Intervista con Samuele Sanna

Abbiamo contattato Samuele Sanna, organizzatore de The Golden Cage e manager in forza alla Superbia Management.

Cosa ti aspetti dal Golden Cage di quest’anno ed in cosa pensi sarete migliorati rispetto all’evento precedente?

Come ho già detto in precedenti interviste, dall’edizione di quest’anno mi aspetto il consolidamento di un posizionamento, ossia di un evento che senz’altro è un palcoscenico per uno sport in grandissima crescita come le MMA, ma soprattutto l’affermazione del concetto di sports entertainment cioè un movimento che possa far divertire ed intrattenere il nostro pubblico nella sue principali passioni: musica e sport.

In questa prima parte del 2018 ci sono stati moltissimi eventi in Italia. Cosa pensi dell’evoluzione del movimento?

Ben vengano gli eventi ma vorrei vedere più collaborazione; per quanto mi riguarda stiamo collaborando con tutti, sarebbe ottimo schedulare meglio gli eventi per dare al pubblico quelli che possono essere definiti “dream matches”.

Siete riusciti a portare grossi sponsor al vostro fianco, come si fa a convincere certi marchi a supportare un evento di MMA in Italia?

Ribadisco che bisogna dare una nuova visione di questo sport. Sicuramente un giusto network, ma allo stesso tempo uno studio attento dei brand cercando di creare dei contenuti di interesse

Alcuni eventi italiani hanno iniziato ad attuare i controlli antidoping, qual è la vostra posizione a riguardo? Saranno presenti ispettori della NADO al Golden Cage?

Se verranno siamo pronti ad accoglierli.
Ma ultimante si sono visti poco.
Scherzo ovviamente, ritengo che siano fondamentali in questo sport

Avete già progetti per il futuro? La vostra intenzione è quella di stabilizzarsi su di un solo grosso evento ogni anno oppure vorreste aumentare il numero delle serate?

Vediamo. Progetti ce ne sono diversi, spero che in molti vengano all’evento in modo che possiamo garantire futuri investimenti.

Con l’inserimento dei rapper nella card, non temi di snaturare le MMA stesse in nome della commerciabilità?

Assolutamente no, faranno da traino agli atleti dandogli soltanto maggiore visibilità.
E il pubblico sarà sicuramente contento di avere uno show senza pause noiose.

Fra il vostro roster di atleti, quali pensi possano essere quelli più vicini ad un salto importante?

Ce ne sono diversi ma non faccio figli e figliastri quindi non faccio nomi.
Ci stiamo impegnando molto per farli crescere sia da un punto di vista di carriera che di personal branding.

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