EMANUELE ZANELLA ci presenta la metodologia FLOW

Parto subito con un ammissione di colpa … non ne sapevo molto del flow,per questo mi sono permesso ,preso da curiosità, di chiedere direttamente a Emanuele di colmare la mia lacuna sull’argomento e ne è venuta fuori questa chiacchierata esaustiva….

Ciao Emanuele benvenuto su spirito guerriero ,come stai?

Bene grazie, anche perché sono molto contento per questa intervista qui con voi a parlare d un argomento ancora poco conosciuto.

Partiamo da una parola Flow … in cosa consiste?

Il principio del Flow consiste sopratutto sulla Fluidità, la quale comprende sempre corpo e mente. Non si può pensare di entrare in Flow solo con il corpo, e nemmeno solo con la mente perché il corpo influisce la mente e la mente influisce il corpo. Dentro di noi abbiamo dei codici istintuali che vanno a manifestarsi nel linguaggio del corpo che è strettamente in relazione con le emozioni. Questo vale a dire che noi possiamo pensare positivo quanto vogliamo, ma se commettiamo anche dei semplici errori meccanici il Flow non può avvenire. Dobbiamo controllare ed equilibrare ogni singolo elemento in modo perfetto al tal punto da creare questa fluidità nei movimenti e nei pensieri in completa sincronia. Perché? In poche parole serve a fare la cosa giusta al momento giusto senza sforzo, vedete il classico colpo del K.O. che viene d’istinto senza averne consapevolezza no? Il Flow lavora cosi sempre.

È una metodologia che si pone come obiettivi?

La risposta è molto semplice, massima resa con minimo sforzo sia livello mentale che fisico. Il corpo è una macchina perfetta, il nostro compito è quello di avere la macchina in perfette condizioni ma anche il pilota sia pronto a guidare perché ognuno ha bisogno dell’altro. Immagina Valentino con un motorino in pista, per quanto bravo sia senza il motore sarebbe impossibile vincere contro gli altri in moto. Lo stesso vale nello sport come nella vita.
Nello sport si tende a lavorare per il 95% sul motore e lasciare che il pilota dormi sul divano a guardare la tv e pretendere che sia sveglio, attento e reattivo in gara.

A chi è maggiormente rivolto la filosofia Flow?

Se parliamo di filosofia riguarda tutti perché comprende l’assetto mentale a qualsiasi evento della vita; mi spiego meglio.
Io dico sempre che il Ring è la metafora della vita, e per il cervello combattere a livello verbale o fisico non fa alcuna differenza, è sempre lo stesso identico processo. Che tu usi il corpo per combattere fisicamente, oppure usi la bocca per combattere verbalmente, serve capire che i comandi vengono dalla centralina, e se questa non funziona bene tutto si rallenta e diventa difficile e frustrante.

Ultimamente spesso leggo sui tuoi post che insegni anche il coaching, cosa è?

Il Coaching è un vero e proprio percorso personale dove accompagni la persona a tirare fuori il meglio di sè conoscendo in profondità i propri difetti, i propri limiti, i propri bisogni che rendono schiavi le persone senza che ne siano consapevoli, e ovviamente i propri pregi e il vero potenziale bloccato. Io dico sempre che nessuno nasce insicuro, ma sono gli eventi della vita che rendono insicuri, ed è per questo che aiuto gli atleti a sbloccarsi e ritrovare la sicurezza reale per salire sul ring determinato, forte, tranquillo e sereno con il sorriso.
Se prendiamo in considerazione che gli studiosi dichiarano che nella performance la mente conta per il 90% , e il resto 10% è tecnica, ci dovrebbe far riflettere del perché atleti super preparati fisicamente e tecnicamente quando salgono sul ring danno il 50% delle loro capacità a tal punto di NON essere contenti e soddisfatti nemmeno quando vincono.
Nello sport vive la frase famosa che in palestra sono dei campioni, e sul ring invece dei …….. a tal punto di perdere con avversari più scarsi. Perdere contro un avversario forte dopo una battaglia vera da onore, ma perdere perché la testa non ha funzionato crea una frustrazione enorme.

Quali sono i benefici e come si ottengono?

La domanda è molto generica, quindi rispondo in modo più completo.
Il Flow si basa su due fronti, fisico e mentale:
A livello fisico con il METODO FLOW si può raddoppiare le performance nel combattimento aumentando la velocità, potenza, resistenza e lucidità mentale solo modificando la meccanica. Qualche anno fa quando facevo queste dichiarazioni venivo attaccato in tutti i modi, specialmente dai classici leoni da tastiera che hanno vinto la coppa del nonno e su facebook hanno foto che sembrano super campioni, invece quelli esperti chiedevano informazioni in merito per constatare se ero il classico buffone di turno oppure se c’era del vero considerando che nei video c’erano sempre atleti o maestri di livello conivolti.
A livello mentale invece cambia completamente l’approccio al combattimento e con se stessi rendendo gli atleti con una mente di ghiaccio, completamente lucidi e determinati, facendo uscire l’istinto animale quando si sale sul ring in modo naturale.
Non a caso ricevo spesso questi tipi di commenti da maestri o atleti:
“Lele non sembrava nemmeno lui, era totalmente un’altra persona, era come un robot, io parlavo e lui faceva subito!”, atleti invece ” Lele vedevo tutto come se fosse al rallentatore, sentivo ogni parola che mi veniva detto dall’angolo e le mettevo in pratica”, altri invece mi dicono che non hanno idea di quello che hanno fatto perché gli venivano i colpi in modo naturale.
Questi sono solo alcuni dei feedback che ricevo.

Come segui gli atleti, hai una palestra?

No nessuna palestra, sono senza fissa dimora per il semplice fatto che mi sposto sempre io di solito per fare i training di gruppo, invece per le sessioni private lavoro a distanza tutti in video chiamata skype. Seguo atleti da tutta Italia e anche all’estero e sarebbe impossibile senza internet, troppo impegnativo in tutti i sensi, invece cosi riesco a fare tutto ugualmente per il semplice fatto che non faccio il tecnico, ma il Mental Coach. Li accompagno dal momento della preparazione a prima di salire sul ring dando tutte le nozioni che servono per combattere al meglio, infatti la tecnologia gioca a nostro favore con le video chiamate anche telefoniche.

Cosa dicono gli atleti che segui del Flow?

Vi metto due piccole dichiarazioni dei più recenti che hanno combattuto pochi giorni fa seguiti a distanza, Cristian Faustino al Thai Fight, e il pugile campione del mondo Domenico Valentino.
– Cristian taustino hai combattuto al prestigioso Thai Fight contro un avversario fortissimo, e da quel che si è visto sei stato l’unico di tanti atleti che ha tenuto testa e messo in difficoltà l’avversario creando spettacolo vero facendo scintille sul ring.

Sappiamo che ti sei basato sul Flow, cosa puoi dire in merito?

CRISTIAN FAUSTINO
“Assieme al mio maestro Mario Zanotti abbiamo lavorato in completa collaborazione ad Emanuele curando ogni dettaglio scrupolosamente. sapevamo benissimo che questo era un match importante e l’avversario era molto forte, ma ugualmente sono salito sul ring senza il pensiero della vittoria..solo puro divertimento..sempre concentrato al massimo ma senza nessun timore, determinato e concentrato al massimo. Sono salito per fare quello che faccio di solito nel migliore dei modi libero da pensieri negativi di sconfitta o di sbagliare, libero da qualsiasi condizionamento limitante senza paura di prendere colpi duri, e se un azione andava male ricominciavo subito senza innervosirmi. Non mi sono nemmeno accorto del tempo che passava, vedevo tutto e sentivo tutto dall’angolo, ero completamente presente nel match ed è stata una goduria combattere cosi, specialmente sentire che tutto il palazzetto urlava solo per me.”

DOMENICO VALENTINO
“E solo qualche mese che sto lavorando con il flow ed è stato la mia prima volta che l’ho portato in gara,addirittura ero anche un pò preoccupato perché non riuscivo a sentire la tensione pre match, ero troppo tranquillo. Mi sembrava troppo strano e ho chiesto subito a Emanuele se era normale non avere nessuna tensione come se non stesse accadendo nulla dicendo che ero preoccupato di questa cosa, e lui ridendo mi ha risposto che è tutto nella norma come previsto.
Che dire, sul ring sei molto più sciolto, molto più leggero, pensi solo a divertiti (anche se parliamo di prendere colpi) e a fare le cose che hai preparato giorno dopo giorno in palestra rimanendo sempre in assoluta sicurezza e assoluta concentrazione sul match.
In alcune azioni mi sembrava di stare in trans assoluta lasciandomi trasportare inconsapevolmente dal flow! Sono consapevole che bisogna lavorare per tanto tempo prima che sia veramente padrone del flow, non è una cosa che impari in poche ore, anche perché è un mondo nuovo e vastissimo. Io ci metto tutto il mio impegno e sono sicuro che la cosa giocherà in mio favore nel migliore dei modi!”

Stefano Ramundo
2 o 3 anni fa prima di fare i campionati l ho contattato e abbiamo fatto coaching online e ho visto che da subito le prime cose che mi ha fatto fare davvero fighe.
Ho notato in me un risveglio anche fuori dal ring , piu sicurezza piu duri i colpi, meno freno a mano tirato
Poi sono andato a Roma a fare il training sul respiro , piu concentrato sul recupero all angolo , come respirare con i colpi ecc. E il mio bagaglio accresceva e l ultimo training l ho organizzato a Vasto sempre bruciapelo ma migliorato …. davvero forte e quando ho avuto anche gli ultimi campionati ho fatto altra coaching su skype..una sicurezza

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