Di Blasi, dagli esordi a Bellator Roma: “La mia ricetta per il successo”

Mancano poco più di due settimane a uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: Bellator Roma, che si terrà sabato 14 luglio al Campo Centrale del Foro Italico nella bellissima cornice della nostra capitale.

Per l’occasione abbiamo già intervistato alcuni dei grandi protagonisti della serata: Alessio Sakara, Gloria Peritore e Martine Michieletto, a cui oggi si aggiunge anche Carlo Di Blasi, ideatore di Oktagon, organizzatore di eventi di sport da combattimento da oltre trent’anni e local promoter europeo per Bellator.

La sua attività da promoter inizia nel lontano 1986. Da allora, quali sono le cose più importanti che ha imparato svolgendo questo lavoro?

La prima cosa che ho imparato è stato al mio primo galà nell’aprile 1986. Mai combattere e organizzare allo stesso tempo. Oggi non succede più, ma nel passato il ruolo dell’organizzatore e del fighter spesso si sovrapponevano, sia in Italia che all’estero.

Però, vale lo stesso la regola che il promoter deve fare solo quello e non può, non deve, stare all’angolo di atleti o svolgere qualunque altro ruolo in contemporanea, come ad esempio stare alla cassa o fare il supervisor dei giudici.

Il promoter è il massimo regista della serata: deve essere ovunque ma allo stesso tempo in nessun luogo specifico e fisso. Ecco perché ad ogni evento perdo 2 kg…

Il primo Oktagon si è svolto nel 1996. Cosa ricorda di quel periodo? Non avevate avuto problemi da un punto di vista legale e/o di autorizzazioni (per esempio da parte di autorità, questura, eccetera) nell’organizzazione uno dei primi eventi di quel tipo in Italia?

Nel ‘96 era l’era pionieristica del free fight, come chiamavano allora le MMA. Non sapevamo cosa sarebbe potuto succedere. Poi c’erano dei pazzi che, con volantini truculenti, proponevano match tra stili diversi di combattimento in cui “uno solo sopravviverà!”.

Questo è il genere di pubblicità che rischiava di farci chiudere baracca e burattini, e che causò poi tante grane a quei poveri pazzi… Noi giocammo altre carte. Certo, parlavamo di sfide, ma tra sport diversi, non tra uomini sanguinari alla ricerca della eliminazione fisica dell’avversario. La mia chiave di lettura è stata sempre quella dello sport e dello spettacolo, mai del sangue o della volgarità.

Coinvolgemmo i media e le istituzioni, un mio punto di forza storico, e poi il pubblico decretò il successo.

Siamo davvero alle porte di una Golden Age delle MMA Italiane, come sostengono diversi addetti ai lavori?

Sì, ma solo per alcuni. Per quelli che capiranno le reali motivazioni del successo di questo sport. Il pubblico deve essere portato gradualmente ad apprezzare la MMA, che sono uno sport affascinante ma molto difficile da comprendere anche in TV, nonostante il commento tecnico.

Le discipline del ring fanno da apripista perché sono più conosciute e popolari nel nostro paese e perché il pubblico è lo stesso, in teoria. In pratica ancora no, ma non è come il pubblico della boxe che per età e cultura rifiuta le “degenerazioni” alla nobile arte. I fans della kickboxing sono più aperti e seguono la MMA, ma non sempre è vero il contrario, ovvero che i fans di MMA seguano la kickboxing…

Noi, in Fight 1 (associazione nazionale di sport da combattimento di cui Di Blasi è sia presidente che fondatore, ndr), stiamo creando una cultura sportiva che comprenda sia gli stand up fights che le MMA. Abbiamo una base aperta ed intelligente che si applica e studia le MMA per inserirle nei propri club.

Quanto è importante organizzare galà “misti”, ovvero con diverse discipline al loro interno? Cosa risponde ai “puristi” dei combat sports che criticano questa scelta?

Rispondo che per fortuna non devo decidere con altri, all’infuori di me stesso, sulle card di Oktagon, perché altrimenti non sarei dagli anni 90 l’unico a riempire con continuità ogni palazzetto dello sport anche fuori dalla mia città natale, Milano. Non voglio sembrare arrogante, ma le MMA necessitano dell’appoggio degli SdC (sport da combattimento, ndr), senza i quali purtroppo ancora stentano a fare i grandi numeri. Se poi ai puristi non piace la formula pazienza, ma è così.

L’alternativa per loro è continuare a perdere soldi fino a che la tendenza non si invertirà. Il che è sicuro perché il pubblico delle MMA comincia ad aumentare con il crescere delle palestre di tali discipline, ma il problema è: quanti soldi perderanno intanto, aspettando che i numeri salgano?

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Nel 2016 la partnership con Bellator di Scott Coker, legato a lei anche da un’amicizia personale. Come e in cosa questo accordo ha cambiato la storia di Oktagon? Progetti futuri in merito?

Scott è un amico storico da sempre, fin dai tempi di Strikeforce versione kickboxing e gli sono riconoscente per avermi chiamato al suo fianco quando ha voluto lanciare Bellator in Europa: lui è un genio. Chiaramente, l’arrivo della gabbia in Oktagon con Alessio Sakara ha definitivamente consacrato il nostro show come evento mondiale. Attenzione però, perché anche noi italiani ci abbiamo messo del nostro: la gabbia volante, Giorgio Petrosyan e il già citato Alessio Sakara sono asset nostrani.

Il futuro è deciso dagli americani con un sistema che mi sorprende sempre. Ogni evento successivo deve necessariamente essere programmato al termine dell’evento precedente, mai prima, mentre, come è noto, io adoro programmare di anno in anno. Questo è l’unico passaggio critico, poi per il resto attendo la fine di Bellator Roma per annunciare il prossimo evento, di cui ho già data e palazzetto fissato da mesi…

Gli eventi di Oktagon approderanno mai in TV in diretta?

Certo, perché lo sport DEVE andare in diretta TV. È la sua mission. Fino ad oggi la vendita dei diritti TV Italia non compensava la perdita di pubblico dal vivo che si genererà inevitabilmente, perché è ciò che è sempre successo ad ogni sport, persino al calcio, e in alcuni casi ne ha decretato la crisi, come per la boxe.

Il prossimo Oktagon probabilmente sarà in parte in diretta TV, perché le offerte della televisione italiana si stanno finalmente alzando, ma credo che bisognerà aspettare la prossima stagione.

Un suo commento di presentazione ai match di Petrosyan e Sakara. Che incontri si aspetta? Chi vede favorito?

Beh, Sakara sarà una belva nella gabbia. È il suo match di rientro dopo la storia di Firenze ed è davanti al suo pubblico… che dite? Sarà un’ esecuzione pubblica se Sloane non si sarà preparato bene, ma sappiamo che lo sta facendo con un camp in Italia, quindi… io tifo Sakara, ma sarà uno scontro duro.

Giorgio invece merita un discorso a parte. Lui è l’uomo da battere sempre! Tutti salgono sul ring per disputare il match della vita, quindi valgono sempre il doppio di ciò che è il loro valore naturale. Solo che, questa volta, sul ring sale Allazov, un cliente mica da ridere… Chingis è l’anti Petrosyan per antonomasia: più giovane, arrogante al punto giusto, viene da un paese ancora in guerra con l’Armenia, la nazione di origine di Giorgio, e infine ha detto che “l’era di Petrosyan è finita”… Basta questo, senza citare i titoli dei due, per qualificarlo come il match dell’anno.

Giorgio lo ha detto: “Sarà guerra!”.

Quale altro incontro della card, sia di kick che di MMA, magari passato in secondo piano, pensa che colpirà il pubblico?

Non ho dubbi: Martine Michieletto vs Gloria Peritore. Un match tra due regine del ring. Che bel confronto ci aspetta… Ma in realtà le belle sorprese possono arrivare da tanti incontri, perché è la miglior card che ho messo insieme da tanti anni.

Per concludere, in quale caso giudicherà l’evento un successo?

Buona domanda. Gli elementi in genere sono sempre gli stessi: pubblico, spettacolo e share TV. Nel caso di Roma, essendo la piazza più difficile d’Italia, mi basterebbe garantirmi di superare le 5.000 unità (metà dello stadio) avere un paio di KO esaltanti e vedere lo spettacolo del pubblico in delirio per le vittorie di Giorgio ed Alessio. Quanto allo share TV… beh, su quello non ho dubbi: spaccheremo come sempre!

Autore: Tommaso Clerici

Laureato in Comunicazione e Società all'Università Statale di Milano, amo scrivere, pratico boxe.

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