Caon: “Vettori ha potenzialità da grande personaggio mediatico. PR fondamentali”

Francesca Caon è un’esperta di Public Relations (PR), brand e spettacolo. Cura le relazioni pubbliche dei suoi clienti (da aziende a singole persone) con l’obiettivo di attirare l’attenzione dei mass media per farli conoscere al grande pubblico. Ha lavorato con Venator FC e attualmente collabora con Marvin Vettori.

Dato che la comunicazione è uno degli argomenti del momento a livello globale in diversi settori professionali, abbiamo contattato Francesca per capire che ruolo hanno le pubbliche relazioni nelle Mixed Martial Arts e perché sono importanti.

Da dove nasce il tuo interesse per le arti marziali miste?

Sono entrata in contatto con questo mondo tramite il mio lavoro di PR (colui/colei che si occupa di Public Relations, ndr), che grazie a una collaborazione mi ha permesso di conoscere la disciplina e i personaggi che le gravitano attorno. Quando si sciolse il mio rapporto con la promotion con cui collaboravo (Venator FC, ndr) ricevetti feedback positivi e numerose attenzioni dal movimento, e la voglia di crescere soprattutto qualitativamente all’interno di un ambiente così stimolante non mi ha più abbandonata.

Poi c’è stato l’incontro con Marvin Vettori. La nostra collaborazione è avvenuta in modo del tutto spontaneo, e ho subito riconosciuto in lui la persona giusta per mettermi in gioco sul piano internazionale, specialmente negli ambienti americani.

Che ruolo hanno le Public Relations nelle MMA? Perché è importante per un fighter affermato avere una PR?

Le pubbliche relazioni sono fondamentali in qualsiasi contesto. La mia esperienza tra cinema e televisione mi ha consentito di affermarmi con un ruolo che travalica quello di mero ufficio stampa: il mio lavoro consiste infatti nella costruzione di celebrità o microcelebrità.

Un fighter, così come qualsiasi altro sportivo o figura pubblica, dovrebbe sempre avere al proprio fianco un PR o un ufficio stampa che lo promuova nel migliore dei modi tramite i media, siano essi giornali, radio o Tv. Troppo spesso questa figura coincide con il manager, che tuttavia possiede raramente questo genere di relazioni strategiche nel settore della comunicazione.

Quale tipo di azienda/sponsor/quotidiano può essere interessato ad un atleta di MMA? Perché?

Il mio lavoro prevede un contatto quotidiano con giornali, riviste, radio e televisione: al tempo del mio ingresso nel panorama delle arti marziali miste, un solo anno fa, nessuno di questi media era disposto a scriverne o a parlarne.

Il lavoro di promozione è cominciato stringendo alleanze, nuove partnership, e tessendo una rete di contatti che spazia da giornalisti ad autori televisivi – i quali non sono più impreparati quando si parla di MMA e da cui anche le altre promotion attingono per le loro PR.

Più un atleta è in grado di fare marketing e PR e più è appetibile agli occhi di aziende/sponsor/quotidiani.

Quali risultati ha portato fino adesso la collaborazione con Marvin?

Con Marvin abbiamo lavorato in modo molto proficuo, sia sul territorio italiano che americano, e le soddisfazioni reciproche sono state notevoli. Il match del 14 aprile Vettori vs Adesanya ci ha aiutato tantissimo a spingerlo come personaggio mediatico, e questo lavoro di promozione ha fruttato una importante intervista su Repubblica, dirette televisive tra Sky e Mediaset, apparizioni radiofoniche ed uno straordinario servizio di 6 pagine su Men’s Health.

Quale pensi che siano l’immagine o i valori che Vettori può veicolare al pubblico? Cosa lo rende appetibile, da questo punto di vista?

Sono subito stata colpita dalla insuperabile capacità di Marvin di “bucare lo schermo” di fronte ad una telecamera puntata, sempre perfettamente a proprio agio grazie a una dote innata che si rivela ogni qual volta una diretta in uno studio televisivo lo richieda.

Oltre alla modalità comunicativa fluente e appropriata che lo caratterizza, credo che a renderlo appetibile ad un pubblico più vasto – che non a caso cresce di giorno in giorno – siano soprattutto la freschezza e la genuinità del suo volto. Un volto pieno di positività.

In una recente intervista al nostro sito Max Baggio, promoter di Magnum FC, ha dichiarato che, per fare il decisivo salto di qualità, alle MMA italiane manca il grande personaggio mediatico che attira tanto l’attenzione del pubblico generalista quanto il conseguente interesse degli sponsor. Sei d’accordo? Come diventa “mainstream” un fighter di MMA in Italia?

Per essere mainstream occorre investire in un PR che ti permetta di arrivare ai media mainstream, non esistono altre scorciatoie. Il caso più emblematico e significativo è senza dubbio quello di Alessio Sakara, che per primo ha squarciato il velo che separava media e MMA. Il percorso del legionario romano è l’esemplificazione del concetto appena espresso: il buon lavoro di public relations, a sostegno della sua carriera di fighter, gli hanno garantito la partecipazione a trasmissioni televisive di successo come “Pechino Express”, “Fattore Alfa” e “Tù Sì Que Vales” nelle vesti di co-conduttore assieme al rugbista Martin Castrogiovanni e Belen Rodriguez.

Non è il grande personaggio che manca, ma la concezione che debba esserci un professionista a spingerlo mediaticamente.

Concretamente, come si svolge il tuo lavoro? Per esempio, qual è il percorso che ha portato Marvin sul numero di settembre di Men’s Health?

Ogni PR segue un proprio metodo, tenendo bene a mente l’obiettivo finale che è quello di convincere, appassionare, far innamorare.

La mia professione si struttura e si fortifica con l’attività sul campo, così che gli anni di relazioni guadagnate garantiscano una libertà sempre maggiore; come quella, ad esempio, di telefonare al cellulare privato di direttori di riviste e quotidiani per avanzare proposte editoriali calibrate sull’immagine dei miei clienti.

Potenzialmente le Mixed Martial Arts possono avere attrattive anche per un pubblico femminile? Perché?

Certamente, io ne sono il primo esempio. Capita spesso che, durante i momenti di relax, approdi su YouTube alla ricerca di un qualche match che mi emozioni. Ma è chiaro che il culmine dell’innamoramento si ha dal vivo, quando nella gabbia ottagonale si concentrano tutta l’adrenalina, il pathos, la forza e la disciplina derivante da sfide incredibili che questi ragazzi hanno raccolto con grandissimo coraggio e dedizione.

Autore: Tommaso Clerici

Laureato in Comunicazione e Società all'Università Statale di Milano, amo scrivere, pratico boxe.

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