L’Italia trionfa a Bellator Milano

Pochi giorni dopo Bellator Milano è tempo di un veloce bilancio dell’evento.

Una serata che ha visto come grandi protagonisti i fighter italiani. Ripercorriamo le loro performance all’interno della prestigiosa gabbia americana.

Nicolò Solli vs. Dan Cassell – Vince Solli per Triangle Choke al 1R

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Grandissima prestazione di Solli, che mostra solidità, consapevolezza dei propri mezzi e una strategia perfetta. Grazie a queste skills riesce a sfruttare una situazione di potenziale difficoltà a suo vantaggio, costringendo Cassell in una Triangle Choke al primo round dopo che l’avversario lo aveva portato al suolo. Vittoria che arriva contro un fighter più esperto, e che mostra l’indole da giovane veterano del ragazzo di Biella, ottimo prospect made in Italy. Un atleta che a soli 21 anni non ha mai perso, neanche da dilettante, e ha capito subito l’importanza di dedicarsi anima e corpo a questo sport. Non a caso fa parte del team SBG di John Kavanagh.

Nelle Stories del suo profilo Instagram, Solli ha annunciato grandi novità in arrivo. Probabilmente “The Monkey King” ha firmato un contratto standard da 4 incontri con Bellator.

Walter Pugliesi vs. Andrea Fusi – Vince Pugliesi per UD

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L’incontro più sentito della serata si conclude con la vittoria di Pugliesi, che disattende molti pronostici. “Kraken” mostra miglioramenti evidenti, mantenendo la sua consueta aggressività ma sapendo anche aspettare il momento giusto per colpire. Il fighter di Arcore combatte con convinzione, è molto incisivo nello striking e sfoggia una forma fisica migliore rispetto al primo match con Fusi. Soprattutto non lascia lavorare a parete “Il Barbaro” e mantiene sempre il controllo della sfida. La sua prestazione lascia trasparire la grande voglia di riscatto che ha mosso “Kraken” in questi mesi. Non dimentichiamo che è ancora giovane, e adesso che trovato stabilità dopo il cambio di team e una vita probabilmente rocambolesca, ha ampi margini di crescita.

Fusi è apparso in una serata storta. Non è mai stato nel match, difficile capire anche la strategia che aveva preparato con il suo team. Ha mostrato comunque grandissimo cuore nei diversi momenti di difficoltà in cui si è trovato, senza mai arrendersi e rendendo il match spettacolare. Un guerriero vero, ma su questo c’erano pochi dubbi.

Si parla di una trilogia per chiudere il cerchio, e Pugliesi su Instagram ha già aperto a questa opzione.

Stefano Paternò vs. Ashley Reece – Vince Paternò per UD

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Performance eccellente anche da parte di Stefano Paternò. L’ex campione Cage Warriors si dimostra sicuro, efficace e concreto sin dai primi scambi. Il suo striking è devastante: schiva e rientra con facilità, senza esporsi, e ha mani davvero pesanti.  Reece si rivela un avversario quasi eroico, che resiste a colpi tremendi e riesce a portare l’incontro ai punti. Stefano sta diventando una certezza, sicuramente una delle maggiori speranze delle MMA italiane. Ha ancora 3 match in Bellator.

Alessio Sakara vs. Canaan Grigsby – Vince Sakara per TKO 1R dopo 23 secondi

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Incontro senza storia, Sakara torna a vincere davanti al suo pubblico e trasforma la serata in una festa. Grigsby sicuramente si è rivelato un avversario non irresistibile. Bisogna però rispettare sempre Alessio per la sua carriera da pioniere di questo sport e per quello che ha fatto, e fa tuttora, per lo sviluppo delle MMA in Italia. Grazie alla sua visibilità Sakara sta dando l’occasione a diversi atleti italiani di farsi notare, oltre a regalare agli appassionati eventi come quello visto sabato.

Blandamura: “Sono pronto, conta la sostanza. Giovedì scriverò il mio futuro”

Giovedì 11 luglio, al Foro Italico (Stadio Nicola Pietrangeli) di Roma, si accenderanno i riflettori sulla grande boxe italiana.

Tornano infatti le riunioni di prestigio promosse da OPI Since 82, Matchroom Boxing Italy e DAZN. In questa occasione il main event vedrà impegnati il nostro connazionale Emanuele “Sioux” Blandamura (29-3) contro l’inglese Marcus Morrison (20-3) in un incontro valido per il titolo vacante WBC International Silver dei Pesi medi.

Il match sarà il momento clou di una serata che avrebbe dovuto vedere sul ring anche il fiorentino Fabio “Stone Crusher” Turchi (17-0) opposto a Tommy McCarty (14-2) per la cintura WBC International Cruiserweight, al momento detenuta da Turchi. Purtroppo il pugile toscano si è infortunato al bicipite destro una decina di giorni fa e oggi l’incontro è definitivamente saltato.

Infine il boxeur ucraino Serhiy Demchenko (24-14-1) inaugurerà la main card affrontando nuovamente il francese Hakim Zoulikha (26-10), già battuto nel 2017 quando era in palio lo stesso titolo, e cercando così di riconquistare la cintura EBU dei Pesi massimi leggeri, ora vacante.

Ma non solo: sull’importante palcoscenico avranno la loro occasione anche Mirko Natalizi (5-0), Sebastian Mendizabal (2-0), Emiliano Marsili (37-0-1), che in carriera ha già conquistato diversi titoli sia italiani che europei oltre ad una cintura intercontinentale e una mondiale, Vincenzo Bevilacqua (15-0), già campione italiano e detentore del titolo WBC Mediterraneo, e Valentino Manfredonia, al suo esordio nel professionismo.

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Il poster dell’evento. (Credits: DAZN)

Per chi segue la boxe, Emanuele Blandamura ha bisogno di poche presentazioni. Friulano, classe 1979, ha sostenuto 32 incontri in carriera con un bilancio di 29 vittorie, di cui 5 per KO, e 3 sconfitte. Nell’aprile dell’anno scorso ha avuto la chance mondiale per il titolo WBA dei Pesi medi contro il forte campione in carica Ryota Murata, venendo sconfitto per TKO all’ottavo round.

Tornando indietro nel tempo, il suo palmares complessivo è ricco: nel 2007 ha conquistato il titolo di Campione WBC del Mediterraneo, successivamente si è laureato anche Campione Internazionale Silver WBC (2012), Campione dell’Unione Europea (2014) e Campione d’Europa (2016) della sua categoria, i Pesi medi. Un pugile di grandissima esperienza e caratura internazionale.

Il suo avversario, Marcus Morrison, 26 anni, ha ottenuto 14 vittorie delle 20 totali per Knockout. Un boxeur dalle mani pesanti che ha perso solo ai punti, 3 volte in carriera. È reduce da quattro vittorie consecutive e ha già combattuto per il titolo WBC International Silver, venendo sconfitto ai punti.

Ecco le sensazioni di Blandamura in merito all’appuntamento di giovedì, e non solo.

Che incontro ti aspetti? Sarà un match tattico oppure finirà in battaglia?

Sarà un incontro totale, a trecentosessanta gradi, sotto ogni aspetto. I match si fanno in due: io sono pronto.

Combatti in casa, nella tua città di adozione, Roma. Quali sensazioni provi in merito?

Sono felice di combattere allo Stadio Pietrangeli davanti a migliaia di persone. Si è registrato il tutto esaurito e se penso che il ring announcer sarà Michael Buffer, una leggenda, che solo a pensarci sorrido, mi dico: davvero stupendo.

È la nona volta in carriera che competi per un titolo. Il tempo ha cambiato il tuo approccio a questo tipo di match? Come ti senti mentalmente?

L’età ti fa capire molte cose, l’esperienza ti rende più maturo. Oggi mi definisco tranquillamente agitato per questo incontro, e non vedo l’ora di salire sul ring.

Hai già conquistato la cintura WBC International Silver nel 2012. Cosa significa per te questo titolo?

Penso che le cinture siano il premio, ma è la sostanza che conta.

Il tuo avversario ha le mani pesanti, ma è leggermente più alto di te. Dovrai essere tu ad accorciare per colpirlo. Come pensi di gestire questo aspetto?

Ho studiato Morrison, ma io non sono per le tattiche maniacali. Credo che bisogna combattere a seconda di chi si ha davanti, ma senza focalizzarsi su una singola strategia.

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Nell’ultimo match disputato a fine aprile, Blandamura ha sconfitto ai punti Nikola Matic (16-40). (Credits: DAZN)

Sei un veterano del ring, mentre Morrison ha 13 anni meno di te ed è all’inizio della carriera. Si prospetta il classico scontro esperienza opposta ad irruenza. Sarà questa la chiave del match?

Gli atleti sono sempre diversi tra loro, ma nella nobile arte tutto si compatta in una parabola perfetta quando si incontrano agilità e potenza. Non so quale sia la chiave, ma io sono pronto: questa è l’unica cosa che mi sento sicuro di dirti.

Morrison ha perso un paio di incontri in modo inaspettato, contro avversari con record negativo o decisamente alla sua portata. Hai studiato questi match? 

Sì, li ho visti. Non credo che sia un grave problema, si può vincere e perdere, questa è la boxe. Io davanti a me ho un avversario valido, e darò il meglio di me per batterlo.

Quanto è importante il contributo che OPI Since 82, Matchroom Boxing Italy e DAZN stanno dando per rilanciare il pugilato italiano? 

Il mio manager Cristian Cherchi è una persona che dà sempre il meglio. Anche negli anni “bui” ha cercato di fare grande questo sport, è il suo lavoro. Infatti oggi, grazie a questo accordo non facile con le sigle che hai citato tu, Cristian ha saputo dare una luce importante e diversa alla boxe. È sempre il primo a metterci passione e impegno, insieme alla sua famiglia di grandi manager.

Ti abbiamo visto anche nelle vesti di opinionista e inviato a bordo ring per DAZN. Come giudichi questa esperienza?

Mi diverto molto e se l’impegno paga, allora vorrà dire che per un dopo carriera sarò pronto ad affiancare definitivamente i miei amici di DAZN. Ma ne parleremo quando sarà il momento.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Il mio futuro lo scriverò giovedì 11 luglio.

Spazio ai ringraziamenti.

Vorrei ringraziare te per la possibilità di poter esprimere il mio pensiero. Ringrazio anche tutto lo staff medico: il professor Sanguigni per i test che abbiamo fatto, il dottor Andrea Melini per la fisioterapia, il dottore Carmine Orlandi e lo staff per la nutrizione, il dottor osteopata Alessandro Benevento, lo psicologo Luigi Arsi per il supporto mentale. Grazie al mio angolo: al Maestro Agnuzzi, al Secondo Federico Giorgi, al preparatore Antonello Regina. Poi, la mia famiglia: nonna Isabella, zia Teresa, zio Moris, mia cugina Giulia, mamma Teresa e papà Nicola. Le persone speciali: la mia ragazza Veronica e mio nonno Felice, di nome e di fatto.

Da parte sua Morrison ha dichiarato in conferenza stampa: “Questo è l’incontro che volevo, ringrazio tutti quelli che hanno lavorato per renderlo concreto. Sono pronto, onestamente penso che sia il mio momento. È davvero emozionante combattere a Roma in un grande palcoscenico. Vi farò vedere cosa sono in grado di fare”.

L’evento sarà trasmesso in diretta su DAZN a partire dalle 19.30 di giovedì. Ecco la card completa direttamente dal sito della FPI:

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Credits: http://www.fpi.it

Lapicus: “Ecco come ho vinto all’esordio in ONE”. Anatomia di un successo

Iuri Lapicus (13-0) è reduce dal convincente esordio in ONE Championship.

Lo scorso 17 maggio infatti il fighter moldavo del Team Petrosyan ha calcato per la prima volta il prestigioso palcoscenico della nota promotion asiatica. Il suo avversario è stato il thailandese Shannon Wiratchai (9-4 prima di incontrare Iuri), nel roster di ONE dal 2012 e reduce da tre sconfitte negli ultimi quattro match.

Nonostante i suoi ultimi risultati non fossero brillanti, Wiratchai si è dimostrato un atleta temibile. Il thailandese si è presentato all’incontro avendo raccolto la maggior parte dei successi in carriera per KO/TKO e dopo aver inanellato ben 6 vittorie consecutive dal 2013 al 2017. Un fighter ostico che ha dato battaglia a dimostrazione del livello medio del roster di ONE, piuttosto alto.

Lapicus, per chi non lo sapesse, è stato ingaggiato dalla promotion con un record di 12-0, tutte vittorie al primo round, 8 via Submission e 4 per KO/TKO.

Abbiamo raggiunto Iuri per esaminare insieme l’incontro e conoscere qualche retroscena in merito.

Ciao Iuri, bentornato su Spirito guerriero. A mente lucida, come analizzeresti il match oggi?

È stato un incontro duro e impegnativo, contro un avversario tutt’altro che facile. Sono felice: è andata come doveva andare. I sacrifici fatti durante la preparazione e il duro lavoro con il mio team hanno ripagato in pieno!

Il tuo esordio in ONE. Come ti sei trovato con l’organizzazione? 

Sono stato benissimo, mi hanno trattato alla grande. L’organizzazione é pazzesca, finché non la vivi non ci credi. Tutto è curato nei minimi dettagli. Un’esperienza fantastica, da ripetere altre mille volte.

Il walkout di Lapicus, definito dai telecronisti di ONE “a scary man”. (Credits: ONE Championship)

Nel primo round hai tentato più volte il takedown. Come avete preparato il match a livello di gameplan?

Ci siamo concentrati soprattutto sull’evitare il suo gancio sinistro, che è molto pericoloso. Aveva anche un ottimo tempismo con il middle kick. La strategia si è basata su questi due aspetti.

In generale Wiratchai mi è sembrato discreto nella lotta, ha dimostrato una buona takedown defense. Anche tu hai avuto la stessa impressione? 

Sì, confermo. Sapevo già che era forte a difendere i takedown. Poi, essendo thailandese, aveva anche un buon clinch.

Wiratchai si difende efficacemente dagli attacchi di Lapicus. (Credits: ONE Championship)

Nella seconda ripresa hai iniziato una lunga azione di Ground and Pound. Pensi sia proprio questa la tua più grande abilità? Dal tuo angolo si è sentito un: “Questa è la tua posizione”.

Sì, mi piace molto come posizione. Quando mi capita in un match cerco di sfruttarla al meglio, così come cerco di trarre vantaggio da qualsiasi altra situazione o tecnica.

Lapicus porta al suolo l’avversario nel secondo round. (Credits: ONE Championship)

Le prime fasi del terzo round sono forse state le più critiche dell’incontro per te. Hai incassato colpi duri e Wiratchai era molto aggressivo. 

Non mi aspettavo che partisse così. Voleva buttarmi giù a tutti costi, ha spinto al massimo perchè sapeva anche lui di aver perso le prime due riprese, quindi ha cercato il KO.

Lapicus in difficoltà all’inizio della terza ripresa.          (Credits: ONE Championship)

Come ti sei sentito a fare quasi tre round completi per la prima volta nella tua carriera?

Mi sono sentito bene, non ho accusato così tanto come pensavo. Un risultato ottenuto grazie agli allenamenti fatti con il mio preparatore atletico Ermes Di Francesca. Poi, avendo Giorgio Petrosyan come sparring partner, anche lui mancino, mi sono preparato davvero al massimo.

La fine del match: vittima di una furiosa azione di Ground and Pound, Wiratchai espone la schiena e Lapicus chiude una perfetta Rear-Naked Choke. (Credits: ONE Championship)

Differenze nel combattere sul ring rispetto alla gabbia? Dove ti trovi meglio?

Per me non cambia dove combatto, è uguale. Ovvio, ci sono alcuni aspetti su cui stare attenti e da valutare, ring e gabbia sono diversi. Però personalmente non avverto grande differenza quando sono nel match.

Hai notizie sul prossimo incontro? 

Sì, a breve ci saranno novità.. Vi tengo aggiornati!

Scardina vs. Goddi: le parole dei protagonisti e tutte le info sull’evento

Torna la grande boxe italiana promossa da OPI Since 82, Matchroom Boxing Italy e DAZN.

L’incontro tra i Pesi supermedi Daniele “King Toretto” Scardina (16-0) e Alessandro “Highlander” Goddi (35-4-1) per il titolo internazionale IBF andrà in scena domani sera all’ex Palalido di Milano, ora Allianz Cloud, storico tempio milanese del pugilato. La cintura IBF è detenuta da Scardina, che l’ha conquistata lo scorso marzo vincendo ai punti contro il finlandese Henri Kekalainen.

“King Toretto”, 27 anni, originario di Rozzano (Milano), si è trasferito a Miami già da diversi anni e si allena alla storica “5th Street Gym” di coach Dino Spencer. Attualmente è imbattuto, con ben 14 vittorie su 16 prima del limite. In carriera ha già conquistato un titolo WBA Fedecaribe.

“Highlander”, 31 anni, è nel pieno della sua maturazione da atleta. Ha ottenuto 17 vittorie per KO. È un pugile di grande esperienza, che vanta 40 incontri da pro: ha combattuto due volte per il Titolo Europeo EBU dei Pesi medi e ha vinto la cintura continentale dei Pesi medi WBA. È reduce da due sconfitte negli ultimi quattro incontri, ma è un pugile ostico e sempre pronto alla battaglia.

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Il poster dell’evento.

Ecco le parole dei due protagonisti direttamente dagli speciali che DAZN ha realizzato per promuovere l’evento.

Alessandro Goddi, nato per sfide come questa.

Una sfida tutta italiana e che si presenta come durissima. Sarà un bel match sicuramente. Il pugilato ha bisogno di questo, non servono a niente gli incontri facili, perchè la vita stessa non è semplice. Io queste sfide così difficili le accetto molto volentieri e le affronto di petto e con il cuore, perchè la mia vita non è stata facile e mi ha insegnato questo.

Successivamente “Highlander” esprime un giudizio tecnico sull’incontro:

Scardina è alto dieci centimetri più di me, io lavorerò a corta e media distanza per cercare di accorciare e ridurre il suo vantaggio nell’allungo. Combatto sempre così, vado sotto, cerco lo scontro e non mi tiro mai indietro.

Il pugile conclude così:

La boxe mi ha dato tanto, anzi tutto: è il mio lavoro e in palestra ho anche conosciuto mia moglie. Sono cresciuto in quartiere difficile di Cagliari, ho indossato i guantoni per la prima volta quando avevo 6-7 anni, grazie a mio nonno. Il quartiere mi ha insegnato tanto, da ragazzino avevo molte tentazioni però ho conosciuto molte persone che mi sostengono ancora oggi. Combattere al Palalido di Milano è un sogno che si avvera.

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Il Face to face tra i due pugili.

Daniele Scardina, da Rozzano per “spaccare”:

Mi fa sempre piacere tornare a Rozzano, dove tutto è iniziato. Vorrei essere un esempio per tutti i ragazzi che coltivano un sogno. Bisogna crederci sempre e avere punti di riferimento che ti spronano a dare il meglio. Più che sul match sono focalizzato sul creare l’evento, non solo combattere ma regalare qualcosa di speciale al pubblico, dare spettacolo.

È importante ricordare sempre da dove si è partiti. Ho vissuto il mio quartiere fino in fondo e in modo molto intenso. Da ragazzo ho fatto molte cose, sia positive che negative: queste ultime però mi sono servite a crescere, mi hanno insegnato tanto e reso la persona che sono oggi.

“King Toretto” poi si esprime sul match:

La preparazione è andata benissimo, alla grande. Ho fatto sparring e lavorato con atleti di alto livello, campioni mondiali (Demetrius Andrade, Sullivan Barrera e Luis Arias, ndr). È stata una preparazione dura e valida, siamo andati davvero forte. Venerdì voglio fare emozionare il pubblico e vincere.

Ed ecco il suo parere su Goddi:

Non mi interessa che il mio avversario abbia più incontri. Sicuramente sa come si sta sul ring, forse anche più di me. Ha combattuto per diversi titoli e ha più esperienza rispetto a me, però mi sento ben preparato, voglio dare il massimo, “spaccare” e vincere. Sarà una serata carica di emozioni, questo è certo.

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I due avversari.

A questo punto interviene il rapper Gué Pequeno, grande amico di “King Toretto”:

Daniele è supportato da diverse persone del mondo dello spettacolo, cantanti, rapper e anche altri sportivi. Tutto questo contribuisce a creare valore per l’evento, a far sì che se ne parli e a dargli visibilità. Secondo me è un aspetto molto importante.

Infatti all’ultimo incontro di Scardina erano presenti a bordo ring i calciatori Marco Borriello, Radja Nainggolan e Andrea Petagna e i rapper Sfera Ebbasta, Marracash, DrefGold, Charlie Charles, oltre allo stesso Gué.

Appuntamento a venerdì sera su DAZN, in diretta dalle 19.30, e all’Allianz Cloud di Milano (via Marco Cremosano 2) dalle 17:45 per gustare live l’evento.

Ecco la card completa:

MAIN CARD (a partire dalle ore 21)

Titolo internazionale IBF (10 riprese): Daniele Scardina vs. Alessandro Goddi

Titolo europeo (12 riprese): Francesco Patera (21-3) [campione in carica] vs. Paul Hyland Jr.(20-1) 

Titolo Global WBO (10 riprese): Dario Morello (14-0) vs. Steve Jamoye (26-7-2)

UNDER CARD (incontri sulle 6 riprese)

Maxim Prodan vs. Nika Nakashidze

Ivan Zucco vs. Borislav Zankov

Nicholas Esposito vs. Jonny Joel Zeze

Luca “The Mentalist” Capuano vs. Filippo Gallerini

Jamie McDonnell vs. Cristian Narvaez

Riccardo Merafina vs. Altin Dedej

 

 

London Calling in short-notice: Brazier vs. Botti

Sabato 22 giugno andrà in scena alla SSE Arena di Wembley l’evento Bellator London: Mousasi vs. Lovato Junior. La card preliminare ospiterà un match-up molto atteso dai fan italiani: il nostro connazionale Alessandro “Bad” Botti (15-9) sfiderà infatti l’inglese Terry “The Dominator” Brazier (10-2).

Botti ha accettato il match in short-notice, con sole due settimane di preavviso. Per questo motivo l’incontro sarà un catchweight al limite dei 72,5 kg, al posto dei 70 kg previsti per i Pesi leggeri. Curiosità: l’atleta italiano è il terzo fighter proposto a Brazier dopo gli infortuni dei precedenti due, tra cui Peter Queally della SBG.

Il punto sull’avversario. Il primo match di Terry Brazier nelle MMA professionistiche risale al 2015, dopo un buon trascorso da amateur. L’inglese ottiene le prime 4 vittorie in carriera per TKO, e poi alterna successi per Submission (2) ad altri via Decision (4). È stato campione sia dei Pesi welter che dei Leggeri nella nota promotion inglese BAMMA e ha combattuto in diverse organizzazioni britanniche, tra cui la UCMMA. Le uniche sconfitte di questo atleta sono arrivate per KO, al suo secondo match da pro, e via Submission nell’ultimo incontro disputato, in occasione dell’esordio in Bellator contro Chris Bungard.

Ma le battaglie più dure della sua vita Brazier non le ha affrontate in gabbia. “The Dominator” ha combattuto in Afghanistan tra le file dei parà e ha dichiarato di essersi avvicinato alle MMA per sconfiggere i pensieri suicidi causati dalla sindrome da stress post traumatico (PTSD).

Figlio di un padre alcolizzato, cresciuto in un quartiere difficile, Terry si arruola nell’esercito britannico per evitare una condanna a due anni di carcere. Successivamente, data la sua prestanza fisica e la sua indole determinata, entra nel corpo dei paracadutisti e nel 2010 viene mandato in missione in Afghanistan. Combatte in prima linea e così assiste a scene di guerra strazianti. È a quel punto che Brazier inizia a soffrire di attacchi d’ansia, ad essere depresso e a non riuscire più a dormire per via degli incubi. Gli viene diagnosticato il PTSD e viene congedato dall’esercito con il grado di caporale.

Nonostante ciò “The Dominator” inizia anche ad avere pensieri suicidi che cessano solo quando nella sua vita entrano le MMA. Questa disciplina lo conquista perché, per sua stessa ammissione, lo fa sentire di nuovo vivo, dandogli gli stimoli e la stessa adrenalina che provava quando era un militare. A dimostrazione della ritrovata forza d’animo, pochi giorni prima del match contro Alex Lohore, con in palio il titolo dei Pesi welter BAMMA, Terry perde la madre da tempo malata, ma decide di combattere lo stesso e conquista il titolo.

Oggi Brazier ha una moglie e un figlio, dice di sentirsi meglio e vuole a tutti i costi che il suo nome venga ricordato in futuro per via delle sue vittorie in gabbia.

Un interessante servizio di ESPN sulla difficile storia di Brazier.

Il ritorno di “Bad”. Botti torna in azione per quello che sarà il suo primo incontro del 2019. Dopo il match saltato all’ultimo a Venator 5, “Bad” ha un’occasione d’oro per riscattare la sconfitta di settembre contro Abner Lloveras (poi ingaggiato proprio da Bellator), che lo ha spogliato del titolo ICF. Prima di questo incidente di percorso il fighter lecchese era reduce da tre vittorie consecutive, ottenute tutte prima del limite, e si trovava in un grande stato di forma. In carriera ha ottenuto ben 9 successi per KO/TKO, 5 via Submission e 1 tramite Decisione dei giudici. Un atleta dalle mani pesanti che però si trova a suo agio anche al suolo: sostanzialmente un fighter completo.

Botti, a soli 30 anni, due in meno del suo avversario, è già un veterano della gabbia: sono 24 gli incontri disputati in carriera. Ha esordito da professionista nel 2010 e ha affrontato atleti del calibro di Mattia Schiavolin, Daniele Scatizzi, Leonardo Zecchi e Stefano Paternò. Vanta ben 7 incontri in Venator FC.

Il palcoscenico di Bellator offre una grandissima opportunità al nostro connazionale, che è pronto a sfruttarla per mettersi in mostra nonostante la chiamata sia arrivata con poco preavviso. Una conferma nel roster della seconda promotion più importante al mondo sarebbe un upgrade notevole per la sua carriera.

Come andrà il match? Solitamente Brazier cerca di portare a terra i suoi avversari tramite takedown o grazie ad un efficace lavoro a parete. Ha combattuto anche nella kickboxing, ma il suo punto di forza è senza dubbio il grappling.

Appena inizia il match Brazier accorcia la distanza e porta subito a terra l’avversario (vs. McKee).

Botti potrebbe invece sfruttare la pesantezza delle proprie mani per trovare il colpo del KO, cercando di imporre il suo striking, oppure tentare la monta per poi scatenare un ground and pound risolutivo.

Botti finalizza Kennington al Venkon Fight Night 2.

Attenzione perché l’inglese è abile nei colpi di rimessa. Ha dimostrato di avere un ottimo mento e di riuscire a superare fasi critiche dei match invertendone l’inerzia a suo favore.

 

 

“The Dominator” resiste agli attacchi di Gahadza e vince per Submission assicurandosi la cintura BAMMA dei Pesi welter. 

Brazier probabilmente entrerà in gabbia più pesante del nostro connazionale.

Dove si vede l’incontro? La card inizierà alle 18.30 ora locale, quindi per le 17.30 in Italia. Salvo comunicazioni particolari, il match verrà trasmesso gratis sulla App Bellator MMA e sarà il quarto della Preliminary Card ad andare in scena.

In conclusione ecco un esaustivo Tale of the tape proposto da Tapology:

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Credit: Tapology

 

 

 

 

Panzetta: “Pagliariccio non è al mio livello, ma non lo sottovaluto”

Luca “Panzer” Panzetta (3-1) tornerà in gabbia tra pochi giorni, sabato 9 febbraio, ad ICF 7. L’evento andrà in scena al Palazzetto di Galliate, in provincia di Novara.

L’occasione è quella del co-main event dell’appuntamento, che vede Panzetta opposto a Tanio Pagliariccio (3-0). Una sfida tra due giovani pesi gallo italiani davvero promettenti.

“Panzer”, dopo un passato da pugile, esordisce da professionista nelle MMA nel 2016. Da allora ha ottenuto due successi via sottomissione e uno per decisione dei giudici. L’unica sconfitta in carriera l’ha subita per TKO.

Pagliariccio, invece, si è aggiudicato due match ai punti e ha vinto per sottomissione in una occasione. Dopo un’ottima carriera da amateur, coronata dalla vittoria del titolo mondiale di MMA Light, ha esordito da pro nel 2018. Per adesso ha svolto tutta la carriera in ICF, ed è ancora imbattuto.

Un elemento che accomuna entrambi i fighter è l’assenza di successi per KO/TKO: potrebbe essere l’incontro giusto per inaugurare questa modalità di finalizzazione. Ma attenzione: entrambi hanno delle skills importanti nella lotta a terra.

Ecco le parole di Panzetta sull’impegno che lo attende ad ICF 7, ma non solo.

Il tuo ultimo match risale ad ottobre, quando hai sconfitto Ashley Rosi per split decision. In diversi hanno contestato il verdetto dei giudici. Cosa pensi di quell’incontro e della polemica in merito al risultato finale?

Io ho portato a casa il primo e il secondo round con punteggio 10-9, mentre il terzo poteva essere dato ad Ashley, sempre per 10-9. Anche se, con le nuove regole, nell’ultima ripresa ho lavorato a terra più io che lui. Detto questo io combatto, non parlo, quindi non ho badato molto alle polemiche.

Ad ICF 7 incontrerai Tanio Pagliariccio, atleta molto giovane e ancora imbattuto. Che match ti aspetti? Pensi di essere superiore a lui in qualche campo?

Sì, affronterò Pagliariccio, imbattuto fino ad ora. Sarà motivante per me. Mi aspetto un incontro tecnico. Penso che in generale non sia al mio livello ma non lo sottovaluto. Comunque sarà la gabbia a parlare, e a far vedere chi dei due è più forte !

Il tuo avversario ha ottenuto la maggior parte delle sue vittorie ai punti, e anche tu sei reduce da un successo via decision. Credi che il match lo decideranno i giudici oppure ti aspetti che finisca prima del limite?

Assolutamente prima del limite.

Fai parte del Team Clan mano di pietra – Ramada Jiujitsu, perciò sei seguito dal coach Cristian Binda e ti alleni con atleti del calibro di Daniele Scatizzi, Andrea Fusi e Alessandro Botti. Cosa hai imparato dalla loro esperienza e capacità? Quanto è stimolante per te fare parte di un team di questo livello?

Sì esatto, faccio parte di questi due team e come coach di MMA mi seguono sia Binda che Botti. Ma anche i miei altri compagni ovviamente mi insegnano moltissimo, da loro apprendo sottigliezze in ogni settore. Per me è una grossa fortuna far parte di un team del genere, allenandoti con atleti così forti li segui in ogni dettaglio e assorbi la loro energia e la loro passione per quello che fanno, e il modo in cui lo fanno.

Hai un ottimo background nel pugilato. Secondo te, quali sono le differenze tecniche principali tra la boxe e lo striking delle MMA?

Le differenze maggiori sono nel movimento di bacino quando si fanno le schivate, che nelle MMA non può essere troppo accentuato.

Credit Photo: Fabio Barbieri 

Lapicus: “PetrosyanMania mi aprirà grandi opportunità”

Iuri Lapicus (11-0) è pronto a tornare in azione. L’atleta moldavo del Team Leone Petrosyan affronterà Ibrahima Sarr (0-2) a PetrosyanMania Gold Edition, in scena sabato 16 febbraio alla Candy Arena di Monza.

L’appuntamento organizzato da Armen Petrosyan è impreziosito dal match che vedrà protagonista il fratello Giorgio, impegnato nella difesa del titolo mondiale ISKA dall’assalto del giapponese Atsushi Tamefusa.

Lapicus ha uno score impressionante. Ha solo vinto, e lo ha sempre fatto al primo round: in 8 occasioni per sottomissione,  in 2 via TKO e in una grazie ad un netto KO. Iuri inizia dal judo per poi specializzarsi nella lotta, e con l’allenamento diventa anche uno striker temibile. Insomma, un atleta completo.

Ecco le dichiarazioni di Lapicus riguardo alla sfida che lo attende tra meno di due settimane, ma non solo. Con Iuri abbiamo parlato anche delle sue interessanti prospettive future.

Il tuo avversario registra due sconfitte su due incontri disputati, inattivo dal 2017. Sulla carta l’esito dell’incontro sembra scontato, che match ti aspetti?

Non credo che l’esito sia scontato, ogni incontro è diverso, soprattutto nelle MMA. L’imprevedibilità è sempre in agguato, non bisogna mai sottovalutare nessuno.

I tuoi incontri sono studiati per venire subito conclusi al primo round?

Sì, anche. Ma poi dipende sempre da chi ho davanti.

Hai dichiarato che combatterai ancora per poco in Italia. Di recente hai firmato un contratto con Carlo Di Blasi: c’è One Championship nel tuo futuro? Puoi darci qualche anticipazione?

Sì, ho firmato con Carlo e sono contento. Io devo fare il mio lavoro da atleta e lui si occuperà di me al di fuori del ring. Non voglio parlare del mio futuro. Adesso penso solo a PetrosyanMania. Questo evento mi aprirà grandi opportunità.

In passato hai avuto qualche problema con il tuo score, che non era aggiornato.  

Non avevo dato importanza al mio record. Adesso l’ho sistemato, e rappresenta quello che ho fatto fino ad oggi: 11 vittorie e nessuna sconfitta.

Hai mai avuto proposte da promotion italiane (ICF, Venator, eccetera)?

Sì, ho ricevuto qualche proposta.

E come mai le hai rifiutate?

Ho rifiutato per via delle borse che mi sono state proposte.

Hai esordito da pro nel 2014, e poi sei tornato a combattere nel 2016. Come mai quella pausa di due anni?

Non è stata una pausa. In quel periodo ho fatto gare di lotta, di brasilian jiu jitsu, e qualche incontro di MMA.

Oltre che da un punto di vista tecnico, cosa hai imparato umanamente e a livello di mentalità da due campioni come Giorgio e Armen Petrosyan?

Mi hanno insegnato che bisogna andare avanti sempre, non importa chi hai davanti a te.

Dove ti vedi tra un anno? 
Vi lascio nel dubbio..

Credit Photo: Wagner Mela

Pagliariccio: “Sono gli avversari che devono adattarsi al mio stile”

Tanio “O Scugnizz” Pagliariccio (3-0) affronterà Luca “Panzer” Panzetta (3-1) nella main card di ICF 7, in scena sabato 9 febbraio a Galliate (Novara).

“O Scugnizz” è ancora imbattuto, con due vittorie ai punti e una per sottomissione in tre incontri. La sua è una storia di riscatto: nato alle Vele di Scampia, in un contesto difficile, scopre gli sport da combattimento a 13 anni. Qualche tempo dopo diventa campione italiano di kickboxing. Poi si innamora delle MMA, e decide di trasferirsi a Milano per inseguire il sogno di entrare in UFC. I sacrifici non lo spaventano: pur di allenarsi è disposto anche a dormire sul tatami della palestra che lo ospita.

A 17 anni conquista in Ucraina il titolo mondiale di MMA Light già sfiorato in due precedenti occasioni, e così, dopo una lunga carriera da dilettante in diverse discipline, decide di passare a professionista. Esordisce da pro nel 2018, appena 19 enne, e colleziona, in un solo anno, tre successi in altrettanti match.

I risultati del ragazzo napoletano non sono passati inosservati: Alex Dandi, oltre ad averlo incluso nel roster di Italian Top Fighters Management, lo ha più volte definito “uno dei più promettenti giovani talenti italiani di MMA”, in grado di dimostrare fino ad oggi “una difesa dai takedown ed una compostezza tecnica superiore a tanti pro italiani ben più noti”. Insomma, un atleta da seguire con attenzione.

Abbiamo contattato Pagliariccio per sapere le sue impressioni sull’incontro che lo attende. Tanio premette: “Non vedo l’ora di combattere. Ero già pronto per Verona, mi è dispiaciuto davvero tanto non aver combattuto. Ma ora sono doppiamente pronto”.

Ad ICF 7 affronterai Luca Panzetta. Come hai studiato il tuo avversario e che incontro ti aspetti?

Conosco bene Panzetta, e lo stimo tanto, è un ottimo fighter. Avrei dovuto fare il mio esordio da professionista contro di lui (ad ICF 1, nda), ma sono sicuro che ora sarà un match molto più equilibrato e spettacolare di quanto potesse esserlo allora. Non ho bisogno di studiarlo, tutti i miei allenamenti e tutti i miei match sono studiati perché siano gli altri a doversi adattare al mio stile.

Panzetta ha ottenuto due vittorie su tre via submission. Credi che cercherà di portarti a terra?

Non ho idea di cosa voglia fare lui nel match e, senza nessuna arroganza, non mi interessa. Mi alleno a 360 gradi in tutte le fasi del combattimento, e sono pronto a tutto. Scopriremo il 9 febbraio che direzione prenderà questo incontro.

In caso di vittoria, pensi di essere pronto per una sfida titolata contro il campione in carica Francesco Nuzzi?

Un passo alla volta. Ora voglio vincere questo match, poi parleremo del futuro. Sicuramente non mi farò trovare impreparato per qualsiasi sfida.

Con il nutrizionista che ti segue, Roberto Scrigna, hai lavorato sul potenziamento muscolare. Come ti senti adesso? Hai notato dei miglioramenti?

Scrigna è un genio, collabora con i miei preparatori atletici Davide Pecchi e Andrea del Re, tutti insieme stiamo facendo un gran lavoro e ci sono degli ottimi risultati. Il mio corpo sta cambiando, sia per l’età che per gli allenamenti, ed essere seguito da uno staff così competente mi rende ancor più sicuro dei miei mezzi.

Hai avuto un percorso da amateur di altissimo livello, con una conquista del titolo mondiale di MMA Light a soli 17 anni. Cosa ricordi di quell’esperienza in Ucraina? Quanto sono stati importanti i trascorsi da dilettante quando sei passato al professionismo?

La mia esperienza in Ucraina è stata indimenticabile, mi ero appena trasferito a Milano, e quella vittoria mi fece subito capire che avevo preso la strada giusta. Conquistare il titolo mondiale dopo averlo sfiorato per 2 volte è stata una bella soddisfazione. Ma le esperienze più importanti da dilettante, che hanno fatto davvero la differenza, le ho fatte sul ring grazie al mio coach Omar Vergallo, che mi ha portato a combattere in giro per l’Europa.

Al momento hai svolto tutta la tua carriera da pro combattendo in ICF. Hai mai avuto proposte anche da altre organizzazioni?

Ho avuto più di una proposta al di fuori di ICF. Ma, riflettendo con i miei manager e il mio team, abbiamo valutato che piuttosto di combattere in chissà quale piccolo galà al di fuori dell’Italia, tanto per dire di aver combattuto all’estero, sarebbe stato più importante combattere nella promotion più importante del nostro paese. Mi fido completamente del mio Management.

Luigi Perillo, presidente di Superbia Management: “Presto novità incredibili”

Luigi Perillo è presidente e socio fondatore di Superbia Management, la prima agenzia di management sportivo nell’ambito delle MMA in Italia.

Superbia si occupa di gestire la carriera dei propri atleti in modo completo, offrendo loro un’ampia gamma di servizi: dall’assistenza legale e fiscale nella stipulazione dei contratti con le promotion fino alla gestione del personal branding, della comunicazione e delle public relations. Inoltre l’agenzia svolge un lavoro specifico sulla performance sportiva dei suoi fighter, con l’organizzazione dei fight camp e l’affiancamento agli atleti di professionisti quali nutrizionisti, mental coach e psicologi sportivi.

Ma non solo: Perillo e soci, infatti, sono anche gli organizzatori dell’evento The Golden Cage, che per ora ha all’attivo due edizioni. Il format di TGC promuove il concetto di intrattenimento sportivo, unendo sport (ovviamente le MMA) e musica (in particolare il genere hip-hop) all’interno di un unico appuntamento. Lo scopo è quello di avvicinare nuovo pubblico puntando su un target giovane, e di fare leva sui valori condivisi da questi due mondi, che hanno diversi punti di contatto.

Dopo questa premessa, spazio alle parole di Luigi Perillo, che ringraziamo per la disponibilità.

A giugno è tornato The Golden Cage con la sua seconda edizione, impreziosito dalla diretta Tv su Fox Sports. A distanza di diverso tempo ti chiedo un bilancio di quell’evento. In particolare, cosa pensi abbia funzionato e in cosa, invece, potete ancora migliorare?

Siamo molto soddisfatti di come è andata la serata. Ancora una volta abbiamo dimostrato di essere l’unico show entertainment in Italia. I numeri che ci ha fornito Fox Sports sono stati incredibili (si parla di 68 mila visualizzazioni, ovvero lo 0,3% di share, notevole per un canale a pagamento, nda) e gli sponsors hanno davvero apprezzato il lavoro fatto e ci hanno garantito una continuità per il prossimo futuro.

La data è stata sicuramente penalizzante per il fatto che quello stesso giorno tutte le scuole di Milano e provincia erano impegnate nelle varie feste di chiusura anno e abbiamo quindi “perso” moltissimi ragazzi . Staremo sicuramente più attenti nella scelta delle prossime date, anche se penso che in futuro sarà più un evento “autunnale-invernale” che “primaverile-estivo”. Possiamo sicuramente migliorare molti piccoli dettagli, sperando che Milano ci possa offrire nuove locations più idonee.

Inoltre miglioreremo sicuramente la card ed ora, con l’aiuto di Pietro Orante, ci sarà sicuramente un importante up-grade. Tutte le altre promotion (che a me piacciono moltissimo) si “vantano” di fare solo MMA e non mancano le critiche al mio evento sul lato show. Ma io continuo a vedere una sorta di “copiatura” di The Golden Cage nei vari tentativi di inserire timidissimi, e appena accennati, momenti di intrattenimento. Beh, posso solo dire: cari colleghi, osate di più! Il pubblico vuole soprattutto divertirsi!

The Golden Cage 3. A che punto sono i preparativi? Puoi darci qualche anticipazione? 

The Golden Cage 3 sarà l’ultima puntata del programma televisivo (Docu-Reality) che stiamo realizzando. Tutto il resto è top secret in quanto ci saranno delle novità (anche internazionali) davvero incredibili!

TGC 3 godrà ancora di una diretta televisiva?

Certamente. Da anni ormai gestisco, con il mio studio di Commercialista a Milano, personaggi del mondo dello spettacolo, televisione, cantanti, etc. Abbiamo inoltre da 3 anni una partnership con una nota agenzia di Roma che lavora con il cinema da moltissimo tempo. Per noi è quindi fisiologico avere uno stretto rapporto con la diretta televisiva. In Superbia Management SA c’è un comparto gestito dal famoso regista Riccardo Recchia che è davvero un vulcano di idee oltre che di conoscenze eccezionali!

Come procedono i lavori per la realizzazione del docu-reality? Ha aderito il numero di sponsor che ti aspettavi? Quando andrà in onda?

Abbiamo un Title sponsor che ha coperto il 100% di quanto la produzione esecutiva ci ha indicato come costo totale. Siamo davvero molto soddisfatti. Viacom, con il canale Spike TV (dove spesso va in onda Bellator), ci ha formalizzato il loro interesse. Il resto è ancora top secret.

Superbia Management ha subito dei cambiamenti in seguito alla fuoriuscita di alcuni membri che si sono messi in proprio. Ad oggi, chi è rimasto in Superbia e con quale ruolo? In cosa è cambiato il management e la sua organizzazione dopo questo “restyling”? 

È cambiato davvero molto. Abbiamo un nuovo dipartimento Social Media Management, Brand, Sponsor, grafica-video e soprattutto un nuovo matchmaker che conoscete tutti. Il comparto Legal, PR, TV, Administration è rimasto invariato. Devo dire che dopo quanto è accaduto moltissimi colleghi, coach, atleti e addetti ai lavori mi hanno chiamato. Questo vuol dire che io personalmente ho seminato molto bene e di questo ne sono fiero e orgoglioso. I risultati li avete visti: in poco più di 2 mesi partecipazione come “Road To The Golden Cage” in 2 eventi e il roster di atleti notevolmente ampliato.

Tutto questo grazie al lavoro che stiamo facendo io e Pietro Orante, che è davvero indispensabile! Siamo l’unica promotion in Italia ad avere sponsor internazionali e multinazionali, e questo la dice lunga. Abbiamo consolidato il rapporto con Nintendo, che ci ha dato la possibilità di sviluppare un nuovo progetto su cui proprio in questi giorni stiamo lavorando. Per le altre domande posso solo rispondere che Superbia Management è una società per azioni e gode della rinomata riservatezza svizzera che tutela tutti i suoi soci.

State ampliando notevolmente il roster di atleti che seguite, dopo aver perso qualche nome passato alla concorrenza. Molte new entry sono fighter giovani e promettenti. È in atto un cambio di strategia? Quanti atleti seguite attualmente?

Sì, ci sono molte new entry. Ho sempre voluto dare la possibilità anche ai dilettanti di iniziare un percorso che li portasse a debuttare nel mondo dei Professionisti, ma questo mi era negato dal precedente matchmaker, che invece ha sempre avuto una politica di gestione focalizzata solo e unicamente sui pro.

In questo momento stiamo gestendo circa 30 atleti e posso dire con orgoglio che stiamo costruendo anche una squadra di donne davvero incredibile: ne sentirete parlare!

Ogni giorno ci arriva una richiesta, anche dall’estero. La nostra serietà inizia a fare strada! Credo che arriveremo a 50 atleti entro fine anno. Attenzione però! Avere molti atleti non è sinonimo di mediocrità: il manager di Cristiano Ronaldo non ha solo Cristiano Ronaldo! Si potrebbe pensare che siccome sono molti allora significa che verranno trascurati. Assolutamente no, anzi! E i nostri fighters possono dirlo! Inoltre, proprio perché così tanti e così diversi, ogni volta si creano immancabilmente sempre nuove opportunità e stimoli per tutti!!

Resta il fatto che il nostro lavoro è davvero una grande responsabilità, bisogna fare le scelte giuste. Soprattutto bisogna stare molto attendi con i dilettanti per evitare che si demoralizzino e/o “brucino” la loro carriera fin dall’inizio.

Da dove nasce e quali obiettivi si pone l’accordo con Venator e Born To Fight? 

Superbia ha nello statuto, che io ho personalmente curato, il fine di collaborare con tutti!

La BFT Family e Claudio Alberton, che è una persona davvero incredibile, mi hanno stupito per come lavorano e sanno organizzare. Alberton inoltre è uno stratega bravissimo con una esperienza pazzesca.. Ma non fatelo arrabbiare (ride, nda)! Organizza sia eventi per i dilettanti che big event, tutti con molto impegno. E non dimentichiamoci che è stato tra i primi in assoluto a portare qualcuno “in the cage”!

È stato il primo a chiamarmi dopo i cambiamenti in Superbia e mi ha fatto piacere che abbia apprezzato la mia serietà e professionalità, anche se sono un “novellino ” per questo ambiente! Il suo circuito “in The Cage” è molto appassionate e divertente e porta sempre qualche estrema novità che viene poi immancabilmente copiata da tutti, ma questo è il mercato e la concorrenza (leale) fa sempre bene!

Per quanto riguarda Venator: un nome, una garanzia. Ho sempre guardato sin dalla nascita i loro eventi e ora mi ci trovo a collaborare! Per me, una vera soddisfazione. La professionalità e la precisione con cui organizzano eventi è davvero da tenere in considerazione.

Ovviamente queste due non sono le uniche realtà con cui collaboriamo, ce ne sono molte altre, sia nazionali sia internazionali. Vedrete presto sui social novità al riguardo!

Le ultime domande riguardano un paio di atleti che gestite. Quando torna a combattere Daniele Scatizzi? 

Molto presto! Nel frattempo è stato ancora una volta chiamato per il camp di preparazione al match di Gunnar Nelson, che dovrà combattere in UFC il 16 Marzo contro Leon Edwards, tra i primi 10 della categoria dei welter UFC.

Com’è nata la collaborazione con Mara Romero Borella?

Mara l’ho conosciuta al Predator di Stabile, l’ho poi invitata al The Golden Cage e da li è nato tutto. Il suo manager americano è davvero una persona aperta e disponibile.

Cogliandro: “Sono molto gasato dal match, venderò cara la pelle. Mini?..”

Walter “The Snatch” Cogliandro (8-0) è pronto a tornare in azione. Dopo aver conquistato la cintura della promotion Italian Cage Fighting nella categoria dei pesi piuma ad ottobre, Cogliandro è chiamato a difenderla dall’assalto del francese Alioune Nahaye (7-1). L’incontro costituirà il main event del settimo appuntamento targato ICF, in scena sabato 9 febbraio a Galliate (Novara).

Cogliandro è ancora imbattuto. Ha ottenuto la maggioranza delle sue vittorie (5 su 8) per KO/TKO; le restanti si dividono tra due successi ai punti e uno via submission. Dunque, un atleta dalle mani pesanti che però nel suo ultimo match ha dimostrato di saper tenere testa ad una cintura nera di Jiu jitsu nella lotta a terra. Perciò, un fighter completo pronto ad entrare in gabbia per la prima volta nel nuovo anno, dopo aver combattuto ben in 4 occasioni nel 2018.

Nahaye ha subito una sola sconfitta in carriera, nel 2013, per decisione unanime. Dopo una pausa di due anni, è tornato nell’ottagono nel 2015, e da allora ha raccolto solo vittorie, collezionandone 5 di fila. Ha ottenuto la maggior parte dei suoi successi (4 su 7) via sottomissione, tra l’altro sempre con modalità diverse: ha vinto per kimura, heel hook, armbar e triangle choke. Insomma, un atleta che sa adattare il suo bagaglio tecnico da grappler ad ogni situazione.

Ma non solo: infatti, i restanti incontri che si è assicurato, Nahaye li ha conquistati per KO/TKO. Questo indica che anche il francese è dotato di una certa potenza nei colpi, che lo rende un fighter pericoloso anche nello striking.

Abbiamo raggiunto Walter Cogliandro per rivolgergli qualche domanda sul suo prossimo impegno, ma non solo. Per chi non lo sapesse, recentemente “The Snatch” ha sfidato nuovamente Federico “Fortigno” Mini (7-0), campione Venator dei pesi piuma. Ecco le impressioni di Cogliandro rilasciate al nostro sito.

Iniziamo dalla vittoria della cintura ICF contro Khampasath. Come analizzeresti quell’incontro? Qual è stato il primo pensiero che hai avuto da campione?

Il match con Khampasath è stato duro, soprattutto a livello psicologico. È un lottatore esperto, pressante, in ogni fase di ground game cercava di finalizzare. Ammetto che sono stato in difficoltà diverse volte, ma ne sono uscito bene. Volevo quella cintura e me la sono andata a prendere con arroganza (ride, nda).
Il primo pensiero da campione? Non è cambiato nulla. Anzi, ora è tutto più complicato: ci si aspetta tantissimo da me e dalle mie prestazioni, quindi sono parecchio motivato per offrire un bello spettacolo e convincere tutti dei miei mezzi.

Difenderai il titolo in casa affrontando Nahaye. Quali sensazioni provi a combattere davanti al tuo pubblico? Avverti maggiore pressione o sei più stimolato?

Combattere in casa è sempre bello, ma molto pressante. La fortuna che ho sempre avuto è quella di essere circondato da un team e da molti amici, che si sono fatti sempre tanti km per venire a vedermi. L’ultima volta a Torino per il titolo abbiamo superato le 70 persone venute a supportarmi, quindi anche lì è stato come combattere in casa! Li ringrazio dal primo all’ultimo, perché sono davvero fantastici.

Il tuo avversario è reduce da 5 vittorie consecutive, tre di queste al primo round. Che incontro ti aspetti?

Mi aspetto un vero professionista che verrà giù con la voglia di vincere, e questa cosa mi gasa tantissimo! Venderemo cara la pelle.

Nahaye ha ottenuto la maggior parte dei suoi successi per sottomissione. Pensi che lotta a terra possa essere una delle chiavi di sviluppo del match?

Ha vinto molti incontri al suolo, questo è vero, ma ha anche un ottimo background nello striking. Io, come dico sempre, “guardo il mio”: ogni volta che preparo una strategia o mi fisso su statistiche, dati, eccetera, va sempre al contrario. Voglio diventare, e lo diventerò, completo per ogni situazione e tipologia di match. Quindi mi farò trovare il più preparato possibile ovunque Nahaye vorrà sviluppare l’incontro.

Sei al terzo posto nei ranking italiani di MMA dietro a Pilò, secondo, e Mini, primo. Credi che questa posizione rispecchi il tuo valore al momento?

Non sono io a dover giudicare i criteri dei ranking. Di sicuro mi fa piacere essere sul podio, soli 2 anni fa non comparivo nemmeno nei “nomi presi in considerazione”, perciò ora va bene così! L’importante è vincere e stare al top della classifica!

Secondo te, perché Mini non ha ancora accolto la tua sfida?

Dovreste chiedere a lui perché non vuole fare il match (ride, nda). Io sarei felicissimo di affrontare un atleta del suo calibro, ma amen. Io penso alla mia carriera e agli atleti che mi si presentano davanti. Avrà le sue buone motivazioni, no? (ride, nda).

In caso di vittoria, ti vedremo nuovamente difendere la cintura in ICF o rivolgerai la tua attenzione all’estero?

In caso di vittoria, vedremo. Io faccio l’atleta, non mi occupo di cercare match e avversari. Per questo ho un management competente come l’Italian Top Fighters Management di Alex Dandi, oltre al mio Coach Luca Cardano. Sono nelle loro ottime mani. Sicuramente il sogno estero è davvero eccitante, ma per ora penso al 9 febbraio!

Credit photo: Fabio Barbieri