Arber ‘Hitman’ Murati

Ciao Arber, benvenuto su Spirito Guerriero… come stai?

Ciao, sto molto bene, grazie mille!

Quando e come hai iniziato il tuo percorso marziale?

Ho iniziato a praticare le MMA circa 8/9 anni fa. Prima giocavo a calcio come quasi tutti i ragazzi di 19 anni. Mi ricorderò sempre il mio primo match di MMA, il 13 febbraio del 2011 a Verona, dopo solo pochi mesi di allenamento. Primo incontroin assoluto, un match di classe C contro un avversario molto più forte ed esperto di me. È stata la cosa più bella che avessi mai fatto. Lì ho capito cosa volevo fare per il resto della vita.

Qual è il team con cui ti alleni?

Ho la fortuna di allenarmi con i WARRIORS VERONA- Fight Team dei miei coach Damiano Bertoli e Luca Bertoli presso la palestra Mad For Fit di Verona, i quali, dal 1997, si dedicano allo sviluppo e divulgazione degli sport da combattimento. A loro devo la mia gratitudine per avermi fatto diventare l’uomo e l’atleta che sono oggi.

Chi sono nello specifico le persone che ti seguono durante la preparazione dei match?

Fortunatamente ho attorno un ottimo Staff. E’ grazie a loro se riesco a prepararmi al meglio. Oltre ai miei Coach Damiano Bertoli per le MMA e Luca Bertoli per la Submission, che mi seguono passo dopo passo, devo ringraziare tutti i ragazzi del mio team, tra cui il mio sparring partner Carlo Maria Vinci, Fabio De Luca, il mio sparring per il K1 Max Cavallini, il mio preparatore atletico Nicolò Cimenti. Ma anche Luca Furia, che ha il compito più difficile, quello di farmi superare il weight-in. Poi, Bruno “Tripla B” Ezer che oltre allo sparring si occupa delle questioni mediatiche, e molti altri.

Devo anche ringraziare di cuore il mio manager Luca Bartoletti e il mio amico e fratello pugile Luca Cicolin, il mio altro amico pugile Jacopo Filippi e l’ex pugile professionista Danilo Zito. Grandi amici e guerrieri. Grazie per i pugni e i consigli. Sopratutto per i pugni (ride, ndr).

Negli ultimi 9 incontri hai ottenuto 8 vittorie, dopo un inizio agonistico abbastanza complicato. Cosa, più di tutto, ti ha fatto cambiare marcia?

Questo cambio di marcia è stato determinato da diversi fattori. Quando ho iniziato a combattere da professionista, le MMA in Italia erano molto diverse rispetto ad ora. 6-7 anni fa, eravamo solo io e Cristian Brinzan, uno dei Fighter più duri che abbia mai trovato, ad avere la stessa esperienza (un paio di anni). Tutti gli altri fighter avevano molta più esperienza. Atleti dal calibro di Leonardo Zecchi, Mihail Kazaku, Santi, Morini, Celotto, Anderson da Silva, Michele Verginelli, solo per citarne alcuni.

Eri costretto ad andare all’estero per fare da carne da macello per neanche 2/300€. Nessuno sa che un mese prima del mio match in Germania (2/3 anni fa circa) contro l’ex UFC, Marcin Bandel, feci un grave incidente in macchina e non riuscii ad allenarmi al meglio, infatti il match durò pochissimo e mi lesionai il legamento crociato. Per questo fui costretto ad essere poco attivo nei combattimenti in questi 2/3 anni nei quali le MMA Italiane hanno fatto un salto di qualità enorme.

A fine settembre del 2017 mi operai al menisco e al legamento crociato. Dovevo fare 6 mesi di stop forzato ma il 3 marzo combattei lo stesso al Magnum Fc 4, praticamente senza una gamba e senza essermi preparato. Ne avevo bisogno, queste non sono scuse, assolutamente. Sto dicendo che la mia “sfortuna” è stata la “fortuna” dei fighter di oggi, che sicuramente hanno avuto una strada più agevole per il semplice fatto che non mi hanno mai incontrato in una gabbia. Senza nulla togliere alla loro bravura, naturalmente. Non mi permetterei mai di giudicare nessuno, in sintesi: “Io combatto come se il mondo intero fosse in debito con me!” – ecco cosa mi ha fatto cambiare marcia.

Hai annunciato che entro fine anno farai altri due match di un certo spessore, puoi anticiparci qualcosa?

Esattamente! Il 29 settembre e il 15 Dicembre. Purtroppo, non posso ancora anticiparvi nulla. Vi dico solamente che manca solo la firma ufficiale e che devo fare spazio nella mia bacheca dove ho tutte le medaglie, coppe, cinture vinte in carriera fino ad adesso! (Ride, ndr).

In che modo ti definiresti come fighter in ambito tecnico?

– Sinceramente non saprei neanche io come definirmi. Chiamarmi “pugile vecchio stile” è un insulto ai veri pugili. Io preferisco definirmi un “dirty boxer” (pugile “sporco”). Zero tecnica, testa abbassata e continuare ad attaccare l’avversario senza dargli tregua. Mi ispiro molto alla tecnica del Peek-a-boo di Cus D’Amato. D’Amato sosteneva che il pugilato è uno spettacolo e quindi il pugile non può accontentarsi solo della vittoria. Deve vincere e farlo in maniera “drammatica”! Deve far emozionare il pubblico! E si sa che il pubblico apprezza molto di più i match agguerriti.

Cosa rappresentano per te le Mma?

Oltre alla passione immensa per questo sport, che non manca mai, fondamentalmente le MMA per me, ora come ora, sono solo un puro e semplice lavoro. Mi è sempre piaciuto combattere, allora perché non farmi pagare (ride, ndr). Diciamo che sono solo un mezzo per sognare di avere un futuro migliore facendo ciò che ami.

Sei ancora giovane per questo sport, dove vuoi arrivare concretamente?

Relativamente giovane, considerando l’età dei fighter presenti nelle maggiori Federazioni come UFC, BELLATOR, M1 GLOBAL, ecc…, E anche i 2 anni persi fra l’infortunio e problemi vari. Devo accelerare il percorso della mia carriera. Perché io voglio arrivare in alto. Voglio poter combattete nelle federazioni più importanti al mondo, e con i fighter più forti in assoluto. Così da poter assicurare al pubblico il match più emozionante che loro abbiano mai visto ed essere ricordato per sempre. Io sostengo che i Campioni vanno e vengono, ma le Leggende non si dimenticheranno mai!

Il tuo nick name “Hitman” da dove nasce?

Viene dal fatto che in ogni mio match mi raso totalmente i capelli e la barba, come per estraniarmi emotivamente da tutto ciò che mi circonda. Una volta dentro alla gabbia devo solo continuare a picchiare senza sosta e vincere. Ritorno in me solo dopo che l’arbitro mi ha fermato. Poi, lavorando come Security capitava spesso di vestirmi elegante, in giacca e cravatta. Testa rasata e vestito elegante, vedendomi così, i miei amici hanno iniziato a chiamarmi “Hitman” perché assomigliavo al protagonista del film Hitman- L’assassino. Mi manca solo il codice a barre tatuato sulla nuca! Comunque ho iniziato a rasarmi anche perché si fa di tutto per perdere quei pochi grammi che ti mancano per rientrare nel peso!! (Ride, ndr). Scherzo!!

Volevo ringraziare tutto lo staff di Spirito Guerriero per questa intervista. E colgo l’occasione per farvi i complimenti per tutto quello che state facendo per i fighter e per le MMA Italiane.

Volevo ringraziare anche i miei Coach e tutto il mio Team. I ragazzi che mi seguono e mi aiutano e tutti coloro che credono in me. Volevo consigliare a tutti i fighter di rischiare un po di più, di non avere paura dei pugni e di provare a uscire dall’Italia e confrontarsi con le altre realtà. E’ meglio una sconfitta dopo un match agguerrito che una vittoria dopo un match noioso e senza emozione.

Vi ringrazio ancora e vi prometto che farò match sempre più emozionanti!
Massimo rispetto!

Arber HITMAN Murati. 👊👊

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