Scatizzi: “Sono superiore a Tinghaugen. Molti mi evitano, forse perchè..”

Daniele “Scat” Scatizzi (8-4) è pronto a tornare in azione.

L’atleta romano affronterà il norvegese Kim Tinghaugen (6-5) nel co-main event di The Golden Cage, appuntamento che andrà in scena sabato 9 giugno al PalaSesto di Sesto San Giovanni (Milano).

Tinghaugen ha raccolto una vittoria ed una sconfitta negli ultimi due incontri; è un fighter con una buona esperienza, avendo combattuto in promotion quali ACB e Superior Challenge, nonostante non vi abbia mai vinto, anche perchè ha affrontato avversari piuttosto ostici. Dunque, un atleta che non teme le sfide, a dimostrazione del fatto che, attraverso il management di Cage Warriors Academy, si è proposto come avversario di Scatizzi, evitato da diversi “colleghi”.

“Scat” è reduce da due sconfitte consecutive nella promotion mediorientale Brave, dopo aver combattuto e vinto in organizzazioni prestigiose quali Venator e Bellator. In occasione dell’ultimo incontro ha deciso di scendere, dai welter, nei pesi leggeri, la sua categoria attuale. Ecco le sue parole per Spirito guerriero!

Come procede il camp alla SBG Ireland? Stai lavorando su qualcosa in particolare?

In realtà sono già in Italia, alla SBG ho fatto solo due settimane e mezzo sulle quattro previste; purtroppo, un imprevisto che preferisco non specificare mi ha costretto a tornare prima. Come al solito, sto curando ogni aspetto della disciplina, grazie ad un ottimo camp che ho sviluppato con i ragazzi della Ramada Asd e del Clan Mano di Pietra (di cui fanno parte anche i fighter Alessandro Botti e Andrea Fusi, ndr).

Hai un’alta percentuale di vittorie per Ko/TKo (5 su 8), e il tuo avversario ha perso ben 3 volte su 5 in questo modo: pensi che lo striking sia la chiave per concludere il match prima del limite?

Mi sento superiore in tutti i campi. Inoltre, il mio striking è migliorato notevolmente: non vedo l’ora di dimostrarlo!

Tinghaugen ha 6 vittorie equamente distribuite tra Ko/TKo, Submission e Decision. Temi questa sua versatilità o ritieni che sia privo di un vero punto di forza?

Ho visto i suoi match, e credo che sia un fighter molto completo, anche estroso. Riesce a gestire entrambe le guardie e spesso ricorre a calci girati; comunque, tutto ciò non sarà mai abbastanza da potermi battere.

E’ vero che, nell’organizzazione di questo incontro, diversi atleti hanno rifiutato di affrontarti? Cosa pensi in merito?

Sì, è sempre stato così.. Forse puzzo e non me ne accorgo. Cambierò profumo!

Arrivi da due sconfitte consecutive, come ti era già accaduto nel 2015, dove poi eri riuscito ad invertire il trend. Come ti senti da un punto di vista mentale?

Non sento molto il peso di queste ultime due sconfitte, perchè credo di aver fatto due ottimi incontri. Nel penultimo ho tenuto testa, e quasi finalizzato, il welter più forte del Brave, e calcolando che già adesso sono praticamente in peso per i lightweight, vi lascio immaginare quanto fossi leggero nei welter. Contro Leary ha giocato un suo ruolo la sfortuna, ma ci sta. Concludendo, non ho pressioni psicologiche, e sono sicuro che questo periodo “sfortunello” è passato.

Parlando del Brave, hai ancora un match nel contratto. Hai già un’idea di quando potrebbe essere?

Sicuramente sarò disponibile per la prossima data utile dopo The Golden Cage.

Diversi sponsor ti sostengono e sei testimonial di Timex, noto brand di orologeria, per una campagna pubblicitaria diffusa in tutto il mondo. Ritieni che le Mma si stiano emancipando dai pregiudizi che storicamente le accompagnano?

Per i risultati che hai citato non posso fare altro che ringraziare Superbia Management: oltre a gestire la mia carriera e quella di altri atleti, sta facendo un ottimo lavoro da un punto di vista comunicativo, riuscendo ad avvicinare marchi di altri mondi al nostro (ne abbiamo parlato diffusamente qui: https://spiritoguerriero.wordpress.com/2018/05/12/un-nuovo-modello-di-business-per-le-mma-italiane-lo-sports-entertainment/ ,ndr). Penso che con la giusta promozione di fighter ed eventi, le Mma possano crescere molto velocemente; basta vedere gli sponsor che sostengono The Golden Cage, tra cui spicca Nintendo, cosa impensabile fino a poco tempo fa. Infine, credo che i social e la promozione degli atleti siano fondamentali per poter riuscire a vivere di questo sport.

 

 

 

 

Autore: Tommaso Clerici

Laureato in Comunicazione e Società all'Università Statale di Milano, amo scrivere, pratico boxe.

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