A tu per tu con Alessio Sakara

A cura di Luca Lo Vecchio

Ciao Alessio. Bentornato su Spirito guerriero, come stai?
Ciao a voi! Scusate se ho potuto rispondere solo adesso, ma quando sono in America penso solamente ad allenarmi e logicamente a ridere, e si vede dai video che pubblico: senza “cazzarare” non so stare!

Il tuo ultimo incontro risale a dicembre, e tutti purtroppo sappiamo come è andata. Hai dei rimpianti per quel match con Carvalho?
Zero rimpianti. Anzi, forse uno: quello di non aver fatto felici i miei fans e tutti quelli che mi vogliono bene. Ho dato tutto me stesso nella preparazione, e non ero mai stato così bene sia fisicamente che mentalmente. Chi mi conosce e mi sta vicino da anni sa quanto ero carico e concentrato nei giorni precedenti al combattimento. Nello stesso momento in cui ero negli spogliatoi non vedevo l’ora di combattere. E’ stato più bravo, più fortunato; può avere avuto un ruolo la mia disidratazione, questo non lo so. In ogni caso, il merito va a lui che ha vinto.

Piccola curiosità: tra marzo e aprile ci doveva essere una sorpresa che poi non si è concretizzata, di cosa si trattava?
Ricombattere in America di boxe, ma Bellator mi ha detto che posso farlo solo lontano dagli impegni con loro. Non aspiro a niente, tranne alla mia voglia continua di mettermi alla prova e di combattere, perché amo quello che faccio.

Dopo una carriera che ti ha portato a competere ovunque, Bellator è riuscita ad organizzare un evento nella tua città. E’ la prima volta che combatti a Roma, quanto sei emozionato?
Moltissimo, soprattutto perché, venendo da una zona popolare come Pomezia, molti dei miei amici non sono mai potuti venire a vedermi. Questa è la prima volta che combatto non solo davanti ai miei sostenitori romani, ma anche davanti ai miei amici di infanzia; e poi Roma è Roma per me, ce l’ho tatuata sul corpo.

Quale clima ti aspetti di trovare all’evento?
Sicuramente un clima da stadio. Poi, penso che in molti faranno il panico, perchè questa volta i miei figli hanno scelto una canzone che amano e conoscono tutti, quindi ci sarà uno sprigionamento collettivo di energia positiva.

Come consuetudine, per preparare il match, sei tornato all’American Top Team di Miami con Conan Silveira, un filo che non si è mai spezzato nella tua carriera. State elaborando un game plan specifico per questo incontro?
Sì, adesso sono in America. Ma, come sempre, ho iniziato la preparazione per il mio combattimento in Italia, con i miei fratelli di allenamento e allenatori che ormai mi seguono da anni. E’ grazie a loro se posso permettermi di dare il massimo anche nel nostro paese: sempre con me c’è Massimo Farina, con tutti i ragazzi dell’American Top Team Italy e i Legio’s team, Francesco Starocia per la lotta a terra, sempre all’ ATT Italy,  mentre per il wrestling ci sono Carmelo Lumia e Toto Crisanti. Poi, sto sempre spalla a spalla con un’ altra grande famiglia, che mi aiuta da diversi anni e con cui siamo sempre più in sintonia: il Furor Belli di Paolo Antonini, Chicco, Riccardo e tutti il gruppo dei ragazzi Aeterna Jiu Jitsu Antonini.
Infine ringrazio tutta la Legionarivs League, gestita da Romina: ormai siamo una legione, mi danno supporto in tutto quello che faccio, sperando che a breve escano altri legionari migliori di me!

Conoscevi il tuo avversario?
Prima che mi facessero il suo nome, no.

Dai video, Sloane sembra uno striker non particolarmente tecnico e con molte carenze nella lotta, sbaglio?
Sicuramente sono molto più forte e più tecnico io, ma in questo sport non bisogna mai sottovalutare nessuno, sopratutto chi ha le mani pesanti come Sloane.

Possiamo sapere come fai a sceglierti i match (rido, ndr)? Te lo chiedo perchè girando in diversi gruppi, pagine o blog, i tuoi haters affermano che questo incontro non sia altro che una passerella… Vuoi rispondere?
La gente, quando scrive senza sapere, lo fa per per due motivi: uno, perché non ha il coraggio di fare, quindi è più facile parlare degli altri. Due, perchè vorrebbero essere quella persona di cui parlano male. Ma siccome l’invidia li acceca, non fa vedere loro la verità: rimaranno solo degli haters, mentre quelli di cui parlano male, come me, vivono la vita la 100% e fanno quello che vogliono, senza essere schiavi della propria debolezza, paura e codardia.. Viva chi fa e non parla!

Torni finalmente a combattere a 93 kg. Quali obiettivi possibili per te all’interno del Bellator?
Stare nei 93 kg e non scendere mai più, questo è sicuro.
Potrei dirti che voglio fare la scalata per arrivare al titolo dei 93 kg, ma ti assicuro che a me piacerebbe fare prestige fight con grandi nomi. Questo già basterebbe a farmi combattere per altri 15 anni.

Quest’anno, in Italia, ci sono stati e ci saranno davvero tanti eventi di sole Mma, oppure misti. Tuttavia, sembra che non riusciamo ad uscire dalla nicchia come sport, o almeno, i numeri degli spettatori dicono questo. Tu che idea ti sei fatto? Come mai non si riecono a raggiungere numeri di pubblico accettabili?
Il motivo per il quale faccio TV e cinema non è solo perché mi sto preparando per quando mi ritirerò dalle Mma e perchè è una cosa che mi piace fare , ma soprattutto perchè ciò ha dimostrato che può avvicinare molta più gente a questo sport. Poi, c’è anche da dire che noi siamo una nazione che vive di mode. Il momento va, poi passa, e ci sarà un’ altra cosa che attira. Gli sport da contatto sono duri, e ci vuole tanta disciplina e sacrificio. Spero che nascano più veri fighter che fashion fighter, perché è quello che sta succedendo in italia. Fa fico dire combatto in gabbia, ma poi combattere davvero in gabbia è un’ altra cosa.

Grazie per il tuo tempo, Alessio.

Grazie a voi per questa intervista e a tutti quelli che mi seguono, sia chi mi ama che chi non mi ama . Vi auguro di raggiungere tutto quello che desiderate, senza pensare troppo a quello che fanno gli altri. AD MAIORA!

Autore: Tommaso Clerici

Laureato in Comunicazione e Società all'Università Statale di Milano, amo scrivere, pratico boxe.

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