La gabbia dorata luccica, tra molti pregi e qualche difetto

Ieri sera, al PalaSesto di Sesto San Giovanni (Milano), è andata in scena la seconda edizione di The Golden Cage, il primo evento italiano di Sports Entertainment. Una formula che prevede incontri di Mma, musica e spettacoli di intrattenimento all’interno dello stesso show (abbiamo approfondito il tema qui).

Il primo match, nella categoria pesi massimi, vede opposti Paolo Zorzi e il tedesco Sead Kahrovic. La contesa si interrompe dopo pochi scambi a causa di un colpo illegale, giudicato involontario, da parte di Zorzi all’avversario; in particolare, una ginocchiata nelle parti intime che costringe Kahrovic ad abbandonare la gabbia in barella. Il verdetto è di No Contest al primo round.

Successivamente si affrontano Emanuele Zaccaria e Petru Biclea, categoria pesi gallo. Anche in questo caso l’incontro termina alla prima ripresa, grazie ad un armbar che costringe Biclea alla resa e permette a Zaccaria di tornare alla vittoria.

A poche ore dall’inizio della serata è saltato il terzo match in programma, quello tra i pesi medi Enrico Cortese e il croato Lovro Kristo, probabilmente a causa di un malessere dell’atleta italiano, come riporta 4once (http://www.4once.it/2018/06/09/salta-lincontro-tra-enrico-cortese-e-lovro-kristo/).

A questo punto, la card prevedeva il confronto tra D’Ambrosio e Fusi. Ma dato che l’evento è partito in ritardo, mentre la diretta televisiva di Fox Sports doveva iniziare tassativamente alle 20.30 per trasmettere solo gli ultimi 7 incontri, gli organizzatori hanno deciso di rimandare alla fine della diretta Tv il confronto tra i due atleti italiani, quindi dopo il main event. Possono certamente capitare dei contrattempi che allunghino le tempistiche, e in questo modo si è riusciti ad ovviare al problema del ritardo, ma sarebbe stato gradito comunicare questa decisione al pubblico.

Arriva il momento di Manolo Scianna contro Gregorio Davide La Torre, in quello che probabilmente è stato il Fight Of The Night, nella categoria pesi piuma. I due danno vita a tre round di battaglia, in cui Scianna appare quasi sempre in controllo, nonostante una testata involontaria di La Torre gli abbia causato un’evidente tumefazione all’altezza dell’occhio sinistro. Dopo due interventi di valutazione del medico dovuti a questo motivo, il verdetto dei giudici assegna la vittoria proprio a Scianna per split decision. Un match davvero combattuto e di grande sacrificio da parte di entrambi i fighter, che non si sono risparmiati e hanno dato spettacolo.

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Una fase del match tra Scianna e La Torre (Maurizio Pavone Photo)

Per l’incontro successivo entrano nell’ottagono i due pesi leggeri Manolo Zecchini e Francesco Moricca. Zecchini decide di non scambiare in piedi contro il forte kickboxer, e domina a terra in tutti i round; una strategia che regala poche emozioni al pubblico, ma che assicura all’atleta veneto una netta vittoria ai punti per decisione unanime e lo riscatta dall’ultima sconfitta.

Il quinto match della serata vede opposti Daniel Pilò e il croato Dragan Pesic nella categoria pesi piuma. Il confronto inizia con un buon ritmo, ma dopo un paio di minuti Pesic si ferma, accusando una ditata in un occhio da parte dell’avversario; l’arbitro non la vede e non interviene, il croato protesta e Pilò chiude la contesa: vittoria per TKo al primo round, con Pesic che si aggira per la gabbia incredulo, ma poi accetta il verdetto.

Leon Aliu si conferma inarrestabile: altra vittoria notevole contro Amilcar Alves, fighter ex Ufc in declino ma con grande esperienza, nei pesi medi. Dopo una prima fase di rapido studio, Aliu conferma la pesantezza delle proprie mani mandando knock down il brasiliano, che però resiste con tenacia al ground and pound dell’avversario. A questo punto cambia strategia, cerca e trova la ghigliottina e sottomette Alves al primo round. Alla seconda prova contro un atleta internazionale, Aliu risponde presente. Chi sarà il prossimo?

Il terzultimo incontro della serata mette a confronto la campionessa EFC dei pesi paglia Chiara Penco e la moldava Elena Andrushenko. Nelle prime fasi della contesa le due fighter si studiano al centro dell’ottagono, ma appena la Penco prende l’iniziativa, l’avversaria accusa i colpi e si dimostra in difficoltà. Intorno al quarto minuto il match si sposta a terra, dove l’atleta livornese trova facilmente la schiena della Andrushenko e si assicura la vittoria per rear naked choke.

Penco

La rear naked choke di Chiara Penco (Maurizio Pavone Photo)

Il co-main event vede il ritorno in Italia di Daniele Scatizzi contro il norvegese Kim Tinghaugen, che si dimostra davvero duro e coriaceo. Scat fa un grande lavoro a terra in tutti e tre i round: ricorre a wrestling e grappling, tenta diverse volte di finalizzare l’avversario, utilizza il ground and pound. Tinghaugen appare progressivamente sempre più in difficoltà, ma riesce a resistere fino alla fine, lasciando il verdetto nelle mani dei giudici che si pronunciano all’unanimità per la meritata vittoria di Scatizzi. L’atleta romano tornerà presto in azione in Brave.

Scat

Scatizzi lavora a terra contro Tinghaugen (Maurizio Pavone Photo)

È il momento del main-event, che offre Danilo Belluardo opposto al bosniaco Dragoljub Stanojevic. Belluardo parte subito forte, pressa con aggressività l’avversario, trova il takedown e costringe l’arbitro a fermare il match con un furioso ground and pound dopo un minuto e trenta circa. Per Caterpillar è la quarta vittoria in quattro match nel 2018: impressionante.

Bellu

Le fasi finali del feroce ground and pound di Danilo Belluardo (Maurizio Pavone Photo)

In conclusione, l’incontro tra Orlando D’Ambrosio e Andrea Fusi, che vede prevalere il primo per decisione unanime alla fine di tre round godibili, che si sviluppano in certe fasi in piedi, in altre a terra o a parete e in cui i due alternano buoni colpi.

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Andrea Fusi in azione contro Orlando D’Ambrosio (Maurizio Pavone Photo)

Complessivamente, un evento ben riuscito: gli incontri sono stati di buon livello. In occasione dei match di Chiara Penco e Danilo Belluardo è risultato evidente un po’ di squilibrio tra loro e gli avversari. Bisogna però tenere presente che questi ultimi non erano quelli previsti originariamente, ma dei sostituti che hanno permesso di salvare la card.

Gli spettacoli di intrattenimento sono stati piacevoli e le esibizioni dei rapper hanno intervallato l’azione in gabbia senza annoiare, attirando effettivamente alcuni giovani e giovanissimi al PalaSesto. Tuttavia, la cornice di pubblico non era probabilmente quella che si aspettavano gli organizzatori, con due settori praticamente vuoti.

La posizione della gabbia e degli schermi non facilitava la visibilità, ma il bilancio finale è positivo: The Golden Cage può migliorare ancora molto, e in parte sicuramente lo ha già fatto, trattandosi di un evento comunque complesso da organizzare e gestire per le diverse varianti che comporta: dal catering per i tavoli VIP, agli impianti di luci ed audio, la gestione degli artisti che si sono esibiti, dei fighters e degli allestimenti per gli spettacoli intrattenitivi di intermezzo.

Gli organizzatori propongono un concept innovativo e moderno, promuovendolo come un brand, una novità nelle Mma italiane, che, nonostante fosse solamente al secondo appuntamento, ha ottenuto la copertura televisiva di Fox Sports, offrendo una card con molti nomi importanti a livello nazionale.

Un’ottima base per continuare a costruire, magari raddoppiando gli appuntamenti annuali.

Credit foto: Copyright Maurizio Pavone Photo – Warrior of Creativity. Vietata la riproduzione.

 

Autore: Tommaso Clerici

Laureato in Comunicazione e Società all'Università Statale di Milano, amo scrivere, pratico boxe.

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