L’ultima volta di McGregor contro un fighter dell’Est Europa [VIDEO]

Vi ricordate come finì l’incontro tra Conor McGregor e lo slovacco Ivan Buchinger a Cage Warriors 51 del 31 dicembre 2012?

Se la risposta è negativa, la promotion britannica vi aiuta a rinfrescarvi la memoria ripostando proprio oggi il video delle battute finali di quel match:

Che vada così anche contro Khabib? Lo scopriremo presto, manca sempre meno!

Quali cifre sta già generando Khabib vs. McGregor?

Leggi le sensazioni di Alex Dandi su Khabib vs. McGregor

Siamo alle porte di quello che è stato ripetutamente definito il più grande incontro di MMA di tutti i tempi: Khabib vs. McGregor.

In questi giorni di attesa e trepidazione sono state pubblicate in tutto il mondo (Italia compresa) interessanti analisi e pronostici del match in questione. Ma oltre alle capacità e al bagaglio tecnico dei fighter dentro la gabbia, per la UFC e per qualsiasi azienda che vuole mantenersi in utile è fondamentale il fattore economico, che per la promotion di Dana White si traduce nel far combattere atleti che abbiano un certo appeal sul pubblico. Più un lottatore si farà notare, attirerà fan e interesse mediatico, maggiori saranno le vendite di PPV, merchandising, biglietti, diritti televisivi, eccetera. Non è certo un mistero che ormai un fighter, oltre che allenarsi e combattere, deve essere in grado di gestire la sua immagine proprio per i citati motivi di business.

Il primo che ha raggiunto lo status di star nell’ambito delle MMA è stato Conor McGregor, capace attirare orde di spettatori e fan casuali, che hanno conosciuto prima lui (o meglio, il suo personaggio) delle Mixed Martial Arts. Per capire quanto sia stato incisivo l’irlandese nella diffusione e commercializzazione di questo sport, basta guardare questi dati:

PPV record
Tratto da https://metro.co.uk

Nella classifica dei record PPV della UFC, 4 posizioni su 5 sono occupate da card che avevano in programma match di “The Notorious”.

Ma veniamo alle cifre e i guadagni generati da questo specifico incontro ad oggi. Dana White ha dichiarato che sono state acquistate quasi 3 milioni di PPV, molti nel Regno Unito e in Irlanda. Inoltre i gate (le entrate derivate dagli spettatori dal vivo) permetteranno alla sua organizzazione di incassare poco più di 17 milioni di dollari.

McGregor, in conferenza stampa, ha stimato per sé stesso un guadagno di 50 milioni tra borsa, vendite PPV e altri bonus. Senza dimenticare che le MMA sono solo uno dei suoi business: da quando è diventato sponsor dell’evento, in seguito al rinnovo del contratto con la UFC per altri sei incontri, il suo whiskey “Proper 12” è andato a ruba in tutti i negozi. Ricordando che già quel rinnovo in sé gli ha fruttato più di 10 milioni di stipendio.

Ma non finisce qui: “The Notorious” ha rilasciato un’intervista esclusiva da 2.5 milioni di visualizzazioni al suo portale “The Mac Life” e ha rilanciato il programma di preparazione atletica “McGregor FAST”. In aggiunta, l’irlandese ha firmato di recente un nuovo accordo con la Reebok da 5 milioni e ha rinnovato il suo ruolo di brand ambassador per la Monster Energy.

Insomma, dopo un periodo pare negativo per i suoi affari, il ritorno in gabbia dopo due anni di assenza sta nuovamente gonfiando le tasche della superstar di Dublino.

E Khabib? Il fighter daghestano non ha fatto trasparire quanto potrebbe guadagnare, ma il suo manager aveva auspicato una cifra intorno ai 10 milioni di dollari.

Intervista ad Alex Dandi. ICF 4, McGregor vs. Khabib, Paternò-UFC e molto altro

Alex Dandi è la voce delle MMA su DAZN (dopo un passato tra Fox Sports e Sky Italia), ha fondato e dirige la promotion Italian Cage Fighting (ICF), diventata recentemente una Srl di cui è amministratore delegato, ha ideato e gestisce Italian Top Fighters Management ed è consulente UFC per l’Italia.

Archiviato ICF 4 e a pochi giorni da McGregor vs. Nurmagomedov, abbiamo raggiunto Dandi per affrontare diversi temi legati sia alle Mixed Martial Arts nostrane che a quelle mondiali. Ecco le sue risposte.

Un bilancio finale di ICF 4. Soddisfatto della serata? C’è qualcosa che sarebbe potuto andare meglio?

Bilancio molto positivo. Abbiamo realizzato l’ennesimo sold out nonostante non avessimo aperto la prevendita. Oltre 550 persone si sono presentate direttamente alla cassa pagando biglietti certamente non economici. Molto bene, significa che la qualità viene apprezzata dal pubblico che è disposto a spendere per i nostri eventi. È stata una bella serata, tutto è andato liscio. Grandi match, grandi ospiti internazionali, staff affiatato, produzione fluida. È stato un ulteriore passo in avanti per tutta la promotion, che inizia ad avere ambizioni maggiori, ma senza voler fare passi più lunghi della gamba. Ovviamente si può sempre migliorare qualcosa e chi lavora con me sa che non mi accontento mai. Ed infatti siamo già molto concentrati su ICF 5 del 20 Ottobre, su ICF 6 del 15 Dicembre e sui prossimi tre eventi, del primo semestre 2019, che stiamo già pianificando.

La vittoria assegnata a Panzetta contro Rosi ha sollevato diverse polemiche. Cosa pensi dell’operato dei giudici in quell’occasione?

Nel corso della serata sono stato impegnato su molti fronti, quindi non ho potuto guardare tutti i match con l’attenzione che avrei voluto. Per questo motivo, finché non riguarderò i video, farò fatica a dare un giudizio sugli incontri. Riguardo il match in questione ho visto solo un po’ del primo round e quasi tutto il terzo: l’impressione è che la vittoria fosse di Rosi. C’è però anche da dire che nella terza ripresa ho visto Panzetta più attivo di Rosi, nonostante fosse spalle a terra. Se fossi stato l’arbitro li avrei fatti rialzare per inattività in almeno un paio di occasioni. Detto questo, io fortunatamente non sono né arbitro né giudice, ma solo uno spettatore con la sua opinione che non conta nulla. Ho massima fiducia negli arbitri e giudici FIGMMA e so che hanno lavorato bene ed in buona fede. Poi tutti possono sbagliare. Ai fighter che gestisco come manager ripeto sempre una cosa: se volete essere sicuri di vincere…finite il match prima del limite!

Qualche voce critica sostiene che al Teatro Principe lo spazio dedicato agli atleti in fase di riscaldamento sia stato insufficiente. Secondo te i fighter hanno avuto abbastanza agio?

Ti spedisco quattro foto che spero pubblicherai.

 

Questa è la zona di riscaldamento al piano di sopra del Teatro Principe, completa di tatami per riscaldarsi nella lotta a terra. Per quanto mi riguarda quindi lo spazio per riscaldarsi c’era. Non a caso ci sono fighter che hanno combattuto più volte al Principe senza mai lamentarsi. Certo sarebbe bello usufruire degli spazi di una T-Mobile Arena o di un Madison Square Garden ma la realtà italiana è questa ed a Milano gli spazi mancano. Oltre a quello spazio esistono due spogliatoi, sicuramente piccoli, ma se organizzati con civiltà sono sufficienti. Si organizzano match per titoli italiani ed europei di boxe e vanno più che bene. Anche la famosa mancanza di docce è un mito. Al Principe esiste una doccia (come da legge, altrimenti il posto sarebbe già chiuso dall’ufficio d’igiene), solo che è un po’ nascosta ed alcuni fighter pare non l’abbiamo trovata…ma bastava chiedere ovviamente.

Correlata alla domanda precedente, esiste un problema di spazi al Teatro Principe? Avete mai preso in considerazione un’altra location per Milano?

Vedo che la cosa ti e vi sta molto a cuore. È un po’ triste per me dover rispondere solo a questioni di location quando invece vorrei parlare di sport. È un po’ come se un critico andasse al cinema ed invece che recensire il film parlasse dalla scomodità delle poltrone e del popcorn bruciacchiato. Ho la sensazione che si parli d’altro per non parlare dell’evento in sé. Ma va bene, fa parte del gioco e a me piace giocare.

Voglio però ricordare che i prossimi due eventi ICF sono al Palacupole di Torino il 20 Ottobre e al PalaFerroli di Verona il 15 Dicembre, e sono due palazzetti dello sport, piccoli ma con spazi più che sufficienti ed anche ICF 2 a Venezia si è tenuto in un palazzetto dello sport. Non capisco perché alla fine a molti di voi blogger, oltre a qualche fighter che a nostri eventi non combatte, piace parlare solo di questa cazzata della location del Principe, siete forse tutti aspiranti architetti alla ricerca di un impiego per ristrutturare il Principe?

In ogni caso questa location non è così spiacevole come si direbbe, parlano i fatti: ho la fila di fighter che mi chiedono di combattere al Principe, sia italiani che stranieri, e 4 eventi su 5 che ho organizzato in questa location nell’ultimo anno, con due promotion diverse, sono andati sold out. Dove sta quindi il problema? Mi permetto di pensare che il problema stia nella testa delle persone, nelle fissazioni provinciali di una nicchia che vuole guardare il dito invece che la Luna. Comunque, a voi che avete questa smania del cambio della location milanese di ICF, vi darò questa soddisfazione. Nel 2019 useremo un altra location per Milano per produrre possibilmente un evento di dimensioni maggiori, poi vedremo se il pubblico risponderà adeguatamente o se invece sarà meglio stare nel piccolo Principe…sempre sold out e sempre caloroso, perché forse le dimensioni delle MMA italiane, che piaccia o meno, oggi sono queste.

Mi auguro però che la stessa perizia che riservate ad ICF venga riservata anche ad altre promotion. Ad esempio mi risulta che un’organizzazione piuttosto nota abbia organizzato, proprio a Milano, quest’anno un evento dove non c’erano né tatami per riscaldamento né una doccia vera e propria, ma non mi pare che se ne sia parlato molto. In ogni caso, location o non location, ICF deluderà molti gufi, perché è la promotion che farà un assoluto takeover delle MMA italiane nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Ci divertiremo tanto.

L’intenzione della domanda non era quella di fomentare altre polemiche, ma di darti la possibilità di rispondere alle critiche che sono state mosse su questo argomento.

Bisogna essere molto chiari quando si ha un ruolo come il mio. Ora sono Amministratore Delegato di questa azienda che si chiama ICF Promotion srl, con un capitale sociale di 110.000€. Non posso permettermi, nell’interesse dei soci, che si diffondano voci infondate e che il “popcorn bruciacchiato” diventi il fulcro della discussione intorno ai nostri spettacoli. Tutto qui, nulla di personale. Devo solo rispettare e onorare il mio ruolo.

Dopo la vittoria su Maguire si respirava grande ottimismo circa una chiamata in UFC per Paternò. Perché ad oggi non è ancora arrivata?

Non so se si respirasse in generale grande ottimismo. Io ero sicuramente molto ottimista in proposito siccome alcune persone in UFC mi avevano confermato un vero ed imminente interesse per Paternò. Interesse che poi si è raffreddato quando sono state fatte altre scelte di matchmaking, di cui abbiamo ovviamente, gioco forza, preso atto. Ma non abbiamo smesso di lavorare in quella direzione. Ciò però non vuol dire che io non parli regolarmente con il matchmaking UFC e che Paternò non sia comunque ancora nel loro radar, o meglio nel loro prospect database. Ora Stefano ha un contratto esclusivo con Cage Warriors per altri 3 match, compreso quello del 20 Ottobre, con la clausola che, se UFC chiamerà, verrà lasciato libero dal contratto.

Quando torna in azione Giorgio Pietrini?

Dovresti chiederlo a lui, personalmente non ho risposte certe sulla sua data di rientro. Le proposte non sono mancate in questi mesi, sia dall’Italia che dall’estero, ma non sono state accettate. Altro non posso dire.

Ti aspettavi che McGregor firmasse per altri 6 incontri con la UFC? Perché?

Come ha detto Ariel Helwani, firmare 6 match per McGregor non significa assolutamente nulla. Non ha obblighi di dover combattere regolarmente. Potrebbe tranquillamente sparire per altri due anni dopo questo match o sparire per sempre, siccome il contratto non ha obblighi, se non quello di combattere in UFC per i successivi 6 incontri della sua carriera nelle MMA, ma non c’è scritto quando.

A cosa ritieni sia dovuta la netta sconfitta di MacDonald contro Mousasi a Bellator 206? Troppa differenza tecnica e di peso tra i due, oppure MacDonald è ormai provato sia fisicamente che mentalmente da tutte le battaglie sostenute in carriera?

La grossa differenza di peso credo sia stata determinante. In ogni caso ritengo Mousasi atleta superiore a MacDonald tecnicamente, fisicamente, atleticamente e anche psicologicamente.

Siamo alla vigilia di un incontro storico per le MMA mondiali: McGregor vs. Nurmagomedov. Che match ti aspetti? Sensazioni o pronostici?

Mi aspetto un match emotivamente coinvolgente, come sempre capita per questi incontri molto sentiti. L’impatto emotivo sarà superiore alla qualità del match probabilmente. Qualche mese fa pronosticai Khabib, ora più si avvicina l’incontro e più sento che McGregor avrà le sue chance. In ogni caso il risultato è difficile da pronosticare per tanti fattori intangibili tra cui l’inattività lunga due anni di McGregor e i pochi avversari affrontati da Nurmagomedov nel corso della sua permanenza in UFC. In ogni caso chiederò a Mystic Dandi e vi farò sapere….

 

 

ICF 4: Botti vs. Lloveras. Come arrivano i due avversari alla sfida di domani sera

Leggi la nostra intervista ad Alessandro Botti sul match con Lloveras

Domani sera Italian Cage Fighting torna al Teatro Principe con il suo quarto appuntamento impreziosito da un main event titolato. Infatti il campione in carica Alessandro “Bad” Botti (15-8) difenderà la cintura ICF dall’assalto dell’ex UFC Abner “Skullman” Lloveras (21-10-1) nella categoria dei pesi leggeri.

Nel 2018 Botti ha solo vinto, sempre prima del limite e per due volte contro avversari internazionali. Ha sconfitto Kennington per submission al Venkon Fight Night 2 di gennaio e due mesi dopo si è imposto su Spallitta per TKO al primo round a ICF 2. A questo punto la promotion gli ha dato una chance titolata, colta prontamente dal fighter lecchese, che ha dominato Gert Kocani per 4 round prima di metterlo fuori gioco nuovamente via TKO.

Non è un caso che l’atleta italiano abbia ottenuto il 60% dei suoi successi proprio per KO/TKO (9 su 15 totali), dimostrando di avere mani davvero pesanti. Ma “Bad” Botti è pericoloso anche a terra, come testimoniano le 5 vittorie via submission.

Alessandro è un veterano della scena nostrana nonostante abbia solo 30 anni. Dopo un periodo non facile, nel biennio 2016-2017, che gli è costato tre sconfitte consecutive, “Bad” ha saputo riscattarsi trovando motivazione e una forma fisica strepitosa.

Ad aspettarlo in gabbia troverà Abner Lloveras, 36 anni, fighter esperto che in passato ha militato in M-1e ha partecipato a TUF 22 come membro del team di Conor McGregor, perdendo ai quarti di finale. Ha combattuto un incontro in UFC nel 2015, uscendo sconfitto contro Chris Gruetzemacher. E’ reduce da una sconfitta dopo due vittorie consecutive.

La maggior parte delle vittorie di “Skullman” sono arrivate per decision (8), poi per KO/TKO (7, e Botti ha subito metà delle sue sconfitte in questo modo) e submission (6). Anche Lloveras sembra essere a suo agio sia in pedi che a terra: è molto forte nella Muay Thai e ha un importante background nel pugilato, oltre a essere cintura marrone di BJJ (è stato sottomesso solo una volta in carriera). Su 31 match, in 14 occasioni ha lasciato il verdetto nelle mani dei giudici, subendo ben 8 sconfitte alla lettura dei cartellini. Botti, al contrario, ha concluso 21 incontri su 23 prima del limite.

Domani sera si affronteranno due atleti completi in un match che si prospetta davvero combattuto. La cintura resterà in Italia? Botti proseguirà il cammino vincente per dare una svolta alla sua carriera? Come sempre, sarà la gabbia ad avere l’ultima parola!

Torna Italian Cage Fighting: tante novità, annunciati prossimi eventi e card

Questa mattina si è svolta la conferenza stampa della promotion italiana di arti marziali miste Italian Cage Fighting (ex Italian Fighting Championship, nome cambiato per evitare problemi legati al brand con la UFC), che ha annunciato il calendario dei suoi prossimi eventi insieme ad altre importanti novità.

Una notizia rilevante è sicuramente il passaggio dell’organizzazione ideata da Alex Dandi da progetto “open source” (una sorta di azionariato popolare) a una vera e propria società. Una Srl insomma, con un capitale sociale di 110.000 € e formata dai fondatori onorari di ICF. Una bella prova di solidità.

Nel comunicato stampa si legge che:

I capisaldi del progetto “open source” continueranno ad essere rispettati, a partire dalla Italian Fighting Card”, la tessera fedeltà che ad Ottobre sarà nuovamente emessa al prezzo di 99€ e che permetterà ai possessori di ottenere biglietti omaggio, la t-shirt ufficiale, e sconti su merchandising ed atri servizi.

La tabella di marcia annunciata prevede 6 eventi all’anno per il prossimo triennio. Ecco gli appuntamenti confermati:

Sabato 29 Settembre – ICF 4: Botti vs Lloveras – Teatro Principe, Milano
Sabato 20 Ottobre – ICF 5: Nuzzi vs Belsanti – PalaCupole – Torino
Sabato 15 Dicembre – ICF 6 – PalaFerroli – Verona

Con le seguenti card:

ICF 4
Titolo Pesi Leggeri – Alessandro Botti (15-8) vs Abner Lloveras (21-10-1)
Pesi Welter – Walter Pugliesi (3-0) vs Yousof Hassanzada (4-1)
Pesi Leggeri – Francesco Moricca (5-2) vs Gianluca Rocca (3-0)
Pesi Welter – Andrea Fusi (5-4) vs Gabriel Conti (2-3-1)
Pesi Medi – Pietro Penini (6-1) vs Francesco Demontis (1-0)
Pesi Gallo – Luca Panzetta (2-1) vs Ashley Rosi (3-3)
Pesi Gallo– Tanio Pagliariccio (2-0) vs Facundo Frognier (0-1)
Pesi Piuma – Federico Fasciano (2-0) vs Marco Esposito (1-1)

N.B.: In occasione di questo evento saranno presenti come ospiti speciali Jan Blachowicz (numero 4 dei ranking mondiali UFC, categoria pesi massimi leggeri) e il campione Cage Warriors dei pesi welter Stefano Paternò (che in passato ha già conquistato la cintura ICF).

ICF 5
Titolo Pesi Gallo – Francesco Nuzzi (6-1) vs Giorgio Belsanti (7-7-1)
Titolo Pesi Piuma – Walter Cogliandro 7-0 vs Souksavanh Khampasath (11-9)
Pesi Welter – Raffaele Spallitta (7-16-1) vs Daniele Miceli (7-3)
Pesi Welter – Marco Saccaro (5-1) vs Leonardo Damiani (6-2-1)
Pesi Medi – Cristian Magro (9-4) vs Emanuele Palombi (6-6)
Pesi Leggeri – Giuseppe Mancuso (2-4) vs Seck Ndiobo (3-2)
Pesi Welter – Michelangelo Colangelo (2-0) vs Giovanni Bagnasco (1-2)
Pesi Leggeri – Matteo Caretti (2-0) vs Nicolo Solinas (2-1)
Pesi Piuma – Stefano Tiengo (1-11) vs Teodoro Scolieri (1-0)
Pesi Gallo -Riccardo Mura (1-1) vs Ozbazaje Meraj (0-0)

ICF 6
Titolo Pesi Welter – Virgiliu Frasineac (9-1) vs TBA (international opponent)
Titolo Pesi Massimi – Matteo Riccetti (7-2) vs Grzegorz Cieplinski (8-6)
Altri match saranno annunciati presto. Probabilmente verranno messe in palio altre due cinture, tra cui quella dei pesi medi. Inoltre saranno inseriti in card alcuni degli atleti vincenti a ICF 4 e 5 e fighter veneti provenienti da Verona, Venezia e Padova.

Nella prima parte del 2019 ICF tornerà con altri tre eventi, di cui almeno uno nel Sud Italia.

Si ringrazia Alex Dandi per la collaborazione

Caon: “Vettori ha potenzialità da grande personaggio mediatico. PR fondamentali”

Francesca Caon è un’esperta di Public Relations (PR), brand e spettacolo. Cura le relazioni pubbliche dei suoi clienti (da aziende a singole persone) con l’obiettivo di attirare l’attenzione dei mass media per farli conoscere al grande pubblico. Ha lavorato con Venator FC e attualmente collabora con Marvin Vettori.

Dato che la comunicazione è uno degli argomenti del momento a livello globale in diversi settori professionali, abbiamo contattato Francesca per capire che ruolo hanno le pubbliche relazioni nelle Mixed Martial Arts e perché sono importanti.

Da dove nasce il tuo interesse per le arti marziali miste?

Sono entrata in contatto con questo mondo tramite il mio lavoro di PR (colui/colei che si occupa di Public Relations, ndr), che grazie a una collaborazione mi ha permesso di conoscere la disciplina e i personaggi che le gravitano attorno. Quando si sciolse il mio rapporto con la promotion con cui collaboravo (Venator FC, ndr) ricevetti feedback positivi e numerose attenzioni dal movimento, e la voglia di crescere soprattutto qualitativamente all’interno di un ambiente così stimolante non mi ha più abbandonata.

Poi c’è stato l’incontro con Marvin Vettori. La nostra collaborazione è avvenuta in modo del tutto spontaneo, e ho subito riconosciuto in lui la persona giusta per mettermi in gioco sul piano internazionale, specialmente negli ambienti americani.

Che ruolo hanno le Public Relations nelle MMA? Perché è importante per un fighter affermato avere una PR?

Le pubbliche relazioni sono fondamentali in qualsiasi contesto. La mia esperienza tra cinema e televisione mi ha consentito di affermarmi con un ruolo che travalica quello di mero ufficio stampa: il mio lavoro consiste infatti nella costruzione di celebrità o microcelebrità.

Un fighter, così come qualsiasi altro sportivo o figura pubblica, dovrebbe sempre avere al proprio fianco un PR o un ufficio stampa che lo promuova nel migliore dei modi tramite i media, siano essi giornali, radio o Tv. Troppo spesso questa figura coincide con il manager, che tuttavia possiede raramente questo genere di relazioni strategiche nel settore della comunicazione.

Quale tipo di azienda/sponsor/quotidiano può essere interessato ad un atleta di MMA? Perché?

Il mio lavoro prevede un contatto quotidiano con giornali, riviste, radio e televisione: al tempo del mio ingresso nel panorama delle arti marziali miste, un solo anno fa, nessuno di questi media era disposto a scriverne o a parlarne.

Il lavoro di promozione è cominciato stringendo alleanze, nuove partnership, e tessendo una rete di contatti che spazia da giornalisti ad autori televisivi – i quali non sono più impreparati quando si parla di MMA e da cui anche le altre promotion attingono per le loro PR.

Più un atleta è in grado di fare marketing e PR e più è appetibile agli occhi di aziende/sponsor/quotidiani.

Quali risultati ha portato fino adesso la collaborazione con Marvin?

Con Marvin abbiamo lavorato in modo molto proficuo, sia sul territorio italiano che americano, e le soddisfazioni reciproche sono state notevoli. Il match del 14 aprile Vettori vs Adesanya ci ha aiutato tantissimo a spingerlo come personaggio mediatico, e questo lavoro di promozione ha fruttato una importante intervista su Repubblica, dirette televisive tra Sky e Mediaset, apparizioni radiofoniche ed uno straordinario servizio di 6 pagine su Men’s Health.

Quale pensi che siano l’immagine o i valori che Vettori può veicolare al pubblico? Cosa lo rende appetibile, da questo punto di vista?

Sono subito stata colpita dalla insuperabile capacità di Marvin di “bucare lo schermo” di fronte ad una telecamera puntata, sempre perfettamente a proprio agio grazie a una dote innata che si rivela ogni qual volta una diretta in uno studio televisivo lo richieda.

Oltre alla modalità comunicativa fluente e appropriata che lo caratterizza, credo che a renderlo appetibile ad un pubblico più vasto – che non a caso cresce di giorno in giorno – siano soprattutto la freschezza e la genuinità del suo volto. Un volto pieno di positività.

In una recente intervista al nostro sito Max Baggio, promoter di Magnum FC, ha dichiarato che, per fare il decisivo salto di qualità, alle MMA italiane manca il grande personaggio mediatico che attira tanto l’attenzione del pubblico generalista quanto il conseguente interesse degli sponsor. Sei d’accordo? Come diventa “mainstream” un fighter di MMA in Italia?

Per essere mainstream occorre investire in un PR che ti permetta di arrivare ai media mainstream, non esistono altre scorciatoie. Il caso più emblematico e significativo è senza dubbio quello di Alessio Sakara, che per primo ha squarciato il velo che separava media e MMA. Il percorso del legionario romano è l’esemplificazione del concetto appena espresso: il buon lavoro di public relations, a sostegno della sua carriera di fighter, gli hanno garantito la partecipazione a trasmissioni televisive di successo come “Pechino Express”, “Fattore Alfa” e “Tù Sì Que Vales” nelle vesti di co-conduttore assieme al rugbista Martin Castrogiovanni e Belen Rodriguez.

Non è il grande personaggio che manca, ma la concezione che debba esserci un professionista a spingerlo mediaticamente.

Concretamente, come si svolge il tuo lavoro? Per esempio, qual è il percorso che ha portato Marvin sul numero di settembre di Men’s Health?

Ogni PR segue un proprio metodo, tenendo bene a mente l’obiettivo finale che è quello di convincere, appassionare, far innamorare.

La mia professione si struttura e si fortifica con l’attività sul campo, così che gli anni di relazioni guadagnate garantiscano una libertà sempre maggiore; come quella, ad esempio, di telefonare al cellulare privato di direttori di riviste e quotidiani per avanzare proposte editoriali calibrate sull’immagine dei miei clienti.

Potenzialmente le Mixed Martial Arts possono avere attrattive anche per un pubblico femminile? Perché?

Certamente, io ne sono il primo esempio. Capita spesso che, durante i momenti di relax, approdi su YouTube alla ricerca di un qualche match che mi emozioni. Ma è chiaro che il culmine dell’innamoramento si ha dal vivo, quando nella gabbia ottagonale si concentrano tutta l’adrenalina, il pathos, la forza e la disciplina derivante da sfide incredibili che questi ragazzi hanno raccolto con grandissimo coraggio e dedizione.

Quali sono i benefici delle arti marziali?

Le discipline marziali orientali sono sempre più praticate in Italia.

Lo testimonia anche il fatto che il numero del Corriere della Sera in edicola oggi dedica un articolo ai benefici delle arti marziali intervistando Gianfranco Beltrami, specialista in Medicina dello sport e vicepresidente della Federazione medico sportiva italiana.

Interpellato da Antonella Sparvoli sugli effetti positivi di queste discipline, Beltrami risponde:

Ogni arte marziale ha proprietà e caratteristiche proprie, ma tutte offrono indubbi vantaggi sia sul versante fisico, sia su quello psicologico. [..] Aiutano ad affontare non solo i nemici esterni, ma anche, e soprattutto, il proprio Io. Autocontrollo, capacità di rimanere calmi in situazioni di pericolo, rispetto del prossimo, capacità di domare l’aggressività, presa di coscienza delle proprie capacità e dei propri limiti, sono alcuni dei benefici psicologici che si possono ottenere praticandole, oltre all’azione anti-stress e ansiolitica

A livello fisico, invece, continua l’esperto:

Aumentano la resistenza e contribuiscono a fortificare il corpo, tonificando la maggior parte dei gruppi muscolari grazie ad allenamenti intensi e a un’ampia varietà di movimenti, come balzi, capriole, prese, che spesso prendono spunto dall’osservazione dei comportamenti di attacco e difesa degli animali. Queste discipline, caratterizzate da movimenti armonici e flessuosi, favoriscono inoltre la mobilità articolare e aumentano agilità e destrezza. Indubbi, infine, sono anche i benefici sull’apparato cardiovascolare e quello respiratorio“.

Beltrami specifica che le arti marziali possono essere praticate già a partire dai cinque o sei anni: “Sono particolarmente indicate nei bambini perché favoriscono uno sviluppo simmetrico del corpo” e possono essere propedeutiche ad altri sport. Anche ragazzi e adulti vi si possono cimentare.

Le discipline citate dall’esperto sono: il karate, il judo, il taekwondo, l’aikido, il kung fu, il krav maga, il ju jitsu e le MMA.

Nello specifico, comportano i seguenti benefici fisici:

  • Riducono la massa grassa.
  • Tonificano i gruppi muscolari e favoriscono un aumento della forza.
  • Migliorano reattività e riflessi.
  • Aumentano l’agilità.
  • Favoriscono la mobilità articolare e l’equilibrio.
  • Giovano all’apparato cardiovascolare e a quello circolatorio.
  • Consentono lo sviluppo delle qualità atletiche di base

Ma anche psicologici:

  • Favoriscono la disciplina.
  • Responsabilizzano l’uso della forza.
  • Aiutano a prendere coscienza dei propri limiti e delle proprie capacità.
  • Insegnano a rispettare gli avversari e ad avere cura del proprio corpo.
  • Contrastano ansia e insicurezza.
  • Favoriscono il controllo di sé e aiutano a rimanere calmi in situazioni di pericolo.

Contenuto tratto dal numero 208, anno 143 del Corriere della Sera (domenica 2 settembre 2018)

Intervista a Silvia Andreani, la first lady di Venator FC

A cura di Luca Lo Vecchio e Tommaso Clerici

Silvia Andreani è la Coordinating Manager di Venator FC. Braccio destro al femminile del Presidente Frank Merenda, vanta una notevole esperienza nel mondo delle MMA italiane. Le abbiamo rivolto qualche domanda sia su Venator che sull’intero movimento delle Mixed Martial Arts nel nostro paese.

Un bilancio di Venator FC 4. Soddisfatti del risultato? Cosa è andato bene e cosa potrà andare meglio in futuro?

Venator 4 è stato il campo di prova dei cambiamenti che erano avvenuti poco prima. A livello prettamente organizzativo ci sono molte cose che hanno funzionato in maniera lineare. Su altre, invece, sarà necessario fare un lavoro di “ristrutturazione” da un punto di vista strategico: me ne sto già occupando da mesi.

A quando il prossimo evento?

Non posso darti date fino al 15 settembre!

Nella carriera di un fighter, quanto conta il prestigio delle promotion in cui combatte?

Moltissimo. Ci sono cinture che valgono quanto la coppa di cartone dell’oratorio e titoli che hanno un peso internazionale, se non altro perché più la promotion è prestigiosa, più viene monitorata ai piani alti (ci siamo capiti).

Negli ultimi sei mesi in Italia si è verificato un proliferare di eventi di MMA. Ad oggi, le uniche date annunciate a partire da settembre sono state quelle di Italian Cage Fighting. Credi che gran parte della concorrenza abbia già rinunciato, probabilmente a causa dei bassi ricavi economici ottenuti?

Credo che organizzare eventi di MMA in Italia sia molto complesso, a causa di un target ancora poco sensibile. Non ho idea se gli altri abbiano rinunciato o meno, per quanto riguarda Venator c’è in atto una rivoluzione strategica pensata dalla sottoscritta che vede un progetto di lungo corso, con un focus ed un obiettivo molto chiaro: la crescita degli atleti nostrani.

Al di fuori di Venator, qual è stato l’evento di arti marziali miste più riuscito dell’anno fino adesso?

Dipende cosa intendi per “riuscito”… a livello di pubblico? A livello di card? Sotto quale aspetto? Bah….io non sono stata presente a tutti gli eventi, anzi a molto pochi a dire la verità. Quindi non ho proprio i dati oggettivi su cui risponderti, atteniamoci a ciò che dichiarano le promotion.

Cosa hai imparato dalla tua esperienza in questo mondo?

Bella domanda, ti ringrazio per avermela posta. Il mondo delle MMA, il suo ambiente, non è diverso da ogni altra congregazione sociale umana, regnano le stesse dinamiche di interazione. Quello che ho potuto osservare è che ancora oggi ognuno cura il suo orticello senza avere una visione più ampia del movimento, che invece sarebbe necessaria per uno step importante verso una professionalità vera. “Faide”, guerre intestine, ego, governano ancora troppo le MMA, e non portano a niente di buono soprattutto per i protagonisti principali che ne pagano direttamente le conseguenze.

received_2230606118927164765152062768888629.jpeg

Venator FC sarà ancora patrocinato FIGMMA?

Dipende sia dal tipo di evento che dalle collaborazioni che troviamo, dove possibile penso di sì.

Venator FC come si porrà verso le WMMA? Avete intenzioni di proporle nei vostri show? Credi abbiano un giusto valore in Italia?

Siamo sempre stati propensi a proporre WMMA nei nostri show. Avrebbe dovuto esserci un match femminile anche a Venator 4, ma poi non siamo riusciti a concludere. Non è semplice a causa delle poche atlete professioniste che si cimentano in questo sport, ma siamo assolutamente favorevoli.

Ultimamente molti atleti italiani hanno firmato con promotion estere, pensate di scommettere su nuovi talenti?

Sì, siamo orientati a far crescere una nuova scuderia “targata Venator”, aria fresca e nuova. Questo non vuol dire che i nostri atleti storici non riceveranno la giusta attenzione, anzi. Faremo una selezione serrata di quelli che consideriamo maggiormente meritevoli tanto come atleti quanto come fighter che esprimono in pieno i valori di Venator.

Quali sono i criteri di selezione atleti per Venator?

Fame (non di soldi), intraprendenza, poche “seghe mentali” (scusa il francesismo).

Alla luce della tua esperienza cosa cambieresti nel mondo delle MMA?

Io sono cresciuta professionalmente con dei principi base molto chiari: lavorare sodo, riconoscenza, collaborazione, fedeltà. Mi piacerebbe diffondere questi quattro principi cardine, validi tra l’altro anche nella vita, non solo nel lavoro, anche nell’ambiente delle MMA, dato che spesso mancano.

Cosa manca alle MMA per far sì che possano diventare un investimento di valore?

Le MMA sono uno sport povero, non ci sono soldi se non in UFC. Anche le varie promotion che organizzano non sono l’El Dorado, compresi noi, e per continuare ad organizzare è necessario che ci siano persone che paghino il biglietto d’ingresso. I primi che guadagnano dal ticket d’ingresso agli eventi non sono le promotion, che hanno “semplicemente” il compito di mettere in piedi lo show e dare l’opportunità agli atleti di combattere nelle migliori condizioni possibili e con un matchmaking di livello, ma i fighter stessi. L’atleta è la chiave, lui deve promuoversi e far venire le persone che lo seguono a vederlo dal vivo, senza chiedere alla promotion omaggi, perché non ha nessun senso… La borsa al fighter non la paga la promotion, ma il pubblico. Fino a quando questo concetto non diverrà lampante ed esteso, si stagnerà nel guado.

Il lupo solitario ha trovato il suo branco: intervista a Valeriu Mircea

Sabato 8 settembre Valeriu Mircea (18-5-1) affronterà Anton Kuivanen (26-10) a Helsinki, nel main event della card Cage 44, organizzata dall’omonima promotion finlandese Cage.

Kuivanen è un fighter esperto, ex UFC (in cui ha disputato 3 incontri tra il 2012 e il 2013, vincendone uno e perdendone 2, uno di questi contro Michael Chiesa), attualmente reduce da 3 vittorie consecutive. E’ considerato da Fight Matrix il 72esimo peso leggero al mondo, ed è un veterano dell’organizzazione Cage, in cui ha disputato buona parte della sua carriera: la sera del match sarà l’idolo locale.

Mircea, che tra il 2016 e il 2017 ha militato in Bellator per due incontri (con un bilancio di una sconfitta e una vittoria), ha già combattuto in 4 occasioni nel 2018, ottenendo un pareggio e 3 successi. L’atleta moldavo si allena al Gloria Fight Center, e fa dunque parte del team guidato da Lorenzo Borgomeo, già coach di Alessio Di Chirico e Carlo Pedersoli Jr. Lo stesso Borgomeo, in una recente intervista al sito Mma Arena, parlando di Mircea ha detto che “Valeriu non si è mai allenato, è da UFC già ora“. Niente male per un fighter che occupa il primo posto dei ranking italiani dei pesi leggeri, e il 198esimo nella classifica globale di Fight Matrix.

Lo abbiamo raggiunto per fargli qualche domanda sul match contro Kuivanen, ma non solo: Valeriu ci ha svelato anche qualche retroscena che lo riguarda, oltre a rivelare decisioni importanti sul suo futuro.

Che match ti aspetti e come ti stai preparando?

Kuivanen non è il primo avversario forte che incontro. Mi aspetto un bel match, mi piace incontrare fighter come il filandese. Adesso faccio parte della palestra più forte d’Italia, di un team che mi permette di avere all’angolo le persone giuste, di cui posso fidarmi. La preparazione va molto bene.

5 delle ultime 6 vittorie del tuo avversario sono arrivate per Decision. Trattandosi di un atleta di 34 anni, pensi che ciò sia dovuto al caso oppure con l’età Kuivanen ha perso il suo knockout power?

Non bisogna mai sottovalutare nessun atleta, specialmente quando si parla di avversari di alto livello come in questo caso. Tutti e due saremo lì per vincere, ma io e il mio team abbiamo trovato le nostre soluzioni per mettere in difficoltà Kuivanen.

Le ultime due sconfitte del finlandese sono arrivate per KO e TKO. Tu hai vinto allo stesso modo gli ultimi due incontri. Quanto sarà importante lo striking in questo match?

Per me lo striking sarà molto importante, però io sono pronto a qualsiasi stile voglia utilizzare il mio avversario. Non dimentichiamo che sono una cintura nera di judo e viola di ju jitsu.
Ti alleni al Gloria Fight Center, sotto la guida di Lorenzo Borgomeo, capace di portare due nostri connazionali in UFC. Cosa rende questo team così unico? Tu che hai già una buona esperienza nelle MMA, sapresti dire cosa hai trovato qui che magari manca in altre palestre?

Sono felice di far parte anche io di questa seconda famiglia, che tutti sappiamo essere il team più forte d’Italia. In questa palestra ho trovato quello che cercavo dal mio primo incontro, ci sono maestri bravi e determinati. Se due fighter che si allenano qui sono arrivati in UFC significa che ci sono delle persone che stanno mettendo il cuore in quello che facciamo noi atleti. Non solo gli allenatori, perché da soli non basterebbero, ma anche gli atleti stessi, perché se il fighter non si impegna su quello che fa, oppure non sa quello che vuole nella vita, non arriverà mai ai suoi obiettivi.

Lorenzo Borgomeo è un esempio per i coach delle altre palestre, forse anche perché lui stesso ha passato tutto quello che affrontiamo noi fighter ogni giorno.

Dall’inizio della tua carriera, nel 2014, hai disputato 24 match. Ben 7 incontri nel 2015, addirittura 10 nel 2016 e questo sarà già il quinto del 2018. Ti alleni in modo particolare per essere così competitivo oppure è una tua caratteristica? Dieci incontri in un anno sono impressionanti, come ha reagito il tuo fisico?

Sono un atleta un po’ diverso dagli altri, per me combattere è tutto, non ho mai rifiutato un match nella mia carriera. In passato ho combattuto anche con gente che pesava 10 kg più di me. Ero un ragazzo ingestibile perché ero solo, e questo mi ha rovinato un pochino. Le 5 sconfitte del mio record mi fanno un po’ rosicare, se avessi avuto sin dall’inizio un coach come Borgomeo, sicuramente sarei già entrato in UFC. Però, allo stesso tempo sono fiero di me e di quello che ho fatto e sto facendo.

Come mai non sei stato confermato in Bellator, nonostante l’ultima vittoria?

Semplice, perché qualcuno mi ha messo i bastoni tra le ruote, anche se gli americani mi volevano. Ma quando non stai alle regole di qualcun altro allora succede quello che è capitato a me. Forse perché io ho avuto le palle come atleta, ma non c’è problema, se Dio vuole arriverò dove mi merito. Se ci sarà da arrivare in Bellator arriverò anche senza Carlo di Blasi..

Il tuo soprannome è “The Solitary Wolf”. Perché ti senti un lupo solitario?

Mi sentivo così perché fino adesso sono stato una persona sola. Ogni decisione, ogni passo in questo sport l’ho dovuto affrontare da solo, con solamente la mia famiglia e la mia ragazza vicino. Voglio mandare un messaggio a tutti: il lupo solitario ha trovato il suo branco e sta diventando più forte di prima..

 Si vociferava di un tuo passaggio nei pesi piuma. Prenderesti in considerazione questa opzione?

Certamente, anche perché io per 70 kg sono troppo leggero, perciò abbiamo deciso con il mio team di passare a 66 kg. Per me 70 kg è troppo, perché i miei avversari tagliano 10 kg per il match e io mi trovo in difficoltà a combattere, sono pesanti. E’ ora di cambiare le cose. Confermo che dopo questo match passerò nei pesi piuma.

Se vinci contro Kuivanen, dove ti vedi a combattere il prossimo match?

Dopo questo match farò un altro incontro a 66 kg per il titolo. Al momento sono anch’io poco informato, vedremo assieme al mio manager Luca Bartoletti e al mio coach Lorenzo Borgomeo. Dopo il titolo si parla di UFC.

Un ringraziamento ai ragazzi di Spirito Guerriero e un abbraccio a tutti!

Credit photo: Bellator MMA

Giorgio Petrosyan ha firmato in esclusiva con ONE Championship

Con un post sui suoi profili ufficiali di Facebook e Instagram, Giorgio Petrosyan ha comunicato ai suoi fan ciò che era già stato annunciato alla conferenza stampa siglata ONE Championship in scena a Tokyo quattro giorni fa.

Buongiorno a tutti i miei fans. Volevo annunciarvi che sono ufficialmente un atleta di ONE Championship, quindi combatterò esclusivamente per loro!!! Mi sono tenuto libero una data all’anno per combattere a casa mia, davanti ai miei tifosi con l’organizzazione Petrosyan Mania di cui mio fratello Armen Petrosyan è organizzatore! Sono felice e orgoglioso di fare parte della promotion del presidente Chatri Sityodong e del team sportivo Evolve in cui sono stato recentemente accolto benissimo!! Grazie a tutti“.

View this post on Instagram

Good Morning to all my fans. I wanted to announce that I am officially an athlete of @onechampionship , so I will fight only for them!!!! I set myself free a year to fight my home, in front of my fans with the Petrosyan Mania organization that my brother @armenpetrosyan86 is organizer 😉😉! I am happy and proud to be part of the promotion of President Chatri Sityodong and the @evolvemma sports team I have recently received very well!! Thank you all.❤ @onechampionship @yodchatri @petrosyanmania @carlo_di_blasi Buongiorno a tutti i miei fans. Volevo annunciarvi che sono ufficialmente un’atleta di @Onechampionchip, quindi combatteró esclusivamente per loro!!! Mi sono tenuto libero una data all'anno per combattere a casa mia, davanti ai miei tifosi con l'organizzazione Petrosyan Mania di cui mio fratello @armen petrosyan è’ l’organizzatore 😉😉! Sono felice e orgoglioso di fare parte della promotion del presidente Chatri Sityodong e del team sportivo Evolve in cui sono stato recentemente accolto benissimo!! Grazie a tutti, ❤

A post shared by Giorgio Petrosyan (@giorgiopetrosyan) on

L’evento “Petrosyan Mania” in cui Giorgio tornerà a combattere in Italia è previsto per febbraio. Niente più Oktagon e Bellator Kickboxing dunque per “The Doctor”!

ONE Championship è una promotion con sede a Singapore, leader del suo settore nel mercato asiatico (vanta più del 90% di market share). Organizza incontri di MMA, Kickboxing, Muay Thai e Letwhei (il pugilato birmano). Vanta sponsor del calibro di Facebook, Marvel, Disney e sembra pronta ad esportare il proprio format nel mondo per diventare competitor di UFC e Bellator. Proprio su Facebook, la pagina dell’organizzazione registra 9.8 milioni di likes. Diversi esperti concordano nel dire che ONE è l’organizzazione del futuro, e ciò trova conferme nella conferenza stampa già citata, presentata in grande stile, e in cui la promotion ha lanciato per la prima volta due date in Giappone, per un totale di 30 appuntamenti in tutta l’Asia.

Gli incontri di Petrosyan saranno visibili gratuitamente sull’applicazione di ONE Championship.