Harpastum

Sabato 26 Ottobre ore 15 in via Badia Bedizzole BS si terrà il 1 torneo di calcio antico Harpastum, una assoluta novità. Chiariamo subito che Harpastum e calcio storico fiorentino non sono la stessa cosa, hanno regole, numero di giocatori ed altro che le differenziano, le accomuna il senso del gioco e della squadra, lo scontro fisico. Storicamente questo sport veniva usato tra le legioni romane nei tempi di pausa tra una battaglia e l altra. Abbiamo quindi deciso di chiedere a chi ha organizzato e agli altri capitani di squadra il loro pensiero.

Partiamo con Pierluigi Gentile capitano e fondatore della Roma Legio XI

Benvenuto su Spirito Guerriero, senti partiamo dalle base, cosa è l harpastum?

L’harpastum è il gioco di calcio più antico conosciuto, lo usavano al fronte I legionari per tenersi in forma durante le pause tra una battaglia e l altra.

Come mai avete scelto questo gioco/Sport?

Siamo rimasti affascinati da questi antico sport, per tante caratteristiche uniche, l idea nasce dalla collaborazione con il gruppo storico romano, avendo molti di noi esperienze pregresse in sport da combattimento o come nel mio caso nel rugby, l avvicinarsi è stato quasi naturale.

Quali sono le caratteristiche che più sono avvincenti?

Non ci sono regole…. O quasi, ne esistono pochissime in realtà, è uno sport durissimo dove bisogna confrontarsi in modo duro ma leale, ecco questo forse è l aspetto fondamentale.

Chi è un giocatore di harpastum?

Un giocatore completo con un solido background negli SDC, il coraggio e la collaborazione con il resto del gruppo sono fondamentali.

Avete deciso di organizzare il 1 torneo con altre squadre da diverse parti d’Italia, ti va di presentarci il torneo?

L idea parte da noi, dopo un amichevole con i neri di Brescia, abbiamo iniziato a cercare altre realtà che volessero confrontarsi in questo sport. Abbiamo fortunatamente trovato in Silvio Corvetti e Luca Berges, entusiasti e pronti a raccogliere la sfida. I Marroni del Garda saranno gli ospitanti del 1 torneo su suolo nazionale.
Una cosa che mi preme sottolineare e che l’harpastrum non è la copia ne bella ne brutta del calcio storico fiorentino, hanno regole diverse.

Abbiamo anche sentito Silvio Corvetti nostro caro amico e uno dei primissimi ad impegnarsi in questo progetto,

CIao LUCA, questa avventura è iniziata tre anni fa circa quando avevamo creato i neri di Brescia e grazie soprattutto a SPIRITO GUERRIERO abbiamo avuto contatti con Firenze ,che poi per vari motivi che preferisco non dire io e altri ragazzi ci siamo tolti e a distanza di due anni abbiamo deciso di creare una nuova squadra i marroni del Garda e così preso contatti con Roma della XI legione che giocano e hanno iniziato a far crescere questo antico calcio che si chiama harpastum poi vedendo che si era formata una nuova squadra a Rimini ci siamo sentiti tutti e organizzato questo primo torneo a bedizzole Bs nella sede dove ci alleniamo tutti i sabati in via Badia
Purtroppo i neri per motivi loro non possono partecipare a questo torneo quindi si giocherà in tre squadre ma in totale sono 4 per ora e dal mese prossimo partirà anche un campionato vero e proprio dove invitiamo qualsiasi città paese o regione a seguirci e creare molte più squadre

Abbiamo poi sentito Luca Berges capitano dei biancorossi di Rimini

Ciao Luca benvenuto su Spirito Guerriero, senti partiamo dalle base, cosa è l harpastum?

L harpastum è un antichissimo sport nato a roma. Una volta era l allenamento dei legionari e si perdeva la vita.

Come mai avete scelto questo gioco/Sport?
Quali sono le caratteristiche che più sono avvincenti?

Perche siamo dei matti :)) questo gioco è la mia vita, la mia più grande passione. Faccio parte dei Verdi di Firenze dal 2016 e appena c’ è stata la possibiltà di fare una squadra di harpastum di Rimini non ci ho pensato 1 sexondo.
È il top, un mix di ferocia, tattica, tecnica e poi non bisogna mai pensare solo a se stessi ma alla squadra.

Chi è un giocatore di harpastum?

Un giocatore di harpastum è un UOMO!! UN UOMO che ha voglia di mettersi a disposizione di un gruppo, che ha gli stessi ideali, e deve essere pronto ad ogni cosa per il bene del proprio colore.

Avete deciso di organizzare il 1 torneo con altre squadre da diverse parti d’Italia, ti va di presentarci il torneo?

Il torneo sarà un figata..essendo il primo sarà una cosa nuova e subito capiremo su cosa lavorare. Noi siamo nati da 2 mesi mentre gli altri come Roma sono gia attivi da 1 anno..ma questa cosa ci da solo tanta voglia di fare

Facciamo un grande in bocca al lupo a tutti i ragazzi coinvolti in questo, per noi, fantastico progetto. Speriamo che il prossimo torneo siano anche di più le realtà iscritte.

Cenni storici sull Harpastum

DOVE E QUANDO
L’Harpastum fu uno sport piuttosto cruento appreso dai romani nell’antica Grecia (dove veniva
chiamato àrpastòn) durante le campagne di conquista del II secolo a.C.
Fu quindi importato a Roma e si diffuse successivamente in tutto l’Impero
UN GIOCO DI CUI SI SA POCO E NIENTE
• Scopo di questo gioco, antenato del rugby moderno, era
portare la palla, riempita di lana o stoppa, oltre l’estremità del campo avversario. Non è disponibile una documentazione attendibile sulle precise regole del gioco in quanto non ne esistevano di comuni.
• Ad ogni modo, dalle fonti storiche si apprende che la partita si disputava tra rapidi passaggi, mischie concitate e scontri corpo a corpo che non di rado causavano gravi ferite se non addirittura decessi.
• Il campo di gioco era solitamente uno spiazzo di terra semplice e privo d’erba; per questo motivo durante le partite aleggiava nell’aria una costante nuvola di polvere che diede al gioco un nuovo nome: pulverulentus.
CENNI STORICI PER COMPRENDERE
(Antifane)
• Ecco come il commediografo greco
Antifane (IV sec. a.C.) descrive una
situazione di gioco: «Prese la palla ridendo
e la scagliò a uno dei suoi compagni. Riuscì
a evitare uno dei suoi avversari e ne mandò
a gambe all’aria un altro. Rialzò in piedi
uno dei suoi amici, mentre da tutte le parti
echeggiavano altissime grida “E’ fuori
gioco!”, “E’ Troppo lunga!”, “E’ troppo
bassa!”, “E’ troppo alta!”, ” E’ troppo
corta!” “Passala indietro nella mischia!”».
Il gioco delle legioni
• Alcune fonti riportano che l’Harpastum fosse usato come
esercizio fisico per i legionari: non è quindi improbabile pensare che questo gioco viaggiò con le legioni romane e fu da queste diffuso in tutta Europa, dove probabilmente si fuse e contaminò con i giochi locali con la palla dato che era praticato soprattutto dalle legioni a presidio dei confini. Erano infatti frequenti le partite fra Romani e popolazioni
autoctone.
Secondo le fonti, ad esempio, nel 276 d.C. si svolse una partita in cui i Britanni sconfissero i legionari con punteggio di 1 a 0
LE INNOVAZIONI NEI GIOCHI DI MARCO AURELIO
• Marco Aurelio, imperatore romano dal
161 al 180 d.C. (noto anche per essere
stato un grande filosofo e seguace
della dottrina stoica), avendo molto a
cuore le questioni morali ed etiche e
ritenendo “barbara” l’immolazione di
uomini e animali nei circhi al solo
scopo di divertire il sadico pubblico
romano, bandì i ludi gladiatorii
sostituendoli con sport dal carattere
meno violento, uno dei quali era
proprio l’Harpastum.
IL RUGBY, UN GIOCO
“ORDINATAMENTE” VIOLENTO
Il rugby è un gioco in cui si gioca solitamente in 15 contro
15. Il contatto è concesso se non quasi obbligatorio. Lo
scopo del gioco, come già nell’harpastum, è di portare la
palla oltre la linea di meta avversaria e, se questo avviene, è
concesso alla squadra che ha segnato la meta (guadagnando
così 5 punti) di calciare il pallone in mezzo ai pali che si
trovano al livello della linea di meta, per far guadagnare 2
ulteriori punti alla propria squadra. Il pallone deve essere
passato con le mani solo all’indietro, in avanti può essere
mandato solo con un calcio
IL CAMPO
• Nell’harpastum il campo era molto semplice, costituito da una
linea media e due linee di meta. Nel rugby invece il campo è un po’
più articolato: presenta infatti una linea di metà campo, poi le due
cd. linee dei 10 metri, due linee dei 22 metri, due linee di meta e
due linee di «palla morta» che attraversano il campo
orizzontalmente rispetto allo sguardo dei giocatori e due linee dei
5 metri che attraversano il campo verticalmente.
I RUOLI
Come nell’harpastum anche nel rugby ogni giocatore deve saper
fare tutto: attaccare, difendere, placcare, ecc. Nel rugby ci sono
comunque ruoli bene precisi che vengono dati ai giocatori.
I quindici giocatori sono divisi in due categorie :
«Avanti»: i giocatori con la maglia n. 1,2,3,4,5,6,7,8
«Trequarti»: nn. 9,10,11,12,13,14,15
IL PLACCAGGIO
Al contrario di quanto si possa pensare, il placcaggio è un’azione
regolare e «premeditata». Al di là delle tecniche personali, quella che
si insegna consiste nello stare bassi, cinturare le gambe
dell’avversario al livello delle ginocchia e sollevarlo con la spalla.
Nel rugby si può comunque prendere l’avversario da qualunque parte
del corpo purché sia sotto la linea delle spalle (mai per il collo,
quindi); condizione indispensabile per poter placcare un avversario è
che questi abbia la palla; nel placcarlo lo si deve accompagnare a
terra, senza sollevarlo.
Per contro, nell’harpastum non vi erano regole su dove e come si
potesse afferrare l’avversario e si spiega così il motivo delle gravi
lesioni, che comunque anche nel rugby non mancano, e dei decessi
dovuti a questo sport.
LA MISCHIA
• Quando si pensa ad una mischia la prima cosa che immaginiamo è il disordine; anche se probabilmente questo poteva valere per l’harpastum, nel rugby la mischia è la cosa più ordinata che ci sia e viene usata a seguito di un passaggio in avanti: gli otto giocatori dall’1 all’8 si dividono in prima, seconda e terza linea. Il movimento deve essere coordinato: le prime linee, infatti, fondano il loro equilibrio sulle seconde, che sono spinte in avanti dalle terze. Ogni elemento della mischia, quindi, dipende dall’altro: se crolla un solo giocatore crolla l’intera mischia.
• Chi non ha commesso il fallo ha la facoltà di immettere il pallone all’interno della mischia, ovviamente avvantaggiando la sua squadra. Una volta dentro la mischia, il pallone viene tallonato all’indietro dalla squadra che riesce a prenderlo fino a farlo uscire, dopodiché si può ricominciare l’azione.
LA META E LA TRASFORMAZIONE
• La meta nel gioco dell’harpastum valeva 1 punto, nel rugby
invece 5 punti. In entrambi i giochi «andare a meta» era il
“semplice” portare la palla oltre la linea di meta e schiacciarla
a terra. Nel rugby dopo aver fatto meta, rispetto alla
direttrice di dove è stata fatta, viene calciata una
trasformazione (il calcio in mezzo ai pali) che vale 2 ulteriori
punti
Progetto:
La Bibliotec@ multimediale
del Foro Romano-Palatino

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