A tu per tu con Marco Santi

Abbiamo contattato Marco Santi, coach della DogEatDog e fondatore di Slam FC per fargli qualche domanda riguardo alla loro storia.

– Ciao Marco, è una caratteristica della vostra promotion quella di prestare molta attenzione ai fighter giovani ed emergenti; infatti, è sempre presente un fitto programma di match semi professionistici. Questa vostra “filosofia” a cosa pensi potrà portare sul medio-lungo periodo?

– Io non mi soffermerei, sinceramente, soltanto sui match semi professionistici. Fra quelli ed i pro siamo arrivati a circa 40. Non credo che si debba guardare a che cosa porterà, credo che si debba guardare a che cosa ha portato. Slam Fighting Championship è la più longeva Promotion di Mixed Martial Arts tutt’ora in attività. Ed è quella che ha scoperto il maggior numero di grandi atleti dal niente. Ci sono altre promotion che hanno preso nomi importanti e li hanno valorizzati, ma chi ha fatto di più per gli atleti italiani è stato Slam Fighting Championship. Il palcoscenico con persone che non erano nessuno e sono diventate qualcuno e anche molto di più, è stato Slam Fighting Championship. Noi continuiamo su questa linea e credo che nella card di quest’anno, a parte i match semi professionistici, ci sia una card professionistica con tantissimi giovani interessanti, ragazzi con Sherdog piccoli, ma in positivo e con zero sconfitte. Troverai degli atleti credo che lasceranno un’impronta nel futuro. Mettete in conto dei nomi che usciranno da qui, da Slam, un nome come Frezza, un atleta come Milito, D’Amato, come Ceglia, o tantissimi altri ragazzi giovani. Luis Mammami che fa il debutto da noi, o altri atleti, tipo Dominic Gherman, ci saranno tanti nomi che faranno la storia delle MMA in futuro.

– Qual è la storia della DogEatDog e dello SlamFC? Come sono nate e che filosofia seguono?

– Dog Eat Dog nasce nel 2007, il nome prende spunto da un libro di Edward Bunker ed ha un collegamento diretto alla filosofia inglese di Thomas Hobbes. Cane mangia cane, è un discorso di ciò che rappresentava al meglio lo spirito delle mixed martial arts all’interno della gabbia. Soprattutto non in un contesto di violenza quanto in un contesto di tattica. Ci sono un’infinità di variabili tattiche nelle MMA che non sono paragonabili a nessun altro sport da combattimento, dove vince il più spietato, il più intelligente, il più forte nella sostanza. Mi piaceva quel nome, mi sembrava rappresentasse al massimo questo doppio concetto: da un lato un aspetto estremamente culturale e dall’altro un aspetto estremamente animale. Lo Slam Fighting Championship nasce un anno dopo nel 2008, con un budget di 500 euro in un palazzetto squallido della periferia di Firenze, e 10 anni dopo siamo arrivati a creare un evento da 70.000 euro, che verrà trasmesso su piattaforme in tutto il mondo in streaming, abbiamo avuto atleti che sono arrivati in alto, il nostro campione dei pesi massimi Cage Warriors Mauro Cerilli, ad esempio. Quindi un percorso sia per Dog Eat Dog che per Slam Fighting Championship più che soddisfacente e vincente.

– Arrivati all’undicesima edizione di Slam siete ormai una promotion veterana. Se dovessi fare una riflessione che va dagli albori al giorno d’oggi, come valuteresti la crescita di questa realtà?

– Non siamo una promotion veterana, siamo la più longeva promotion italiana di Mixed Martial Arts tutt’ora in attività. Credo di poter dire che con l’evento di quest’anno, come numero di match di MMA organizzati, se non siamo i primi ci andiami vicino. Che riflessioni fare? In rapporto di investimento di denaro, risultati in quanto a spettacolarità, di valore per gli atleti, siamo i numeri uno. Poi ci sono altre promotion che hanno fatto cose più grandi di noi, ma sono morte subito dopo o sono andate in un pesante passivo. Quindi in una proporzione di investimento di risultato di spettacolo, noi siamo la prima promotion italiana. La più longeva, la prima, la più reale, la più vera per tanti aspetti, perché non abbiamo investitori stranieri alle spalle, non abbiamo soldi da buttar via. Non abbiamo una seconda attività che ci supporta per poter mandare avanti Slam, Slam campa di sé stesso. Quindi per quanto mi riguarda sotto tutti questi aspetti siamo la prima promotion in Italia.

– Quest’anno avete aggiunto allo Slam, ed è una novità per il suolo italico, War Submission King Championship, un torneo a premio, secondo regolamento EBI, che vedrà opposti 16 grandi lottatori. Da dove nasce questa idea?

– L’idea nasce da dove nasce Slam, nasce dalla passione, la passione di ciò che mi piace guardare: l’Eddie Bravo Invitational, il torneo di submission grappling più interessante che c’è. Quindi come siamo arrivati alla fine tra i primi a far nascere un evento di MMA in Italia, adesso abbiamo deciso di ampliare il nostro spettacolo e creare questa nuova promotion dedicata al submission only e con regolamento EBI. Credo che sarà un grandissimo successo, perché abbiamo 16 tra i più grandi lottatori del suolo italiano e tanti atleti stranieri, tra cui fighter dell’est, brasiliani esponenti addirittura della 10th Planet Jiu-Jitsu (la palestra di Eddie Bravo) e sarà un grandissimo spettacolo. A livello di nomi, come importanza, War Submission King Championship, supera Slam Fighting Championship. Oltre ciò comunque dovete considerare che Slam sarà una card incredibile, con dei match bellissimi.

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