Da anni ormai gestisco, con il mio studio di Commercialista a Milano, personaggi del mondo dello spettacolo, televisione, cantanti, etc. Abbiamo inoltre da 3 anni una partnership con una nota agenzia di Roma che lavora con il cinema da moltissimo tempo. Per noi è quindi fisiologico avere uno stretto rapporto con la diretta televisiva. In Superbia Management SA c’è un comparto gestito dal famoso regista Riccardo Recchia che è davvero un vulcano di idee oltre che di conoscenze eccezionali!

Come procedono i lavori per la realizzazione del docu-reality? Ha aderito il numero di sponsor che ti aspettavi? Quando andrà in onda?

Abbiamo un Title sponsor che ha coperto il 100% di quanto la produzione esecutiva ci ha indicato come costo totale. Siamo davvero molto soddisfatti. Viacom, con il canale Spike TV (dove spesso va in onda Bellator), ci ha formalizzato il loro interesse. Il resto è ancora top secret.

Superbia Management ha subito dei cambiamenti in seguito alla fuoriuscita di alcuni membri che si sono messi in proprio. Ad oggi, chi è rimasto in Superbia e con quale ruolo? In cosa è cambiato il management e la sua organizzazione dopo questo “restyling”? 

È cambiato davvero molto. Abbiamo un nuovo dipartimento Social Media Management, Brand, Sponsor, grafica-video e soprattutto un nuovo matchmaker che conoscete tutti. Il comparto Legal, PR, TV, Administration è rimasto invariato. Devo dire che dopo quanto è accaduto moltissimi colleghi, coach, atleti e addetti ai lavori mi hanno chiamato. Questo vuol dire che io personalmente ho seminato molto bene e di questo ne sono fiero e orgoglioso. I risultati li avete visti: in poco più di 2 mesi partecipazione come “Road To The Golden Cage” in 2 eventi e il roster di atleti notevolmente ampliato.

Tutto questo grazie al lavoro che stiamo facendo io e Pietro Orante, che è davvero indispensabile! Siamo l’unica promotion in Italia ad avere sponsor internazionali e multinazionali, e questo la dice lunga. Abbiamo consolidato il rapporto con Nintendo, che ci ha dato la possibilità di sviluppare un nuovo progetto su cui proprio in questi giorni stiamo lavorando. Per le altre domande posso solo rispondere che Superbia Management è una società per azioni e gode della rinomata riservatezza svizzera che tutela tutti i suoi soci.

State ampliando notevolmente il roster di atleti che seguite, dopo aver perso qualche nome passato alla concorrenza. Molte new entry sono fighter giovani e promettenti. È in atto un cambio di strategia? Quanti atleti seguite attualmente?

Sì, ci sono molte new entry. Ho sempre voluto dare la possibilità anche ai dilettanti di iniziare un percorso che li portasse a debuttare nel mondo dei Professionisti, ma questo mi era negato dal precedente matchmaker, che invece ha sempre avuto una politica di gestione focalizzata solo e unicamente sui pro.

In questo momento stiamo gestendo circa 30 atleti e posso dire con orgoglio che stiamo costruendo anche una squadra di donne davvero incredibile: ne sentirete parlare!

Ogni giorno ci arriva una richiesta, anche dall’estero. La nostra serietà inizia a fare strada! Credo che arriveremo a 50 atleti entro fine anno. Attenzione però! Avere molti atleti non è sinonimo di mediocrità: il manager di Cristiano Ronaldo non ha solo Cristiano Ronaldo! Si potrebbe pensare che siccome sono molti allora significa che verranno trascurati. Assolutamente no, anzi! E i nostri fighters possono dirlo! Inoltre, proprio perché così tanti e così diversi, ogni volta si creano immancabilmente sempre nuove opportunità e stimoli per tutti!!

Resta il fatto che il nostro lavoro è davvero una grande responsabilità, bisogna fare le scelte giuste. Soprattutto bisogna stare molto attendi con i dilettanti per evitare che si demoralizzino e/o “brucino” la loro carriera fin dall’inizio.

Da dove nasce e quali obiettivi si pone l’accordo con Venator e Born To Fight? 

Superbia ha nello statuto, che io ho personalmente curato, il fine di collaborare con tutti!

La BFT Family e Claudio Alberton, che è una persona davvero incredibile, mi hanno stupito per come lavorano e sanno organizzare. Alberton inoltre è uno stratega bravissimo con una esperienza pazzesca.. Ma non fatelo arrabbiare (ride, nda)! Organizza sia eventi per i dilettanti che big event, tutti con molto impegno. E non dimentichiamoci che è stato tra i primi in assoluto a portare qualcuno “in the cage”!

È stato il primo a chiamarmi dopo i cambiamenti in Superbia e mi ha fatto piacere che abbia apprezzato la mia serietà e professionalità, anche se sono un “novellino ” per questo ambiente! Il suo circuito “in The Cage” è molto appassionate e divertente e porta sempre qualche estrema novità che viene poi immancabilmente copiata da tutti, ma questo è il mercato e la concorrenza (leale) fa sempre bene!

Per quanto riguarda Venator: un nome, una garanzia. Ho sempre guardato sin dalla nascita i loro eventi e ora mi ci trovo a collaborare! Per me, una vera soddisfazione. La professionalità e la precisione con cui organizzano eventi è davvero da tenere in considerazione.

Ovviamente queste due non sono le uniche realtà con cui collaboriamo, ce ne sono molte altre, sia nazionali sia internazionali. Vedrete presto sui social novità al riguardo!

Le ultime domande riguardano un paio di atleti che gestite. Quando torna a combattere Daniele Scatizzi? 

Molto presto! Nel frattempo è stato ancora una volta chiamato per il camp di preparazione al match di Gunnar Nelson, che dovrà combattere in UFC il 16 Marzo contro Leon Edwards, tra i primi 10 della categoria dei welter UFC.

Com’è nata la collaborazione con Mara Romero Borella?

Mara l’ho conosciuta al Predator di Stabile, l’ho poi invitata al The Golden Cage e da li è nato tutto. Il suo manager americano è davvero una persona aperta e disponibile.