INTERVISTA A MASSIMO RIZZOLI

Massimo Rizzoli è un ex fighter nonché head coach di una delle realtà italiane più importanti per quanto riguarda le arti marziali miste: il Rendoki Dojo di Livorno. Lo abbiamo contattato per un’intervista, questo è il frutto della nostra chiacchierata.

Ciao Massimo, grazie per la disponibilità. È stato un periodo di fuoco per il Rendoki ed i suoi atleti: tre incontri, molto importanti, in diverse parti del mondo. Com’è stato vivere questo tour de force e quali emozioni provi, a freddo?

Io vivo queste esperienze in modo molto passionale, mi ritrovo a consumare tantissimo e ad invecchiare. Questo indipendentemente dall’evento o dalla promotion; è chiaro che, quando il match è fortemente collegato al futuro del mio atleta, sono più coinvolto, a prescindere da titoli o altro. Come dicevo prima soffro molto, faccio un grande lavoro su di me per riuscire a rimanere lucido e ci riesco. È difficile trovare strategie e consigli adatti se non si mantiene la lucidità. Più che emozioni a freddo, cerco di fare valutazioni complessive, dalla preparazione a cosa è mancato, cosa può essere fatto meglio; il trattamento che ci ha riservato la promotion, come si è mosso il management nei confronti dell’atleta, la borsa e poi il match in sè per sè. Sono solito riguardare gli incontri allo sfinimento per capire i lati positivi e negativi. Ovviamente provo grande gioia quando vincono, però sono molto critico: lo ero con me stesso e lo sono oggi con chiunque.

Davide Baneschi ha vinto in Finlandia contro un avversario molto tosto, finalizzandolo, e si è preso la prima posizione dei ranking italiani di categoria. Com’è stata la preparazione al match e cosa ci puoi anticipare sul suo futuro?

Davide ha vinto bene, quando non si lascia la decisione in mano ai giudici c’è poco da contestare. La preparazione è stata indirizzata per combattere contro uno striker mancino dalle leve lunghe, l’avversario era leggermente più basso di Davide ma aveva un allungo superiore. Abbiamo lavorato bene togliendoli l’appoggio sulla gamba anteriore, una volto levato l’appoggio abbiamo iniziato con i pugni e con il lavoro a parete. Ottimo anche il finlandese nella parte a parete, ma atleticamente inferiore a Davide che ha, invece, un cardio spaventoso ed è riuscito a pressarlo molto bene. In realtà il takedown l’ha portato l’avversario, Davide non ha praticamente difeso e, una volta a terra, ha iniziato subito a lavorare per il triangolo, è riuscito a chiuderlo e l’ha tenuto quasi per un minuto e quaranta di fila però il finlandese difendeva bene con il braccio mentre Baneschi si era impuntato nella sottomissione; gli consigliavo di colpire in modo da aprire una fessura per finalizzare, cosa che poi è successa. Mi ha fatto spaventare nel primo round perchè, dopo venti secondi, ha preso un diretto sinistro che l’ha fatto tremare e si è dovuto appoggiare a parete, però è riuscito a riprendersi bene ribaltando la posizione.

Giorgio Pietrini è tornato dopo un anno di inattività, ed è tornato in grande stile, demolendo il suo avversario in meno di un minuto in una promotion importante quale Bellator. Cosa ci puoi dire di questo lungo periodo di assenza e sulla preparazione che avete messo in piedi, anche da un punto di vista psicologico?

Giorgio è tornato dopo 15 mesi di lunga assenza ed un brutto infortunio, è tornato alla grande vincendo in soli venti secondi. Da un punto di vista psicologico questo lungo periodo è servito a maturare diverse cose importanti, metabolizzarne altre e chiaramente prepararsi al meglio per un futuro più roseo e fruttifero possibile. Ha diverse possibilità per il proseguo della carriera, ma adesso è prematuro parlarne perchè non c’è ancora niente di sicuro e definito. Giorgio si è preparato come al solito, abbiamo però dato meno importanza alla parte pesistica concentrandoci di più cardio e tecnica; per questo incontro siamo partiti anche da un peso più basso in modo da dover tagliare meno liquidi la settimana del match, addirittura non ha avuto bisogno di fare il taglio in giornata. Questi accorgimenti hanno dato i loro frutti in quanto a velocità, reattività e resistenza.

La situazione contrattuale di Giorgio relativa al management è poco chiara: fino a qualche tempo fa era presente sul sito di ITFM ma, a giudicare da qualche scambio sui social, la situazione non pareva essere idilliaca. Cosa puoi dirci a riguardo?

Sui social non sono comparsi scambi particolari: lessi un’intervista ad Alex Dandi pubblicata dal vostro blog e, a domanda sul futuro di Giorgio, lui rispondeva che aveva ricevute varie offerte, anche importanti, ma le aveva rifiutare tutte. Io contattai Dandi quando Giorgio era ormai pronto a rientrare e lui mi propose Beslan Ushukov (15-3 all’epoca) ad Akhmat oppure un contratto di 3 match in esclusiva per ICF. Giorgio le ha rifiutate entrambe. Per quanto riguarda il management mi ha detto che non si è sentito tutelato ma, piuttosto, adoperato.
Una cosa importante, ci tengo a sottolinearla, è che il record di Giorgio l’ho aggiornato io con l’aiuto di alcune persone come mio fratello, Vito Paolillo e Gianluigi Teodoldi che mi hanno permesso di avere le documentazioni necessarie per regolarizzare il record su Sherdog.

Quali sono le prossime mosse che avete in mente per il futuro di The Italian Bear?

Le prossime mosse saranno quelle di spingerlo in una promotion importante e di dargli un futuro in questo sport. In questo momento ci sono parecchie cose in ballo, ma ancora niente di ufficiale.

Chiara Penco ha, purtroppo, perso la cintura di campionessa EFC, nonché il suo record da imbattuta, in un match molto combattuto. Com’è stato il contraccolpo psicologico e come credi sia meglio comportarsi in casi come questi? Potendo tornare indietro, cambiereste qualcosa nell’impostazione del match?

Chiara ha perso, secondo me avrebbe potuto essere una vittoria, o un pareggio, però è andata così e l’accettiamo. È abbastanza solida per sopportare questo tipo di avvenimenti, psicologicamente ha voglia di crescere ed imparare ancora di più. È difficile dire che cambierei qualcosa riguardo alla preparazione, perché lei si era preparata per un altro tipo di avversaria. Abbiamo dovuto rivoluzionare la strategia in breve tempo, purtroppo è andata male. L’unica cosa che cercherei di cambiare è di farle avere meno pressione psicologica prima del match, le toglierei il cellulare e la isolerei dal mondo per 7 giorni.

Chiara è, comunque, molto giovane e con un futuro promettente. Quali saranno le prossime mosse?

Piace a diverse promotion importanti, però dobbiamo ancora fare le nostre valutazioni. In questo momento il contratto con EFC è valido per ancora 4 match, questo contratto può essere spezzato solamente da due proposte particolari. Per ora andiamo avanti con EFC, la promotion è bella ed importante.

Uno dei match più “chiacchierati” è Penco vs Di Segni. Ci sono state anche delle schermaglie social fra voi ed i membri del Gloria; credi sia un match che potremmo vedere realizzato, prima o poi?

Ci sono alcune cose che ci tengo a precisare: la prima è che non mi piace discutere di queste cose su facebook, preferisco di persona oppure a voce. Questi screzi sui social sono stati brutti. Ultimamente io e Lorenzo ci siamo sentiti al telefono ed abbiamo risolto, lui si è scusato per aver alzato i toni ed abbiamo deciso di fare in modo che i rapporti rimangano corretti. La nostra promessa è stata di chiamarci in caso di problemi. Tutto è nato da un’incompresione riguardo alla VanZant, a cui era saltata l’avversaria, ed entrambi avevamo fatto un post a riguardo quasi contemporaneamente. Io e Lorenzo ci conosciamo da svariati anni, l’ho allenato per qualche tempo qui a Livorno perciò non vedo la ragione di questi screzi pubblici fra due persone che hanno avuto, comunque, un bel rapporto. Per quanto riguarda il match ti dico una cosa: avverrà per il titolo in UFC, che ne pensi? Magari nella stessa card faranno anche Pedersoli campione contro Pietrini sfidante; ti immagini? Sarebbe una bomba. Ecco, potrebbe succedere in questi casi, in una grande promotion e per un titolo. Dare questo incontro in pasto alla parte “peggiore” delle MMA italiane non è nelle nostre intenzioni, ma non credo sia nemmeno in quelle di Micol e Lorenzo

Il prossimo evento targato Venator si terrà a Livorno, nella vostra città. Avete stretto una sorta di “collaborazione” per questo evento? Puoi anticiparci se e chi combatterà dei tuoi?

Venator sarà a Livorno, il 9 marzo. In questo momento dei miei, sicuri, c’è Davide Baneschi per il titolo, il debutto da pro di Dario Bellandi e combatterà Ashley Rosi.
Sarà una bella card, io mi occupo della promo locale e sono dentro l’organizzazione con Silvia e Frank. Sono sicuro che sarà una grande serata, un evento che ricorderemo.

Il Rendoki Dojo è una realtà storica nelle ambito delle MMA italiane, ed è in continua evoluzione. Quali sono le vostro aspirazioni per il futuro?

Continuare a lavorare serenamente come abbiamo fatto fino ad oggi. Preparare atleti e cercare di portarli in eventi il più importanti possibili.

Per chiudere l’intervista propongo un match: voglio la rivincita contro Cristian Binda di k-1! Lo chiameremo “super geriatric match“!

ROBERTA “THE DIAMOND” ZOCCO

Roberta “The Diamond” Zocco (3-2) è reduce da una grande performance allo scorso Lugano in the Cage.

– Partiamo dalla fine: hai ottenuto una grande vittoria sabato, sei partita molto aggressiva ed hai chiuso il match senza praticamente subire colpi. Come ti senti? Quali sono le tue sensazioni post incontro?

– Dopo il match di sabato sono pienamente soddisfatta, soprattutto per aver attuato la strategia alla lettera. Non avrei immaginato di chiuderlo in così poco tempo.
Ho sempre sognato di vincere un incontro proprio in questo modo, subito dopo lo stop dell’arbitro ero incredula, l’avevo fatto veramente e con mia grande sorpresa perché, guardando i match della mia avversaria, mi aspettavo un incontro più combattuto.

– Con questa prestazione hai due vittorie di fila, ed il tuo record è tornato positivo. Quali i piani per il futuro?

– C’è qualcosa in ballo ma preferisco non anticipare nulla!

– Sai già qualcosa riguardo al tuo prossimo incontro?

– Non ho ancora ricevuto proposte ma credo che non tarderanno ad arrivare!

– La tua ultima avversaria era imbattuta. Hai cambiato qualcosa rispetto ai tuoi soliti camp?

– Da settembre mi sono allenata duramente preparandomi su tutte le fasi, in più ho fatto dei mini camp organizzati da superbia (esclusivamente per la mia preparazione e per questo ci tengo molto a ringraziarli) in Ramada jujitsu con Daniele Scatizzi e Andrea Maniàci, top level gym con Cristian Binda e Andrea fusi, lottatori Milano con Fabio tumazzo,
Luta livre Genova e swat center con la mia amica Lucrezia Vercelloni!
Il nome l’ho saputo 3 settimane prima del match e non mi sono impressionata dal suo record, piuttosto mi sono concentrata sullo studio della strategia che il mio coach (Agostino de rosa) ha pianificato!

– Hai in mente un nome che ti piacerebbe sfidare?

– Non c’è nessuna in particolare, semplicemente prendo in considerazione tutte le sfide che mi si presentano davanti.

– Sei stata una delle prime atlete ad aver firmato con Superbia Management. Come sta andando questo sodalizio?

– Il primo anno non è andato un granché tanto che pensavo di rescindere dal contratto con Superbia, però, da settembre, da quando Luigi Perillo (presidente) ha preso in mano l’agenzia, è cambiato tutto. Sono più che soddisfatta di ciò che stiamo realizzando insieme!

Vorrei ringraziare la mia agenzia “Superbia Management” per l’eccellente lavoro che stanno svolgendo, il mio amato coach e marito Agostino De Rosa insieme a tutto il team “Wolf Temple” (grazie alla sua caparbietà siamo tutti in continua crescita), gli organizzatori di “Lugano in the cage” per l’opportunità datami, i coach (menzionati precedentemente) che mi hanno dato la possibilità di allenarmi nelle loro palestre per la preparazione di questo match. Ringrazio ancora tutti coloro che credono in me e mi sostengono: team, amici, famiglia e fan.
Grazie a Spirito Guerriero per l’invito e a tutti i lettori.
Continuate a sostenere le MMA, soprattutto quelle femminili.

(Credit: Sara Di Geronimo)

ORLANDO D’AMBROSIO AL BELLATOR

Orlando D’Ambrosio (7-3) affronterà il prodotto della famosa palestra SBG Kiefer Crosbie (4-0) questo sabato, a Bellator 211 di Genova.

Queste le sue parole a Spirito Guerriero:

Sei reduce da due sconfitte negli ultimi tre incontri, avvenute però in una promotion prestigiosa, Cage Warriors. Cosa ti ha lasciato l’esperienza in CW? A distanza di mesi, come giudichi quei due match?

Mi ha lasciato davvero una grande esperienza e mi ha fatto capire davvero cosa sono le MMA per me. Due match completamente diversi: nel primo, se avessi dato di più, lo avrei portato di certo a casa mentre, nel secondo, nonostante stessi facendo una buona prestazione la maggiore esperienza di Wheeler ha avuto il sopravvento portandosi a casa il match con una finezza tecnica di tutto rispetto.

Crosbie si presenta con 4 vittorie, tutte prima del limite, 3 per TKO. Tecnicamente, cosa ti aspetti da lui? Che tipo di incontro sarà?

Mi aspetto il meglio dalla sua performance, penso si sia preparato al meglio per questo match, ha avuto tempo e spero sia cresciuto rispetto ai suoi match precedenti, credo che comunque punterà sulla forza del suo striking.

In cinque occasioni sei arrivato al verdetto dei giudici. Questo ti rende favorito nel caso in cui l’incontro dovesse andare alla distanza?

Non mi rende affatto favorito, lo svolgersi del match darà la sua sentenza

Non hai mai subito sconfitte per KO/TKO: temi lo striking di Crosbie o fai affidamento sul tuo mento ancora inviolato?

Dire che lo temo è tanto, starò vigile e attento alle sue bordate, il mio striking non è affatto male quindi su questo piano penso che ci sarà da divertirsi in gabbia.

Il tuo avversario ha avuto una carriera lunga cinque anni da dilettante. Secondo te questo può avere influito positivamente sulle sue capacità, oppure dilettantismo e professionismo sono due realtà totalmente diverse?

Dilettantismo e professionismo sono realtà praticamente diverse. Nel dilettantismo non trovi solitamente persone con molta esperienza a differenza del professionismo dove trovi persone che dedicano la loro vita a questa attività

Hai lasciato gli studi per dedicarti esclusivamente alle MMA. Come hai maturato questa decisione? Quanto è importante per te il palcoscenico di Bellator?

Il palcoscenico di Bellator è davvero importante per me ed è un traguardo significativo nella mia carriera sportiva. Ringrazio il mio management Calibian per avermi procurato un opportunità cosi grande!

A cura di TOMMASO CLERICI

Credits: Maurizio Pavone Photo

PAOLO ZORZI VUOLE IL TITOLO

Paolo Zorzi (2-2-0-1) combatterà questo sabato contro Ivan Vicic (6-11). In palio il titolo pesi massimi BtF.

Ciao Paolo e grazie per rispondere alle nostre domande.
Com’è andato il camp per questo match?

Ciao Spirito Guerriero, è un onore ed un piacere per me essere intervistato da voi.
Il camp è stato duro, come ogni preparazione! Dieta, sacrifici e una media di 12/15 allenamenti settimanali tra striking, lotta, MMA e prepazione atletica; ma il lavoro duro paga sempre. Capita molto spesso che in una mattina mi faccio una sessione di striking in una palestra, e poi prenda l’auto per andare a fare lotta in un’altra.

Il 2018 è, per il momento, l’anno migliore della tua carriera: 2 vittorie ed un NC nell’ultimo Golden Cage. Come sei riuscito ad invertire la tendenza dei primi incontri?

Devo tutto ad uno staff di professionisti preparati (tutti con una carriera da agonista pro o alle spalle o in essere). Abbiamo capito quali sono i miei punti forti e abbiamo lavorato sodo per renderli più forti. A tutto questo aggiungi un profondo senso di fratellanza, amicizia e rispetto reciproco.

Il tuo avversario, Ivan Vicic, ha molta più esperienza di te. Hai avuto modo di studiarlo? Dove pensi di poter prevalere?

Abbiamo studiato l’avversario e non abbiamo lasciato nulla al caso. Sicuramente Vicic ha una grande esperienza, ma entrambi sanguiniamo, entrambi sudiamo, entrambi sentiamo il dolore. Quindi sarà un gran bel match, colpo su colpo. Nessuno dei due entrerà in gabbia per perdere.

Hai avuto un importante carriera nel football americano. Ti va di raccontarci qualcosa su questi tuoi trascorsi?

Il football americano ha occupato una gran fetta della mia vita, dal 1995 al 2011, quando decisi di ritirarmi. Sono stato professionista per quasi 10 anni, con 3 stagioni negli States. Ho collezionato numerosi riconoscimenti e trofei, non solo in Italia ma anche all’estero, e sono stati anni fantastici. Detengo ancora record come 48 reps di panca piana con 100 kg, e 20 yarda corse in 2″08 (al peso di 138 kg). Nessun rimpianto però, capitolo chiuso.

Ho avuto modo di leggere che, al tempo in cui giocavi in America, il tuo peso forma era di 135 kg. Quanto è difficile per te rientrare nel limite dei 120 kg previsto nei pesi massimi?

In realtà non è stato difficilissimo, sono 2 sport completamente differenti, con differenti necessità fisiche e tecniche. Fondamentalmente ho abbandonato quasi del tutto il weightlifting e l’ho sostituito con il functional training, e in più ho ridotto le calorie giornaliere da 6000 circa a 2500/2800 così riesco a stare sui 115 kg.

Combatterai per il titolo. Senti la pressione o lo vivi come un qualsiasi match?

Sarei un bugiardo nel dire che sono tranquillo e serafico. Ovvio, la tensione si sente, l’adrenalina è alle stelle, ma è così che deve essere. La mia concentrazione deve essere sempre a 100, come se dovessi combattere con il più forte del mondo. Mi aiuto tanto con lo yoga la mattina presto, mi evita di sprecare energie preziose in inutili tensioni.

Quali sono i tuoi piani per il futuro prossimo?

Procedo un passo per volta, un match per volta: non faccio progetti a lungo termine. I vent’anni li ho passati da un pò e ho già una lunga carriera alle spalle, se pur in un altro sport (ma non meno devastante). Poi, man mano che le occasioni si presenteranno, le valuteremo. Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che mi hanno accompagnato e preparato a questo grnade evento: Master Claudio Alberton, amico e maestro/procuratore che mi da sempre grande fiducia;
Alessandro Lamonica, supercoach, che cura la parte di striking e la parte atletica(e che mi sopporta cn pazienza biblica); Mauro dal Maso e Salvatore Amoruso, 2 mostri sacri del Bjj che si occupano della parte di grappling; Max Nannini, amico e sparring partner (combatterà anche lui per la cintura master), ed il Cut in Time team di Pietro Orante e Gavino Peruzzu.
Ultima, ma non per importanza, mia moglie Linda che anche questa volta ha sopportato mesi di assenze e sbalzi d’umore.

DAMIANO FOGLIATA: AVRÒ LA MEGLIO MA NON LASCERÒ NIENTE AL CASO

Il giovane prospetto Damiano Fogliata (2-0), di stanza alla Fit or Fight Studio, affronterà questo sabato Antonello Dettori (1-1) al PalaYamamay di Busto Arsizio.

Il match avrà luogo all’interno del circuito Venator Inside, progetto che segna la collaborazione fra Venator e BtF ed atto a scovare i migliori giovani talenti del panorama italiano.

Ciao Damiano, grazie per la disponibilità.
Com’è andato il camp per questo match?

Ciao, grazie a voi per il vostro tempo! Il camp è andato molto bene, abbiamo avuto il tempo per prepararci e per studiare l’avversario e, naturalmente, il game plan.

Hai esordito a marzo di quest’anno e sei riuscito ad inanellare due vittorie consecutive, quali sono le tue ambizioni per il futuro?

La mia ambizione più grande è riuscire a fare diventare un lavoro a tutti gli effetti questa mia passione per le arti marziali, naturalmente entrando in una promotion di livello mondiale.

Antonello Dettori ha il tuo stesso livello d’esperienza. Hai avuto modo di studiarlo? In quali aree credi di poter avere la meglio?

Ho avuto modo di studiare Antonello solo tramite un paio di video che sono riuscito a trovare nel web, so che, come me, ha un passato nella kick-boxing ma della base nella lotta non so nulla. Basandomi su quello che ho visto penso di poter avere la meglio nelle fasi di lotta ma non do nulla per scontato.

Venator, tramite la novità del circuito Inside, è alla ricerca di giovani talenti da far crescere “in casa”. Sembrano puntare molto su di te, eri anche presente alla conferenza stampa di venerdì scorso. Com’è il tuo rapporto con la promotion?

Il mio rapporto con la promotion è molto buono, però siamo solo all’inizio e devo ancora dimostrare il mio valore nella gabbia prima di tutto.

Hai un passato nella kick-boxing. Quando e perché hai scelto di passare alle MMA?

Esatto, ho praticato per 5 anni la kick-boxing/muay thai con il maestro Jad Mergaoui prima di arrivare nel mixed martial pro team.
Io ho sempre voluto praticare MMA, solamente che nelle mie zone non c’erano corsi e quindi, in attesa di una palestra seria, ho usato il tempo per far evolvere il mio striking. Quando ho scoperto la FIT or FIGHT STUDIO a Lonato del Garda a inizio anno ho deciso che era arrivato il momento di fare il passo, anche se mi costa 100 km al giorno (ride, ndr)

Qual è la tua opinione sulla pratica del taglio del peso?

Non sono favorevole al taglio quando viene fatto in modo estremo, se si decidesse di abolirlo sicuramente ne sarei felice però, per adesso, dobbiamo accettare questa triste realtà ma sempre pensando prima alla nostra salute!
Ringrazio Venator per questa grande occasione che mi sta dando, tutti i miei coach e compagni di team in particolare il mio coach di kick-boxing Jad Mergaoui, che è con me da sempre, e il mio head coach Gianluigi Tedoldi per tutto quello che sta facendo per me per farmi evolvere sia come artista marziale che come persona.

ESCLUSIVO: IL PRESIDENTE BELLATOR SCOTT COKER SU SPIRITO GUERRIERO

Scott Coker è un imprenditore americano, attualmente presidente di Bellator ed ex di Strikeforce. Abbiamo avuto l’onore di intervistarlo in esclusiva grazie ad Alessio Sakara e Romina Cecconi, a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti. Queste le sue parole a Spirito Guerriero:

– È notizia recente che Bellator non lavorerà più in Italia con Fight1. Perché avete deciso di cambiare partner?

– Abbiamo avuto alcuni problemi con la direzione di Fight1 che, oltre ad essere una federazione, gestisce in contemporanea management ed organizzazione di eventi; ciò crea un chiaro conflitto e noi non potevamo esserne parte, quindi abbiamo deciso di prenderne le distanze.
Negli USA Bellator è regolato dalle commissioni atletiche, anche per i nostri eventi internazionali portiamo la Mohegan Athletic Commission affinché sovrintenda i nostri show. Detto questo, ci siamo impegnati verso il mercato italiano e continueremo a portare Bellator MMA e Kick-boxing in Italia per ancora molti anni.

– Adesso lavorate con FIKBMS. Non eravate soddisfatti?

– No, quindi abbiamo deciso di associarci con una federazione riconosciuta e rispettata come FIKBMS e siamo molto contenti di lavorare con loro.

– Quali atleti italiani avete intenzione di assumere per i prossimi eventi?

– MMA e kick-boxing stanno crescendo rapidamente in Italia. Abbiamo visto grandi atleti italiani combattere da quando abbiamo iniziato ad organizzare eventi qui e siamo sempre alla ricerca del prossimo grande talento. I nostri matchmakers, Rich Choi e Jude Samuel, stanno lavorando con il nostro Brand Ambassador, Alessio Sakara, per scoprire atleti in Italia.

– Sei un mago del business, hai salvato promotion come Bellator e Strikeforce portandole al top. Come ci riesci?

– Vi ringrazio per il complimento, le regole sono semplici, dare ai fan quello che vogliono vedere, organizzare grandi incontri, costruire superstar, trattare gli atleti con rispetto ed assicurarsi che i fan siamo soddisfatti quando vengono agli eventi.

– Chi prenderà il ruolo che prima apparteneva a Carlo di Blasi?

– Stiamo costruendo un grande team in Europa. Abbiamo aggiunto Paolo Boccotti, il nostro VP of Productions and Operations, che supervisionerà tutti i nostri eventi dal vivo e le produzione televisive in Italia nonché in Europa. Conosco Paolo da più di vent’anni, è una persona onesta, con molta esperienza e passione con la quale condividiamo le stesse idee su dove vogliamo che Bellator arrivi, così in Italia come in Europa. Oltre a questo il nostro matchmaker europeo, Jude Samuel, in collaborazione con Alessio Sakara, supervisionerà la riuscita degli eventi italiani. Io stesso continuerò ad essere molto coinvolto.

– Quanto ha intenzione di investire Bellator in Italia?

– Adoriamo venire in Italia. È stato un ottimo mercato per noi ed è parte centrale nel nostro piano di crescita europea. Il prossimo evento a Genova era stato già programmato a Giugno, prima dello splendido spettacolo a Roma. Come potete vedere abbiamo mantenuto la nostra parola. Sappiamo che non sarà facile ma non potevamo abbandonare Genova dopo la disgrazia che ha colpito la città. Continueremo a venire in Italia e a costruire una fan base grazie ad atleti come Alessio Sakara e a molti altri che assumeremo, con emozionanti eventi dal vivo.

– Cosa ne pensi del movimento delle MMA italiano?

– Ho la sensazione che l’Italia abbia appena iniziato a scoprire la bellezza e la potenzialità delle MMA. Sakara ha svolto un lavoro incredibile come ambasciatore dello sport ed ha mostrato ai fan cosa siano realmente le arti marziali miste. L’ultimo evento Bellator è stato molto seguito dalla stampa, interessata alla nostra crescita qui in Italia. Inoltre sempre più palestre stanno iniziando ad insegnare questo sport e la disciplina che comporta ai più giovani. La preparazione media dei fighter migliora ogni volta che torniamo. Siamo contenti che vogliano combattere per noi e gliene daremo la possibilità, non solo in Italia ma in tutto il mondo.

– Che selezioni dovrà passare un atleta italiano per entrare in Bellator, ora che non c’è più Fight1?

– Abbiamo un ottimo piano per questo, tramite Alessio Sakara ogni buon fighter potrà combattere per noi. Il metro di giudizio delle selezioni è e sarà sempre la meritocrazia.

– UFC: “nemico” oppure esempio?

– Ho sempre pensato che sia meglio avere più di un’organizzazione: serve a mantenere sano il mercato per tutti, inclusi fan ed atleti. Noi gestiamo il nostro business come meglio crediamo e loro, ovviamente, fanno lo stesso. Ne beneficiano tutti.

– Come mai avete scelto Genova per il prossimo evento?

– Era pianificato da mesi ed abbiamo tenuto fede alla nostra parola. La disgrazia che tutti conosciamo è accaduta dopo la nostra decisione, ma abbiamo pensato fosse importante venire qui comunque e mostrare supporto alle vittime ed alle loro famiglie, nonché ai primi soccorritori. Stiamo collaborando insieme al Comune per aiutare la città con gli incassi dei biglietti.

– Sakara è il vostro ambasciatore. A cosa è dovuta questa scelta?

– Quando penso alle MMA italiane, penso ad Alessio Sakara. Rappresenta l’essenza di un atleta di arti marziali miste. Ha combattuto ai livelli più alti dello sport per anni e anni ed è sempre stato rispettoso nonché un grande esempio di quello che gli italiani possono raggiungere nelle MMA. Per me non c’era scelta migliore di Sakara per rappresentare Bellator in Italia.

– Avete intenzione di continuare ad appoggiarvi alle federazioni locali oppure, in futuro, aspirate a diventare autonomi?

– Faremo sempre affidamento alle varie federazioni per supervisionare gli eventi Bellator. Come dicevo prima ci permettono di essere legittimi e trasparenti quando organizziamo eventi dal vivo. Questo ci consente di essere sempre su standard elevati per quanto riguarda la concorrenza leale, la salute degli atleti e tutte le altre questioni regolative.

– Quanto è stato difficile far firmare Fëdor con Bellator?

– È da anni che ho ottimi rapporti con Fëdor e tutto il suo team. Ha combattuto per me ai tempi di Strikeforce ed ero molto felice quando ho saputo che voleva firmare con Bellator. È il più grande peso massimo di tutti i tempi e adesso gli manca solamente una vittoria per essere il nostro campione. Sono onorato che abbia scelto di combattere per Bellator una volta rientrato dal ritiro ed ha avuto molto successo da quel momento.

A CURA DI MATTEO MANFREDINI E LUCA LO VECCHIO

– It’s a recent news that Bellator won’t work anymore, in Italy, with Fight1. Why did you decide to change partnership?

– Well, we had some issues with the management of Fight 1, in addition to being a Federation, also being management and fight promoter, generates a clear conflict and we couldn’t be a part of that. So we decided to part ways. Bellator in the US is regulated by the State Athletic commissions and even for our international events we bring the Mohegan Athletic Commission to regular our fights. That said, we are committed to the Italian market, we have a lot of fans in Italy and we will continue to bring Bellator MMA and Kick-boxing to Italy for years to come!

– You now work with FIKBMS. You weren’t satisfied?

– No, so we decided to partner with a reputable and federal recognized federation like FIKBMS and we are very excited to work with them.

– Which Italian athletes are you planning to sign for the upcoming events?

– MMA and Kick-boxing are growing rapidly here in Italy. We have seen many great Italian fighters compete since we began holding events here and we are always looking to sign the next great talent. Our matchmakers Rich Choi and Jude Samuel are working with our Brand Ambassador, Alessio Sakara, to discover and sign contracts with fighters in Italy .

– You are a business genius, you saved promotion such as Bellator and Strikeforce bringing them to the top. How did you do that?

-Thank you for the compliment, the rules are simple, give fans what they want to see, great fights, build stars, treat fighters with respect and make sure all fans are satisfied when they come to our events.

– Who’s going to take the role that belonged to Carlo di Blasi?

– We’re building a great team here in Europe as we speak. We’ve added Paolo Boccotti, who is our VP of Production and Operations, and he will oversee all of our live events and TV production in Italy and in the rest of Europe.
I have known Paolo for over 20 years, he is a honest person, very experienced and passionate and we share the same ideas of where we want to see Bellator be, in Italy and in the rest of Europe.
Additionally, our European matchmaker Jude Samuel and our Brand Ambassador Alessio Sakara will all assist in overseeing the success of our Italian events. I’ll also continue to be very involved in these shows.

– How much does Bellator want to invest in Italy?

– We love coming to Italy. It has been a great market for us and is a key part of our long-term European growth plan. This upcoming show in Genova was planned in June 2018 before the incredible outdoor show in Rome. As you see we keep our word! Even if we know it is not easy, we can’t leave Genova after the disgrace the city had. We plan to keep coming to Italy and build the Bellator fanbase with fighters like Alessio Sakara and we will sign with many others, with exciting live events.

– What do you think about the Italian MMA movement?

– I feel that Italy has just scratched the surface of the popularity of MMA. Sakara has done an incredible job in being an ambassador for the sport and really exposing fans to what MMA is about. We were also covered heavily by the press last time and they were very interested in the growth of Bellator here. Also, more and more gyms are starting to open to teach youth about this sport, as well as the discipline and self-confidence that goes along with it. The talent baseline for young fighters is getting better and better every time we come back. We are exciting they come to fight and we are going to give them that platform not just in Italy and Europe but all over the world.

– Which selection should an Italian fighter go through to Fight in Bellator now that Fight1 is gone?

– We will have a very good plan for that, with Alessio Sakara, every good fighter can fight in Bellator. The yardstick for the selection is and will always be only Meritocracy.

-UFC: nemesis or example?

– I’ve always felt that it’s better to have more than one organization. This keeps a the market healthy for everyone, including the fans and the fighters. We run our business the way we need to and of course, they do the same, and everyone benefits.

– Why did you choose Genova for your next event?

– We have been planning Genova for months, and we are keeping our word. A very unfortunate accident occurred after we had decided to come, but we felt that it was important to come here and show our support to the victims and their families, as well as the first responders. We are working with the municipality of Genova to help the city with all the incoming ticket sales of the event.

– Sakara is your ambassador. Why this choice?

– When I think about Italian MMA, I think about Sakara. He embodies what it means to be a mixed martial artist. He has been at the highest levels of this sport for years and has always been a very highly respected athlete and a great example of what the Italians can achieve in MMA. To me, there is no one better than Sakara to represent Bellator in Italy.

– Do you plan to keep using the support of local federation or, in the future, you want to become autonomous?

– We will always rely on the support of a federation to oversee Bellator events. As I mentioned, they allow us to establish legitimacy and transparency when it comes to holding live events. This ensures that we are continually being held to high standards in terms of fair competition, athlete safety and other regulatory matters.

– How hard was it to make Fedor sign for Bellator?

– I’ve had a great relationship with Fedor and his team for many years now. He fought for me in Strikeforce and I was excited when he wanted to fight for Bellator. He’s the greatest MMA heavyweight of all time, and now, he is only one win away from being our heavyweight champion. I feel honored that he chose to fight in Bellator when he returned from his retirement and he has been very successful since then.

COGLIANDRO VUOLE IL TITOLO PESI PIUMA ICF

Walter Cogliandro (7-0) numero 4 dei ranking italiani di categoria ( https://mmarankingitalia.wordpress.com/2018/10/11/mma-ranking-italia-featherweight-10-10-18/ ) combatterà per il titolo pesi leggeri ICF contro l’esperto Soukh Khampasath (11-9-1). Queste le parole di The Snatch a Spirito Guerriero.

– Ciao Walter e grazie per rispondere alle nostre domande. Come ti senti in vista dell’incontro? Com’è andato il camp?

– Ciao e grazie a voi per l’occasione! Mi sento benissimo, il camp è andato bene, siamo pronti e gasati!

– Andrai per il titolo pesi leggeri, prima volta che combatterai sulle 5 riprese. Che emozioni ti suscita?

– Andare per le 5 riprese è bella tosta, ma abbiamo allenato anche questo in caso dovesse andare per le lunghe.

– Khampasath sarà l’avversario più duro da te incontrato. 21 incontri di cui 11 vittorie ed un pareggio. 7 sottomissioni. In che area dell’incontro pensi di riuscire ad importi?

– Io non mi focalizzo mai su l’ avversario, lavoro su me stesso e sono preparato a tutto.
Sono determinato, è una cintura nera e questa cosa mi ha reso ancora più carico negli allenamenti. Non vedo l’ ora.

– Quali sono i tuoi piani per il futuro? C’è qualche fighter in particolare che ti piacerebbe affrontare?

– Ho dietro un coach ed un management che seguono questo per me quindi loro scelgono, io eseguo.

– Qual è la tua opinione sui tagli del peso estremi? Tu tagli molto?

– Io taglio una decina di kg, non sono d’accordo su questa pratica ma bisogna uniformarsi al resto del mondo.
Sicuramente da “mangione” che sono eviterei anch’io 2 mesi di dieta senza nutella.

Voglio ringraziare il mio coach, il mio nutrizionista (un santo) e tutta la mia famiglia dentro e fuori palestra.

Credit: Piazzinifotografia