Pater-sì. La notte che avvicina Stefano alla Ufc

Ogni volta che l’asticella si alza, che il livello sale, Stefano Paternò risponde presente.

E’ successo al primo test importante contro un atleta ex Ufc, Cody McKenzie, battuto per TKO in meno di cinque minuti.

Si è ripetuto, quella stessa sera, con l’indimenticabile battaglia che lo ha visto opposto a Giorgio Pietrini: un pareggio che, per la prestazione offerta, è valso quanto una vittoria. Anche perché, da quel momento, molti hanno avuto ben chiaro quale fosse il valore di Paternò.

A questo punto, Stefano è sparito per sei mesi. I fan e gli addetti ai lavori si chiedevano il motivo di questa pausa: alcuni parlavano di un infortunio, altri addirittura hanno ipotizzato il ritiro. Finalmente, Italian Fighting Championship annuncia il main event della sua terza card: Paternò vs. Maguire per il titolo dei pesi welter.

John Maguire è un fighter solido che ha militato in Ufc tra il 2011 e il 2012. In Italia, quattro mesi prima di Ifc 3, aveva già sconfitto Leonardo Damiani. Una prova decisiva per Stefano Paternò: in diversi auspicavano che, in caso di un successo convincente, potesse arrivare la chiamata di Dana White.

La sera dell’evento, il talento della MMA Atletica Boxe archivia la pratica in 2 minuti e 48 secondi per KO, e si aggiudica la cintura. Impossibile fare meglio di così. Ma nonostante i tentativi del management dell’atleta milanese, non sono arrivate notizie dalla sponda Ufc.

A giugno viene annunciata una nuova, fondamentale sfida per Paternò, a Londra, per il titolo dei pesi welter Cage Warriors, contro il forte iraniano Mehrdad Janzemini. Un’ altra prova da superare, forse l’ultimo test per dimostrare, in una cornice di rilievo come quella del CW, che anche fuori casa Stefano è un vincente.

Janzemini ha la sua stessa età e determinazione. E’ un grappler pluri medagliato ma ha anche mani molto pesanti, ed è dato leggermente favorito dai bookmakers. Anche lui è a un crocevia della carriera: vincere l’incontro vuol dire legittimare i propri sogni.

Londra, 21 luglio, ieri sera. Inizia il match, e Stefano porta subito un high kick che non impensierisce Janzemini. L’iraniano cerca di chiudere la distanza ma viene portato a terra con un takedown; successivamente, resiste alle cariche dell’avversario che cerca di montargli sopra e colpirlo, e si apre la strada per un attacco alle gambe, che l’italiano riesce a disinnescare.

L’azione prosegue con Paternò che torna al suolo, posizionandosi sulla guardia di Janzemini, per poi passare alla mezza guardia e infine alla monta. L’iraniano prova a resistere e a divincolarsi, ma l’avversario lo tempesta di colpi: l’arbitro ferma l’incontro. Sono passati 3 minuti e 43 secondi dall’inizio: Stefano Paternò, a 22 anni, è il nuovo campione dei pesi welter Cage Warriors.

Una performance straordinaria del fighter milanese, che affronta Janzemini in quello che è sempre stato il suo campo, la lotta a terra, surclassandolo. Inoltre, l’allievo di Garcia Amadori si dimostra da subito sicuro e deciso in gabbia, si difende alla perfezione, vince al primo round contro un atleta davvero ostico, aggiudicandosi il titolo.

Quella di Londra è stata decisamente una serata Pater-sì. Adesso non resta che aspettare e vedere quali scenari si prospetteranno per il nostro connazionale. Qualunque essi siano, si può essere sicuri che Stefano risponderà presente. Più si alza l’asticella, più questo giovane campione cresce e ci rende orgogliosi.

Autore: Tommaso Clerici

Laureato in Comunicazione e Società all'Università Statale di Milano, amo scrivere, pratico boxe.

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