La follia di McGregor

Intorno alle 23 circa italiane, quindi le 17-18 americane, Conor McGregor ha assaltato, con altre venti persone, il pullman su cui viaggiavano alcuni dei fighter che avrebbero dovuto prendere parte all’evento previsto per questo weekend, UFC 223. L’irlandese cercava Khabib Nurmagomedov, colpevole di aver discusso qualche giorno fa con Artem Lobov, compagno di team e grande amico di “The Notorious”.

Il fighter russo, che nella notte tra sabato e domenica affronterà Max Holloway, sembra non aver gradito alcune dichiarazioni denigranti di Lobov nei suoi confronti; da qui l’episodio, con “The Eagle” che schiaffeggia più volte il collo del suo connazionale.

 

 

 

 

 

 

 

McGregor ha deciso di vendicare questo gesto assaltando nel parcheggio del Barclays Centre di Brooklyn il pullman che trasportava, tra gli altri, Khabib Nurmagomedov, Michael Chiesa, Rose Namajunas e Ray Borg, reduci dalla consueta giornata promozionale di incontro con i media. I video diffusi mostrano un attacco in stile hooligans: l’irlandese, insieme ad una ventina circa di altre persone (tra cui Artem Lobov, che avrebbe dovuto combattere nella card preliminare ma che in seguito a questo comportamento è stato escluso da Dana White) imbraccia secchi della spazzatura e un carrello e li scaglia contro i finestrini del mezzo, sfondandone uno.

 

 

 

 

 

Le conseguenze: Michael Chiesa viene ferito al volto, portato in ospedale e per il tempo sottratto al taglio del peso che questo episodio ha comportato non prenderà parte all’evento; stessa sorte per Ray Borg, colpito da una scheggia in un occhio. I due avrebbero dovuto affrontare rispettivamente Anthony Pettis e Brandon Moreno. Rose Namajunas si è detta molto turbata in seguito all’accaduto.

In seguito all’emenazione di un mandato di arresto nei suoi confronti, “The Notorious” si è consegnato alla Polizia di New York; al momento però si trova solo in custodia, dato che le indagini sono ancora in corso.

 

 

 

Il presidente della UFC Dana White ha immediatamente condannato il folle gesto del fighter di Dublino:

Questa è la cosa più disgustosa che sia mai accaduta nella storia UFC“.

 

Il nostro pensiero va agli atleti che hanno visto saltare il loro match e ai rispettivi avversari. Preparare un incontro significa fare sacrifici e rinunce per mesi; vedere un altro fighter, per di più un campione o presunto tale, vanificare con un atto criminale questi sforzi che anche lui stesso conosce bene per un motivo del tutto futile e inconsistente, se non rappresenta il capolinea dello spirito sportivo ci va davvero vicino. Sintomo di una persona che ha completamente perso il contatto con la realtà.

Credit immagine: Tmz Sports.

Autore: Tommaso Clerici

Laureato in Comunicazione e Società all'Università Statale di Milano, amo scrivere, pratico boxe.

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