Pagliariccio: “Sono gli avversari che devono adattarsi al mio stile”

Tanio “O Scugnizz” Pagliariccio (3-0) affronterà Luca “Panzer” Panzetta (3-1) nella main card di ICF 7, in scena sabato 9 febbraio a Galliate (Novara).

“O Scugnizz” è ancora imbattuto, con due vittorie ai punti e una per sottomissione in tre incontri. La sua è una storia di riscatto: nato alle Vele di Scampia, in un contesto difficile, scopre gli sport da combattimento a 13 anni. Qualche tempo dopo diventa campione italiano di kickboxing. Poi si innamora delle MMA, e decide di trasferirsi a Milano per inseguire il sogno di entrare in UFC. I sacrifici non lo spaventano: pur di allenarsi è disposto anche a dormire sul tatami della palestra che lo ospita.

A 17 anni conquista in Ucraina il titolo mondiale di MMA Light già sfiorato in due precedenti occasioni, e così, dopo una lunga carriera da dilettante in diverse discipline, decide di passare a professionista. Esordisce da pro nel 2018, appena 19 enne, e colleziona, in un solo anno, tre successi in altrettanti match.

I risultati del ragazzo napoletano non sono passati inosservati: Alex Dandi, oltre ad averlo incluso nel roster di Italian Top Fighters Management, lo ha più volte definito “uno dei più promettenti giovani talenti italiani di MMA”, in grado di dimostrare fino ad oggi “una difesa dai takedown ed una compostezza tecnica superiore a tanti pro italiani ben più noti”. Insomma, un atleta da seguire con attenzione.

Abbiamo contattato Pagliariccio per sapere le sue impressioni sull’incontro che lo attende. Tanio premette: “Non vedo l’ora di combattere. Ero già pronto per Verona, mi è dispiaciuto davvero tanto non aver combattuto. Ma ora sono doppiamente pronto”.

Ad ICF 7 affronterai Luca Panzetta. Come hai studiato il tuo avversario e che incontro ti aspetti?

Conosco bene Panzetta, e lo stimo tanto, è un ottimo fighter. Avrei dovuto fare il mio esordio da professionista contro di lui (ad ICF 1, nda), ma sono sicuro che ora sarà un match molto più equilibrato e spettacolare di quanto potesse esserlo allora. Non ho bisogno di studiarlo, tutti i miei allenamenti e tutti i miei match sono studiati perché siano gli altri a doversi adattare al mio stile.

Panzetta ha ottenuto due vittorie su tre via submission. Credi che cercherà di portarti a terra?

Non ho idea di cosa voglia fare lui nel match e, senza nessuna arroganza, non mi interessa. Mi alleno a 360 gradi in tutte le fasi del combattimento, e sono pronto a tutto. Scopriremo il 9 febbraio che direzione prenderà questo incontro.

In caso di vittoria, pensi di essere pronto per una sfida titolata contro il campione in carica Francesco Nuzzi?

Un passo alla volta. Ora voglio vincere questo match, poi parleremo del futuro. Sicuramente non mi farò trovare impreparato per qualsiasi sfida.

Con il nutrizionista che ti segue, Roberto Scrigna, hai lavorato sul potenziamento muscolare. Come ti senti adesso? Hai notato dei miglioramenti?

Scrigna è un genio, collabora con i miei preparatori atletici Davide Pecchi e Andrea del Re, tutti insieme stiamo facendo un gran lavoro e ci sono degli ottimi risultati. Il mio corpo sta cambiando, sia per l’età che per gli allenamenti, ed essere seguito da uno staff così competente mi rende ancor più sicuro dei miei mezzi.

Hai avuto un percorso da amateur di altissimo livello, con una conquista del titolo mondiale di MMA Light a soli 17 anni. Cosa ricordi di quell’esperienza in Ucraina? Quanto sono stati importanti i trascorsi da dilettante quando sei passato al professionismo?

La mia esperienza in Ucraina è stata indimenticabile, mi ero appena trasferito a Milano, e quella vittoria mi fece subito capire che avevo preso la strada giusta. Conquistare il titolo mondiale dopo averlo sfiorato per 2 volte è stata una bella soddisfazione. Ma le esperienze più importanti da dilettante, che hanno fatto davvero la differenza, le ho fatte sul ring grazie al mio coach Omar Vergallo, che mi ha portato a combattere in giro per l’Europa.

Al momento hai svolto tutta la tua carriera da pro combattendo in ICF. Hai mai avuto proposte anche da altre organizzazioni?

Ho avuto più di una proposta al di fuori di ICF. Ma, riflettendo con i miei manager e il mio team, abbiamo valutato che piuttosto di combattere in chissà quale piccolo galà al di fuori dell’Italia, tanto per dire di aver combattuto all’estero, sarebbe stato più importante combattere nella promotion più importante del nostro paese. Mi fido completamente del mio Management.

Autore: Tommaso Clerici

Laureato in Comunicazione e Società all'Università Statale di Milano, amo scrivere, pratico boxe.

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