CHIARA PENCO: “IT’S TIME FOR AFRICA!”

A soli 22 anni e con un record di 2 vittorie su altrettanti match, Chiara Penco ha firmato un contratto da sei incontri per la promotion sudafricana Extreme Fighting Championship. L’atleta italiana esordirà questa sera a Johannesburg per il titolo inaugurale dei pesi paglia (52 kg) contro Danella Eliasov (già affrontata e sconfitta da Micol Di Segni) nel main event della card numerata Efc 67. L’incontro sarà visibile gratuitamente sul sito http://www.efcworldwide.tv a partire dalle 22.30 circa (ora italiana); Chiara combatterà intorno a mezzanotte. Per l’occasione riproponiamo l’ intervista fatta alla fighter toscana un mese fa per raccogliere le sue impressioni sul match, e non solo!

T: Tommaso (intervistatore)
CP: Chiara Penco

T: Come ti senti ad aver raggiunto il traguardo EFC?
CP: Sono emozionatissima per questa opportunità, è ciò che aspettavo e farò del mio meglio per dimostrare che anche le ragazze italiane spaccano negli sport da combattimento. Ringrazio il team di Superbia Management, sempre al mio fianco, per aver reso tutto questo possibile.

T: Come gestirai il camp? Lo svolgerai a Livorno oppure una parte sarà in Sudafrica o all’estero?
CP: Lo svolgerò interamente al Rendoki Dojo di Livorno sotto la guida di Massimo Rizzoli.

T: Le tue vittorie sono arrivate entrambe per submission. Uno dei punti di forza della Eliasov è il BJJ, di cui è cintura viola. Dobbiamo aspettarci una battaglia a terra?
CP: Penso che sarà tutto da vedere: il match inizia in piedi, e comunque vada mi sto preparando per ogni possiible fase del combattimento.

T: Tra te e la tua avversaria ci sono quasi 10 anni di differenza. Pensi che ciò possa avere un ruolo nel match?
CP: Sicuramente Danella ha più esperienza di me, sia di vita che nelle Mma; tuttavia credo che questo inciderà poco, la cosa importante è riuscire a mantenere la concentrazione sempre alta.

T: Ad oggi sono poche le fighters professioniste di Mixed Martial Arts, sia in Italia che nel mondo. Come mai secondo te? E tu perché hai scelto questa strada?
CP: A parer mio siamo in poche perché avverto ancora nell’ideologia femminile la paura di farsi male e di affrontare questo tipo di sfide; non a caso le Mma vengono additate in maniera equivoca come sport poco femminili. Io ho intrapreso questa strada perché mi sento una combattente sempre, anche nella vita.

T: Il tuo soprannome è “Beasty Barbie”: come è nato? Ha a che fare con una certa rivendicazione di femminilità nonostante lo sport che fai, considerato da molti “maschile”?
CP: “Beasty Barbie” è nato dal mio modo di essere una donna che tiene al look e alle buone maniere, ma anche in grado di mostrare il suo lato da “maschiaccio”, soprattutto quando sono in palestra e mi alleno. Penso che ogni donna non debba temere di mostrare la propria parte più rude, maschile e coraggiosa.

Autore: Tommaso Clerici

Laureato in Comunicazione e Società all'Università Statale di Milano, amo scrivere, pratico boxe.

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