Gianni Maddaloni … sosteniamo il suo immenso lavoro per Scampia…

Grande solidarietà e sostegno al Maestro di Judo Gianni Maddaloni ( padre dell’Olimpionico Pino ) che con la sua palestra di Scampia ( periferia di Napoli ) costituisce da anni un esempio
di come lo Sport possa con i suoi valori , portare i giovani in palestra ed allontanarli dalla strada e dalla delinquenza . Ora la struttura rischia la chiusura , perché non si riesce a pagare l’affitto e le spese per le utenze . In una Nazione civile , un opera come questa andrebbe sostenuta ed incoraggiata da parte delle Istituzioni per l’importanza sociale che riveste . Ci auguriamo che si trovi una soluzione , perché la chiusura di questa realtà sarebbe un amara sconfitta per tutti noi . Auguri Maestro Maddaloni OSS 👊👊👊
A nome di tutto lo Staff di Spirito Guerriero!!
Questa è la Postepay che abbiamo deciso di utilizzare per raccogliere il denaro necessario a Gianni Maddaloni per risollevarsi dalla situazione critica in cui versa con la società Star Judo Club.
Di seguito il codice fiscale e il nome a cui fare riferimento per la ricarica
RNDRNN79B46D284S
Rosanna Rondello
Potete ricaricare utilizzando l’Iban oppure nelle più comuni tabaccherie e uffici postali, oppure tramite app di postepay per chi ne è in possesso!
Siamo un gruppo di più di cinquantamila utenti, utilizziamo Facebook in modo intelligente, facciamo del bene, facciamo capire che oltre a digitare sulla tastiera siamo capaci di grandi gesti, soprattutto Tangibili!!
Da oggi do una settimana di tempo, domenica prossima pubblicherò il resoconto di tutto ciò che è stato raccolto e provvederò ad effettuare il bonifico personalmente a nome del nostro gruppo!
Sono benvenute le condivisioni…
Se ci va quando fate la ricarica scrivete nei commenti “fatto”.. non per tenervi sotto controllo ma per tenere su il post!!
Grazie di cuore ….

ed ora l’intervista realizzata poco tempo fa da Laura Rondello

La parola “maestro” deriva dal latino “magister” e ha la stessa radice di “magis” e “magnum” (“grande”), a cui si aggiunge il suffisso “-ter”, comparativo di maggioranza. “Il più grande”. “Il più forte”. “Il maggiore”.
In origine la parola indicava un moderatore, un prefetto, un governatore, un dotto della scienza, il capo di una maestranza, di una società, di un college, della milizia a cavallo. Senza perdere nobiltà, la parola è venuta a designare anche il precettore, l’insegnante.
A Scampia Gianni Maddaloni è per tutti “il Maestro”, portatore sano di una religione fatta di sport, disciplina, altruismo. Promette salvezza, ma non la assicura. Ognuno deve salvare se stesso.
Ognuno deve guardarsi dalla strada, dal degrado, dalla disoccupazione, dalla galera, dalla camorra, dalla disperazione. Deve fronteggiare il vivere in una terra ovunque presentata, nelle televisioni e nei giornali, come una Gomorra perduta per sempre.
Ho avuto l’onore e l’onere di intervistare Gianni Maddaloni, e per me non solo è stato il coronamento del sogno di una vita da ex judoka ma anche un’emozione inspiegabile.. ho trascritto i vocali del Maestro senza tralasciare nulla.. perché ogni sospiro.. ogni intercalare rende ancora più vera questa intervista..
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L. Maestro possiamo darci del tu?
G: certo…
L. ti ringrazio per aver concesso al gruppo e alla pagina Spirito Guerriero questa intervista, per me personalmente è un sogno che diventa realtà il fatto di poterti fare delle domande ho alle spalle 35 anni di judo, il mio Maestro è stato Ezio Gamba… Non solo un Maestro di judo ma un mentore e un padre per me..
E tu, quando hai capito che il judo doveva entrare nella tua vita?
G: Eh… io l’ho capito nel momento che sono sceso giù in quella palestra nel 1974 a Secondigliano. Dove ho incontrato un uomo particolare. Un uomo di cui mi sono innamorato per come parlava, per come mi spiegava il judo, lo sport. Ma prima del Judo lo sport, lo sport che era diventato diciamo per lui importante, come me lo spiegava… mi sono innamorato della persona e di quello che diceva.
L. È stato amore a prima vista o un crescendo?
G: Inizialmente ho fatto 3 giorni alla settimana. Poi ho chiesto gli altri giorni cosa facevano, mi hanno detto che c’era il corso di Judo dei ragazzini fino ad esordiente. Siccome io ho cominciato a 18 anni, ero abbastanza grande, però sentivo un richiamo qualcosa di particolare, che dovevo scendere anche nei giorni dispari. Sono sceso giù, e l’altro maestro del turno dei ragazzi ha detto se vuoi sali e mi dai una mano. E la cosa mi piaceva, veramente mi piaceva e quindi ho cominciato a fare 6 giorni alla settimana, quindi é stato un crescendo. Ecco la risposta, molto forte.
L. TUTTI sappiamo che dove vivi e dove hai la palestra è uno dei quartieri più difficili.. dove trovi la forza ogni giorno per continuare?
G: Ho avuto sempre grandi motivazioni: i miei primi tre figli, Pino, il campione olimpico, Marco e Laura hanno cominciato a due anni; stare insieme a loro mi ha motivato molto. È stato un percorso bello e sentito. Oggi è sì un quartiere difficile, ma è dove sono cresciuto, è la mia gente; la forza la trovo giorno per giorno, quando un bambino mi abbraccia, quando un ragazzo con la sindrome di down mi dà un bacio sul viso, quando un ragazzo di strada mi dice “come farei maestro senza di te, che sono senza padre?”, o anche quando si presenta un ragazzo che sogna di arrivare alle olimpiadi. Questa è la forza che mi spinge giorno per giorno: dare una mano a loro.
L. Lo sport, il judo in particolare può davvero cambiare la vita delle persone? In che modo?
G: Credo che la mia storia risponda bene a questa domanda. Ero uno scugnizzo di un rione popolare (rione San Gaetano, Miano di Capodimonte), dove più del 70% dei miei amici o sono finiti in carcere o sono morti. Quindi sì, lo sport, il judo, può cambiare la vita delle persone. In che modo? Crescere in un ambiente virtuoso, conoscere persone oneste, imparare le regole della vita, della legalità; imparare ad essere sconfitto per poi vincere.
L. Centinaia di iscritti nella tua palestra, immagino la maggior parte ragazzini.. ci vuole pugno di ferro oppure questi ragazzi hanno.solo bisogno di sentirsi parte di una famiglia??
G: Io direi prima di tutto che nella mia palestra vengono ragazzi diversamente abili, ragazzi con sindrome di down, ragazzi ciechi, ragazzi ipovedenti, ragazzi normodati normali così detti. Vengono figli di detenuti, figli di poliziotti, il pregiudizio non c’è, entrano e sono tutti uguali, tutti. Non ci sono dei corsi a parte e questo é molto importante. Il pugno di ferro non credo che ci vuole, il pugno di ferro per la gente per gli amici per tutti, ci vuole un po’ di severità. Ecco ragionare con la testa e poi con il cuore. Perché ragionare con la testa e poi con il cuore? Perché prima con la testa gli dici cosa deve fare o cosa non deve fare, quindi non pugno di ferro ma ragionare con la testa. E poi con il cuore perché lo ami e gli vuoi bene, quindi gli trasmette poi il meglio di te stesso dopo avergli fatto capire cosa deve fare. E quindi credo che questo faccia parte del discorso che si chiama clan, il clan dei Maddaloni. Il clan dei Maddaloni sappiamo bene che clan vuol dire famiglia, quindi noi siamo una famiglia.
L. cosa è per te la famiglia Maestro??
G: Ma io credo che la famiglia é come gira la casa… la moglie i figli. I miei primi tre figli sono tutti inseriti bene, il primo é campione olimpico, Laura Maddaloni sposata con Clemente Russo, pure Laura 13 volte campionessa d’Italia. Marco Maddaloni sposato, pure lui 13 volte campione d’Italia. Tutti e tre sono stati nei gruppi sportivi militari, Polizia, Finanza, Penitenziaria ancora oggi. Poi la mia seconda famiglia, la famiglia allargata. Ho altri 4 figli, voglio dire. Ilenia e maestra di danza, Francesco e allenatore di Judo. Poi ho preso un bambino della Costa D’Avorio, aveva 2 anni Braiz, oggi ha 14 anni ed é campione di Italia. Per quanto riguarda Serena, la mia ultima figlia di 12 anni é cintura marrone. Vuole andare nell’esercito con la squadra di Judo. Poi che cos’è la famiglia, la famiglia dopo la casa é la palestra. I ragazzi il clan, é un insieme di persone che hanno un solo obbiettivo. Essere uniti anche nelle discussioni, anche nelle convinzioni e negli obbiettivi.
L. Napoli, Scampia… sono davvero come le racconta Saviano nel suo romanzo?
G: Che ti devo dire, io con questo ci perdo quasi sempre con Saviano, perché alla fine é molto mediatico ha molti sponsor. Addirittura la Rai che non dovrebbe trasmettere certi modelli sbagliati. Libri, convegni mondiali, perché il male purtroppo amico tira di più del bene. Io non mi arrendo, metto in evidenza che il male c’è in tutte le periferie, ma non come lo dice Saviano. Saviano racconta una criminalità latino-americana, con bazzoka con fucili, si spara in aria. E vedi che oggi come oggi, se tu ti vai ad aggiornare e senti i telegiornali, la maggior parte dei ragazzi sparano anche in aria nelle movide, sparano così. E quando mai? Non si é mai sentito nella criminalità nella malavita, quella napoletana romana e siciliana che si spara in mezzo alle strade. No questo lo si é visto attraverso il film di Saviano, raccontati da Saviano e quindi i ragazzi non fanno altro che imitare. Quindi secondo me Saviano dovrebbe andare a Fanculo! Ciao ciao.
L. Maestro.. c’è una storia particolare o un aneddoto su questi ragazzi che vuoi raccontarci??
G: Ci sono tante storie particolari, una fra molte riguarda questo ragazzo che mi è stato “affidato” e sta con me ormai da 4 anni; suo padre, che si dice essere un “boss”, è ora in galera. Lui è adesso cintura nera, non è quello che si suol dire un bravo ragazzo, però è talentuoso, suona la batteria, il pianoforte e, attraverso questo percorso, potrebbe cambiare la sua vita. Questa è una storia particolare che però assomiglia ad altre storie, diverse ma simili.
L. I tuoi prossimi obiettivi?
G: I miei prossimi obiettivi sono quelli di far inserire l’attività motoria ed il principio del judo nella scuola elementare: fair play, educazione, formazione, rispetto per le donne e per la diversità
L. Ti sei appassionato anche alle MMA oppure rimani un purista del judo?? Se si.. mi dici cosa ne pensi delle Mma italiane??
G: Non sono un grande appassionato di MMA, rimango legato al mio judo. Già fare judo è difficile, quando lo fai come me che non pensi ai guadagni ma pensi alle soddisfazioni, mi lascia veramente poco tempo. Primo o poi cercherò di capire cos’è, ma penso che abbia poco di filosofico. Sinceramente non sono un purista, però non so bene di cosa si tratta, credo che sia una sorta di Kung Fu moderno e che sia poco adatta ai bambini.
L. Grazie Maestro.. è stato un onore per me fare questa intervista.. Se vuoi segui il nostro gruppo è la nostra pagina.. noi ne saremmo onorati.
Di Lara Rondello

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