Pagliariccio: “Sono gli avversari che devono adattarsi al mio stile”

Tanio “O Scugnizz” Pagliariccio (3-0) affronterà Luca “Panzer” Panzetta (3-1) nella main card di ICF 7, in scena sabato 9 febbraio a Galliate (Novara).

“O Scugnizz” è ancora imbattuto, con due vittorie ai punti e una per sottomissione in tre incontri. La sua è una storia di riscatto: nato alle Vele di Scampia, in un contesto difficile, scopre gli sport da combattimento a 13 anni. Qualche tempo dopo diventa campione italiano di kickboxing. Poi si innamora delle MMA, e decide di trasferirsi a Milano per inseguire il sogno di entrare in UFC. I sacrifici non lo spaventano: pur di allenarsi è disposto anche a dormire sul tatami della palestra che lo ospita.

A 17 anni conquista in Ucraina il titolo mondiale di MMA Light già sfiorato in due precedenti occasioni, e così, dopo una lunga carriera da dilettante in diverse discipline, decide di passare a professionista. Esordisce da pro nel 2018, appena 19 enne, e colleziona, in un solo anno, tre successi in altrettanti match.

I risultati del ragazzo napoletano non sono passati inosservati: Alex Dandi, oltre ad averlo incluso nel roster di Italian Top Fighters Management, lo ha più volte definito “uno dei più promettenti giovani talenti italiani di MMA”, in grado di dimostrare fino ad oggi “una difesa dai takedown ed una compostezza tecnica superiore a tanti pro italiani ben più noti”. Insomma, un atleta da seguire con attenzione.

Abbiamo contattato Pagliariccio per sapere le sue impressioni sull’incontro che lo attende. Tanio premette: “Non vedo l’ora di combattere. Ero già pronto per Verona, mi è dispiaciuto davvero tanto non aver combattuto. Ma ora sono doppiamente pronto”.

Ad ICF 7 affronterai Luca Panzetta. Come hai studiato il tuo avversario e che incontro ti aspetti?

Conosco bene Panzetta, e lo stimo tanto, è un ottimo fighter. Avrei dovuto fare il mio esordio da professionista contro di lui (ad ICF 1, nda), ma sono sicuro che ora sarà un match molto più equilibrato e spettacolare di quanto potesse esserlo allora. Non ho bisogno di studiarlo, tutti i miei allenamenti e tutti i miei match sono studiati perché siano gli altri a doversi adattare al mio stile.

Panzetta ha ottenuto due vittorie su tre via submission. Credi che cercherà di portarti a terra?

Non ho idea di cosa voglia fare lui nel match e, senza nessuna arroganza, non mi interessa. Mi alleno a 360 gradi in tutte le fasi del combattimento, e sono pronto a tutto. Scopriremo il 9 febbraio che direzione prenderà questo incontro.

In caso di vittoria, pensi di essere pronto per una sfida titolata contro il campione in carica Francesco Nuzzi?

Un passo alla volta. Ora voglio vincere questo match, poi parleremo del futuro. Sicuramente non mi farò trovare impreparato per qualsiasi sfida.

Con il nutrizionista che ti segue, Roberto Scrigna, hai lavorato sul potenziamento muscolare. Come ti senti adesso? Hai notato dei miglioramenti?

Scrigna è un genio, collabora con i miei preparatori atletici Davide Pecchi e Andrea del Re, tutti insieme stiamo facendo un gran lavoro e ci sono degli ottimi risultati. Il mio corpo sta cambiando, sia per l’età che per gli allenamenti, ed essere seguito da uno staff così competente mi rende ancor più sicuro dei miei mezzi.

Hai avuto un percorso da amateur di altissimo livello, con una conquista del titolo mondiale di MMA Light a soli 17 anni. Cosa ricordi di quell’esperienza in Ucraina? Quanto sono stati importanti i trascorsi da dilettante quando sei passato al professionismo?

La mia esperienza in Ucraina è stata indimenticabile, mi ero appena trasferito a Milano, e quella vittoria mi fece subito capire che avevo preso la strada giusta. Conquistare il titolo mondiale dopo averlo sfiorato per 2 volte è stata una bella soddisfazione. Ma le esperienze più importanti da dilettante, che hanno fatto davvero la differenza, le ho fatte sul ring grazie al mio coach Omar Vergallo, che mi ha portato a combattere in giro per l’Europa.

Al momento hai svolto tutta la tua carriera da pro combattendo in ICF. Hai mai avuto proposte anche da altre organizzazioni?

Ho avuto più di una proposta al di fuori di ICF. Ma, riflettendo con i miei manager e il mio team, abbiamo valutato che piuttosto di combattere in chissà quale piccolo galà al di fuori dell’Italia, tanto per dire di aver combattuto all’estero, sarebbe stato più importante combattere nella promotion più importante del nostro paese. Mi fido completamente del mio Management.

Luigi Perillo, presidente di Superbia Management: “Presto novità incredibili”

Luigi Perillo è presidente e socio fondatore di Superbia Management, la prima agenzia di management sportivo nell’ambito delle MMA in Italia.

Superbia si occupa di gestire la carriera dei propri atleti in modo completo, offrendo loro un’ampia gamma di servizi: dall’assistenza legale e fiscale nella stipulazione dei contratti con le promotion fino alla gestione del personal branding, della comunicazione e delle public relations. Inoltre l’agenzia svolge un lavoro specifico sulla performance sportiva dei suoi fighter, con l’organizzazione dei fight camp e l’affiancamento agli atleti di professionisti quali nutrizionisti, mental coach e psicologi sportivi.

Ma non solo: Perillo e soci, infatti, sono anche gli organizzatori dell’evento The Golden Cage, che per ora ha all’attivo due edizioni. Il format di TGC promuove il concetto di intrattenimento sportivo, unendo sport (ovviamente le MMA) e musica (in particolare il genere hip-hop) all’interno di un unico appuntamento. Lo scopo è quello di avvicinare nuovo pubblico puntando su un target giovane, e di fare leva sui valori condivisi da questi due mondi, che hanno diversi punti di contatto.

Dopo questa premessa, spazio alle parole di Luigi Perillo, che ringraziamo per la disponibilità.

A giugno è tornato The Golden Cage con la sua seconda edizione, impreziosito dalla diretta Tv su Fox Sports. A distanza di diverso tempo ti chiedo un bilancio di quell’evento. In particolare, cosa pensi abbia funzionato e in cosa, invece, potete ancora migliorare?

Siamo molto soddisfatti di come è andata la serata. Ancora una volta abbiamo dimostrato di essere l’unico show entertainment in Italia. I numeri che ci ha fornito Fox Sports sono stati incredibili (si parla di 68 mila visualizzazioni, ovvero lo 0,3% di share, notevole per un canale a pagamento, nda) e gli sponsors hanno davvero apprezzato il lavoro fatto e ci hanno garantito una continuità per il prossimo futuro.

La data è stata sicuramente penalizzante per il fatto che quello stesso giorno tutte le scuole di Milano e provincia erano impegnate nelle varie feste di chiusura anno e abbiamo quindi “perso” moltissimi ragazzi . Staremo sicuramente più attenti nella scelta delle prossime date, anche se penso che in futuro sarà più un evento “autunnale-invernale” che “primaverile-estivo”. Possiamo sicuramente migliorare molti piccoli dettagli, sperando che Milano ci possa offrire nuove locations più idonee.

Inoltre miglioreremo sicuramente la card ed ora, con l’aiuto di Pietro Orante, ci sarà sicuramente un importante up-grade. Tutte le altre promotion (che a me piacciono moltissimo) si “vantano” di fare solo MMA e non mancano le critiche al mio evento sul lato show. Ma io continuo a vedere una sorta di “copiatura” di The Golden Cage nei vari tentativi di inserire timidissimi, e appena accennati, momenti di intrattenimento. Beh, posso solo dire: cari colleghi, osate di più! Il pubblico vuole soprattutto divertirsi!

The Golden Cage 3. A che punto sono i preparativi? Puoi darci qualche anticipazione? 

The Golden Cage 3 sarà l’ultima puntata del programma televisivo (Docu-Reality) che stiamo realizzando. Tutto il resto è top secret in quanto ci saranno delle novità (anche internazionali) davvero incredibili!

TGC 3 godrà ancora di una diretta televisiva?

Certamente. Da anni ormai gestisco, con il mio studio di Commercialista a Milano, personaggi del mondo dello spettacolo, televisione, cantanti, etc. Abbiamo inoltre da 3 anni una partnership con una nota agenzia di Roma che lavora con il cinema da moltissimo tempo. Per noi è quindi fisiologico avere uno stretto rapporto con la diretta televisiva. In Superbia Management SA c’è un comparto gestito dal famoso regista Riccardo Recchia che è davvero un vulcano di idee oltre che di conoscenze eccezionali!

Come procedono i lavori per la realizzazione del docu-reality? Ha aderito il numero di sponsor che ti aspettavi? Quando andrà in onda?

Abbiamo un Title sponsor che ha coperto il 100% di quanto la produzione esecutiva ci ha indicato come costo totale. Siamo davvero molto soddisfatti. Viacom, con il canale Spike TV (dove spesso va in onda Bellator), ci ha formalizzato il loro interesse. Il resto è ancora top secret.

Superbia Management ha subito dei cambiamenti in seguito alla fuoriuscita di alcuni membri che si sono messi in proprio. Ad oggi, chi è rimasto in Superbia e con quale ruolo? In cosa è cambiato il management e la sua organizzazione dopo questo “restyling”? 

È cambiato davvero molto. Abbiamo un nuovo dipartimento Social Media Management, Brand, Sponsor, grafica-video e soprattutto un nuovo matchmaker che conoscete tutti. Il comparto Legal, PR, TV, Administration è rimasto invariato. Devo dire che dopo quanto è accaduto moltissimi colleghi, coach, atleti e addetti ai lavori mi hanno chiamato. Questo vuol dire che io personalmente ho seminato molto bene e di questo ne sono fiero e orgoglioso. I risultati li avete visti: in poco più di 2 mesi partecipazione come “Road To The Golden Cage” in 2 eventi e il roster di atleti notevolmente ampliato.

Tutto questo grazie al lavoro che stiamo facendo io e Pietro Orante, che è davvero indispensabile! Siamo l’unica promotion in Italia ad avere sponsor internazionali e multinazionali, e questo la dice lunga. Abbiamo consolidato il rapporto con Nintendo, che ci ha dato la possibilità di sviluppare un nuovo progetto su cui proprio in questi giorni stiamo lavorando. Per le altre domande posso solo rispondere che Superbia Management è una società per azioni e gode della rinomata riservatezza svizzera che tutela tutti i suoi soci.

State ampliando notevolmente il roster di atleti che seguite, dopo aver perso qualche nome passato alla concorrenza. Molte new entry sono fighter giovani e promettenti. È in atto un cambio di strategia? Quanti atleti seguite attualmente?

Sì, ci sono molte new entry. Ho sempre voluto dare la possibilità anche ai dilettanti di iniziare un percorso che li portasse a debuttare nel mondo dei Professionisti, ma questo mi era negato dal precedente matchmaker, che invece ha sempre avuto una politica di gestione focalizzata solo e unicamente sui pro.

In questo momento stiamo gestendo circa 30 atleti e posso dire con orgoglio che stiamo costruendo anche una squadra di donne davvero incredibile: ne sentirete parlare!

Ogni giorno ci arriva una richiesta, anche dall’estero. La nostra serietà inizia a fare strada! Credo che arriveremo a 50 atleti entro fine anno. Attenzione però! Avere molti atleti non è sinonimo di mediocrità: il manager di Cristiano Ronaldo non ha solo Cristiano Ronaldo! Si potrebbe pensare che siccome sono molti allora significa che verranno trascurati. Assolutamente no, anzi! E i nostri fighters possono dirlo! Inoltre, proprio perché così tanti e così diversi, ogni volta si creano immancabilmente sempre nuove opportunità e stimoli per tutti!!

Resta il fatto che il nostro lavoro è davvero una grande responsabilità, bisogna fare le scelte giuste. Soprattutto bisogna stare molto attendi con i dilettanti per evitare che si demoralizzino e/o “brucino” la loro carriera fin dall’inizio.

Da dove nasce e quali obiettivi si pone l’accordo con Venator e Born To Fight? 

Superbia ha nello statuto, che io ho personalmente curato, il fine di collaborare con tutti!

La BFT Family e Claudio Alberton, che è una persona davvero incredibile, mi hanno stupito per come lavorano e sanno organizzare. Alberton inoltre è uno stratega bravissimo con una esperienza pazzesca.. Ma non fatelo arrabbiare (ride, nda)! Organizza sia eventi per i dilettanti che big event, tutti con molto impegno. E non dimentichiamoci che è stato tra i primi in assoluto a portare qualcuno “in the cage”!

È stato il primo a chiamarmi dopo i cambiamenti in Superbia e mi ha fatto piacere che abbia apprezzato la mia serietà e professionalità, anche se sono un “novellino ” per questo ambiente! Il suo circuito “in The Cage” è molto appassionate e divertente e porta sempre qualche estrema novità che viene poi immancabilmente copiata da tutti, ma questo è il mercato e la concorrenza (leale) fa sempre bene!

Per quanto riguarda Venator: un nome, una garanzia. Ho sempre guardato sin dalla nascita i loro eventi e ora mi ci trovo a collaborare! Per me, una vera soddisfazione. La professionalità e la precisione con cui organizzano eventi è davvero da tenere in considerazione.

Ovviamente queste due non sono le uniche realtà con cui collaboriamo, ce ne sono molte altre, sia nazionali sia internazionali. Vedrete presto sui social novità al riguardo!

Le ultime domande riguardano un paio di atleti che gestite. Quando torna a combattere Daniele Scatizzi? 

Molto presto! Nel frattempo è stato ancora una volta chiamato per il camp di preparazione al match di Gunnar Nelson, che dovrà combattere in UFC il 16 Marzo contro Leon Edwards, tra i primi 10 della categoria dei welter UFC.

Com’è nata la collaborazione con Mara Romero Borella?

Mara l’ho conosciuta al Predator di Stabile, l’ho poi invitata al The Golden Cage e da li è nato tutto. Il suo manager americano è davvero una persona aperta e disponibile.

Cogliandro: “Sono molto gasato dal match, venderò cara la pelle. Mini?..”

Walter “The Snatch” Cogliandro (8-0) è pronto a tornare in azione. Dopo aver conquistato la cintura della promotion Italian Cage Fighting nella categoria dei pesi piuma ad ottobre, Cogliandro è chiamato a difenderla dall’assalto del francese Alioune Nahaye (7-1). L’incontro costituirà il main event del settimo appuntamento targato ICF, in scena sabato 9 febbraio a Galliate (Novara).

Cogliandro è ancora imbattuto. Ha ottenuto la maggioranza delle sue vittorie (5 su 8) per KO/TKO; le restanti si dividono tra due successi ai punti e uno via submission. Dunque, un atleta dalle mani pesanti che però nel suo ultimo match ha dimostrato di saper tenere testa ad una cintura nera di Jiu jitsu nella lotta a terra. Perciò, un fighter completo pronto ad entrare in gabbia per la prima volta nel nuovo anno, dopo aver combattuto ben in 4 occasioni nel 2018.

Nahaye ha subito una sola sconfitta in carriera, nel 2013, per decisione unanime. Dopo una pausa di due anni, è tornato nell’ottagono nel 2015, e da allora ha raccolto solo vittorie, collezionandone 5 di fila. Ha ottenuto la maggior parte dei suoi successi (4 su 7) via sottomissione, tra l’altro sempre con modalità diverse: ha vinto per kimura, heel hook, armbar e triangle choke. Insomma, un atleta che sa adattare il suo bagaglio tecnico da grappler ad ogni situazione.

Ma non solo: infatti, i restanti incontri che si è assicurato, Nahaye li ha conquistati per KO/TKO. Questo indica che anche il francese è dotato di una certa potenza nei colpi, che lo rende un fighter pericoloso anche nello striking.

Abbiamo raggiunto Walter Cogliandro per rivolgergli qualche domanda sul suo prossimo impegno, ma non solo. Per chi non lo sapesse, recentemente “The Snatch” ha sfidato nuovamente Federico “Fortigno” Mini (7-0), campione Venator dei pesi piuma. Ecco le impressioni di Cogliandro rilasciate al nostro sito.

Iniziamo dalla vittoria della cintura ICF contro Khampasath. Come analizzeresti quell’incontro? Qual è stato il primo pensiero che hai avuto da campione?

Il match con Khampasath è stato duro, soprattutto a livello psicologico. È un lottatore esperto, pressante, in ogni fase di ground game cercava di finalizzare. Ammetto che sono stato in difficoltà diverse volte, ma ne sono uscito bene. Volevo quella cintura e me la sono andata a prendere con arroganza (ride, nda).
Il primo pensiero da campione? Non è cambiato nulla. Anzi, ora è tutto più complicato: ci si aspetta tantissimo da me e dalle mie prestazioni, quindi sono parecchio motivato per offrire un bello spettacolo e convincere tutti dei miei mezzi.

Difenderai il titolo in casa affrontando Nahaye. Quali sensazioni provi a combattere davanti al tuo pubblico? Avverti maggiore pressione o sei più stimolato?

Combattere in casa è sempre bello, ma molto pressante. La fortuna che ho sempre avuto è quella di essere circondato da un team e da molti amici, che si sono fatti sempre tanti km per venire a vedermi. L’ultima volta a Torino per il titolo abbiamo superato le 70 persone venute a supportarmi, quindi anche lì è stato come combattere in casa! Li ringrazio dal primo all’ultimo, perché sono davvero fantastici.

Il tuo avversario è reduce da 5 vittorie consecutive, tre di queste al primo round. Che incontro ti aspetti?

Mi aspetto un vero professionista che verrà giù con la voglia di vincere, e questa cosa mi gasa tantissimo! Venderemo cara la pelle.

Nahaye ha ottenuto la maggior parte dei suoi successi per sottomissione. Pensi che lotta a terra possa essere una delle chiavi di sviluppo del match?

Ha vinto molti incontri al suolo, questo è vero, ma ha anche un ottimo background nello striking. Io, come dico sempre, “guardo il mio”: ogni volta che preparo una strategia o mi fisso su statistiche, dati, eccetera, va sempre al contrario. Voglio diventare, e lo diventerò, completo per ogni situazione e tipologia di match. Quindi mi farò trovare il più preparato possibile ovunque Nahaye vorrà sviluppare l’incontro.

Sei al terzo posto nei ranking italiani di MMA dietro a Pilò, secondo, e Mini, primo. Credi che questa posizione rispecchi il tuo valore al momento?

Non sono io a dover giudicare i criteri dei ranking. Di sicuro mi fa piacere essere sul podio, soli 2 anni fa non comparivo nemmeno nei “nomi presi in considerazione”, perciò ora va bene così! L’importante è vincere e stare al top della classifica!

Secondo te, perché Mini non ha ancora accolto la tua sfida?

Dovreste chiedere a lui perché non vuole fare il match (ride, nda). Io sarei felicissimo di affrontare un atleta del suo calibro, ma amen. Io penso alla mia carriera e agli atleti che mi si presentano davanti. Avrà le sue buone motivazioni, no? (ride, nda).

In caso di vittoria, ti vedremo nuovamente difendere la cintura in ICF o rivolgerai la tua attenzione all’estero?

In caso di vittoria, vedremo. Io faccio l’atleta, non mi occupo di cercare match e avversari. Per questo ho un management competente come l’Italian Top Fighters Management di Alex Dandi, oltre al mio Coach Luca Cardano. Sono nelle loro ottime mani. Sicuramente il sogno estero è davvero eccitante, ma per ora penso al 9 febbraio!

Credit photo: Fabio Barbieri 

Moricca: “Penso solo a migliorare e a combattere il più possibile. Mi riscatterò”

Francesco “Blessed Warrior” Moricca (5-4) è pronto a indossare di nuovo i guantini. Infatti sabato 16 febbraio affronterà Francesco Labellarte a PetrosyanMania Gold Edition, che andrà in scena alla Candy Arena di Monza. Un evento di livello che vedrà come protagonisti anche Iuri Lapicus e, nel K1, Alexandru Negrea, Mirko Flumeri, Mattia Solarino e niente meno che Giorgio Petrosyan, impegnato nella difesa del titolo mondiale ISKA.

Moricca, dopo quattro vittorie consecutive, ha subito due sconfitte di fila ad opera di Manolo Zecchini e Gianluca Rocca, entrambe per decisione dei giudici. Ha combattuto ben quattro volte nel 2018, tre di queste in Italian Cage Fighting. In carriera si è aggiudicato la maggior parte dei suoi successi ai punti (3 su 5), e i restanti 2 per TKO. Promettente kickboxer passato alle MMA, ha sicuramente nello striking il suo punto di forza.

Ecco le impressioni di Francesco sulla sfida che lo attende a febbraio, ma non solo.

Che cosa non ha funzionato negli ultimi due match? A mente lucida, come li analizzeresti?

Credo che sia stato determinante per me non aver una “base” fissa  (nel senso di palestra, nda) dove praticare MMA. Dopo la sconfitta con Zecchini ho fatto 4/5 allenamenti a parete con Scatizzi e i ragazzi che si allenano con lui, che ringrazio, ma evidentemente non sono bastati. Con Rocca non so cosa mi è preso, ma una volta in gabbia ho deciso di provare a fare il match a parete sulla base di quei pochi allenamenti. Forse avrei dovuto fare il mio, anche perché il mio avversario penso avrebbe accettato gli scambi!

Torni in azione a PetrosyanMania contro Francesco Labellarte. Che incontro ti aspetti?

Non saprei, mi sto allenando molto senza pensare più ai singoli match, penso solo a migliorare, ormai non ho più un record da difendere! Voglio essere il più attivo possibile e quando sarò pronto, riscattarmi e dimostrare che non sono solo un kickboxer ma posso anche lottare!

Il tuo avversario ha ottenuto le sue due vittorie in carriera per TKO, e ha subito l’unica sconfitta per sottomissione. Come pensi che evolverà il match? 

So solo che io mi sto preparando per tutto. Voglio farmi trovare pronto su tutti i fronti.

moricca

Per un kickboxer che passa alle MMA, sicuramente una delle sfide maggiori è quella di assimilare con efficacia, e magari anche in breve tempo, la lotta a terra. Ad oggi, quanto ti senti preparato nel ground game?

Vedo miglioramenti tutti i giorni, ma sono consapevole che non è ancora abbastanza. Ora sono in apnea, prenderò fiato solo quando sarò soddisfatto.

Ti sostengono diversi brand, tra cui Dolly Noire, marchio di abbigliamento apparentemente molto lontano dal mondo delle MMA. Quanto è diventato importante per un fighter saper gestire la propria immagine per attirare sponsor? E come mai, secondo te, ti hanno scelto in diversi?

La verità è che questo è un mondo difficile, non è tutto oro quello che luccica, cerchiamo di attaccarci a tutto perché c’è veramente poco! I ragazzi di Dolly Noire sono amici con i quali ho condiviso la compagnia fino a poco prima di iniziare ad affacciarmi agli sport da combattimento. Credo che l’unico modo per ottenere cose concrete sia combattere e vincere!

Non fai più parte del roster di Superbia Management. Come mai questa scelta?

Credo che anche loro abbiano bisogno di crescere e io non posso stare ai loro tempi, perché devo rispettare i miei!

Ti vedremo combattere di nuovo in ICF a breve?

Spero di sì. Spero che mi vediate combattere molto spesso in generale!

Manolo Zecchini: “Sono maturato, mi aspetto di fare un grande match”

A due giorni da ICF 6, in scena sabato al Pala Ferroli di Verona, abbiamo raggiunto Manolo “Angelo Veneziano” Zecchini (6-1) per un’intervista. Il giovane atleta veneto sarà uno degli idoli di casa dell’evento, e affronterà il francese Mohamed Sayah (7-5-1).

Sayah ha collezionato tre vittorie consecutive e una sconfitta negli ultimi quattro incontri. In carriera ha perso principalmente per decision, mentre si è aggiudicato 3 successi su 7 per TKO. Il francese è un peso welter che ha accettato di scendere nei leggeri per affrontare Zecchini, oltre ad essere già di per sé dotato di una notevole fisicità.

Da parte sua, l’ultima volta che è entrato in gabbia, l’ “Angelo Veneziano” ha vendicato la prima sconfitta in carriera, subita contro Gert Kocani, battendo in modo netto (via decisione unanime dei giudici) Francesco Moricca a The Golden Cage 2 dello scorso giugno.

Zecchini in carriera ha conquistato 4 vittorie per TKO e 1 per KO: è un fighter dotato di mani molto pesanti e di uno striking incisivo e pericoloso. Ma non solo: nel suo impegno a The Golden Cage 2 il giovane atleta ha mostrato anche progressi nella lotta a terra. Ecco le impressioni di Manolo sulla sfida che lo aspetta a ICF 6, ma non solo.

Un tuo commento sul match contro Moricca: come lo analizzeresti?

È stato un incontro sicuramente intelligente e ben studiato da parte mia e del mio team.

In quell’occasione hai imposto il tuo gameplan senza esporti a rischi eccessivi. Cosa ti ha insegnato la sconfitta contro Kocani? Ti senti più maturo come fighter?
Quella sconfitta mi ha insegnato che non sempre l’irruenza è la chiave per vincere, ma anzi, la testa la maggior parte delle volte ha la meglio!

Ad ICF 6 affronterai il francese Sayah, che non ha un record immacolato ma vanta una buona esperienza nelle MMA. Che incontro ti aspetti?
L’unica cosa che mi aspetto è di fare un gran match!

Sayah è un welter che scenderà nei leggeri in occasione di questo incontro. Come giudichi tagli del peso così importanti? Fisicamente credi che sarà avvantaggiato?

Di certo lui si presenterà al match più pesante di me. Sarà una mia priorità che questo aspetto non condizioni la mia performance. Secondo me, i tagli del peso superiori ai 7 kg sono esagerati e deleteri.

Dove hai svolto il camp?

Qui a Venezia e a Milano!

Nel 2014 hai disputato un match in Brasile. Cosa ricordi di quell’esperienza? Com’è stato combattere in Brasile?

È stato il mio primo match da professionista, avevo solo 17 anni. Io dico sempre che quell’esperienza mi ha fatto uomo, perché vivere e combattere in certi ambienti ti costringe a crescere prima del tempo.

PHOTO CREDIT BY PIETRO BARONI

Penini: “Match duro, quello che volevo. Pronto alla sfida nella mia Verona”

Pietro “King Kong” Penini (7-1-1, 1 NC) affronterà il montenegrino Nihad Nasufovic (9-2) per il titolo dei pesi medi Italian Cage Fighting nel main event della card ICF 6, prevista per sabato 15 dicembre a Verona.

Penini in carriera ha già conquistato un titolo nazionale, laureandosi campione di Venator FC con un netto TKO in soli 25 secondi ai danni di Cristian Magro. In ICF “King Kong” è al suo secondo assalto al titolo: lo scorso marzo sfidò Leon Aliu per la cintura, registrando la prima sconfitta in carriera, decretata dallo stop medico mentre era in vantaggio sui cartellini dei giudici.

L’atleta della Fight House Verona è tornato in gabbia a fine settembre, quando ha sconfitto l’ex kickboxer Francesco Demontis per TKO alla prima ripresa. A questo punto Penini ha chiesto a gran voce una nuova chanche titolata, che alla fine gli è stata concessa dalla dirigenza ICF.

Il suo avversario, Nihad Nasufovic, è reduce da uno score di sei vittorie consecutive (non perde dal 2015), di cui cinque prima del limite, tre di esse al primo round. Le uniche due sconfitte in carriera il montenegrino le ha subite per decisione dei giudici.

Si tratta di un fighter completo, con 5 vittorie per KO/TKO su un totale di 9, indice di uno striker dalle mani molto pesanti, capace però di assicurarsi 3 incontri per submission, quindi da non sottovalutare nel ground game. In carriera ha sfidato anche l’ex UFC Amilcar Alves, aggiudicandosi il match ai punti dopo 5 riprese e conquistando così la cintura della promotion tedesca Shooto Kings.

Dunque, un incontro che si presenta come molto equilibrato, un match sfidante per il nostro connazionale Penini, chiamato al confronto con un avversario di esperienza e vincente. Ecco le parole di “King Kong” in merito.

La vittoria contro Demontis è stata tutt’altro che scontata, dato che l’ex kickboxer è partito con uno striking aggressivo che, nelle primissime fasi del match, ti ha messo in difficoltà. A mente lucida, che incontro è stato? Ti aspettavi un inizio così agguerrito da parte del tuo avversario?

In realtà mi assumo le colpe di una partenza troppo aggressiva. Certo è che sicuramente dal mio avversario non mi aspettavo altrettanto. Demontis mi ha sorpreso con un gancio stretto ed è stato un inizio di match in salita, ma avevamo preparato l’incontro troppo bene per permettere ad un errore di far sfumare tutto. Poi, la voglia di vincere ha fatto il resto.

ICF 6. Nasufovic è un fighter ostico: ha mani molto pesanti ma anche a terra è pericoloso. Tecnicamente, che match ti aspetti? 

Mi aspetto un incontro tatticamente delicato. E’ il genere di match che volevo, il mio avversario ha molta esperienza, è duro e coriaceo. Non è mai andato KO e il suo score parla da solo. Sono davvero elettrizzato, non vedo l’ora di combattere!

C’è un ambito in cui pensi di essere superiore rispetto a lui? Hai individuato qualche sua lacuna in particolare?

E’ un atleta completo e sicuramente sarà un match che su giocherà su più fronti. Ma oltre ad avere molti punti di forza, Nasufovic ha anche delle lacune, e sarà proprio lì che porteremo a casa la vittoria.

Torni a combattere nella tua Verona. Che sensazioni hai in merito?

Sono estremamente legato alla mia città, e sono felicissimo che lo staff di ICF abbia scelto proprio Verona per un evento di questo livello. Sarà un onore per me chiudere la serata con il match titolato.

Il tuo camp è stato piuttosto variegato, tra Verona, Milano e New York. Come ti sei trovato durante la preparazione? Com’è andata l’esperienza a NY?

Il camp è andato benissimo e posso tranquillamente affermare che, oltre al mio team (Fight House Verona, nda), anche Milanimal e Longo and Weidman MMA fanno parte al 100% del Team Penini. Mi hanno aiutato moltissimo nello svolgimento della preparazione, questa unione tra palestre è fondamentale per poter crescere. New York ormai è una seconda casa, e i ragazzi della Longo and Weidman MMA e di Serra BJJ Academy sono dei compagni di squadra a tutti gli effetti. Tutti loro hanno sposato in pieno la causa, aiutandomi in ogni modo a preparare l’incontro. Mi ritengo fortunato ad avere intorno persone del genere.

Credit photo: Fabio Barbieri 

-1 a Bellator Genova. Tutto quello che bisogna sapere sull’evento

Domani andrà finalmente in scena all’RDS Stadium di Genova un ricco appuntamento targato Bellator, con inizio previsto alle ore 16. Gli incontri di kikcboxing cominceranno intorno alle 17, mentre la gabbia calerà sul palcoscenico alle 20.

La promotion statunitense ha tenuto una conferenza stampa mercoledì mattina nel capoluogo ligure in cui ha presentato la card. Inoltre, ha annunciato che l’evento avrà uno scopo nobile, quello della solidarietà nei confronti della città di Genova, colpita al cuore la scorsa estate dalla sciagura del Ponte Morandi che ha provocato 43 vittime e centinaia di sfollati. Bellator infatti, attraverso le Istituzioni locali, destinerà l’intero incasso della serata ai familiari delle vittime coinvolte nella tragedia caduta sul capoluogo ligure lo scorso 14 agosto.

Stefano Anzalone, Consigliere Delegato allo Sport del Comune di Genova, presente alla conferenza stampa, ha commentato così la notizia:

Un gesto nobile che bene si sposa con il concetto di ideale sportivo, dove la competizione, anche nelle discipline più dure ed estreme, è sinonimo di rispetto e altruismo.

L’appuntamento si articolerà in due atti: Bellator Kickboxing 12 (9 incontri) e Bellator MMA 211 (7 incontri). I cinque match della main card di Bellator MMA saranno trasmessi in Italia da DAZN a partire dalle 22:00. Gli incontri precedenti non godranno di copertura televisiva in Italia.

Passiamo alla presentazione, contenuta nella cartella stampa dell’evento, di alcuni degli incontri più interessanti presenti nella card di kick:

Gabriele Casella (ITA) vs. Dani Traore – 77 KG. Gabriele “il magnifico” Casella è un atleta dal palmares notevole: Campione del Mondo pro WAKO e WMO, iridato Juniores e senior dilettanti, Campione Europeo ed italiano dilettanti WAKO e anche Bronzo ai Campionati Italiani di Pugilato Elite. È al secondo match in Bellator dopo la vittoria dello scorso luglio nella sua Roma contro Alex Negrea ed un altro successo lo proietterebbe verso il match per il titolo. Cercherà di sbarrargli la strada il tedesco Dani “Breezy” Traore. Ha alle spalle 24 match con 21 vittorie, ben 15 delle quali per Ko. È un atleta molto aggressivo che lavora molto di braccia ed ha uno stile di combattimento molto particolare. Pur usando di base la guardia ortodossa passa spesso alla guardia col destro avanti ed usa moltissimo la gamba sinistra per calciare, anche quando è la gamba avanzata.

Yuri Bessmertny vs. Karim Ghajji – 77,1 KG.  I due hanno già combattuto nel lontano 2013 in Francia e allora vinse Ghajji ai punti. Bessmertny ha alle spalle un titolo mondiale WAKO pro ed un record di 62 match, 41 dei quali vinti (19 per Ko). Karim Ghajji vanta invece 113 combattimenti con 97 vittorie, ben 50 delle quali per KO. Successi che gli hanno permesso di alzare al cielo due cinture Bellator, due titoli mondiali ISKA, un mondiale WMF, l’Oro ai World Combat Games di sport accord ed un titolo mondiale dilettanti WAKO. È stato anche il primo campione di Bellator Kickboxing nella sua categoria, vincendo il titolo proprio a Bellator kickboxing 1 contro Mustapha Haida nell’aprile del 2016 a Torino. Arriva da una sconfitta e deve vincere se vuole una nuova chance titolata contro Daniels.

CO-MAIN EVENT: Zakaria Laaouatni vs. Raymond Daniels – 78 KG. Nel co-main event ci si aspetta grandi numeri da parte di Raymond “the real deal” Daniels. L’americano, che ha già combattuto in Italia nel 2016 a Bellator Firenze, è infatti noto per il suo modo di combattere particolarmente spettacolare, fatto di calci saltati e girati. Calci spettacolari ma allo stesso tempo micidiali: in carriera ha infatti vinto 34 match su 37, ben 22 dei quali per Ko. È campione in carica dei pesi welter Bellator anche se questo non sarà un match valido per il titolo. Ad affrontarlo sarà il franco marocchino Zakaria Laaouatni, atleta dal notevole score: 29 vittorie (17 per Ko) in 33 match. Ha in bacheca un titolo mondiale di Kickboxing ai World Games del 2017, un titolo Europeo ISKA e tre titoli nazionali francesi.

MAIN EVENT: Shan Cangelosi (ITA) vs. Gabriel Varga– 65,7 KG. Varga, 33 anni, ha fatto sua la cintura lo scorso 14 luglio a Roma contro Kevin Ross. In carriera da pro vanta 16 vittorie (3 prima del limite) e 6 sconfitte. Ha vinto il titolo Glory (due volte) e Hero Legends. È un atleta completo che però tende ad usare di più le tecniche pugilistiche, in particolare il gancio sinistro al fegato. Di contro, Cangelosi è un fighter che può contare su una grande mobilità ed abilità nelle schivate.  Ha cumulato un record da pro di 34 vittorie (12 prima del limite), 9 sconfitte ed un pareggio. Il combattimento sarà l’unico della serata sulla distanza delle 5 riprese da tre minuti.

Ecco invece l’intera card di MMA:

Giorgio Pietrini (ITA) vs. Nemanja Milakovic –  77,1 KG. Ad aprire la card ci penserà il 27enne livornese Giorgio “Italian Bear” Pietrini. Pietrini, sotto la guida del Maestro Massimo Rizzoli del Rendoki Dojo di Livorno, tornerà dopo un periodo di inattività di oltre un anno, dovuto ad un infortunio in allenamento.  L’esperto lottatore livornese ha combattuto 19 incontri in carriera, con uno score di 14 vittorie, di cui 10 prima del limite, 4 sconfitte ed un pareggio. Il suo avversario, in questo incontro di rientro, sarà il 28enne bosniaco Nemanja Milakovic. Milakovic ha complessivamente all’attivo 8 incontri, di cui 5 vittorie, di cui le ultime 3 consecutive prima del limite, e 3 sconfitte. Leggi l’intervista a Giorgio Pietrini.

Walter Pugliesi (ITA) vs. Andrea Fusi (ITA) – 77,1 KG. Sfida tutta italiana. Due giovani talenti combatteranno per farsi notare agli occhi della dirigenza Bellator e degli addetti ai lavori di tutto il mondo. Il ventiseienne comasco Andrea “Il Barbaro” Fusi, rappresentante del Top Level Gym (sotto la guida del veterano Cristian Binda), ha all’attivo 10 incontri da professionista, di cui 6 vinti e 4 persi. Il venticinquenne milanese Walter “Kraken” Pugliesi, atleta ancora imbattuto in forza al team MMA Atletica Boxe di Milano del Maestro Garcia Amadori, ha invece vinto tutti e 4 i suoi match da professionisti alla prima ripresa. Leggi l’intervista a Walter Pugliesi e ad Andrea Fusi.

Orlando D’Ambrosio (ITA) vs. Kiefer Crosbie –77,1 KG.  Da una parte l’imbattuto fighter irlandese Kiefer “Big Daddy” Crosbie, 28 anni, compagno di team di Conor McGregor, che ha vinto tutti i suoi 4 match da professionista prima del limite (di cui 3 per KO tecnico ed uno per submission) ed è alla ricerca di una nuova vittima. Dall’altra, il 23enne napoletano Orlando “Amstaff” D’Ambrosio, atleta del Team Taurus MMA con già importanti esperienze internazionali alle spalle. D’Ambrosio ha vinto 7 dei suoi 10 match da professionista, di cui 2 per KO ed uno per submission. Leggi l’intervista ad Orlando D’Ambrosio.

Alen Amedovski (ITA/MK) vs. Ibrahim Mane- 84 KG. Dopo la devastante vittoria per KO al primo round di Bellator Roma dello scorso luglio ai danni dell’irlandese Will Fleury, torna infatti in azione l’imbattuto italo macedone Alen Amedovski. Il trentenne Amedovski, in forza al Khalid Fight Team di Cecina, ha ottenuto tutte le sue 7 vittorie in carriera per KO.  Questa volta, davanti a lui, il suo avversario più ostico di sempre, ovvero il francese Ibrahim Mane, 29 anni. Mane è un pericoloso ed esperto kickboxer, mai finalizzato, che ha vinto ben 7 dei suoi 8 match da professionista, di cui 6 prima del limite (4 per KO, 2 per submission, 1 ai punti). Leggi l’intervista ad Alen Amedovski.

Luca Vitali (ITA) vs. Pedro Carvalho – 70,3 KG. È un incontro di alto livello atletico e tecnico quello che vede opposti il milanese Luca “The Ace” Vitali e Pedro Carvalho, talentuoso 23enne portoghese in forza alla Straight Blast Gym Ireland, che ha sostituito l’infortunato Luka Jelcic. Carvalho, reduce da 3 vittorie consecutive, di cui l’ultima all’esordio Bellator dello scorso maggio, ha all’attivo 8 vittorie, di cui 5 prima del limite, e 3 sconfitte. Vitali, 26 anni, membro dello Stabile Fight Team di Milano, ha disputato 15 match da professionista, con 11 vittorie e 4 sconfitte. Attualmente sta vivendo un ottimo momento di forma con 5 vittorie consecutive, di cui 4 per submission. Leggi l’intervista a Luca Vitali.

CO-MAIN EVENT: Hesdy Gerges vs. Domingos Barros -120,2 KG.  Il co-main event di Bellator Genova può interessare anche i fan della kickboxing, che assisteranno al debutto nelle MMA del trentaquattrenne kickboxer olandese Hesdy Gerges. Gerges, vera e propria superstar della kickboxing internazionale. In carriera si è aggiudicato numerosi titoli mondiali, per un totale di 71 match disputati, con un bilancio di 50 vittorie, 23 per KO. Gerges è un gigante di due metri per oltre centodieci chilogrammi di potenza e tecnica.  Il suo avversario sarà l’imbattuto ventottenne lottatore portoghese Domingos Barros, un colosso oltre un metro e novanta, che non ci sta a fare la parte del comprimario, soprattutto perché ha vinto tutti e 5 i suoi incontri da professionista, di cui ben 3 per KO.

MAIN EVENT: Alessio Sakara (ITA) vs. Kent Kauppinen – 93 KG.  Il match clou di Bellator MMA vedrà salire ancora una volta nella gabbia il romano Alessio “Legionarius” Sakara, portabandiera delle MMA italiane nel mondo, e da poco anche “Brand Ambassador” di Bellator MMA. Sakara, 37 anni, nonostante i crescenti impegni televisivi e cinematografici, si sta ancora allenando a tempo pieno con il prestigioso American Top Team in Florida, ed è alla costante ricerca di nuove sfide. Questa volta, dopo il recente successo per KO nella sua Roma, affronterà il ventiseienne inglese Kent Kauppinen. Sakara ha iniziato la sua carriera da professionista nelle MMA nel 2002 e da allora ha combattuto ben 34 match, vincendone 20 e perdendone 12 (e 2 sono finiti in no contest). Delle 20 vittorie addirittura 16 sono finite prima del limite, di cui 14 per KO e 2 per submission.  Kauppinen ha ottenuto tutte le sue 10 vittorie prima del limite di cui ben 8 al primo round. Essendo il main event, l’incontro si svolgerà sulla distanza di 5 round da 5 minuti. Leggi l’intervista ad Alessio Sakara.

Si ringrazia Alex Dandi per la collaborazione. Contenuti non originali ma tratti dalla cartella stampa della conferenza di Bellator.