Moricca: “Penso solo a migliorare e a combattere il più possibile. Mi riscatterò”

Francesco “Blessed Warrior” Moricca (5-4) è pronto a indossare di nuovo i guantini. Infatti sabato 16 febbraio affronterà Francesco Labellarte a PetrosyanMania Gold Edition, che andrà in scena alla Candy Arena di Monza. Un evento di livello che vedrà come protagonisti anche Iuri Lapicus e, nel K1, Alexandru Negrea, Mirko Flumeri, Mattia Solarino e niente meno che Giorgio Petrosyan, impegnato nella difesa del titolo mondiale ISKA.

Moricca, dopo quattro vittorie consecutive, ha subito due sconfitte di fila ad opera di Manolo Zecchini e Gianluca Rocca, entrambe per decisione dei giudici. Ha combattuto ben quattro volte nel 2018, tre di queste in Italian Cage Fighting. In carriera si è aggiudicato la maggior parte dei suoi successi ai punti (3 su 5), e i restanti 2 per TKO. Promettente kickboxer passato alle MMA, ha sicuramente nello striking il suo punto di forza.

Ecco le impressioni di Francesco sulla sfida che lo attende a febbraio, ma non solo.

Che cosa non ha funzionato negli ultimi due match? A mente lucida, come li analizzeresti?

Credo che sia stato determinante per me non aver una “base” fissa  (nel senso di palestra, nda) dove praticare MMA. Dopo la sconfitta con Zecchini ho fatto 4/5 allenamenti a parete con Scatizzi e i ragazzi che si allenano con lui, che ringrazio, ma evidentemente non sono bastati. Con Rocca non so cosa mi è preso, ma una volta in gabbia ho deciso di provare a fare il match a parete sulla base di quei pochi allenamenti. Forse avrei dovuto fare il mio, anche perché il mio avversario penso avrebbe accettato gli scambi!

Torni in azione a PetrosyanMania contro Francesco Labellarte. Che incontro ti aspetti?

Non saprei, mi sto allenando molto senza pensare più ai singoli match, penso solo a migliorare, ormai non ho più un record da difendere! Voglio essere il più attivo possibile e quando sarò pronto, riscattarmi e dimostrare che non sono solo un kickboxer ma posso anche lottare!

Il tuo avversario ha ottenuto le sue due vittorie in carriera per TKO, e ha subito l’unica sconfitta per sottomissione. Come pensi che evolverà il match? 

So solo che io mi sto preparando per tutto. Voglio farmi trovare pronto su tutti i fronti.

moricca

Per un kickboxer che passa alle MMA, sicuramente una delle sfide maggiori è quella di assimilare con efficacia, e magari anche in breve tempo, la lotta a terra. Ad oggi, quanto ti senti preparato nel ground game?

Vedo miglioramenti tutti i giorni, ma sono consapevole che non è ancora abbastanza. Ora sono in apnea, prenderò fiato solo quando sarò soddisfatto.

Ti sostengono diversi brand, tra cui Dolly Noire, marchio di abbigliamento apparentemente molto lontano dal mondo delle MMA. Quanto è diventato importante per un fighter saper gestire la propria immagine per attirare sponsor? E come mai, secondo te, ti hanno scelto in diversi?

La verità è che questo è un mondo difficile, non è tutto oro quello che luccica, cerchiamo di attaccarci a tutto perché c’è veramente poco! I ragazzi di Dolly Noire sono amici con i quali ho condiviso la compagnia fino a poco prima di iniziare ad affacciarmi agli sport da combattimento. Credo che l’unico modo per ottenere cose concrete sia combattere e vincere!

Non fai più parte del roster di Superbia Management. Come mai questa scelta?

Credo che anche loro abbiano bisogno di crescere e io non posso stare ai loro tempi, perché devo rispettare i miei!

Ti vedremo combattere di nuovo in ICF a breve?

Spero di sì. Spero che mi vediate combattere molto spesso in generale!

Manolo Zecchini: “Sono maturato, mi aspetto di fare un grande match”

A due giorni da ICF 6, in scena sabato al Pala Ferroli di Verona, abbiamo raggiunto Manolo “Angelo Veneziano” Zecchini (6-1) per un’intervista. Il giovane atleta veneto sarà uno degli idoli di casa dell’evento, e affronterà il francese Mohamed Sayah (7-5-1).

Sayah ha collezionato tre vittorie consecutive e una sconfitta negli ultimi quattro incontri. In carriera ha perso principalmente per decision, mentre si è aggiudicato 3 successi su 7 per TKO. Il francese è un peso welter che ha accettato di scendere nei leggeri per affrontare Zecchini, oltre ad essere già di per sé dotato di una notevole fisicità.

Da parte sua, l’ultima volta che è entrato in gabbia, l’ “Angelo Veneziano” ha vendicato la prima sconfitta in carriera, subita contro Gert Kocani, battendo in modo netto (via decisione unanime dei giudici) Francesco Moricca a The Golden Cage 2 dello scorso giugno.

Zecchini in carriera ha conquistato 4 vittorie per TKO e 1 per KO: è un fighter dotato di mani molto pesanti e di uno striking incisivo e pericoloso. Ma non solo: nel suo impegno a The Golden Cage 2 il giovane atleta ha mostrato anche progressi nella lotta a terra. Ecco le impressioni di Manolo sulla sfida che lo aspetta a ICF 6, ma non solo.

Un tuo commento sul match contro Moricca: come lo analizzeresti?

È stato un incontro sicuramente intelligente e ben studiato da parte mia e del mio team.

In quell’occasione hai imposto il tuo gameplan senza esporti a rischi eccessivi. Cosa ti ha insegnato la sconfitta contro Kocani? Ti senti più maturo come fighter?
Quella sconfitta mi ha insegnato che non sempre l’irruenza è la chiave per vincere, ma anzi, la testa la maggior parte delle volte ha la meglio!

Ad ICF 6 affronterai il francese Sayah, che non ha un record immacolato ma vanta una buona esperienza nelle MMA. Che incontro ti aspetti?
L’unica cosa che mi aspetto è di fare un gran match!

Sayah è un welter che scenderà nei leggeri in occasione di questo incontro. Come giudichi tagli del peso così importanti? Fisicamente credi che sarà avvantaggiato?

Di certo lui si presenterà al match più pesante di me. Sarà una mia priorità che questo aspetto non condizioni la mia performance. Secondo me, i tagli del peso superiori ai 7 kg sono esagerati e deleteri.

Dove hai svolto il camp?

Qui a Venezia e a Milano!

Nel 2014 hai disputato un match in Brasile. Cosa ricordi di quell’esperienza? Com’è stato combattere in Brasile?

È stato il mio primo match da professionista, avevo solo 17 anni. Io dico sempre che quell’esperienza mi ha fatto uomo, perché vivere e combattere in certi ambienti ti costringe a crescere prima del tempo.

PHOTO CREDIT BY PIETRO BARONI

Penini: “Match duro, quello che volevo. Pronto alla sfida nella mia Verona”

Pietro “King Kong” Penini (7-1-1, 1 NC) affronterà il montenegrino Nihad Nasufovic (9-2) per il titolo dei pesi medi Italian Cage Fighting nel main event della card ICF 6, prevista per sabato 15 dicembre a Verona.

Penini in carriera ha già conquistato un titolo nazionale, laureandosi campione di Venator FC con un netto TKO in soli 25 secondi ai danni di Cristian Magro. In ICF “King Kong” è al suo secondo assalto al titolo: lo scorso marzo sfidò Leon Aliu per la cintura, registrando la prima sconfitta in carriera, decretata dallo stop medico mentre era in vantaggio sui cartellini dei giudici.

L’atleta della Fight House Verona è tornato in gabbia a fine settembre, quando ha sconfitto l’ex kickboxer Francesco Demontis per TKO alla prima ripresa. A questo punto Penini ha chiesto a gran voce una nuova chanche titolata, che alla fine gli è stata concessa dalla dirigenza ICF.

Il suo avversario, Nihad Nasufovic, è reduce da uno score di sei vittorie consecutive (non perde dal 2015), di cui cinque prima del limite, tre di esse al primo round. Le uniche due sconfitte in carriera il montenegrino le ha subite per decisione dei giudici.

Si tratta di un fighter completo, con 5 vittorie per KO/TKO su un totale di 9, indice di uno striker dalle mani molto pesanti, capace però di assicurarsi 3 incontri per submission, quindi da non sottovalutare nel ground game. In carriera ha sfidato anche l’ex UFC Amilcar Alves, aggiudicandosi il match ai punti dopo 5 riprese e conquistando così la cintura della promotion tedesca Shooto Kings.

Dunque, un incontro che si presenta come molto equilibrato, un match sfidante per il nostro connazionale Penini, chiamato al confronto con un avversario di esperienza e vincente. Ecco le parole di “King Kong” in merito.

La vittoria contro Demontis è stata tutt’altro che scontata, dato che l’ex kickboxer è partito con uno striking aggressivo che, nelle primissime fasi del match, ti ha messo in difficoltà. A mente lucida, che incontro è stato? Ti aspettavi un inizio così agguerrito da parte del tuo avversario?

In realtà mi assumo le colpe di una partenza troppo aggressiva. Certo è che sicuramente dal mio avversario non mi aspettavo altrettanto. Demontis mi ha sorpreso con un gancio stretto ed è stato un inizio di match in salita, ma avevamo preparato l’incontro troppo bene per permettere ad un errore di far sfumare tutto. Poi, la voglia di vincere ha fatto il resto.

ICF 6. Nasufovic è un fighter ostico: ha mani molto pesanti ma anche a terra è pericoloso. Tecnicamente, che match ti aspetti? 

Mi aspetto un incontro tatticamente delicato. E’ il genere di match che volevo, il mio avversario ha molta esperienza, è duro e coriaceo. Non è mai andato KO e il suo score parla da solo. Sono davvero elettrizzato, non vedo l’ora di combattere!

C’è un ambito in cui pensi di essere superiore rispetto a lui? Hai individuato qualche sua lacuna in particolare?

E’ un atleta completo e sicuramente sarà un match che su giocherà su più fronti. Ma oltre ad avere molti punti di forza, Nasufovic ha anche delle lacune, e sarà proprio lì che porteremo a casa la vittoria.

Torni a combattere nella tua Verona. Che sensazioni hai in merito?

Sono estremamente legato alla mia città, e sono felicissimo che lo staff di ICF abbia scelto proprio Verona per un evento di questo livello. Sarà un onore per me chiudere la serata con il match titolato.

Il tuo camp è stato piuttosto variegato, tra Verona, Milano e New York. Come ti sei trovato durante la preparazione? Com’è andata l’esperienza a NY?

Il camp è andato benissimo e posso tranquillamente affermare che, oltre al mio team (Fight House Verona, nda), anche Milanimal e Longo and Weidman MMA fanno parte al 100% del Team Penini. Mi hanno aiutato moltissimo nello svolgimento della preparazione, questa unione tra palestre è fondamentale per poter crescere. New York ormai è una seconda casa, e i ragazzi della Longo and Weidman MMA e di Serra BJJ Academy sono dei compagni di squadra a tutti gli effetti. Tutti loro hanno sposato in pieno la causa, aiutandomi in ogni modo a preparare l’incontro. Mi ritengo fortunato ad avere intorno persone del genere.

Credit photo: Fabio Barbieri 

-1 a Bellator Genova. Tutto quello che bisogna sapere sull’evento

Domani andrà finalmente in scena all’RDS Stadium di Genova un ricco appuntamento targato Bellator, con inizio previsto alle ore 16. Gli incontri di kikcboxing cominceranno intorno alle 17, mentre la gabbia calerà sul palcoscenico alle 20.

La promotion statunitense ha tenuto una conferenza stampa mercoledì mattina nel capoluogo ligure in cui ha presentato la card. Inoltre, ha annunciato che l’evento avrà uno scopo nobile, quello della solidarietà nei confronti della città di Genova, colpita al cuore la scorsa estate dalla sciagura del Ponte Morandi che ha provocato 43 vittime e centinaia di sfollati. Bellator infatti, attraverso le Istituzioni locali, destinerà l’intero incasso della serata ai familiari delle vittime coinvolte nella tragedia caduta sul capoluogo ligure lo scorso 14 agosto.

Stefano Anzalone, Consigliere Delegato allo Sport del Comune di Genova, presente alla conferenza stampa, ha commentato così la notizia:

Un gesto nobile che bene si sposa con il concetto di ideale sportivo, dove la competizione, anche nelle discipline più dure ed estreme, è sinonimo di rispetto e altruismo.

L’appuntamento si articolerà in due atti: Bellator Kickboxing 12 (9 incontri) e Bellator MMA 211 (7 incontri). I cinque match della main card di Bellator MMA saranno trasmessi in Italia da DAZN a partire dalle 22:00. Gli incontri precedenti non godranno di copertura televisiva in Italia.

Passiamo alla presentazione, contenuta nella cartella stampa dell’evento, di alcuni degli incontri più interessanti presenti nella card di kick:

Gabriele Casella (ITA) vs. Dani Traore – 77 KG. Gabriele “il magnifico” Casella è un atleta dal palmares notevole: Campione del Mondo pro WAKO e WMO, iridato Juniores e senior dilettanti, Campione Europeo ed italiano dilettanti WAKO e anche Bronzo ai Campionati Italiani di Pugilato Elite. È al secondo match in Bellator dopo la vittoria dello scorso luglio nella sua Roma contro Alex Negrea ed un altro successo lo proietterebbe verso il match per il titolo. Cercherà di sbarrargli la strada il tedesco Dani “Breezy” Traore. Ha alle spalle 24 match con 21 vittorie, ben 15 delle quali per Ko. È un atleta molto aggressivo che lavora molto di braccia ed ha uno stile di combattimento molto particolare. Pur usando di base la guardia ortodossa passa spesso alla guardia col destro avanti ed usa moltissimo la gamba sinistra per calciare, anche quando è la gamba avanzata.

Yuri Bessmertny vs. Karim Ghajji – 77,1 KG.  I due hanno già combattuto nel lontano 2013 in Francia e allora vinse Ghajji ai punti. Bessmertny ha alle spalle un titolo mondiale WAKO pro ed un record di 62 match, 41 dei quali vinti (19 per Ko). Karim Ghajji vanta invece 113 combattimenti con 97 vittorie, ben 50 delle quali per KO. Successi che gli hanno permesso di alzare al cielo due cinture Bellator, due titoli mondiali ISKA, un mondiale WMF, l’Oro ai World Combat Games di sport accord ed un titolo mondiale dilettanti WAKO. È stato anche il primo campione di Bellator Kickboxing nella sua categoria, vincendo il titolo proprio a Bellator kickboxing 1 contro Mustapha Haida nell’aprile del 2016 a Torino. Arriva da una sconfitta e deve vincere se vuole una nuova chance titolata contro Daniels.

CO-MAIN EVENT: Zakaria Laaouatni vs. Raymond Daniels – 78 KG. Nel co-main event ci si aspetta grandi numeri da parte di Raymond “the real deal” Daniels. L’americano, che ha già combattuto in Italia nel 2016 a Bellator Firenze, è infatti noto per il suo modo di combattere particolarmente spettacolare, fatto di calci saltati e girati. Calci spettacolari ma allo stesso tempo micidiali: in carriera ha infatti vinto 34 match su 37, ben 22 dei quali per Ko. È campione in carica dei pesi welter Bellator anche se questo non sarà un match valido per il titolo. Ad affrontarlo sarà il franco marocchino Zakaria Laaouatni, atleta dal notevole score: 29 vittorie (17 per Ko) in 33 match. Ha in bacheca un titolo mondiale di Kickboxing ai World Games del 2017, un titolo Europeo ISKA e tre titoli nazionali francesi.

MAIN EVENT: Shan Cangelosi (ITA) vs. Gabriel Varga– 65,7 KG. Varga, 33 anni, ha fatto sua la cintura lo scorso 14 luglio a Roma contro Kevin Ross. In carriera da pro vanta 16 vittorie (3 prima del limite) e 6 sconfitte. Ha vinto il titolo Glory (due volte) e Hero Legends. È un atleta completo che però tende ad usare di più le tecniche pugilistiche, in particolare il gancio sinistro al fegato. Di contro, Cangelosi è un fighter che può contare su una grande mobilità ed abilità nelle schivate.  Ha cumulato un record da pro di 34 vittorie (12 prima del limite), 9 sconfitte ed un pareggio. Il combattimento sarà l’unico della serata sulla distanza delle 5 riprese da tre minuti.

Ecco invece l’intera card di MMA:

Giorgio Pietrini (ITA) vs. Nemanja Milakovic –  77,1 KG. Ad aprire la card ci penserà il 27enne livornese Giorgio “Italian Bear” Pietrini. Pietrini, sotto la guida del Maestro Massimo Rizzoli del Rendoki Dojo di Livorno, tornerà dopo un periodo di inattività di oltre un anno, dovuto ad un infortunio in allenamento.  L’esperto lottatore livornese ha combattuto 19 incontri in carriera, con uno score di 14 vittorie, di cui 10 prima del limite, 4 sconfitte ed un pareggio. Il suo avversario, in questo incontro di rientro, sarà il 28enne bosniaco Nemanja Milakovic. Milakovic ha complessivamente all’attivo 8 incontri, di cui 5 vittorie, di cui le ultime 3 consecutive prima del limite, e 3 sconfitte. Leggi l’intervista a Giorgio Pietrini.

Walter Pugliesi (ITA) vs. Andrea Fusi (ITA) – 77,1 KG. Sfida tutta italiana. Due giovani talenti combatteranno per farsi notare agli occhi della dirigenza Bellator e degli addetti ai lavori di tutto il mondo. Il ventiseienne comasco Andrea “Il Barbaro” Fusi, rappresentante del Top Level Gym (sotto la guida del veterano Cristian Binda), ha all’attivo 10 incontri da professionista, di cui 6 vinti e 4 persi. Il venticinquenne milanese Walter “Kraken” Pugliesi, atleta ancora imbattuto in forza al team MMA Atletica Boxe di Milano del Maestro Garcia Amadori, ha invece vinto tutti e 4 i suoi match da professionisti alla prima ripresa. Leggi l’intervista a Walter Pugliesi e ad Andrea Fusi.

Orlando D’Ambrosio (ITA) vs. Kiefer Crosbie –77,1 KG.  Da una parte l’imbattuto fighter irlandese Kiefer “Big Daddy” Crosbie, 28 anni, compagno di team di Conor McGregor, che ha vinto tutti i suoi 4 match da professionista prima del limite (di cui 3 per KO tecnico ed uno per submission) ed è alla ricerca di una nuova vittima. Dall’altra, il 23enne napoletano Orlando “Amstaff” D’Ambrosio, atleta del Team Taurus MMA con già importanti esperienze internazionali alle spalle. D’Ambrosio ha vinto 7 dei suoi 10 match da professionista, di cui 2 per KO ed uno per submission. Leggi l’intervista ad Orlando D’Ambrosio.

Alen Amedovski (ITA/MK) vs. Ibrahim Mane- 84 KG. Dopo la devastante vittoria per KO al primo round di Bellator Roma dello scorso luglio ai danni dell’irlandese Will Fleury, torna infatti in azione l’imbattuto italo macedone Alen Amedovski. Il trentenne Amedovski, in forza al Khalid Fight Team di Cecina, ha ottenuto tutte le sue 7 vittorie in carriera per KO.  Questa volta, davanti a lui, il suo avversario più ostico di sempre, ovvero il francese Ibrahim Mane, 29 anni. Mane è un pericoloso ed esperto kickboxer, mai finalizzato, che ha vinto ben 7 dei suoi 8 match da professionista, di cui 6 prima del limite (4 per KO, 2 per submission, 1 ai punti). Leggi l’intervista ad Alen Amedovski.

Luca Vitali (ITA) vs. Pedro Carvalho – 70,3 KG. È un incontro di alto livello atletico e tecnico quello che vede opposti il milanese Luca “The Ace” Vitali e Pedro Carvalho, talentuoso 23enne portoghese in forza alla Straight Blast Gym Ireland, che ha sostituito l’infortunato Luka Jelcic. Carvalho, reduce da 3 vittorie consecutive, di cui l’ultima all’esordio Bellator dello scorso maggio, ha all’attivo 8 vittorie, di cui 5 prima del limite, e 3 sconfitte. Vitali, 26 anni, membro dello Stabile Fight Team di Milano, ha disputato 15 match da professionista, con 11 vittorie e 4 sconfitte. Attualmente sta vivendo un ottimo momento di forma con 5 vittorie consecutive, di cui 4 per submission. Leggi l’intervista a Luca Vitali.

CO-MAIN EVENT: Hesdy Gerges vs. Domingos Barros -120,2 KG.  Il co-main event di Bellator Genova può interessare anche i fan della kickboxing, che assisteranno al debutto nelle MMA del trentaquattrenne kickboxer olandese Hesdy Gerges. Gerges, vera e propria superstar della kickboxing internazionale. In carriera si è aggiudicato numerosi titoli mondiali, per un totale di 71 match disputati, con un bilancio di 50 vittorie, 23 per KO. Gerges è un gigante di due metri per oltre centodieci chilogrammi di potenza e tecnica.  Il suo avversario sarà l’imbattuto ventottenne lottatore portoghese Domingos Barros, un colosso oltre un metro e novanta, che non ci sta a fare la parte del comprimario, soprattutto perché ha vinto tutti e 5 i suoi incontri da professionista, di cui ben 3 per KO.

MAIN EVENT: Alessio Sakara (ITA) vs. Kent Kauppinen – 93 KG.  Il match clou di Bellator MMA vedrà salire ancora una volta nella gabbia il romano Alessio “Legionarius” Sakara, portabandiera delle MMA italiane nel mondo, e da poco anche “Brand Ambassador” di Bellator MMA. Sakara, 37 anni, nonostante i crescenti impegni televisivi e cinematografici, si sta ancora allenando a tempo pieno con il prestigioso American Top Team in Florida, ed è alla costante ricerca di nuove sfide. Questa volta, dopo il recente successo per KO nella sua Roma, affronterà il ventiseienne inglese Kent Kauppinen. Sakara ha iniziato la sua carriera da professionista nelle MMA nel 2002 e da allora ha combattuto ben 34 match, vincendone 20 e perdendone 12 (e 2 sono finiti in no contest). Delle 20 vittorie addirittura 16 sono finite prima del limite, di cui 14 per KO e 2 per submission.  Kauppinen ha ottenuto tutte le sue 10 vittorie prima del limite di cui ben 8 al primo round. Essendo il main event, l’incontro si svolgerà sulla distanza di 5 round da 5 minuti. Leggi l’intervista ad Alessio Sakara.

Si ringrazia Alex Dandi per la collaborazione. Contenuti non originali ma tratti dalla cartella stampa della conferenza di Bellator.

Intervista a Silvia La Notte prima della difesa mondiale WAKO

Silvia “Little Devil” La Notte ha bisogno di ben poche presentazioni: 97 incontri all’attivo in svariate discipline (dal K1 alla savate, fino alla Muay Thai), impreziositi da 77 vittorie, 16 sconfitte e 4 pareggi. La Notte rappresenta da anni l’Italia sui ring di tutto il mondo, ed è una delle atlete più note a livello globale nei combat sports.

Il suo palmarès é ricchissimo, dato che ha vinto ben 13 titoli in carriera, sia europei che mondiali, nei diversi stili di combattimento in cui si è cimentata.

“Little Devil” tornerà in azione tra meno di una settimana, sabato 1 dicembre, a Troyes, in Francia. La nostra connazionale difenderà per la terza volta il titolo mondiale WAKO contro la francese Ludivine Lasnier, campionessa mondiale ISKA di kickboxing.

Abbiamo colto l’occasione per fare una lunga chiacchierata con Silvia, che ringraziamo per la disponibilità.

La francese Lasnier ha all’attivo 50 match tra full contact, savate, kickboxing-K1 e Muay Thai. Anche tu, nel corso della carriera, hai sperimentato diversi stili di combattimento. Pensi che spaziare tra discipline differenti renda un’atleta più completa? 

Ho sempre combattuto in diversi stili perché ho un peso molto “limitato” (48-51 kg, ndr), quindi, per fare esperienza, in tante occasioni ho accettato quello che mi proponevano. Questo ha permesso di farmi conoscere in tutte le discipline in maniera evidente. Ovvio che poi, per eccellere, devi specializzarti in uno stile. Io prediligo il K1, la savate non la pratico più, veramente troppo di nicchia, ogni tanto accetto anche incontri di Muay Thai, ma alle giuste condizioni, come il peso.

Tecnicamente, cosa ti aspetti dalla tua avversaria e dal match?

Affrontai Ludivine più di un anno e mezzo fa, chiamata in Francia 20 giorni prima dell’incontro, per un match di K1. Sono sempre in ottima condizione fisica per gli allenamenti in Thunder Gym, quindi accettai e vinsi all’unanimità, attaccando la francese per tutte le tre riprese.
Perciò ci conosciamo, e non sarà sicuramente scontato il risultato. Devo affrontarlo come un nuovo match. Organizzano per lei l’evento e il Mondiale, quindi devo vincere nettamente tutte le riprese per riconfermare il titolo nelle mie mani, e mi sto preparando per questo.

L’incontro si svolgerà in Francia, a Troyes. Che sensazioni vivi quando combatti all’estero? Preferisci combattere in Europa o in Asia?

Mi piace molto combattere all’estero. Vivo la trasferta come un momento di stacco dalla mia frenetica vita di Milano, fatta di spostamenti da una palestra all’altra, per allenarmi e soprattutto per allenare. Poi penso solo al match e a dare il meglio di me stessa. In Asia c’è una bellissima energia per i fighter, organizzazioni bellissime, interviste e filmati. Insomma, ti fanno sentire veramente un guerriero famoso!

La preparazione di un incontro cambia quando hai già affrontato in passato la tua avversaria? In che modo? Influisce anche a livello mentale?

Mi è già successo, e non ho affrontato in maniera diversa la preparazione del match. Anzi, forse l’ho svolta con più concentrazione.

Hai iniziato il percorso da atleta quando gli sport da combattimento, in Italia, erano ancora molto di nicchia. Che ricordo hai di quegli anni? Come sono cambiati questi sport da allora ad oggi?

Credo che questi sport siano ancora di nicchia, purtroppo, visto che non ci puoi vivere. Sicuramente è cambiata la comunicazione con i social, nel bene e nel male. Magari ora un’atleta con molta meno esperienza sul ring, ma più nel virtuale, riscuote più successo e molti, soprattutto molte, pensano più all’apparire che all’essere veramente un top fighter. Ma i video dei match, che ormai sono online in tempo reale, distinguono subito questo fatto, facendoti vedere in maniera chiara il livello di chi si affronta e se sei veramente un campione.

Qual è stato l’incontro più duro della tua carriera? E l’esperienza che ricordi con maggior piacere?

Non ricordo un match duro in particolare, penso sempre che lo siano tutti. Soprattutto è più dura la preparazione, e una volta passata quella l’incontro diventa facile. Ecco, un ricordo bellissimo è stato la vittoria del Torneo di Tokyo e la riconferma del mio Mondiale WAKO l’anno scorso.

Alcune tue “colleghe”, come Gloria Peritore e Jleana Valentino, si sono cimentate anche nelle MMA. Tu hai mai preso in considerazione questa ipotesi? Ti vedremo mai combattere in gabbia?

Mi piacerebbe, ma.. È complicato, soprattutto per gli allenamenti, incastrare tutto con il mio lavoro. La preparazione è veramente tosta, vediamo, ma non so effettivamente cosa rispondere. Dovrei solo lottare e lasciare stare match in piedi per un po’, e non me la sento ecco.

C’è qualche atleta in particolare che vorresti affrontare in futuro? E invece, con chi faresti volentieri un rematch?

Più che atleta da affrontare, mi piacerebbe partecipare ad un evento bellissimo quale il Glory, sogno di tutti i fighter, ma non c’è la mia categoria di peso, quindi.. I rematch sono impossibili, in Italia sono tutte brave a parlare solo sui social.

Ti lascio un ultimo spazio per ricordare a chi ti segue i tuoi prossimi appuntamenti, sia sul ring che in eventuali stage o iniziative varie.

Il 15 dicembre invito tutti al mio stage di Milano, nella palestra dove lavoro, Montenero Boxing Club.

Per quanto riguarda i miei prossimi impegni agonistici, saranno sicuramente il Mondiale Enfusion a Roma il 23 marzo, sempre nel K1 a 50kg, con la scozzese Amy Pirnie, organizzato dall’amico Alessio Smeriglio. Il 23 aprile un match ancora in Francia, contro Fatima Basnir. Inoltre sono già stata sfidata per il Titolo WAKO, in Brasile, nel nuovo anno, dove sfiderò la neo campionessa panamericana Lailane Mota. Insomma, sarà una bella stagione per me.
Inoltre ringrazio la Thunder Gym per la quale combatto, dove mi preparo con i M^ Brenna, Castoldi e Bertucci e la Montenero Boxing Club, dove lavoro, e il mio preparatore atletico Nicola Colaianni, i miei sponsor Leone per abbigliamento e materiale tecnico, e Fitcenter per gli integratori.

Infine, sono tesimonial di un progetto che promuove l’antiaggressione femminile. Il corso si tiene all’Istituto Gonzaga di Milano, quasi tutti i sabati mattina, fino giugno.

Credit photo: Warrior of Creativity – Maurizio Pavone

 

Vitali: “Bellator un’occasione da all-in. Emozione unica, sarà un match duro”

Luca “The Ace” Vitali (11-4) affronterà a Bellator 211, in scena sabato prossimo a Genova, il croato Luka Jelcic (10-3).

Vitali, pro dal 2011, è reduce da cinque vittorie consecutive, e non perde da quattro anni. E’ uno specialista delle sottomissioni, grazie a cui ha ottenuto 5 dei suoi 11 successi, seguite dai 4 incontri che si è aggiudicato per decision. Nel 2018 è già entrato in gabbia in due occasioni.

Jelcic, scuola SBG Ireland, è reduce da una brutta sconfitta per TKO al primo round proprio in Bellator. In tutti e quattro i match precedenti, però, ha conquistato la vittoria alla prima ripresa. Anche il croato predilige la lotta al suolo (5 i successi via submission), ma allo stesso tempo è dotato di mani molto pesanti (4 vittorie per KO/TKO). In carriera ha già affrontato due italiani, Elia Madau e Danilo Belluardo, sconfitti entrambi al primo round.

L’occasione di combattere in Bellator arriva nel momento migliore della tua carriera?

No, non sono nel momento migliore della mia carriera, sono solo all’inizio della mia carriera. Era arrivato il momento di fare un all-in ed è quello che sto facendo, ma non lo considererei il momento migliore. Piuttosto direi che sto imparando ad esprimermi al meglio, e questa è più una rinascita.

Dieci anni dopo il debutto da fighter, la chiamata nella seconda promotion più importante al mondo. Quanto è importante la gavetta in questo sport? Come giudichi il tuo percorso?

La chiamata di Bellator credo che me la ricorderò per sempre. Giravano un sacco di voci di corridoio ma non si capiva realmente quanto fosse ufficiale. Quando ho avuto l’ufficialità è stata una figata. Un mix di adrenalina e tensione che non saprei descriverti. La gavetta è importante per l’esperienza che ti dà, fare le cose di fretta non porta mai molto lontano. A me la gavetta ha aiutato a non rimanere “scottato” a livello emotivo dall’ adrenalina che ti dà questo sport. Il mio percorso mi ha reso tutto ciò che sono e non posso fare altro che rispettarlo molto. L’unica cosa di cui mi dispiace è che è stato purtroppo rallentato da un po’ di infortuni, che mi hanno tenuto per forza lontano dalla gabbia.

Jelcic è un avversario ostico. Ha mani pesanti, ma è anche uno specialista nelle sottomissioni: un atleta completo. Tecnicamente, cosa pensi di lui? Che tipo di incontro ti aspetti?

Mi aspetto un incontro sicuramente interessante. Lui è molto forte e mi aspetto un match duro, di certo non una passeggiata.

Assisteremo ad una battaglia al suolo?  Secondo te il match andrà ai punti o finirà prima del limite?

Lo scopriremo il 1 dicembre come sarà questo match.

Recentemente ti sei allenato per una settimana al Gloria Fight Center. Soddisfatto dell’esperienza? È stato utile ai fini della preparazione?

È stata una settimana intensa e loro mi hanno trattato come un figlio e come un fratello. Dall’anno scorso ho iniziato a muovermi per studiare, e devo dire che ogni palestra in cui entro mi lascia sempre tanto.

Hai esordito da pro giovanissimo, appena 19enne, nel 2011. Com’era la situazione delle MMA italiane quando hai iniziato? In cosa sono cambiate in questi anni?

Quando ho iniziato io le MMA in Italia non avevano la fama che hanno adesso, eravamo davvero pochi atleti! Sono felice di vedere che questo sport sta prendendo piede nel nostro paese, abbiamo fighter che sono sempre più forti!

Luca Vitali non si dedica solo alle arti marziali, ma anche al fitness e alla preparazione atletica: è istruttore di diverse discipline e personal trainer certificato. Per informazioni e per seguirlo nel suo percorso da atleta: lucatheacevitali.com, Luca “The Ace” Vitali (Pagina Fb), @theacevitali (Account Instagram).

 

 

Lorenzo Borgomeo sulla sconfitta di Cerilli

Lorenzo Borgomeo, head coach del Gloria Fight Center, il team a cui appartiene Mauro Cerilli, è tornato sull’incontro di ieri, che ha visto sconfitto il nostro connazionale contro il veterano ex UFC Brandon Vera nell’incontro per il titolo ONE Championship.

Borgomeo ha scritto un post sulla sua pagina ufficiale di Facebook esprimendo il proprio pensiero sulla questione:

Ultime 3 considerazioni, poi da domani si pensa al prossimo match.
1) Si sono incrociati insieme col gancio sinistro, Mauro è caduto, Vera no. Direi che capita.
2) Sia Carlo Pedersoli Jr che Mauro Cerilli hanno perso per KO, ma hanno accettato match con i top mondiali nelle massime promozioni SEMPRE con Short notice.
3) Era un knock down, non un KO.
Non è pugilato. Un arbitro competente lascia proseguire fino a che non dimostra impossibilità di difesa intelligente. E questo lo sa anche Brandon Vera.

“The Borg” si era già espresso ieri con un commento a caldo, poco dopo l’incontro:

Nei pesi massimi di solito vince chi tocca per primo o con più precisione.
Mauro Cerilli poteva solo accorciare la distanza, non aveva senso fare nessun altro tipo di match. Ha giustamente accettato un match in una mega promotion con una leggenda, anche se ha 35 anni, la sua casa era stata semidistrutta dall’alluvione e aveva 3 settimane per prepararsi.
Oggi è andata così, siamo nel massimo livello e siamo in una categoria dove i match durano di media 3/4 minuti.
Grazie a chi ci ha aiutato a vivere anche solo in parte questo sogno.
E grazie Mauro, c’hai le palle quadrate.

 

Amedovski: “Sono pronto, ho preparato diverse strategie in tutti i campi”

Alen Amedovski (7-0) sabato prossimo tornerà in azione contro il francese Ibrahim Mané (7-1) a Bellator 211, in scena a Genova.

Amedovski riabbraccia Bellator dopo la convincente vittoria contro Will Fleury. Il fighter macedone ha ottenuto 6 successi per TKO e uno, l’ultimo, per KO. Cinque di questi sono arrivati al primo round. Statistiche impressionanti per un atleta che ha nella potenza dei colpi uno dei suoi punti di forza, insieme a un grappling da non sottovalutare.

Mané è reduce da due vittorie negli ultimi tre incontri. Ha conquistato 4 successi per KO/TKO, 2 via submission e uno dopo il verdetto dei giudici. La sua unica sconfitta l’ha subita tramite decision. Arriva dalla Extreme Fighting Championship (EFC), la promotion sudafricana di cui è campionessa la nostra connazionale Chiara Penco.

Abbiamo contattato Amedovski per rivolgergli qualche domanda sul match. Ecco le sue sensazioni in merito.

Il tuo avversario è un fighter completo, pericoloso sia in piedi che a terra, con una sola sconfitta in carriera. Che tipo di incontro ti aspetti?

Mi aspetto il match vada così come lo abbiamo studiato, ci lavoriamo da 6-7 settimane. Andrà come deve, ovvero come abbiamo pianificato.

Nel tuo ultimo incontro, vinto proprio in Bellator contro Fleury, l’irlandese aveva subito cercato di portarti al suolo per sfuggire alla pesantezza dei tuoi colpi. Pensi che anche Mané abbia preparato un gameplan simile?

Certamente, Fleury voleva portarmi a terra, ma anche in quell’occasione ce lo aspettavamo perché lo abbiamo studiato molto durante la preparazione. Grazie al lavoro fatto con il mio team sapevo esattamente cosa aspettarmi da lui. Ero pronto per rialzarmi se mi avesse portato al suolo, sapevo tutto nel dettaglio. Sono pronto per chiunque, se anche Mané vorrà portarmi al suolo, poi vedremo quali saranno le conseguenze. Sono preparato per tutto quello che potrebbe fare, anche si mettesse a volare sarei pronto a prenderlo!

In carriera hai sempre vinto per KO/TKO, mentre l’unica sconfitta di Mané è arrivata via Decision. Hai visto i suoi incontri? Credi che abbia un mento particolarmente solido oppure non ha mai affrontato un fighter con il tuo KO power?

Poco importa che Mané abbia perso una volta sola per decisione dei giudici, io farò il mio. Mi baso sempre su diversi piani di lavoro e strategie multiple, per cui se non dovesse venirmi una tecnica, opterò per un’altra. Ovviamente entrerò in gabbia per vincere.

Non sei mai andato oltre la seconda ripresa, mentre il tuo avversario ha lasciato in due occasioni il verdetto nelle mani dei giudici: pensi che questo potrebbe avvantaggiarlo se il match dovesse arrivare al terzo round?

Sono pronto a fare 10 round. Davvero, sono preparato in ogni aspetto, anche nel caso in cui il match dovesse andare alla distanza. Non mi preoccupa arrivare alla terza ripresa, so quello che devo fare, e sabato prossimo lo vedrete tutti.

Hai mostrato un’ottima difesa dai tentativi di portarti a terra nell’incontro con Fleury, ma Mané ha vinto due incontri per Submission. Ritieni che il vostro grappling sia allo stesso livello?

Mi alleno con alcuni tra i migliori al mondo, sia nella lotta che nello striking, perciò non temo il grappling del mio avversario. Non è importante quello che penso io, ma quello che accadrà in gabbia, e sabato prossimo sarà chiaro a tutti!

 

Mauro Cerilli sconfitto per KO da Brandon Vera

Mauro “The Hammer” Cerilli ha affrontato l’ex UFC Brandon Vera per la cintura dei pesi massimi ONE Championship.

Il nostro connazionale è stato messo KO da Vera dopo poco più di un minuto dall’inizio dell’incontro. L’ex UFC resta così campione dei pesi massimi ONE.

Su un colpo di Vera andato a vuoto, Cerilli ha tentato un takedown, da cui però il campione in carica si è difeso con efficacia. “The Hammer” ha quindi incalzato Vera con uno striking aggressivo, costringendolo ad arretrare verso la parete della gabbia. Ma proprio durante questa azione, l’ex UFC ha colpito di rimessa Cerilli, mandandolo al tappeto: l’arbitro ha interrotto immediatamente l’incontro.

Segui la diretta streaming di Cerilli vs. Vera per il titolo ONE Championship

È arrivato il grande giorno!

Mauro “The Hammer” Cerilli combatterà contro Brandon Vera, ex UFC con ben quindici incontri nell’organizzazione di Dana White, per il titolo dei pesi massimi ONE Championship.

Ecco la diretta streaming tramite cui si può guardare gratuitamente l’incontro di Mauro, previsto per le 14 italiane: