Intervista a Silvia Andreani, la first lady di Venator FC

A cura di Luca Lo Vecchio e Tommaso Clerici

Silvia Andreani è la Coordinating Manager di Venator FC. Braccio destro al femminile del Presidente Frank Merenda, vanta una notevole esperienza nel mondo delle MMA italiane. Le abbiamo rivolto qualche domanda sia su Venator che sull’intero movimento delle Mixed Martial Arts nel nostro paese.

Un bilancio di Venator FC 4. Soddisfatti del risultato? Cosa è andato bene e cosa potrà andare meglio in futuro?

Venator 4 è stato il campo di prova dei cambiamenti che erano avvenuti poco prima. A livello prettamente organizzativo ci sono molte cose che hanno funzionato in maniera lineare. Su altre, invece, sarà necessario fare un lavoro di “ristrutturazione” da un punto di vista strategico: me ne sto già occupando da mesi.

A quando il prossimo evento?

Non posso darti date fino al 15 settembre!

Nella carriera di un fighter, quanto conta il prestigio delle promotion in cui combatte?

Moltissimo. Ci sono cinture che valgono quanto la coppa di cartone dell’oratorio e titoli che hanno un peso internazionale, se non altro perché più la promotion è prestigiosa, più viene monitorata ai piani alti (ci siamo capiti).

Negli ultimi sei mesi in Italia si è verificato un proliferare di eventi di MMA. Ad oggi, le uniche date annunciate a partire da settembre sono state quelle di Italian Cage Fighting. Credi che gran parte della concorrenza abbia già rinunciato, probabilmente a causa dei bassi ricavi economici ottenuti?

Credo che organizzare eventi di MMA in Italia sia molto complesso, a causa di un target ancora poco sensibile. Non ho idea se gli altri abbiano rinunciato o meno, per quanto riguarda Venator c’è in atto una rivoluzione strategica pensata dalla sottoscritta che vede un progetto di lungo corso, con un focus ed un obiettivo molto chiaro: la crescita degli atleti nostrani.

Al di fuori di Venator, qual è stato l’evento di arti marziali miste più riuscito dell’anno fino adesso?

Dipende cosa intendi per “riuscito”… a livello di pubblico? A livello di card? Sotto quale aspetto? Bah….io non sono stata presente a tutti gli eventi, anzi a molto pochi a dire la verità. Quindi non ho proprio i dati oggettivi su cui risponderti, atteniamoci a ciò che dichiarano le promotion.

Cosa hai imparato dalla tua esperienza in questo mondo?

Bella domanda, ti ringrazio per avermela posta. Il mondo delle MMA, il suo ambiente, non è diverso da ogni altra congregazione sociale umana, regnano le stesse dinamiche di interazione. Quello che ho potuto osservare è che ancora oggi ognuno cura il suo orticello senza avere una visione più ampia del movimento, che invece sarebbe necessaria per uno step importante verso una professionalità vera. “Faide”, guerre intestine, ego, governano ancora troppo le MMA, e non portano a niente di buono soprattutto per i protagonisti principali che ne pagano direttamente le conseguenze.

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Venator FC sarà ancora patrocinato FIGMMA?

Dipende sia dal tipo di evento che dalle collaborazioni che troviamo, dove possibile penso di sì.

Venator FC come si porrà verso le WMMA? Avete intenzioni di proporle nei vostri show? Credi abbiano un giusto valore in Italia?

Siamo sempre stati propensi a proporre WMMA nei nostri show. Avrebbe dovuto esserci un match femminile anche a Venator 4, ma poi non siamo riusciti a concludere. Non è semplice a causa delle poche atlete professioniste che si cimentano in questo sport, ma siamo assolutamente favorevoli.

Ultimamente molti atleti italiani hanno firmato con promotion estere, pensate di scommettere su nuovi talenti?

Sì, siamo orientati a far crescere una nuova scuderia “targata Venator”, aria fresca e nuova. Questo non vuol dire che i nostri atleti storici non riceveranno la giusta attenzione, anzi. Faremo una selezione serrata di quelli che consideriamo maggiormente meritevoli tanto come atleti quanto come fighter che esprimono in pieno i valori di Venator.

Quali sono i criteri di selezione atleti per Venator?

Fame (non di soldi), intraprendenza, poche “seghe mentali” (scusa il francesismo).

Alla luce della tua esperienza cosa cambieresti nel mondo delle MMA?

Io sono cresciuta professionalmente con dei principi base molto chiari: lavorare sodo, riconoscenza, collaborazione, fedeltà. Mi piacerebbe diffondere questi quattro principi cardine, validi tra l’altro anche nella vita, non solo nel lavoro, anche nell’ambiente delle MMA, dato che spesso mancano.

Cosa manca alle MMA per far sì che possano diventare un investimento di valore?

Le MMA sono uno sport povero, non ci sono soldi se non in UFC. Anche le varie promotion che organizzano non sono l’El Dorado, compresi noi, e per continuare ad organizzare è necessario che ci siano persone che paghino il biglietto d’ingresso. I primi che guadagnano dal ticket d’ingresso agli eventi non sono le promotion, che hanno “semplicemente” il compito di mettere in piedi lo show e dare l’opportunità agli atleti di combattere nelle migliori condizioni possibili e con un matchmaking di livello, ma i fighter stessi. L’atleta è la chiave, lui deve promuoversi e far venire le persone che lo seguono a vederlo dal vivo, senza chiedere alla promotion omaggi, perché non ha nessun senso… La borsa al fighter non la paga la promotion, ma il pubblico. Fino a quando questo concetto non diverrà lampante ed esteso, si stagnerà nel guado.

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